
La sopravvivenza di molte specie animali dipende dalla loro capacità di reagire prontamente agli stimoli esterni. Questa reazione non è sempre un semplice riflesso, ma può implicare complessi processi decisionali, un aspetto che i topi di laboratorio hanno dimostrato di padroneggiare in studi sperimentali. La questione di quanto tempo un predatore debba dedicare alla ricerca di una preda prima di desistere, o se sia più vantaggioso cercare altrove, suggerisce l'esistenza di un meccanismo di "calcolo probabilistico" intrinseco. Questo calcolo sembra valutare la probabilità di ottenere una ricompensa in relazione al tempo e allo sforzo richiesto per raggiungerla.
Apprendimento e Aspettative Temporali nei Roditori
Studi condotti in ambienti di laboratorio controllati hanno rivelato che numerose specie animali, inclusi i topi, possiedono la capacità di apprendere non solo se una ricompensa è disponibile, ma anche quando aspettarsela. Nei test di condizionamento, ad esempio, i topi possono essere addestrati a rispondere a uno stimolo condizionato, come una campanella, correndo verso una fonte di cibo. Alternativamente, possono imparare a eseguire un comportamento specifico per ottenere una ricompensa, un processo noto come condizionamento operante. Esperimenti più mirati hanno ulteriormente approfondito questa capacità, dimostrando che i topi apprendono anche il ritardo con cui una ricompensa viene erogata dopo uno stimolo o un comportamento appreso. Se, durante la fase di condizionamento, una ricompensa viene ottenuta dopo un intervallo di tempo specifico, i topi in futuro si aspetteranno di riceverla con un margine di anticipo o ritardo di circa il 15%. Tuttavia, questi tipi di test tendono a valutare la capacità dei roditori di replicare comportamenti appresi in condizioni simili al passato recente, senza esplorare pienamente la loro flessibilità decisionale in scenari più incerti.
Incerto Percorso verso la Ricompensa: Un Nuovo Modello Sperimentale
Uno studio innovativo condotto da Yi Li e Joshua Tate Dudman presso l'Howard Hughes Medical Institute ha introdotto un modello sperimentale più complesso per indagare queste capacità. In questo esperimento, ai topi di laboratorio è stato presentato un apparato con due leve. Solo una delle due leve era funzionale e, una volta attivata, innescava un meccanismo che forniva accesso all'acqua, la ricompensa. Crucialmente, questa ricompensa era disponibile solo nell'85% dei tentativi e veniva erogata dopo un tempo di attesa variabile, controllato dai ricercatori su tre livelli distinti. Questo schema sperimentale poneva i topi di fronte a una significativa incertezza, poiché la ricompensa poteva arrivare dopo diversi intervalli di tempo, o non arrivare affatto.

I risultati di questo studio hanno evidenziato che, per raggiungere il loro obiettivo, i topi sono in grado di adottare strategie comportamentali notevolmente flessibili. Queste strategie suggeriscono una notevole capacità di generalizzazione e astrazione. In primo luogo, i topi hanno dimostrato di adattare rapidamente il loro tempo di attesa per la ricompensa dopo un numero limitato di tentativi. Una volta stabilita una preferenza temporale, la mantenevano con costanza, nonostante le lievi fluttuazioni nell'effettivo tempo di erogazione della ricompensa che potevano verificarsi successivamente. Questa capacità di adattamento e mantenimento di una strategia, anche in presenza di incertezza e variabilità, indica un processo decisionale sofisticato che va oltre la semplice memorizzazione di un pattern.
Il Labirinto di Barnes: Uno Strumento per la Memoria Spaziale
Oltre agli esperimenti basati sul condizionamento, esistono altri strumenti consolidati per studiare le capacità cognitive dei roditori. Il labirinto di Barnes è uno di questi, impiegato prevalentemente in psicobiologia per esaminare la memoria spaziale. Questo labirinto è costituito da una piattaforma circolare dotata di venti fori disposti lungo la sua circonferenza. Sotto ciascun foro è possibile posizionare una "drop box", una scatola che rappresenta il rifugio desiderato. L'obiettivo del topo è raggiungere questa drop box, accessibile da un unico foro specifico del labirinto. L'esposizione alla piattaforma del labirinto serve a incentivare il topo a cercare riparo nella drop box, che è l'unico rifugio disponibile.
