Psicopatia: 20 Passi per Riconoscerla e Comprendere la sua Complessità

La psicopatia, un disturbo della personalità che suscita da sempre un misto di fascinazione e timore, è un costrutto psicologico ben definito che riguarda il funzionamento anomalo di alcune aree cerebrali deputate all’emotività e al senso di colpa. Spesso evocata in film, serie TV e cronache giudiziarie, viene associata a figure fredde, manipolative, talvolta criminali. Tuttavia, la psicopatia è molto più complessa di quanto l’immaginario collettivo suggerisca, non riducendosi a una semplice "cattiveria" o "assenza di emozioni".

Cervello umano con aree evidenziate

Distinzione tra Psicopatia e Disturbo Antisociale di Personalità

A livello clinico, la psicopatia viene distinta dal disturbo antisociale di personalità (DAP), sebbene i due concetti si sovrappongano parzialmente. Mentre quest’ultimo è una diagnosi prevista dal DSM-5, la psicopatia viene studiata attraverso strumenti specifici come la PCL-R (Psychopathy Checklist-Revised), sviluppata da Robert Hare. L’attuale concettualizzazione della psicopatia è stata influenzata dagli studi di Cleckley (The Mask of Sanity, 1941), il quale elencò 16 criteri diagnostici che potevano essere utilizzati per identificare le persone con questo disturbo. È importante mantenere distinti i due disturbi sul piano concettuale per le loro specificità e deficit, in modo da orientare in modo più efficace il trattamento.

I Fattori della Psicopatia: Affettivi e Interpersonali

Considerando l’analisi fattoriale del costrutto della psicopatia misurato attraverso la scala PCL-R (1991), si evidenziano 2 fattori correlati. A livello emotivo, è evidente un deficit in termini di competenza emotiva relativamente a diversi aspetti. In ogni caso, il deficit a carico dell’empatia appare centrale nella psicopatia. Considerando gli aspetti cognitivi ed emotivi dell’empatia, la letteratura suggerisce che le disfunzioni negli psicopatici non sono a carico degli aspetti cognitivi dell’empatia di riconoscimento di stati mentali, pensieri, desideri, credenze e intenzioni (tipicamente misurati attraverso compiti e test di Teoria della Mente, quali l’Advanced Theory of Mind Test oppure il Reading the Mind in the Eyes’ task). D’altro canto, facendo riferimento alle componenti emotive dell’empatia, sembrano significativi i deficit a carico del riconoscimento delle emozioni nell’altro.

Comportamenti Impulsivi e Insensibilità alla Punizione

In generale, gli psicopatici non mostrano alcuna preoccupazione riguardo gli effetti che le loro cattive azioni possono avere sugli altri, o addirittura su loro stessi. Spesso commettono crimini impulsivi e non pianificati, persino quando la probabilità di essere scoperti e puniti è elevata. Alla base di tali comportamenti sembrerebbe esserci un’incapacità di apprendere informazioni associate alle punizioni e di rispondere in maniera appropriata ad esse.

Diagramma di flusso decisionale con enfasi sulla punizione

Storia di Attaccamento e Parenting Disfunzionale

In letteratura si è osservato che la storia di attaccamento dei soggetti con psicopatia è caratterizzata da esperienze di parenting disfunzionale tra cui: a) stile genitoriale incoerente e instabile: le regole sono scarse, instabili, il genitore non fornisce in modo stabile, coerente, significativo e contingente un feedback per regolare il comportamento aggressivo del bambino (spesso gestito in modo coercitivo); b) stile genitoriale autoritario ed eccessivamente severo e coercitivo; c) trascuratezza e scarso monitoraggio; insufficiente condivisione ed espressione affettiva; elevata emotività espressa.

