Come Proteggere i Figli da un Genitore Narcisista Durante e Dopo la Separazione

I rapporti familiari sono un universo a sé, governato da dinamiche complesse e spesso dolorose, dove le regole comuni di giudizio e condotta sembrano non applicarsi. Questo mondo, saturo di ricordi da cui raramente si trae una lezione utile per il futuro, presenta sfide uniche, soprattutto quando si tratta di crescere figli con un partner o ex partner narcisista. Che sia un partner attivo o un ex, la natura intrinseca del narcisista rende difficile la genitorialità, sia all'interno che al di fuori del nucleo familiare. Identificare e contrastare la loro ambivalenza e la maschera che indossano è un compito arduo, spesso ostacolato da frasi come "in fondo ci vuole bene… è fatto così… ha sofferto da piccolo… bisogna capirlo…però è anche buono…".

I figli di genitori narcisisti si trovano spesso a portare il peso del dramma o del trauma familiare. Questa situazione può portare il partner codipendente a rinforzare il proprio masochismo relazionale, agendo in nome del "mantenimento della famiglia" o per "paura di togliere il figlio al padre/madre". In realtà, questa scelta perpetua l'invischiamento narcisistico, trasmettendo ai figli un modello di legami "torturanti, persecutori e altamente tossici", oltre a proiettare un'immagine di sé come fragile e impotente.

I figli di genitori narcisisti, a meno che non si identifichino con l'aggressore o assumano il ruolo di vittima, saranno quasi certamente strumentalizzati in qualche modo. Nei casi di conflitto di media-bassa gravità, la separazione è spesso la soluzione migliore, possibilmente assistita da mediazione familiare e terapia di coppia mirata alla risoluzione del conflitto, al fine di evitare che questo si riversi sui figli. È fondamentale circondarsi di persone che credono nella propria situazione e che possano offrire un supporto concreto nella gestione dei figli.

famiglia in tribunale

I genitori narcisisti, infatti, tendono a collaborare poco sul piano pratico ed economico, a meno che non agiscano in modo strategico e seduttivo per apparire al meglio. Anzi, se ne hanno l'opportunità, sono inclini a "fare il dispetto" all'ex partner, senza considerare le conseguenze sui figli. Questo può portare il partner codipendente a sperimentare la vittimizzazione secondaria da parte di chi non comprende le ragioni di tale esitazione a separarsi o la difficoltà a superare la vicenda. La rabbia e il senso di rivalsa verso il partner narcisista sono inutili.

Il narcisismo è un disturbo di personalità che va "accettato" piuttosto che vissuto come una "condanna" o una "punizione". Percepirli come persecutori limita la possibilità di rinascere. Gran parte del loro potere deriva dalla convinzione che l'altro non ce la farà, che rimarrà sempre "danneggiato" dall'unione fallita "per colpa sua", mentre loro si rifanno una vita o spendono denaro.

Quanti pensieri di giudizio e colpa albergano in noi? Quanti schemi masochistici, stereotipi di genere e di ruolo subiamo? La cultura italiana, ad esempio, è ancora intrisa di segregazione di genere: la "brava donna" deve comportarsi in un certo modo, l'"uomo vero" fa così, non si ha la "mentalità della famiglia", l'amore è sofferenza e sopportazione. Si lotta per amore, un vero marito/moglie fa funzionare le cose, le famiglie non si sfasciano. Se il partner si comporta male, è anche colpa tua. Come faranno i bambini senza la madre/padre? Come farò senza il sostegno del partner? Te lo/la sei scelto/a e te lo/la tieni!

Mentirei se dicessi che non dovrete gestire le manipolazioni mentali che i narcisisti operano sui figli, sia in modo diretto (overt, con minacce) sia indiretto (covert, con vittimismo), soprattutto in termini di alienazione parentale. Tuttavia, con il tempo, i figli saranno in grado di valutare autonomamente la situazione. In altri casi, i figli possono approfittare del conflitto per colludere con il genitore di turno, in base alle proprie esigenze personali, manipolando i genitori sui sensi di colpa (ripetendo lo schema affettivo che gli è stato propinato). Questo accade quando si sono sentiti viziati dal genitore narcisista e, allo stesso tempo, controllati, colpevolizzati eccessivamente e/o poco amati dal genitore codipendente, depresso e rancoroso.

