Psicopatia Negli Animali: Cause e Caratteristiche delle Alterazioni Comportamentali

I cani e i gatti che vivono in casa frequentemente manifestano alterazioni comportamentali di vario tipo, da quelli più eclatanti, come aggressioni, distruzioni del mobilio, sporcizia in casa, abbai continui, a quelli meno evidenti, come risvegli durante la notte, camminare avanti indietro per casa senza sosta, appetito capriccioso, iperfagia, non mangia quando resta solo, leccamento continuo delle zampe, per citarne alcuni. Se nel primo caso si richiede l’intervento di un medico veterinario comportamentalista, nel secondo caso i proprietari non si avvedono del disagio del proprio pet e non viene richiesta assistenza. Il numero degli animali che ricevono cure per patologie comportamentali è estremamente limitato rispetto al totale della popolazione animale con tali patologie che vive nelle famiglie. Il motivo principale è dato dalla scarsa consapevolezza della malattia mentale nel cane e nel gatto, per una sorta di bizzarro antropomorfismo che porta a trattare i pet come persone umane ma non a considerarle persone dotate di un mondo interiore e di soggettività. Se da un lato perciò c’è attenzione per la salute del cane o del gatto, dall’altro lato c’è una bassa percezione del disturbo comportamentale come malattia. Il paziente veterinario con un disturbo comportamentale non è considerato affetto da una malattia mentale, ma un soggetto caratteriale.

Animale domestico che mostra segni di stress o ansia

La Natura della Mente Animale: Tra Filosofia e Scienza

“Mente” e “Cervello” hanno costituito da sempre un rompicapo per filosofi, psicologi e scienziati, da Platone a Cartesio ai giorni d’oggi, nel tentativo di sciogliere i nodi posti dall’interpretazione unitaria e da quella dualistica. Per questo motivo l’origine e la natura della mente e della coscienza è fonte di tanti dibattiti, dubbi e incertezze, ancorché nell’uomo. Ma già Ippocrate nel 500 a.C. era convinto che nel cervello risiedesse l’esperienza emotiva legata al piacere, alla felicità o al dolore, alla sofferenza e alla tristezza. Ed oggi grazie alle tecniche avanzate di visualizzazione funzionale dell’attività cerebrale associate allo studio della psicologia cognitiva si assiste ad uno slittamento, dalla deriva riduzionista a favore di un approccio complesso e dinamico che coinvolge l’organismo tutto, immerso nell’ambiente. La mente è quindi considerata oggi un’entità emergente dall’interazione tra l’organismo e l’ambiente, non è un semplice estratto di cervello, ma è frutto della conoscenza che scaturisce da un intenso dialogo tra il sistema nervoso centrale, periferico, viscerale e l’ambiente. Questa problematicità a spiegare la mente umana in termini neurobiologici e psicodinamici si fa più stringente quando si parla di mente animale, a causa di una cultura e di una scienza post-cartesiana che rifiuta di assegnare una vita mentale agli animali. Non si può tuttavia non tenere conto delle tante testimonianze dei proprietari di cani e di gatti su episodi rivelatori di una vita mentale e cosciente, che in termini evoluzionistici rappresenta quella proprietà emergente dal processo di selezione naturale per il suo valore di fitness. A partire dalle intuizioni e dalle ricerche sistematiche di Darwin fino agli studi sulla biochimica e sulla fisiologia del funzionamento neuronale eseguiti su topi di laboratorio, e agli studi sulla fisiologia della trasmissione assonica condotti sugli assoni giganti del calamaro, si è consolidata la continuità tra cervelli umani e animali. Anche le ricerche farmacologiche sulle sostanze psicoattive sostengono tale continuità in virtù dei loro effetti sugli animali da laboratorio sovrapponibili a quelli rilevati sull’uomo nel corso della sperimentazione clinica. È quindi sempre meno comprensibile l’ostinazione di chi esclude una mente animale che alberghi in cervelli intelligenti, dal momento che la sua funzione essenziale è quella di individuare e attuare le migliori strategie di sopravvivenza, che costituisce lo scopo primario di tutte le attività degli esseri viventi. Se quindi risulta oneroso accettare una mente animale è ancora più difficile parlare di malattia mentale negli animali, ma in fondo solo nel XVIII secolo la follia nell’uomo è stata riconosciuta come malattia mentale e non più possessione demoniaca. È comprensibile quindi l’insofferenza di una parte di studiosi a parlare di malattie mentali nell’animale preferendo identificarle come patologie comportamentali.