Per facilitare l'adattamento al labirinto, i soggetti sperimentali vengono inizialmente guidati verso la drop box. Dopo circa quattro o cinque ripetizioni, un topo "normale" è in grado di dirigersi rapidamente verso il foro corretto. La performance del topo viene solitamente valutata in base al numero di errori commessi, ovvero quante volte esplora un foro che non nasconde la drop box. Viene misurato il tasso di diminuzione del rapporto tra errori e numero di ripetizioni man mano che l'esperimento progredisce. Possono essere analizzati anche parametri qualitativi, come la strategia impiegata dal roditore per trovare la drop box. Queste strategie possono essere classificate come casuali (esplorazione a caso dei fori), sistematiche (esplorazione di tutti i fori seguendo un percorso definito) o spaziali (dirigersi direttamente verso la drop box).

Il labirinto di Barnes presenta similitudini con il labirinto acquatico di Morris per il compito di navigazione e con il labirinto a bracci radiali per quanto riguarda la privazione, ma si distingue per non utilizzare stimoli avversivi forti, come il nuoto indotto nel labirinto acquatico di Morris, o la privazione di cibo o acqua come rinforzo, come nel labirinto radiale. I compiti comportamentali che inducono stress possono influenzare la prestazione degli animali nel risolvere il labirinto di Barnes, rendendolo ideale per minimizzare la confusione derivante da tali sollecitazioni. Tuttavia, in assenza di uno stimolo avversivo marcato, alcuni roditori potrebbero non mostrare sufficiente motivazione per completare il compito, preferendo esplorare piuttosto che raggiungere la ricompensa. Per ovviare a questo problema, è fondamentale utilizzare parametri di misurazione diversi. La latenza (il tempo impiegato per raggiungere la scatola), la lunghezza del percorso e il numero di errori fino al primo raggiungimento del foro d'uscita sono comunemente impiegati. Un ulteriore svantaggio del labirinto di Barnes si manifesta quando il test viene condotto su più soggetti contemporaneamente, potendo introdurre variabili non controllate.
Universo 25: l’Apocalisse da Sovrappopolazione in un Esperimento per Topi
Strutture per lo Studio Comportamentale Avanzato
Le strutture dedicate alla ricerca sul comportamento animale di laboratorio sono essenziali per testare l'efficacia di farmaci, molecole, dispositivi biomedici ed elettromedicali, nonché per studiare gli effetti di alterazioni genetiche su diversi aspetti del comportamento animale. Questi laboratori utilizzano sistemi avanzati di video-tracking e analisi computerizzata automatica per monitorare e quantificare comportamenti complessi, tra cui la locomozione, l'apprendimento e la memoria, la percezione del dolore e l'integrazione somatosensoriale.
Tra le metodologie e gli strumenti impiegati vi sono:
- Novel Object Recognition (NOR): Un test fondamentale per studiare la memoria di riconoscimento nei roditori, valutando la loro capacità di distinguere tra oggetti familiari e nuovi.
- Conditional Fear Conditioning (CFC): Un modello per studiare l'apprendimento associativo e la formazione di paure condizionate, spesso utilizzato per valutare gli effetti di farmaci ansiolitici o antidepressivi.
- Y-Maze: Utilizzato per valutare la memoria spaziale e la tendenza dei roditori all'esplorazione, misurando la loro preferenza per i bracci del labirinto.
- Water Maze (Labirinto acquatico): Un test classico per la memoria spaziale che sfrutta la tendenza dei roditori a evitare l'acqua, costringendoli a trovare una piattaforma sommersa.
- Rota-rod: Uno strumento che valuta la coordinazione motoria e la resistenza dei roditori, misurando il tempo che impiegano a rimanere su un cilindro rotante.
- CatWalk: Un sistema di analisi della locomozione che utilizza la luminescenza per tracciare il movimento delle zampe dei roditori, fornendo dati dettagliati sulla deambulazione.
Queste strutture, come il Tecnopolo di Bologna presso la sede di Ozzano (in comodato d'uso dal CIRI SDV - UO Med. Trasl.), offrono le risorse necessarie per condurre ricerche approfondite e all'avanguardia sul comportamento animale, contribuendo a una migliore comprensione dei meccanismi neurali e comportamentali sottostanti, con potenziali implicazioni per la salute umana.
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