L'Alienazione Parentale: Una Tattica Narcisistica

L'espressione "alienazione parentale" si riferisce a situazioni in cui un figlio rifiuta psicologicamente uno dei due genitori a causa dell'influenza dell'altro. Lo psichiatra Richard Gardner ha per primo osservato questa dinamica familiare nel 1985, definendola una vera e propria "sindrome" che colpisce i figli di genitori separati o divorziati (PAS, Parental Alienation Syndrome). Tale campagna denigratoria mira a indurre sentimenti di paura, ostilità, rabbia e diffidenza nei confronti del genitore "alienato", con la possibile conseguenza di una rottura più o meno definitiva della relazione parentale.

Che cos'è l'alienazione parentale?

Crescere Figli Sani Accanto a un Ex Narcisista: Le Sfide

Quando una relazione termina, l'ideale sarebbe voltare pagina, riorganizzare la propria vita e costruire per i figli un nuovo equilibrio. Tuttavia, il narcisismo patologico non è solo un modo di essere egocentrico o difficile; è una modalità relazionale che distorce profondamente il legame con l'altro. All'esterno, il narcisista può apparire affabile, razionale, persino disponibile, portando il genitore "sano" a sentirsi in colpa, confuso, esausto e a chiedersi se stia sbagliando qualcosa o se sia troppo sensibile. In realtà, non sta sbagliando.

Uno degli effetti più insidiosi della co-genitorialità con un ex partner narcisista è la triangolazione affettiva, ovvero il coinvolgimento dei figli in dinamiche che non li dovrebbero riguardare. È fondamentale non cadere nella stessa trappola: anche se feriti, frustrati o esasperati, è cruciale evitare di parlare male dell'altro genitore davanti ai propri figli. Non perché l'altro genitore lo meriti, ma perché i figli meritano pace.

In secondo luogo, è necessario impedire con fermezza e dolcezza che i figli diventino messaggeri o mediatori. Frasi come "diglielo tu", "chiedi a lui", o "domanda a tua madre se ha letto" sembrano innocue, ma caricano i figli di un ruolo che non spetta loro: quello di messaggeri tra adulti in conflitto, quando invece avrebbero bisogno solo di essere bambini. Le comunicazioni tra adulti devono rimanere tra adulti, anche se una delle parti non collabora.

Infine, e forse è la cosa più importante, è necessario lavorare ogni giorno per rafforzare l'autostima dei figli, mostrando loro che possono fidarsi di ciò che sentono, dando un nome alle emozioni che osservano e rassicurando senza negare la realtà. Se un giorno iniziano a dubitare di sé, è importante ricordargli che non sono mai responsabili dei conflitti tra gli adulti.

Proteggere i figli dalla triangolazione non significa salvare tutto. Il narcisismo patologico è impermeabile al confronto autentico. Ogni altro tentativo di provocazione, attacco o sviamento va ignorato. Ogni volta che si accetta il confronto su questi piani, si perde potere. Si spera che prima o poi il narcisista vedrà i danni che causa, che riconoscerà la fatica che si sta facendo. Ma questo momento non arriverà. Il ruolo non è rieducare chi non vuole cambiare, ma costruire protezione e presenza per sé e per i propri bambini. Non si ha il compito di educare il narcisista.

bambino che parla con un genitore

Quando ci si trova a condividere la genitorialità con un ex partner narcisista, l'instabilità non è solo esterna. I figli, anche se piccoli, percepiscono tutto: lo sguardo assente, il tono forzato, l'irritazione repressa. È per questo che la propria centratura diventa il loro punto di riferimento. Ma attenzione: questo non significa reprimere le emozioni o fingere serenità. È necessario creare uno spazio in cui rabbia, delusione, frustrazione, paura non vengano negate, ma osservate e contenute. Come fare concretamente? Attraverso la mindfulness, che non è solo meditazione ma presenza; il journaling, scrivendo ogni giorno ciò che si prova senza filtri.