Diagramma che illustra la connessione tra cervello, mente e ambiente

Comprendere le Alterazioni Comportamentali: Segni, Cause e Sintomi

Le alterazioni comportamentali e le condizioni psicofisiche negli animali possono manifestarsi in molte forme, da atteggiamenti insoliti come apatia o iperattività a segni più evidenti di disagio, aggressività o ansia. Riconoscere i loro sintomi, comprenderne le cause e intervenire tempestivamente è essenziale per proteggere il benessere psicofisico dell'animale.

Cosa si intende per alterazioni comportamentali e psicofisiche?

Alterazioni comportamentali e condizioni psicofisiche negli animali si riferiscono a cambiamenti significativi nel modo in cui agiscono, reagiscono o manifestano il loro stato di malessere. Questi cambiamenti possono coinvolgere aspetti comportamentali, come atteggiamenti insoliti o reazioni inaspettate, e aspetti legati alla salute fisica e mentale dell'animale.

  • Alterazioni comportamentali: riguardano principalmente il modo in cui l'animale interagisce con l'ambiente o con gli altri. Possono includere atteggiamenti insoliti, come aggressività improvvisa, paura immotivata, apatia o comportamenti stereotipati (ad esempio, movimenti ripetitivi). Questi sono segnali che riflettono un cambiamento nella risposta dell'animale a stimoli esterni o interni.
  • Alterazioni delle condizioni psicofisiche: coinvolgono sia lo stato mentale che fisico dell'animale, con manifestazioni che possono includere sintomi di stress, ansia, depressione o evidente disagio fisico, come perdita di peso, alterazioni del ritmo sonno-veglia o cambiamenti nel livello di energia. Derivano da un malessere più generale che può influenzare la capacità dell'animale di svolgere le sue normali attività quotidiane.

Questi segni spesso indicano uno squilibrio nel benessere generale dell'animale, possono essere temporanei o cronici, lievi o gravi, e possono derivare da molteplici fattori, come disagio fisico, cambiamenti ambientali o traumi emotivi. In ogni caso, sono un indicatore dello stato generale dell'animale e della sua capacità di adattarsi all'ambiente. Definire cosa si intende per queste alterazioni significa, quindi, osservare il quadro generale dell'animale: il suo comportamento, il suo stato fisico e le sue interazioni con l'ambiente e chi lo circonda. Questo rende possibile intervenire con consapevolezza e identificare qualsiasi necessità di supporto o trattamento.

Cause delle Alterazioni Comportamentali

Le cause alla base di queste alterazioni sono molteplici e interconnesse, spaziando da fattori fisici a quelli ambientali ed emotivi.

  • Stati dolorosi e infiammazione: Il dolore, specialmente se persistente, è una causa principale di disagio negli animali. Situazioni come dolori articolari o processi infiammatori dovuti a lesioni o malattie possono limitare il movimento, rendendo l'animale meno attivo e più irritabile. Questa condizione si riflette spesso in un comportamento diverso dal solito, come una maggiore tendenza all'isolamento o una ridotta tolleranza alle interazioni.
  • Osteoartrite: Questa forma degenerativa di artrite non colpisce solo gli animali anziani, ma può interessare anche individui più giovani. Il dolore cronico e la difficoltà di movimento possono influenzare negativamente l'umore dell'animale, che potrebbe mostrare meno interesse nel giocare, muoversi o socializzare, assumendo un atteggiamento più ritirato o impaziente.
  • Prurito e disagio cutaneo: Disturbi dermatologici, come allergie o infestazioni parassitarie, causano prurito intenso e continuo. Questi problemi inducono comportamenti compulsivi, come grattarsi o leccarsi eccessivamente, che possono aggravare ulteriormente la situazione e creare un circolo vizioso di stress e disagio.
  • Problemi di salute generali: Infezioni, squilibri ormonali o difficoltà digestive, come stitichezza o diarrea, influenzano direttamente lo stato di benessere dell'animale. Questi disturbi si manifestano spesso con segni come apatia, irrequietezza o cambiamenti nelle abitudini alimentari, interessando sia il corpo che il comportamento.
  • Ansia e stress: Situazioni emotivamente destabilizzanti, come la separazione dal proprietario, i viaggi o rumori forti improvvisi (temporali, fuochi d'artificio), possono scatenare ansia o stress. Gli animali ansiosi tendono a reagire con comportamenti insoliti, come rifugiarsi in luoghi nascosti, iperattività o addirittura atteggiamenti distruttivi.
  • Traumi fisici o emotivi: Eventi traumatici, come incidenti, maltrattamenti o cambiamenti drastici nel loro ambiente, possono lasciare segni duraturi sia fisicamente che psicologicamente. Questi animali possono mostrare sfiducia verso persone o altri animali, isolamento o comportamenti aggressivi che riflettono il loro stato di sofferenza.

