La Difesa della Professione Psicologica: L'Ordine degli Psicologi della Lombardia di Fronte alle Sfide Legali

L'Ordine degli Psicologi della Lombardia (OPL) si trova al centro di un'importante battaglia legale, innescata da una denuncia presentata da un gruppo di soggetti attivi nel mondo del counseling, in particolare da coloro che offrono formazione a pagamento sia per counselor che per psicoterapeuti. La questione centrale ruota attorno alla "Carta Etica" proposta dall'OPL alle Scuole di Psicoterapia lombarde, un'iniziativa volta a elevare la qualità formativa e a garantire una maggiore tutela sia per gli specializzandi che per i clienti finali. La prima udienza pubblica è fissata per il 26 maggio, segnando un momento cruciale nella difesa della professione psicologica.

Ordine degli Psicologi della Lombardia sede

La Carta Etica: Un Pilastro per la Qualità Formativa

La "Carta Etica" promossa dall'OPL rappresenta un tentativo concreto di definire standard qualitativi elevati nel panorama della formazione psicologica e psicoterapeutica. In particolare, uno dei punti salienti della Carta Etica impegna le scuole di psicoterapia a "non organizzare corsi che insegnino strumenti e tecniche peculiari della professione psicologica (colloquio, test, assessment) ad allievi privi di abilitazione". Questa clausola, definita da molti come "lapalissiana, dovuta, legittima, scontata, non barattabile", mira a salvaguardare l'esclusività di competenze e strumenti professionali che richiedono una formazione specifica e un'abilitazione all'esercizio della professione psicologica.

L'iniziativa ha suscitato reazioni contrastanti. Da un lato, ha ottenuto un'ampia adesione da parte di numerose Scuole di Psicoterapia lombarde e un generale apprezzamento dai colleghi psicologi, che riconoscono in questo sforzo un importante passo avanti verso lo sviluppo della qualità formativa e la tutela dei cittadini. Dall'altro lato, ha generato critiche e reazioni "scomposte" da parte di alcune realtà formative che offrono percorsi di specializzazione per psicologi e, contemporaneamente, corsi per counselor e altre figure professionali affini.

Le Reazioni e la Denuncia all'OPL

Il dott. Riccardo Zerbetto, psichiatra e direttore del Centro Studi Terapia della Gestalt, ha interpretato la Carta Etica come una vera e propria "dichiarazione di guerra". È degno di nota il fatto che la sua struttura sia nota per affiancare alla formazione in Psicoterapia per psicologi anche la formazione di Counselor per non-psicologi. Zerbetto ha attivamente promosso una raccolta fondi all'interno dell'ambiente dei counselor per finanziare una causa legale contro l'OPL.

A questa iniziativa si è unita, con sorpresa, anche l'ex Consigliere di maggioranza in OPL, dott.ssa Anna Barracco, che avrebbe offerto supporto logistico e documentale. Si è successivamente aggiunto al gruppo anche l'associazione di counselor Assocounseling. Questa associazione, già oggetto di attenzione da parte dell'Antitrust per precedenti contestazioni relative alla tutela della professione da parte dell'Ordine Psicologi Piemonte, avrebbe sostenuto l'importanza che gli psicologi insegnino le tecniche di counseling ai counselor. Tale posizione è stata interpretata come una volontà di alimentare un mercato formativo a scapito della tutela della professione psicologica.

Illustrazione di un tribunale e martelletto

La Posizione dell'Ordine dei Psicologi della Toscana

La posizione di Assocounseling ha suscitato un commento critico da parte della dott.ssa Sandra Vannoni, Presidente dell'Ordine dei Psicologi della Toscana. Vannoni ha evidenziato una contraddizione logica fondamentale: "Se il counseling è attività diversa dalla Psicologia (come sostenuto dai formatori di counselor e dai counselor stessi) non si capisce perché la dovrebbero insegnare gli psicologi, se invece non lo è allora siamo nell’esercizio abusivo. Delle due l’una." Questo punto di vista sottolinea l'importanza di una chiara distinzione tra le professioni e le relative competenze, mettendo in guardia contro potenziali abusi o sovrapposizioni non regolamentate. L'Ordine Toscano ha inoltre manifestato un interesse particolare riguardo alle richieste delle ASL toscane di affidare a psicologi il tutoraggio dei counselor presenti nelle strutture sanitarie, un'ulteriore area di potenziale sovrapposizione professionale che richiede attenta valutazione.

Un Attacco alla Categoria e un Appello alla Mobilitazione

La denuncia all'OPL e l'imminente udienza pubblica rappresentano un attacco diretto alla categoria professionale degli psicologi. L'appello lanciato dall'OPL ai colleghi è chiaro: "Fate girare questa notizia tra i colleghi. Facciamo circolare questo attacco alla nostra categoria professionale. Teniamoci pronti alla mobilitazione, questo attacco richiede una risposta ferma, forte ed comune da parte delle nostre istituzioni! Di tutta la base dei colleghi."