Studi Sperimentali sul Decision-Making e la Psicopatia

Diversi studi hanno indagato le capacità decisionali degli individui con tratti psicopatici. Van Honk, Hermans, Putnam, Montagne e Schutter (2002) hanno esaminato, in partecipanti con alti e bassi tratti di psicopatia, le performances in un famoso task sperimentale, l’Iowa Gambling Task. Newman, Patterson e Kosson (1987) hanno chiesto a psicopatici e non psicopatici incarcerati di eseguire un compito monetario del tutto analogo all’Iowa con l’obiettivo di esaminare le loro risposte perseverative. Anche in questo caso gli psicopatici compivano scelte non vantaggiose e perdevano maggiori somme di denaro durante il compito. Blair, Morton, Leonard e Blair (2006) hanno studiato la capacità di decision making in persone con psicopatia usando il Differential Reward/Punishment learning task, nel quale i partecipanti dovevano scegliere tra due oggetti che erano associati a differenti livelli di premio o punizione.

Altri ricercatori recentemente hanno somministrato l’Ultimatum Game ed il Dictator Game ad un gruppo di psicopatici e ad un gruppo di controllo. Nell’Ultimatum Game un primo giocatore decide come dividere una somma di denaro tra sé e un secondo giocatore, mentre quest’ultimo può decidere se accettare o meno la divisione proposta. Nel caso in cui egli rifiuti l’offerta, entrambi i giocatori non riceveranno la somma di denaro. Nel Dictator Game, invece, il primo giocatore decide come dividere la somma di denaro, mentre il secondo giocatore semplicemente riceve la parte di denaro decisa dal primo. I risultati hanno mostrato come gli psicopatici accettassero in minor misura le offerte valutate come ingiuste e non eque in questi due giochi, ottenendo di fatto a fine gioco una minore somma di denaro rispetto ai non psicopatici. In uno studio più datato Blanchard, Bassett e Koshland (1977) hanno indagato la sensibilità a premi e ricompense in un gruppo di psicopatici incarcerati, rispetto ad un gruppo di controllo, ai quali veniva chiesto di effettuare una scelta tra ricevere un premio nell’immediato, seppur piccolo, oppure ricevere un premio tre volte maggiore ma con un ritardo di qualche ora o qualche giorno.

Il gioco dell'ultimatum | Il più grande esempio di "irrazionalità" umana

I dati riscontrati in questi diversi studi permettono di trarre alcune osservazioni e riflessioni su un disturbo così complesso e ricco di sfaccettature. I comportamenti impulsivi, irresponsabili, privi di pianificazione potrebbero essere in parte spiegati dalla sostanziale incapacità dello psicopatico di frenare la necessità di ricompensa e gratificazione immediate, di resistere alla tentazione di provare emozioni ed esperienze forti, e dalla sua insensibilità di fronte a feedback negativi o punizioni, come si è potuto rilevare nei diversi studi con compiti di decision-making.

Ragionamento Morale e Disfunzioni Cerebrali

In generale, le ricerche sulle capacità di ragionamento morale in individui con psicopatia che hanno utilizzato sia il paradigma di Kohlberg sia quello di altri studiosi (ad esempio, Turiel) delineano un’immagine dell’individuo con psicopatia come essenzialmente mancante di un’adeguata moralità e perciò insensibile ed inosservante dei principi dell’etica comune. Anche disfunzioni a carico della corteccia prefrontale ventromediale (vm PFC) correlano con la psicopatia, come evidenziato da studi su pazienti neurologici con lesioni focali e da studi sperimentali sul decision making.

La Psicopatia nella Società: Successo e Pericolo

In Germania vivono circa 500.000 psicopatici, probabilmente anche di più. Solo il 50% di loro si distingue: finiscono in carcere come criminali violenti. L’altra metà ha successo nella vita. Sono spesso estremamente affascinanti, eloquenti e sicuri di sé. Ma hanno tutti un lato oscuro in comune: gli psicopatici sono spietati, manipolatori e non hanno pietà per chi li circonda. Non tutti gli psicopatici diventano stupratori o assassini. Molti di loro hanno un enorme successo nella vita professionale: la loro incoscienza, l’autostima esagerata e la propensione al rischio li portano a posizioni di potere. Questo perché mancano di empatia e sono coraggiosi, e spesso possono essere particolarmente completi. "Ciò che queste persone realizzano nella vita dipende anche dal loro background sociale, dalla loro intelligenza e dal loro livello di istruzione", afferma Birbaumer. I più intelligenti riescono a usare i tratti della loro personalità in modo tale da ottenere un grande successo nella vita professionale. Indipendentemente da dove finiscano, in prigione, in politica o come CEO di una grande azienda, le persone con tendenze psicopatiche hanno una cosa in comune: non mostrano alcuna attività nelle aree del cervello collegate al sistema della paura. "A livello cognitivo, comprendono bene le conseguenze delle loro azioni, ma non le avvertono", afferma Birbaumer. Sono semplicemente indifferenti alla sofferenza delle loro vittime, non provano nemmeno paura per le conseguenze delle loro azioni e sono emotivamente incapaci di empatia. Ecco perché tra il 25 e il 40% dei detenuti è psicopatico.