CAUSE E SINTOMI DI STRESS NEL CANE

Segni e Sintomi da Monitorare

Le alterazioni comportamentali e psicofisiche negli animali si manifestano attraverso una serie di segni che possono essere più o meno evidenti, a seconda della natura e della gravità del problema. Riconoscere questi sintomi è essenziale per intervenire precocemente e prevenire complicazioni. Ogni sintomo rappresenta un campanello d'allarme che indica un potenziale squilibrio nel benessere dell'animale.

  • Isolamento e perdita di interesse sociale: Un animale che si distanzia dai suoi simili o dal proprietario, evitando il contatto o mostrando indifferenza, può manifestare una forma di disagio emotivo o fisico.
  • Cambiamenti nell'appetito: Una riduzione o un aumento improvviso della fame può essere un chiaro segno di disagio. L'animale può perdere interesse per il cibo a causa di problemi fisici, come dolore o disturbi gastrointestinali, oppure manifestare fame nervosa legata a stress o ansia.
  • Apatia e letargia: Una diminuzione dell'energia e del coinvolgimento nelle attività quotidiane, come il gioco o le passeggiate, è spesso indicativa di malessere. L'animale può sembrare meno motivato a muoversi o interagire, preferendo rimanere isolato o dormire più del solito.
  • Iperattività e irrequietezza: Al contrario, un comportamento eccessivamente agitato o nervoso può essere un segnale di ansia o stress. Gli animali irrequieti possono muoversi continuamente, abbaiare o miagolare insistentemente, o non riuscire a rilassarsi.
  • Comportamenti ripetitivi o ossessivi: Leccarsi o grattarsi compulsivamente, girare su sé stessi, o mordere oggetti in modo incessante sono comportamenti che spesso indicano un disagio fisico o psicologico. Queste attitudini possono peggiorare nel tempo se non si interviene.
  • Segni fisici evidenti: Tremori, posture rigide, difficoltà nel movimento o nel camminare possono indicare dolore o problemi articolari. Inoltre, sintomi come perdita di peso, pelo arruffato o alterazioni cutanee possono essere correlati a problematiche più profonde.
  • Abitudini del sonno alterate: Dormire troppo o, al contrario, soffrire di insonnia sono segnali che l'animale non è a suo agio. Un sonno disturbato può derivare sia da cause fisiche che da fattori emotivi.
  • Aggressività o paura improvvisa: Un animale che diventa improvvisamente aggressivo o timoroso potrebbe reagire a dolore, ansia o esperienze traumatiche. Questi cambiamenti di temperamento richiedono particolare attenzione, poiché spesso indicano un disagio non visibile.

Possibili Complicazioni

Questi stati alterati negli animali, se non affrontati, possono portare a complicazioni come il peggioramento del dolore fisico, infezioni secondarie, malnutrizione o un declino generale. Dal punto di vista comportamentale, ansia, aggressività o isolamento possono cronicizzarsi, compromettendo la qualità della vita dell'animale e il rapporto con il proprietario.

Diagnosi e Prevenzione: Un Approccio Integrato

La diagnosi delle alterazioni comportamentali e delle condizioni psicofisiche negli animali richiede un approccio multidisciplinare, che combini l'osservazione clinica con specifici strumenti diagnostici.