I figli hanno bisogno di sentirsi figli, non confidenti, né alleati. È fondamentale creare il proprio spazio sicuro per elaborare, che sia la terapia, un gruppo di supporto o una routine serale dedicata a sé. In questa tensione silenziosa ma costante, i bambini imparano presto a leggere l'ambiente, a trattenere le emozioni e a non deludere nessuno. Il prevedibile non annoia: protegge. E l'affetto, espresso ogni giorno senza condizionamenti, diventa il vero nutrimento.

Anche nel proprio spazio sicuro, il bambino porterà inevitabilmente i suoi vissuti legati all'altro genitore. Non si devono cercare alleati o fare domande allusive. Bisogna sostenerli proprio lì, nel mezzo.

Quando ogni giorno si è chiamati a gestire dinamiche tossiche, messaggi ambigui, figli confusi e ferite invisibili, è facile pensare di dover fare tutto da soli. A differenza di quanto si pensi, la terapia non è un'emergenza. Aiuta a gestire la rabbia che brucia quando si riceve l'ennesimo messaggio provocatorio. Forse ci si sente in colpa per aver messo fine alla relazione o per non aver potuto proteggere i figli quando ne avevano più bisogno. La terapia online offre un luogo di validazione e verità, dove si può essere vulnerabili senza sentirsi deboli. Ma si può cambiare il modo in cui ci si rapporta all'ex partner, a sé stessi e ai propri figli. Si può essere una presenza stabile, emotivamente sicura e profondamente connessa ai propri figli. La terapia online può aiutare a farlo.

Genitori Narcisisti e le Loro Dinamiche Familiari

Prima di avere un figlio, non si può sapere che tipo di genitore si sarà, né per sé stessi né per il proprio partner. Indipendentemente dal fatto che i figli siano esagitati, tranquilli o facciano i capricci, i genitori possono sempre scegliere una reazione a metà tra l'egoismo e l'altruismo. Esistono genitori con tendenze narcisistiche subcliniche e altri con una condizione di salute mentale nota come disturbo narcisistico di personalità (NPD). Il risultato tende a essere un ego gonfiato e l'incapacità di "far pace" con le proprie emozioni e accettarle. I genitori narcisistici subclinici condivideranno probabilmente alcuni degli stessi tratti dei genitori con disturbo narcisistico di personalità, e quel bisogno di lode permane anche se il genitore non ha fatto nulla per meritarla.

I genitori narcisisti invadono la vita dei loro figli. Non è sempre facile riconoscere un ragazzo che viene cresciuto da un narcisista. La dissonanza tra ciò che un figlio sperimenta e ciò che le persone percepiscono può provocare un profondo senso di ansia. Intervenire per aiutare un ragazzo a evitare questo implica un lavoro di terapia. In effetti, la terapia, sottolineano gli esperti, è la soluzione migliore per tutti coloro che sono coinvolti nelle famiglie di genitori narcisisti. Quindi, concentrarsi sulla salute mentale dei ragazzi dovrebbe essere la preoccupazione fondamentale per tutti gli adulti che hanno relazione con loro. I genitori che pensano che il loro partner sia narcisista dovrebbero cercare aiuto, sia per sé stessi che per i loro figli. Non si può cambiare radicalmente una personalità, ma si può imparare a vivere con uno stile di vita più sano e a cambiare il modo in cui si interagisce con il proprio partner.

Le Caratteristiche di un Genitore Narcisista

Un genitore narcisista è centrato su sé stesso, con un bisogno costante di ammirazione e una scarsa capacità di empatia. Può accadere che ignori i bisogni emotivi del figlio per concentrarsi esclusivamente sui propri successi, aspettandosi che il figlio lo celebri e lo sostenga senza mai ricevere lo stesso in cambio. Ad esempio, una paziente raccontava che ogni volta che raggiungeva un traguardo e lo comunicava alla madre, questa reagiva dicendo: "Devi ringraziare me per questo successo, è solo grazie a me se ce l'hai fatta." Oppure minimizzava con frasi come: "Brava, ma sai cosa è successo a me oggi?" Questi atteggiamenti, ripetuti nel tempo, hanno fatto crescere la ragazza in un ambiente in cui non si rendeva conto che la madre, anziché valorizzarla, la stava sminuendo. Così, è arrivata a credere che i suoi successi non fossero davvero importanti e, di conseguenza, che lei stessa non lo fosse.