Grafico a torta che mostra la percentuale di psicopatici in carcere e nella società

Neuroscienze e Psicopatia: L'Attività Cerebrale

Un neuroscienziato esamina il cervello degli psicopatici con la Tomografia a Risonanza Magnetica (RMN). Birbaumer spera che anche il cervello degli psicopatici possa imparare a sviluppare le proprie emozioni. Il comportamento di molti psicopatici è evidente fin dall’infanzia. "È tipico degli psicopatici avere problemi prima della pubertà", afferma Birbaumer. Lo psicologo e neuroscienziato ritiene che, ad esempio, i bambini che soffrono di sindrome da deficit di attenzione (ADHD) prima della pubertà siano ad alto rischio di sviluppare tendenze psicopatiche. "Questi bambini vengono trattati con Ritalin, ma questo non ha effetti a lungo termine". Birbaumer raccomanda quindi di iniziare la terapia cognitivo-comportamentale il prima possibile. Birbaumer ritiene che persino gli psicopatici possano imparare a provare paura, anche quando il terapeuta e lo scienziato attivano le aree "morte" del cervello. "Non è vero che gli psicopatici non siano modificabili. L'attività cerebrale può essere allenata". "Non i farmaci, ma la terapia cognitivo-comportamentale potrebbero aiutare. Tuttavia, non si sa ancora quanto a lungo termine possano essere gli effetti positivi.

La Checklist di Hare: Uno Strumento Diagnostico

Lo psicologo criminale canadese Robert Hare ha sviluppato una checklist per psicopatici (PCL) che include i 20 sintomi più importanti. Tuttavia, anche gli psichiatri forensi hanno spesso commesso errori nelle loro valutazioni. Tuttavia, la checklist è considerata uno strumento scientificamente accettato per identificare le tendenze psicopatiche. Qualcuno può comunque essere pericoloso e criminale anche se ha ottenuto un punteggio basso. Gli psicopatici tendono ad essere sofisticati e affascinanti. Gli psicopatici sono costantemente alla ricerca di stimoli, corrono molti rischi e non temono le conseguenze. Gli psicopatici sono spietatamente ciechi ai bisogni degli altri. Gli psicopatici spesso hanno solo una gamma limitata di emozioni. Le relazioni a lungo termine sono sospette per gli psicopatici; cambiano spesso le loro persone di riferimento. Gli psicopatici dovrebbero andare in prigione, anche quelli che hanno commesso i crimini più gravi.

I 20 Tratti Caratteristici della Psicopatia

La psicopatia non si manifesta con un solo sintomo, ma attraverso una combinazione di tratti caratteristici, riconoscibili attraverso valutazioni cliniche specifiche.

Tratti Interpersonali:

  1. Superficialità emotiva e fascino manipolativo: Si presentano come persone aperte e socievoli, ma è soltanto una facciata dietro la quale nascondono la loro incapacità di provare emozioni profonde come l’amore, la tenerezza, la fiducia. Con il loro charme e il loro modo di fare accattivante riescono a dissimulare a meraviglia le loro carenze.
  2. Egocentrismo e grandiosità: La smaccata sopravvalutazione di sé è un tratto tipico degli psicopatici. Questo arrogante senso di superiorità è profondamente connaturato in questi individui ed è difficile da sradicare.
  3. Tendenza alla menzogna patologica: La menzogna è uno strumento irrinunciabile per gli psicopatici. A questi individui appare del tutto logico e pertinente che la verità non basti o sia addirittura inutile. Una volta che uno psicopatico inizia a mentire, non può e non vuole smettere.