Il Processo Diagnostico

Il veterinario, dopo aver raccolto una storia dettagliata dal proprietario, analizza il comportamento dell'animale e valuta eventuali sintomi fisici associati. A seconda dei segni riscontrati, potrebbero essere necessari ulteriori accertamenti, come esami del sangue, test neurologici o radiografie, per escludere patologie organiche. In alcuni casi, l'intervento di uno specialista del comportamento animale è utile per identificare cause emotive o ambientali e sviluppare un piano di trattamento mirato.

Strategie di Prevenzione Efficaci

La prevenzione di stati alterati - sia comportamentali che psicofisici - negli animali, indipendentemente dalla specie, è essenziale per garantire loro una vita equilibrata e soddisfacente. Ogni animale, sia esso cane, gatto, cavallo, coniglio, uccello o rettile, ha esigenze specifiche legate alla sua natura, ambiente e stile di vita.

  • Controlli regolari e monitoraggio della salute: Visite veterinarie regolari presso un veterinario specializzato nella specie in questione permettono di individuare precocemente eventuali problemi fisici o comportamentali. Anche l'osservazione quotidiana da parte del proprietario è fondamentale per rilevare qualsiasi cambiamento.
  • Cura adeguata e gestione dello stress fisico: Mantenere l'animale in buone condizioni fisiche significa garantirgli una dieta equilibrata, accesso a cure mediche tempestive e un ambiente che minimizzi stress e rischi per la salute.
  • Stimolazione mentale e attività specifiche: Offrire all'animale attività che rispettino la sua natura è cruciale. Ad esempio, i cavalli necessitano di spazio per muoversi liberamente, gli uccelli di giochi che stimolino il loro intelletto, e i rettili e i piccoli animali richiedono arricchimenti ambientali appropriati.
  • Creazione di un ambiente adeguato: Che si tratti di una stalla, una gabbia, un acquario o una casa, l'ambiente deve soddisfare le esigenze specifiche della specie, come temperatura, umidità, spazio e accesso alle risorse vitali.
  • Socializzazione e interazioni positive: Per gli animali sociali, è importante favorire interazioni sicure e benefiche con i loro simili o con gli esseri umani. Anche gli animali solitari beneficiano di stimoli che promuovano il loro benessere emotivo.
  • Adattamento graduale ai cambiamenti: Cambiamenti improvvisi nell'ambiente o nella routine possono destabilizzare l'animale. L'introduzione graduale di nuovi elementi, come compagni, spazi o attività, aiuta a ridurre stress e ansia.

Adattare queste strategie alle esigenze specifiche di ogni specie è fondamentale per mantenere l'animale sano, prevenendo l'insorgenza di problemi comportamentali o psicofisici. Una conoscenza approfondita delle caratteristiche dell'animale, una consulenza regolare con il veterinario e un approccio personalizzato sono i pilastri di una prevenzione efficace.

Approcci Terapeutici: Rimedi Naturali e Trattamenti Medici

Quando le alterazioni comportamentali si manifestano, è possibile intervenire attraverso diverse vie terapeutiche, che vanno dai rimedi naturali ai trattamenti medici più specifici.

Rimedi Naturali

I rimedi naturali offrono un supporto delicato ed efficace per affrontare le alterazioni comportamentali negli animali, promuovendo il loro benessere in modo non invasivo.

  • Olio di canapa: Ricco di acidi grassi essenziali come omega-3 e omega-6, è utile per migliorare il benessere generale e supportare la salute della pelle e del mantello.
  • Cannabidiolo (CBD): Derivato dalla canapa, è noto per le sue proprietà antinfiammatorie e calmanti. È particolarmente utile per ridurre stress, ansia e dolore cronico, ma deve essere somministrato sotto stretta supervisione veterinaria.
  • Aloe Vera: Somministrata con moderazione, può contribuire al benessere generale, aiutando in particolare nei casi di pelle pruriginosa o irritata.
  • Omega-3: Presenti negli oli di pesce e di semi di lino, supportano il benessere mentale e fisico, migliorando anche la salute del sistema nervoso e della pelle.
  • Camomilla: Nota per le sue proprietà calmanti, è utile per alleviare stati d'ansia e irrequietezza.
  • Valeriana: Particolarmente efficace nel ridurre l'agitazione e promuovere il rilassamento, soprattutto in situazioni di stress acuto.
  • Passiflora: Utilizzata per il suo effetto ansiolitico, è adatta a molte specie per mitigare sintomi di ansia e nervosismo.
  • Melissa: Ideale per animali con lievi stati di agitazione, promuove il rilassamento senza effetti collaterali significativi.
  • Fiori di Bach: Spesso utilizzati per ridurre stress, paure e traumi emotivi.
  • Estratto di Tiglio: Noto per le sue proprietà rilassanti, è utile per animali che mostrano segni di agitazione o insonnia.