Ecco un elenco delle caratteristiche più comuni di un genitore narcisista:

  • Figlio preferito vs figlio escluso: In molte famiglie con genitori narcisisti, si crea una dinamica tossica in cui uno dei figli è "il preferito" e l'altro viene trascurato o svalutato. Il figlio preferito viene lodato e idealizzato, ma solo finché soddisfa le aspettative del genitore. Al contrario, l'altro figlio viene costantemente criticato e messo a confronto, alimentando sentimenti di inferiorità e conflitto tra fratelli.

    • Esempio: Una paziente raccontava di come la sorella maggiore fosse sempre lodata per i risultati scolastici, mentre lei veniva definita "pigra" e "un peso per la famiglia". Questo confronto ha segnato profondamente la sua autostima.
  • Il paragone con il mondo esterno: Un genitore narcisista spesso spinge il figlio a misurarsi con standard impossibili, facendo continui paragoni con altri. Frasi come "Guarda il figlio di X, lui sì che è un esempio" o "Non sei mai abbastanza bravo" creano nel figlio un senso di inadeguatezza che lo accompagnerà per tutta la vita.

    • Esempio: Un paziente mi raccontava che, nonostante avesse ottenuto un'importante promozione, il padre commentò: "Potevi fare di più, guarda il tuo collega che è diventato direttore."
  • Richieste in cambio di favori: Ogni aiuto offerto dal genitore narcisista è condizionato. Favori come il pagamento dell'università, l'acquisto di una casa o altri sostegni vengono spesso "barattati" con richieste che limitano la libertà del figlio, ad esempio: "Io ti pago gli studi, ma tu mi devi ospitare quando invecchierò", oppure: "Dopo tutto quello che ho fatto per te, devi mettere sempre me al primo posto."

  • Controllo e manipolazione: Il genitore narcisista cerca di controllare ogni aspetto della vita del figlio, dalla scelta degli studi al partner, utilizzando strategie manipolative come il senso di colpa o il ricatto emotivo per ottenere ciò che desidera.

    • Esempio: Una paziente mi raccontava che, dopo aver scelto di studiare all'estero, la madre le telefonava ogni giorno piangendo, dicendo: "Mi hai abbandonata, non mi vuoi bene."
  • Critiche costanti: Ogni azione del figlio viene scrutinata e criticata, anche quando non c'è un motivo reale. Questo atteggiamento genera un costante senso di inadeguatezza nel figlio.

    • Esempio: Un paziente, dopo aver cucinato una cena per la famiglia, si è sentito dire dal padre: "Buono, ma potevi impegnarti di più."
  • Riconoscimento condizionato: L'amore e l'approvazione vengono concessi solo se il figlio soddisfa determinate aspettative. Questo porta il figlio a vivere in funzione del compiacimento del genitore, a discapito dei propri desideri.

    • Esempio: Una paziente raccontava che la madre si mostrava affettuosa solo quando lei prendeva voti alti a scuola.
  • Invasione della privacy: Si manifesta nel voler sapere tutto della vita del figlio, nel decidere per lui e nel non rispettarne gli spazi emotivi e fisici.

    • Esempio: Un paziente riferiva che sua madre leggeva sempre i suoi messaggi privati, dicendo: "Se non hai niente da nascondere, non vedo perché ti debba dare fastidio."
  • Svalutazione dei sentimenti del figlio: Le emozioni del figlio vengono minimizzate o ridicolizzate. Frasi come "Non fare il drammatico" o "Non hai motivo di essere triste" rendono difficile per il figlio riconoscere e validare i propri sentimenti.

  • Proiezione delle proprie insicurezze: Il genitore narcisista spesso attribuisce al figlio difetti o comportamenti che in realtà riflettono le sue stesse paure o insicurezze.

    • Esempio: Una paziente raccontava che il padre la accusava di essere egoista ogni volta che provava a prendere decisioni autonome, quando in realtà era lui a comportarsi in modo egoistico.

Queste dinamiche, spesso invisibili, lasciano nel figlio ferite profonde che influenzano la percezione di sé e le relazioni future.