Tratti Affettivi:

  1. Freddezza emotiva e assenza di rimorso o senso di colpa: Negare i propri errori è una peculiarità fondamentale degli psicopatici. L’aspetto contraddittorio però è che questi individui non si impegnano in alcun modo per non commettere errori, ma solo per negare di averne commessi. Non provano le emozioni come le persone normali; sono anaffettivi. L’anaffettività nasce nella persona che è stata colpita nelle sue più diverse sfaccettature affettive.
  2. Mancanza di empatia: Purtroppo il sentimento dell’empatia non rientra fra i loro punti di forza. Lo psicopatico non ha la capacità di mettersi nei panni degli altri, manca di simpatia emotiva, di altruismo, compassione, gentilezza e di una visione condivisa della moralità.

Stile di Vita Disadattivo:

  1. Impulsività e ricerca di stimoli forti (sensation-seeking): Gli psicopatici sono costantemente alla ricerca di stimoli, corrono molti rischi e non temono le conseguenze.
  2. Irresponsabilità: Vivono in un caos interiore che necessariamente genera contraddizioni. Un giorno si sostiene una cosa e quello seguente il suo esatto contrario, a seconda della situazione e dell’umore.

Comportamento Antisociale:

  1. Aggressività e violazione delle norme sociali: Chi non fa errori non può mai avere alcuna colpa. La giustizia si misura su un unico principio ovvero su ciò che è bene per loro.
  2. Recidiva criminale: Gli psicopatici dovrebbero andare in prigione, anche quelli che hanno commesso i crimini più gravi.

Altri Tratti Rilevanti:

  1. Uso strumentale degli altri: Le persone caratterizzate dalla "triade oscura" (psicopatia, machiavellismo, narcisismo) sono fredde emotivamente, non sono empatiche, cercano forti emozioni, amano strumentalizzare e manipolare l’altro.
  2. Difficoltà nelle relazioni a lungo termine: Le relazioni a lungo termine sono sospette per gli psicopatici; cambiano spesso le loro persone di riferimento. Tendono a relazioni non impegnative.
  3. Capacità di generalizzazione per affermare la propria opinione: Se si accorgono che gli interlocutori hanno delle riserve nei confronti dei loro argomenti, per affermare la propria opinione tendono a ricorrere a generalizzazioni del tipo: «Ogni persona intelligente sa che…».
  4. Abilità nel camuffamento: Riescono a dissimulare a meraviglia le loro carenze. Per mascherare questa pecca, si vantano della loro presunta capacità di agire in modo razionale.
  5. Uso della paura per motivare: Uno psicopatico motiva gli altri usando la paura, piuttosto che il rispetto; è portato a distruggere piuttosto che a correggere.
  6. Difficoltà a riconoscere le proprie azioni: Normalmente chi ferisce gli altri, ne parla male, dice loro falsità e li inganna sa bene che questo comportamento non ha niente di onorevole.
  7. Ricerca di alleanze strategiche: Nell’emergenza ricorrono anche a uno stratagemma e cercano di allearsi con il “nemico” utilizzando abili tecniche manipolative.
  8. Mancanza di preoccupazione per le conseguenze: Gli psicopatici non mostrano alcuna preoccupazione riguardo gli effetti che le loro cattive azioni possono avere sugli altri, o addirittura su loro stessi.
  9. Promesse non mantenute: Gli psicopatici di solito si fermano alle parole, cui non vengono mai fatti seguire i fatti.
  10. Stile di vita parassitario: Ogni persona che contravviene alle esigenze e alle regole della nostra comunità sociale disattendendo le norme e i valori condivisi senza mai assumersi la responsabilità delle proprie azioni, vive a spese degli altri e merita che si definisca parassitario il suo stile di vita.
  11. Indifferenza alla sofferenza altrui: Sono semplicemente indifferenti alla sofferenza delle loro vittime, non provano nemmeno paura per le conseguenze delle loro azioni e sono emotivamente incapaci di empatia.