Questi rimedi, se usati correttamente, possono essere un valido aiuto nel migliorare la qualità della vita dell'animale. È essenziale consultare un veterinario esperto per determinare la scelta più appropriata, il dosaggio e la modalità di somministrazione, tenendo conto delle caratteristiche specifiche della specie e delle condizioni di salute dell'animale.

Trattamenti Medici

I trattamenti medici per le alterazioni comportamentali negli animali si concentrano principalmente sulla gestione delle cause sottostanti, piuttosto che sul semplice controllo dei sintomi. Una diagnosi accurata è fondamentale per identificare la fonte del problema e stabilire il piano di trattamento più appropriato.

  • Gestione del dolore e delle condizioni fisiche: In caso di stati dolorosi o condizioni fisiche come dolori articolari, infiammazioni o malattie croniche, possono essere utilizzati farmaci antidolorifici, antinfiammatori o terapie specifiche per migliorare la qualità della vita dell'animale. Questi trattamenti alleviano il disagio fisico, contribuendo così alla stabilità comportamentale. Prodotti naturali con azione lenitiva e rigenerante possono essere utilizzati in aggiunta. Ad esempio, Hypermix®, un prodotto erboristico a base di Iperico e Neem, è utile nella gestione dei problemi cutanei grazie alle sue proprietà idratanti, lenitive e protettive.
  • Trattamenti per alterazioni comportamentali: Per alterazioni comportamentali come ansia, iperattività o aggressività, possono essere prescritti farmaci ansiolitici, sedativi o integratori specifici che supportano il sistema nervoso. Questi trattamenti sono spesso utilizzati in combinazione con approcci comportamentali o ambientali per ottenere risultati duraturi.

In tutti i casi, i trattamenti medici devono essere personalizzati in base alla specie, alla condizione specifica dell'animale e al suo stato di salute generale. Il veterinario valuterà attentamente i benefici e i rischi, cercando sempre di adottare un approccio completo che includa la gestione delle cause fisiche, emotive o ambientali.

Cannabis e Cannabidiolo (CBD): Trattamenti Naturali di Nuova Generazione

Negli ultimi anni, l'uso di ingredienti naturali come il Cannabidiolo (CBD) ha rivoluzionato il supporto al benessere generale degli animali. Questi prodotti erboristici sono particolarmente apprezzati per le loro proprietà antiossidanti, lenitive e rigeneranti, che possono contribuire a migliorare l'equilibrio psicofisico, lenire i pruriti e prevenire situazioni di malessere. La linea Kanarescue®, sviluppata con formule avanzate, offre soluzioni specifiche per diverse specie animali, supportando il benessere e affrontando problematiche che compromettono il benessere psicologico e fisico dell'animale. Tra le opzioni di trattamento disponibili, si raccomanda Kanarescue® Cavalli (soluzione idrosolubile per cavalli): indicato per alleviare prurito e disagio nei cavalli, è arricchito con Aloe Vera, Menta Piperita, Salvia e semi di Pompelmo. Contribuisce alla rigenerazione cutanea, contrasta le infezioni e supporta il sistema immunitario.

Immagine di prodotti a base di CBD per animali

Il Ruolo Cruciale della Nutrizione e del Microbiota

La nutrizione gioca un ruolo fondamentale nel corretto sviluppo del cervello, ancor prima della nascita del cucciolo, e questo ruolo rimane centrale anche durante le fasi adolescenziale e adulta.

Nutrizione e Sviluppo Cerebrale

Una nutrizione inadeguata nelle femmine gravide potrebbe avere effetti dannosi sullo sviluppo della cucciolata, sia a livello fisico che emotivo e comportamentale. Alcuni deficit di vitamine e minerali sono stati associati a disturbi comportamentali sia negli esseri umani che negli animali, inclusi depressione, ansia e aggressività. La nutrizione influenza la vita ancor prima della nascita.