Le Conseguenze Psicologiche nei Figli

Crescere con un genitore narcisista significa vivere in un ambiente dove l'amore è condizionato, l'empatia è assente e il bambino è spesso costretto a mettere i bisogni degli altri prima dei propri. Tra i sintomi più comuni, vediamo:

  • Bassa autostima: il bambino impara a valutarsi solo in base ai successi o alla capacità di soddisfare le aspettative altrui.
  • Bisogno compulsivo di approvazione: da adulto, il figlio cerca continuamente conferme esterne, spesso sacrificando il proprio benessere.
  • Senso di invisibilità: molti figli di genitori narcisisti raccontano di sentirsi trasparenti, non visti, come se il loro valore dipendesse esclusivamente da ciò che fanno e non da chi sono.
  • Difficoltà a stabilire confini: cresciuti in un ambiente dove i confini non venivano rispettati, questi figli fanno fatica a definirli nelle relazioni future.
  • Ansia e ipervigilanza: vivere in uno stato costante di allerta, come se un errore potesse portare a una punizione o a una perdita di affetto.

Le Conseguenze Fisiche

Lo stress cronico associato a un ambiente velatamente abusante può avere ripercussioni anche sul corpo. Studi hanno evidenziato come l'esposizione prolungata a stress emotivi, come quelli tipici di ambienti familiari disfunzionali, possa aumentare l'incidenza di disturbi gastrointestinali e immunitari. Inoltre, lo stress cronico è stato collegato a un incremento di problematiche muscolo-scheletriche e del sonno.

  • Disturbi gastrointestinali: gastrite, colite nervosa o altri problemi digestivi sono comuni.
  • Tensioni muscolari: vivere in uno stato di ansia costante può portare a dolori muscolari, cefalee o altri disturbi legati alla tensione.
  • Problemi del sonno: difficoltà a dormire o incubi ricorrenti possono essere legati a esperienze infantili traumatiche.
  • Sistema immunitario indebolito: lo stress cronico può compromettere la capacità del corpo di difendersi dalle malattie.

Il Ciclo Vizioso nelle Relazioni Adulte

Una delle conseguenze più dolorose di crescere con genitori narcisisti è la tendenza, spesso inconsapevole, a scegliere partner con caratteristiche simili. Questo comportamento può essere riconosciuto osservando dinamiche come il bisogno eccessivo di approvazione, l'incapacità di stabilire confini sani o la giustificazione di comportamenti abusivi da parte del partner. Per interrompere questo schema, è fondamentale intraprendere un percorso di consapevolezza e lavorare su sé stessi, imparando a riconoscere segnali di allarme e a costruire relazioni più equilibrate.

Questo accade per diverse ragioni:

  • Familiarità: ciò che è stato vissuto come normale durante l'infanzia viene percepito come familiare e rassicurante, anche se dannoso.
  • Bassa autostima: una persona che non si sente degna di amore potrebbe accettare comportamenti tossici da un partner.
  • Desiderio di approvazione: cercare di conquistare un partner narcisista può diventare un modo per rivivere e risolvere, almeno inconsciamente, il rapporto con il genitore.

Purtroppo, questa scelta non porta alla guarigione, ma perpetua il ciclo di abuso e sofferenza.

La Sensazione di Allerta Costante

Molti figli di genitori narcisisti descrivono una sensazione costante di allerta, come se qualcosa di negativo potesse accadere in qualsiasi momento. Questa ipervigilanza non è solo uno stato mentale, ma una risposta fisica ed emotiva radicata. È come vivere sempre con il piede sul freno e sull'acceleratore contemporaneamente, pronti a reagire a ogni possibile minaccia.

Questa condizione si sviluppa come un meccanismo di sopravvivenza nell'infanzia. Quando il genitore è imprevedibile o usa il silenzio, la rabbia o la manipolazione per controllare, il bambino impara a osservare ogni dettaglio dell'ambiente, cercando di anticipare i bisogni e gli umori del genitore per evitare conflitti o punizioni.

Una mia paziente raccontava di come da bambina fosse sempre in ansia per le reazioni di sua madre. Ogni giorno, appena entrava in casa, si fermava a studiare il viso della madre per capire che tipo di umore avrebbe affrontato. Se la madre era di buon umore, essa cercava di essere il più invisibile possibile per non rovinare quel fragile equilibrio. Se, invece, la trovava arrabbiata, si preparava psicologicamente a subire critiche o accuse, spesso senza una ragione apparente.