Infografica con i 20 tratti della psicopatia

Neurobiologia della Psicopatia: Amigdala e Corteccia Prefrontale

Le neuroscienze hanno compiuto notevoli progressi nello studio della psicopatia, rivelando alterazioni strutturali e funzionali in specifiche aree del cervello. Attraverso tecniche di neuroimaging, come la risonanza magnetica funzionale (fMRI), si è osservato che l'amigdala, centro della regolazione delle emozioni, risulta spesso ipofunzionante nei soggetti psicopatici. Questo spiega la loro ridotta reazione di paura. La corteccia prefrontale ventromediale (vm PFC), coinvolta nel giudizio morale e nella presa di decisioni, presenta anch'essa disfunzioni correlate alla psicopatia. Questi dati indicano che la psicopatia ha una base neurobiologica misurabile, anche se l’ambiente e l’educazione giocano un ruolo fondamentale nell’espressione concreta dei tratti psicopatici.

La Psicopatia non è Sempre Criminalità

L’idea che tutti gli psicopatici siano individui violenti o criminali è un mito da sfatare. In realtà, gli studi mostrano che la psicopatia si distribuisce lungo un continuum: esistono forme più gravi, legate a comportamenti antisociali e aggressivi, ma anche varianti cosiddette “adattive”. Alcuni psicopatici non mostrano comportamenti illegali, ma tratti che li rendono insensibili, ambiziosi e manipolatori, spesso ben mimetizzati in contesti sociali e professionali. La differenza fondamentale sta nella capacità di canalizzare i tratti psicopatici verso obiettivi socialmente accettati, evitando la violazione delle norme. Tuttavia, anche in questi casi, le relazioni interpersonali possono risultare compromesse e il rischio di abuso psicologico o sfruttamento degli altri resta alto.

Diagnosi e Trattamento della Psicopatia

Identificare la psicopatia richiede un’analisi clinica approfondita, che tenga conto sia dei tratti comportamentali osservabili sia dei fattori neuropsicologici. Gli strumenti utilizzati dagli specialisti includono test strutturati, osservazioni comportamentali e colloqui clinici. La PCL-R (Psychopathy Checklist-Revised), ideata da Robert Hare, è una scala che misura 20 criteri raggruppati in due fattori principali: tratti affettivi/interpersonali e stile di vita antisociale. Il Triarchic Model of Psychopathy, sviluppato più recentemente, propone tre dimensioni fondamentali: audacia, disinibizione e insensibilità. È importante ricordare che la diagnosi non si basa su singoli comportamenti ma su un pattern ricorrente e stabile nel tempo.

La psicopatia, in particolare nelle sue forme più gravi, è considerata uno dei disturbi della personalità più resistenti al trattamento. Le persone psicopatiche, infatti, raramente riconoscono di avere un problema e tendono a manipolare anche i terapeuti. Tuttavia, alcuni approcci terapeutici hanno mostrato risultati promettenti, soprattutto se avviati in età precoce o in contesti controllati. Interventi psicoeducativi e familiari in età evolutiva e terapie cognitive-comportamentali (CBT), focalizzate sull’autocontrollo, la consapevolezza delle emozioni e la riduzione dei comportamenti antisociali, sono tra le strategie considerate. La prevenzione resta il campo più promettente: riconoscere precocemente i segnali di rischio e intervenire in contesti familiari disfunzionali può fare la differenza.

Psicopatia e Sessualità: Deviante e Manipolativa

Gli studiosi ritengono che la psicopatia sia associata a molte abitudini sessuali che possono essere caratterizzate come clinicamente devianti quando presenti. Il termine psicopatia sessuale è utilizzato per definire quei comportamenti caratterizzati da un'aggressività sessuale inaccettabile o proibita e da una totale mancanza di rispetto per i sentimenti del partner, costretto a partecipare suo malgrado. Il comportamento sessuale psicopatico è spesso legato a impulsività, mancanza di empatia e ricerca di dominio, piuttosto che a un impulso senza logica.

Psicopatia, Sociopatia e Disturbo Antisociale: Differenze Sottili

Psicopatia e sociopatia sono spesso utilizzati come sinonimi ma in realtà indicano due disturbi molto diversi tra loro. Il mancato rispetto delle norme, delle leggi e dei costumi; il disprezzo per i diritti degli altri; la tendenza al comportamento violento e la mancanza di senso di colpa e rimorso sono senza dubbio elementi comuni ma le differenze sono evidenti e sostanziali. I sociopatici sono solitamente agitati e nervosi, vivono ai margini della società e raramente riescono a rimanere a lungo nelle relazioni, nel lavoro o negli ambienti. Sono volubili e presentano violente esplosioni emotive. Il sociopatico può far parte di un gruppo o creare un legame con qualcuno purché questo implichi la violazione delle norme ma le sue azioni sono meno pianificate e organizzate.