Il Microbiota Intestinale e il Comportamento

La ricerca sta producendo sempre più evidenze sul potenziale ruolo che il microbiota intestinale gioca nel determinare il comportamento dei nostri cani e gatti. Il comportamento, sia dei cani che dei gatti, analogamente al comportamento umano, è determinato dall'attività di una serie di ormoni e neurotrasmettitori che agiscono a livello del sistema nervoso centrale. Questi composti sono generati da un precursore. Qualsiasi alterazione sulla biodisponibilità di questi precursori può avere un effetto sulla produzione di neurotrasmettitori e ormoni e, pertanto, influenzare lo sviluppo del comportamento. Ad esempio, il triptofano e la tirosina sono precursori della serotonina e della dopamina, due dei principali neurotrasmettitori che influenzano l'apprendimento, le emozioni e il controllo degli impulsi.

Il Triptofano nella Gestione dei Disturbi Comportamentali

Uno squilibrio nel microbiota sembrerebbe correlato a disturbi comportamentali. Un ridotto livello di serotonina, ad esempio, sembra essere associato a disturbi comportamentali correlati a elevata aggressività nei cani. Una dieta ad alto contenuto di triptofano si è rivelata utile nel diminuire l'aggressività in alcune specie in condizioni sperimentali, e aumentarla in altre. Da alcune ricerche sembra emergere che i supplementi a base di triptofano possano migliorare l'abilità di alcuni soggetti di gestire lo stress.

La Dieta come Alleato Terapeutico

Modificare la dieta, quindi, potrebbe essere utile per aumentare il livello di triptofano che viene sintetizzato dall'organismo in animali con spiccata aggressività. Una ricerca ha paragonato diverse diete con contenuti proteici differenti e aggiunta di triptofano, dimostrando come i cani che assumevano supplementi di triptofano mostrassero una minore aggressività alla visita di controllo. Le modificazioni della nutrizione devono essere guidate solo ed esclusivamente dal medico veterinario, poiché è necessario stabilire il reale fabbisogno nutrizionale del cane o del gatto in base al tipo di disturbo del comportamento e allo stato di salute.

CAUSE E SINTOMI DI STRESS NEL CANE

La Violenza sugli Animali: Un Sintomo di Disturbi Psicologici e Sociali

La violenza sugli animali è un comportamento complesso con radici psicologiche in insicurezza, desensibilizzazione e disturbi mentali. La questione del maltrattamento degli animali suscita indignazione e perplessità in molte persone. Comprendere il perché le persone maltrattano gli animali è fondamentale per identificare le radici psicologiche di tale comportamento e promuovere un cambiamento positivo.

Motivazioni Psicologiche della Violenza Animale

Una delle spiegazioni più comuni risiede nella necessità di esercitare potere e controllo su un essere vivente più debole. Un altro motivo potrebbe essere la desensibilizzazione alla sofferenza. I soggetti che crescono in contesti dove la violenza è normale, possono diventare insensibili alla sofferenza altrui. La violenza sugli animali in questo caso è solo una manifestazione del radicamento della violenza nella cultura o nella famiglia. Talvolta le persone che maltrattano gli animali possono aver subito a loro volta abusi o negligenza durante l'infanzia. Infine, è importante menzionare il ruolo del disturbo mentale. In alcuni casi, atti di violenza contro gli animali possono essere parte di condizioni come il disturbo della condotta o il zoosadismo, un termine che denota piacere derivante dalla sofferenza animale.

Illustrazione che rappresenta la

La "Link" tra Maltrattamento Animale e Altre Forme di Violenza

La parola “LINK”, in ambito psicologico e criminologico, sta a indicare la forte correlazione fra maltrattamento e/o uccisione di animali, violenza interpersonale e altre condotte devianti, antisociali e/o criminali (per esempio omicidio, stalking, violenza domestica, spaccio, rapina, truffa, crimini rituali). A supporto di quanto appena detto, circa il legame esistente tra le varie forme di violenza e condotte riprovevoli, sono stati sviluppati, a partire dagli anni Sessanta, innumerevoli studi che proseguono ancora oggi in diversi ambiti disciplinari quali psicologia, criminologia.