L'intento è quello di creare una rete di solidarietà e di preparazione a una risposta unitaria e decisa, che coinvolga sia le istituzioni ordinistiche che la base dei professionisti. La mobilitazione è vista come necessaria per salvaguardare l'integrità della professione psicologica, la qualità della formazione e la tutela degli utenti.

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L'Ordine degli Psicologi della Lombardia si impegna a fornire aggiornamenti puntuali sugli sviluppi dell'udienza. Parallelamente, è stato predisposto un modulo per raccogliere i riferimenti di coloro che desiderano essere informati e supportare un'eventuale mobilitazione. Questo dimostra la volontà dell'Ordine di coinvolgere attivamente i professionisti nella difesa dei propri interessi e nella promozione di un esercizio professionale etico e qualificato. La vicenda solleva interrogativi fondamentali sul confine tra le diverse professioni dell'aiuto, sulla regolamentazione della formazione e sulla responsabilità degli ordini professionali nel garantire la tutela del pubblico.

La Responsabilità Formativa e la Tutela del Pubblico

La questione sollevata dalla Carta Etica dell'OPL va ben oltre una semplice disputa tra categorie professionali; essa tocca le fondamenta della responsabilità formativa e della tutela del pubblico. L'insegnamento di strumenti e tecniche psicologiche a soggetti privi di abilitazione può comportare rischi significativi, sia per la formazione incompleta degli operatori, sia per la sicurezza e il benessere dei clienti che si rivolgono a professionisti non adeguatamente qualificati.

La professione dello psicologo è regolamentata per garantire che coloro che la esercitano possiedano le conoscenze teoriche, le competenze pratiche e le capacità critiche necessarie per intervenire in modo efficace e sicuro. Questo include una profonda comprensione del funzionamento della mente umana, delle dinamiche relazionali e delle metodologie di valutazione e intervento. L'abilitazione professionale è il risultato di un percorso formativo rigoroso e di un esame di Stato che ne attesta la professionalità.

Diagramma che illustra il percorso di formazione di uno psicologo vs counselor

L'iniziativa dell'OPL mira a rafforzare questo sistema, impedendo che strumenti e tecniche specifici della professione psicologica vengano insegnati e, potenzialmente, utilizzati impropriamente da chi non ha le qualifiche necessarie. Questo non significa sminuire il ruolo o l'importanza del counseling, ma piuttosto chiarire i confini professionali e garantire che ogni professionista operi entro il proprio ambito di competenza, con la formazione adeguata.

La distinzione tra le diverse figure professionali dell'area psicologica e dell'aiuto è cruciale. Mentre lo psicologo possiede una formazione universitaria specifica e un'abilitazione all'esercizio della professione, il counselor può provenire da percorsi formativi differenti, focalizzati su specifiche tecniche di ascolto e supporto, ma che non conferiscono necessariamente le stesse competenze diagnostiche e terapeutiche di uno psicologo o psicoterapeuta. Il rischio di sovrapposizione e confusione può indurre i cittadini a rivolgersi a professionisti non pienamente qualificati per problematiche che richiederebbero un intervento psicologico specialistico.

Implicazioni a Lungo Termine e il Ruolo degli Ordini Professionali

La battaglia legale intrapresa contro l'OPL potrebbe avere implicazioni significative per il futuro della regolamentazione delle professioni dell'aiuto in Italia. Se le scuole di formazione che offrono percorsi sia per psicologi che per counselor dovessero prevalere, ciò potrebbe indebolire gli sforzi degli ordini professionali volti a definire e tutelare i confini delle singole professioni.

Gli ordini professionali, come l'OPL, hanno il compito primario di vigilare sull'esercizio della professione e di tutelare l'interesse pubblico. Questo include la garanzia che i professionisti siano adeguatamente formati e che operino nel rispetto dei codici deontologici. La Carta Etica rappresenta uno strumento per adempiere a questo mandato, promuovendo una cultura della qualità e della responsabilità nella formazione.

La solidarietà tra i colleghi psicologi e il supporto delle istituzioni sono fondamentali in questo momento. La mobilitazione richiesta dall'OPL non è solo una difesa della professione, ma anche un impegno a garantire che i cittadini ricevano assistenza da professionisti competenti e qualificati, in un contesto di chiarezza e trasparenza sui ruoli e sulle competenze di ciascuno. La vicenda sottolinea l'importanza di un dibattito aperto e informato sulla regolamentazione delle professioni dell'aiuto e sulla necessità di standard formativi elevati per garantire il benessere della società.

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