Questa ipervigilanza l'ha accompagnata anche nell'età adulta. Mi raccontava di come, durante una cena con amici, si sentisse improvvisamente in ansia (senza capire il perché) solo perché qualcuno aveva cambiato il tono della voce. La sua mente aveva interpretato quel cambiamento come una possibile minaccia, anche se oggettivamente non c'era nulla di cui preoccuparsi. Essa stessa diceva: "È come se il mio corpo fosse sempre in guerra, anche quando non c'è nessuna battaglia da combattere."

Da adulti, vivere con questa sensazione costante di allerta può avere conseguenze profonde. Spesso, queste persone faticano a rilassarsi o a fidarsi degli altri. Le relazioni autentiche diventano difficili perché temono di essere ferite o manipolate. Anche nei momenti di calma apparente, sentono che qualcosa di brutto potrebbe accadere da un momento all'altro.

Interrompere il Ciclo e Proteggere i Figli Dopo la Separazione

La buona notizia è che, con consapevolezza e supporto, è possibile interrompere questo ciclo e guarire, proteggendo al contempo i propri figli.

Ecco alcuni passi fondamentali:

  • Riconoscere il problema: il primo passo è comprendere che le dinamiche vissute non erano normali e che hanno avuto un impatto significativo.
  • Lavorare sulla propria autostima: imparare a riconoscere il proprio valore intrinseco, indipendentemente dai successi o dall’approvazione altrui.
  • Stabilire confini sani: imparare a dire “no” e a proteggere il proprio spazio personale.
  • Elaborare il trauma: attraverso la terapia, è possibile affrontare le ferite dell'infanzia e imparare a vivere relazioni più sane.
  • Scegliere consapevolmente i propri legami: imparare a riconoscere i segnali di abuso e a costruire relazioni basate sul rispetto reciproco.

Come Evolveranno i Rapporti con gli Ex Partner Narcisisti Dopo la Separazione?

Le dinamiche che hanno regnato per anni in una coppia disfunzionale con figli si perpetueranno anche dopo la separazione: manipolazioni, triangolazioni, gaslighting, rappresaglie, trabocchetti impereranno. L'esercizio del "no-contact" verrà messo a dura prova: i figli saranno per i narcisisti sempre uno strumento di aggancio per una ricarica energetica, ricordando che l'approvvigionamento energetico avviene spesso e soprattutto attraverso situazioni conflittuali e violente in cui verrà esercitato il potere. È sempre il narcisista (N.) che detta le regole e dice chi e cosa si dovrà fare, anche se tutto ciò non verrà fatto apertamente bensì in modo bieco e sotterraneo, come se fosse del tutto casuale. Ad esempio, non ricordarsi di riprenderli a scuola adducendo la scusa di non essere stato avvisato, non farsi trovare all'ora convenuta, fare il contrario di quello che è stato concordato, far fare merenda in orari impropri, non preoccuparsi di fargli fare i compiti, operando in modo da minare e ostacolare in ogni modo un buon funzionamento educativo condiviso. Sono loro la legge, sono loro che agiranno per colpire, non va dimenticato MAI! Non si piegheranno di fronte alle regole, per loro non valgono, sia se siano Overt che Covert.

Dopo la separazione, chi è nel ruolo di "complementare" può sentirsi in colpa di aver rovinato una famiglia o di non aver fatto abbastanza. Ho potuto notare, durante la mia pratica clinica, che in alcuni casi questi padri narcisi o madri possono iniziare a occuparsi della prole in modo più partecipato e quasi adeguato, riproducendo comportamenti e modalità apprese "a specchio" che venivano attuati dalla ex compagna/o: cucinare gli stessi cibi allo stesso modo, stesse vacanze, risultando così adeguati per talune situazioni standard. Quando però le stesse iniziano a uscire fuori dalla normale routine, in quel frangente i N. non modulano né modificano i comportamenti bensì continuano a mettere in atto gli stessi che non risulteranno però efficaci alla risoluzione della situazione, ciò perché non sono empatici e non si sono adattati al figlio: copiano senza evolversi. Tali, per così dire, "sbavature" non sono facili da cogliere e forse non verranno notate all'inizio dai figli ma sicuramente comprese in seguito. Altri, invece, o si disinteresseranno o delegheranno ai nonni o nuovi compagni la gestione della prole. Comunque questo "pseudo" cambiamento da padre/madre periferico durante il rapporto disfunzionale a padre/madre accudente e presente nella vita dei figli dopo la separazione, produce nel complementare dolore e i soliti sensi di colpa: "Sono io la/o sbagliata!".