Maltrattamento Animale nei Minori e come Predittore di Condotte Devianti

Per quanto riguarda la violenza sugli animali come sintomo di una situazione esistenziale patogena, c’è da fare riferimento al caso dei minori. In Italia, secondo uno studio del CNR, il 16,7% dei ragazzi di età compresa tra i 9 e 18 anni hanno compiuto atti di violenza su animali una volta nella vita. I bambini che mostrano condotte aggressive contro gli animali sono generalmente vittime di altre violenze che vengono loro inflitte dalle principali figure di riferimento, per cui conseguentemente spostano la loro aggressività controreattiva sugli animali. Essendo cresciuti in un ambiente scarsamente affettivo, caratterizzato dalla presenza di violenza, questi bambini non hanno avuto modo di sviluppare alcuna capacità empatica, dimostrandosi così incapaci di comprendere gli stati d’animo altrui. Difatti i minori che si dimostrano in grado di commettere sevizie sugli animali presentano un forte senso di impotenza e di inferiorità, atteggiamenti associabili a mancanza di empatia. Per quanto riguarda la violenza sugli animali come fenomeno predittivo di contemporanei e/o successive condotte devianti, antisociali o criminali, l’aggressività contro gli animali è considerata uno dei possibili criteri diagnostici del Disturbo Reattivo dell’Attaccamento e Disturbo della Condotta nell’infanzia e adolescenza. Questo disturbo è caratterizzato da una vera e propria incapacità a conformarsi alle norme, con conseguente violazione dei diritti degli altri e messa in atto di attività illegali. Difatti i comportamenti antisociali hanno un effetto dirompente non solo a livello individuale ma anche a livello sociale. Data l’alta probabilità di associazione tra la violenza sugli animali e quella sugli esseri umani, si è disposta negli ultimi anni l’urgenza di delineare il profilo zooantropologico criminale del maltrattatore e/o uccisore di animali. Il primo organo a muoversi lungo questa linea è stato l’FBI, che ha addirittura creato delle sezioni speciali di polizia il cui compito è quello di individuare un collegamento tra quel comportamento e gli episodi di devianza sociale e di criminalità, elevando il maltrattamento degli animali da semplice indicatore di pericolosità sociale a “Top Crime”, meritando quindi una specifica categoria di classificazione nel database nazionale dei crimini.

La Differenza tra Violenza Umana e Animale e l'Arbitrarietà del Valore Attribuito alle Specie

Le leggi su chi maltratta gli animali stanno diventando sempre più severe in molti paesi. Gli individui che maltrattano gli animali spesso vengono visti come pericolosi non solo per gli animali stessi, ma anche per la società nel suo complesso. Dal punto di vista psicologico, chi maltratta gli animali potrebbe sperimentare sensazioni di colpa e vergogna. Tuttavia queste sensazioni sono minimizzate o razionalizzate, impedendo un vero e proprio riconoscimento della gravità delle proprie azioni. Indagare cosa c’è nella mente di chi maltratta gli animali è una questione complessa che richiede un’attenta analisi psicologica. Prima di tutto molti di questi individui sperimentano livelli di empatia sotto la norma. Spesso, nella mente di chi maltratta gli animali si trova una forma di distorsione cognitiva dove le azioni crudeli vengono giustificate come necessarie o non dannose. Vi è anche da considerare l’impatto sociale e culturale su questo fenomeno. Un punto fondamentale di discussione è comprendere le differenze tra essere violenti con le persone ed essere violenti con gli animali. Per molti, la violenza sugli animali può sembrare meno grave, ma in realtà, entrambe le forme di violenza sono profondamente interconnesse e rappresentano espressioni di un’incapacità a controllare impulsi distruttivi. Tuttavia è nell’arbitrario valore che viene attribuito alle diverse forme di vita che risiede una differenza sostanziale. Nella mente del maltrattante, gli animali sono spesso visti come risorse o esseri inferiori e questo è sufficiente a giustificare il loro sfruttamento o maltrattamento. In definitiva, affrontare la violenza sugli animali richiede un cambio di paradigma che riconosca la necessità di promuovere una cultura dell’empatia e del rispetto verso ogni forma di vita.

Immagine simbolica che rappresenta l'empatia e il rispetto per gli animali

tags: #triade #psicopatia #animali