Esiste anche una sostanziale differenza tra psicopatia e disturbo antisociale, sebbene le due condizioni siano correlate e talvolta sovrapposte. Il disturbo antisociale di personalità è caratterizzato da una tendenza permanente a ignorare e violare i diritti degli altri, dall'impulsività e dalla mancanza di rimorso. La psicosi si riferisce all'incapacità di distinguere la verità dalla fantasia. Le persone affette da questo disturbo possono avere allucinazioni o deliri e ricevere una diagnosi concomitante di schizofrenia o disturbo bipolare, patologie che non sono riconducibili alla psicopatia.

Psicopatia Femminile: Ingannevole e Sottovalutata

La psicopatia femminile si esprime con le parole, con l’arte dell’inganno e della manipolazione, raramente con la violenza. I pregiudizi di genere giocano un ruolo fondamentale nella stima del disturbo psicopatico declinato al femminile. Secondo una recente ricerca, le donne psicopatiche sono fino a cinque volte più comuni di quanto si pensasse in precedenza. L'errore deriverebbe sia dal fatto che gli studi hanno sempre esaminato criminali psicopatici di sesso maschile sia dalla credenza errata che vede tratti come la manipolazione, la freddezza emotiva, la mancanza di empatia come caratteristiche tipicamente maschili e quindi non ascrivibili al sesso femminile.

Radici Neurobiologiche e Fattori Genetici

I tratti caratteristici di questo disturbo non appaiono per caso ma sono determinati da alcune basi neurobiologiche che possiamo considerare causa della psicopatia. Studi condotti con la risonanza magnetica hanno evidenziato che nei criminali psicopatici, la densità delle aree cerebrali coinvolte nel controllo cognitivo e nella regolazione delle emozioni era sostanzialmente compromessa. In particolare, un'anomalia nel funzionamento dell’amigdala sarebbe la causa di due tratti caratteristici della psicopatia: l’assenza di empatia e la bassa reattività di fronte a pericoli, minacce ed eventi nocivi.

Esistono varianti genetiche che delineano una maggiore tendenza alla violenza, come, ad esempio, i geni CDH13 e MAOA. Tutti possiamo ereditare questo tipo di varianti dai nostri genitori ma questo non vuol dire che in futuro ci trasformeremo in psicopatici o criminali violenti. Nella maggior parte dei casi è necessario che intervengano altri fattori di rischio come la mancanza di attaccamento, gli abusi infantili, o particolari situazioni di stress e di ansia che possono provocare un cambiamento progressivo nel cervello e nel comportamento del bambino.

La Complessità Cognitiva ed Emotiva

Lo psicopatico è capace di distinguere il concetto di giusto da quello di "moralmente sbagliato"? La risposta è negativa: la letteratura scientifica ha infatti dimostrato che il giudizio morale espresso dallo psicopatico porta con sé una connotazione assolutamente utilitaristica. Concentrati sul traguardo da raggiungere, ovvero il vantaggio per sé, violano regole e norme sociali perché non riescono a valutare il costo morale del proprio comportamento. Il processo cognitivo dello psicopatico è inoltre caratterizzato da un bias rigido e inflessibile: questi individui vedono se stessi come forti, autonomi, vincitori, e gli altri deboli, sopraffatti e "degni" di essere sfruttati.

Uno degli aspetti peculiari della personalità psicopatica è la capacità di sfruttare e manovrare le persone il più delle volte con esiti positivi. Lo psicopatico presenta un deficit molto importante ovvero non riesce a decifrare i processi emozionali altrui. Questa incapacità e questa mancanza di reciprocità affettiva con gli altri rende ancora più efficace la sua capacità di persuasione. L’altro è semplicemente un oggetto da usare ed è proprio questa convinzione a sgombrare il campo da qualsiasi rimorso e senso di colpa per le proprie azioni.

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