La situazione si complica quando i figli sono adolescenti o giovani adulti: lì le tecniche di manipolazione e triangolazione si fanno ancora più crude, anche perché le aree di superficialità e inettitudine del Narciso diventano più evidenti e impattanti, mettendo a rischio l'incolumità dei figli. La mancanza di comprensione empatica delle situazioni porterà a un atteggiamento sempre più incoerente rispetto a regole e linee guida di cui l'adolescente ha profondamente bisogno. Tutto questo diviene un mix letale se sommato al fatto che non ci dobbiamo scordare che il Narciso è un bambino non cresciuto e gioca a fare il padre o la madre.

Mi spiego: partendo dal bisogno principale del N., che è quello di essere visto ed essere al centro, lo porta istintivamente a fare l'opposto di quello che gli viene richiesto o del buon senso in molti casi - poiché se concordasse non spiccherebbe e non si nutrirebbe energeticamente - il N. non si propone mai in modo coerente o misurato: potrebbe non far uscire il figlio adolescente o farlo tornare prestissimo a casa adducendo pericoli notturni e poi, invece, affidare allo stesso neopatentato la responsabilità di un viaggio con pernottamento in montagna d'inverno; oppure accompagnare i figli su un cucuzzolo della montagna pur avendo un ginocchio compromesso perché dice che la montagna è pericolosa, anche se il sentiero risulta facile e segnato e nel contempo dare il permesso agli stessi figli minorenni di attraversare una regione in bicicletta facendo un sentiero fangoso in autunno, andando tranquillamente a 400 km di distanza per trascorrere il suo week end: ma tutto da lui viene spiegato con "la buona intenzione di un padre che da fiducia ai figli e vuole aiutarli a crescere facendogli fare esperienza".

Capiamo qui la difficoltà da parte del partner su come arginare questi comportamenti scellerati. I figli, dal canto loro, con chi potrebbero allearsi? Con un genitore che fa rispettare minimamente delle regole o con quello che gli fa fare tutto quello che gli salta per la testa? Se uno lo porta al parco, lo riempie di patatine fritte o gli consente di uscire senza orario con gli amici, è un buon genitore? Agli occhi dei figli sì! Provare a uscire da questi agganci condizionanti lasciando anche degli spazi vuoti, non andando sempre a colmare e riparare. Solo usando queste accortezze ci si può cominciare a disintossicare, ad allentare quell'elastico che ci riporta a quelle comunicazioni che sono tossiche. Chiediamoci sempre cosa di irreparabile potrebbe succedere se le cose che noi diciamo non verranno rispettate dall'altro.

La triangolazione del figlio per colpire il partner è un classico. Se nostro figlio viene riempito di patatine ogni volta che sta con il padre e noi non ribattiamo e facciamo finta di niente, cosa potrebbe succedere? Quello che potrebbe succedere è che intanto non si ciberà più della nostra rabbia e alla lunga, visto che la cosa non produrrà una reazione, magari cambierà strategia.

famiglia disfunzionale

Un messaggio di speranza: crescere con un genitore narcisista è una sfida enorme, ma non determina il destino di una persona. Con il giusto supporto, è possibile trasformare il dolore in forza, interrompere i cicli di abuso e costruire una vita basata sull'autenticità e sull'amore. Se ti ritrovi in queste parole, sappi che il cambiamento è possibile.


Riferimenti bibliografici e autori citati (come da materiale fornito):

  • Mammoliti, Cinzia (2019). Figli di genitori narcisisti. Come riconoscere il narcisismo patologico e difendersi.
  • Telfener, Umberta (2016). Donne che amano i narcisisti. Riflessioni sul narcisismo relazionale.
  • Avv. Simona Russo (studio in Bergamo, diritto di famiglia, della persona e dell'impresa).
  • Dott.ssa Jessica Zecchini.
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