Il percorso di Stefano Andreoli, psicologo clinico, psicoterapeuta e psicoanalista IFPS, si inserisce in un contesto di profonda riflessione sulla psicoanalisi e sul suo ruolo nel mondo odierno. La sua attività di docente, didatta e supervisore, unita al suo ruolo di referee per la rivista International Forum of Psychoanalysis e membro del Consiglio Direttivo di OPIFER, lo posiziona al centro del dibattito teorico e clinico della disciplina.

La Psicoanalisi nel Contesto Odierno: Una Sfida Sovversiva
La società contemporanea, governata dalle forze del capitale e da una "razionalità strumentale", come evidenziato già da Erich Fromm, tende a privilegiare la produttività a scapito dell'introspezione personale. Si promuove una cultura del pragmatismo che spinge verso risultati immediati, a basso costo e in tempi brevi, in cui la soggettività deve costantemente lottare contro l'omologazione e il conformismo. In questo scenario, l'approccio psicoanalitico si pone in una posizione decisamente antitetica, quasi sovversiva.
Diversi fattori contribuiscono a creare un ambiente sfavorevole alla psicoanalisi. I continui tagli alla sanità pubblica, che orientano i trattamenti verso la massima economia, l'espansione della psichiatria focalizzata prevalentemente sull'uso di farmaci, le "panacee" promosse dalle potenti multinazionali farmaceutiche, e il predominio di approcci cognitivo-comportamentali o di trattamenti "manualizzati", tanto popolari sul mercato, hanno eroso lo spazio tradizionalmente occupato dalla psicoanalisi. A ciò si aggiunge la proliferazione incontrollata di counselor, coach e figure pseudoprofessionali che si autoproclamano dispensatori di benessere e felicità, spesso attraverso pacchetti online.
L'idea diffusa è che la psicoanalisi sia diventata antiquata, anacronistica e secondaria rispetto a trattamenti considerati "empiricamente sostenuti" e "evidence-based". A queste critiche esterne si sommano motivazioni intrinseche. In passato, la psicoanalisi non è riuscita a "commercializzarsi" in modo efficace presso il pubblico, né si è dimostrata sufficientemente interessata a costruire una solida letteratura empirica. Spesso, si è chiusa nella difesa della propria "purezza" e ha evitato contaminazioni esterne, un atteggiamento che, sebbene comprensibile in termini di preservazione identitaria, ha finito per indebolirla. Inoltre, lo sviluppo di diversi "dialetti" interni e la crescita di un pluralismo di prospettive hanno talvolta generato chiusi settarismi e frammentazioni, indebolendo anziché fortificare il movimento psicoanalitico.
La Psicoanalisi Universitaria: Un Luogo Svuotato?
La psicoanalisi è quasi scomparsa dalle università. Questo fenomeno è legato all'epistemologia della disciplina, che non si allinea con quella delle scienze esatte, positiviste, della biologia o del comportamentismo. La psicoanalisi possiede un proprio paradigma scientifico, strumenti di valutazione e validazione distinti. Paradossalmente, le neuroscienze, a cui oggi si ripone molta speranza, sembrano confermare sempre più le intuizioni psicoanalitiche, offrendo alla neurobiologia spunti che vanno oltre quanto la neurobiologia stessa riesca a fornire alla psicoanalisi.
Il trattamento psicoanalitico, infatti, non può essere adeguatamente valutato con la limitata ricerca sui risultati (outcome research), soprattutto quando la ricerca sui processi (process research) ha già fornito evidenze empiriche sull'efficacia della psicoanalisi, in particolare nel lungo termine.

Qual è lo Scopo della Psicoanalisi? Differenze con Altre Psicoterapie
Come ricorda Gabbard, la psicoanalisi si basa sulla ricerca della verità, anche quando questa è soggettiva. "Siamo tutti maestri dell'autoinganno. La psicoanalisi ci insegna quanto ci nascondiamo a noi stessi per evitare di sapere chi siamo. Svelare questo autoinganno e le difese che lo permettono è un compito che va portato avanti in modo lento, doloroso e metodico."
La psicoanalisi rivoluziona la funzione dello specialista, privandolo della sua funzione prescrittiva, e valorizza la parola "liberamente fluttuante" orientata alla conoscenza. Amplia le dimensioni del Sé, acquisendo prospettive precedentemente ignote. Come afferma Ogden, "fondamentalmente implica aiutarlo [il paziente] a rimanere se stesso mentre cerca di diventare ancora più se stesso".
Si può ipotizzare che la psicoanalisi possieda una duplice funzione: un obiettivo analitico più conoscitivo-esistenziale e uno più terapeutico, volto alla riduzione del malessere e della sintomatologia. Tuttavia, come ricorda Bromberg, "la cura e la crescita avvengono come processo unitario".
La psicoanalisi ha sempre cercato di preservare l'attenzione alla crescita personale, anziché alla mera rimozione del sintomo. Questo avviene attraverso un processo che alterna l'analisi dei fenomeni psichici e la sintesi terapeutica, durante la quale il paziente può ricomporre consciamente il materiale analizzato.

L'essenza della psicoanalisi risiede nella centralità del funzionamento inconscio della vita psichica, che rappresenta il linguaggio privilegiato per lavorare in analisi. Il sintomo viene inquadrato come la manifestazione, l'epifenomeno di qualcosa di non facilmente accessibile, scrupolosamente protetto da efficaci meccanismi di difesa. La psicoanalisi ha il merito di dare spazio e luce alla parte più oscura dell'uomo, tentando di toccare la profondità intima che, per tautologia, è sempre ignota e sconosciuta.
La psicoanalisi possiede una propria identità, frutto di evoluzioni teoriche maturate e perfezionate durante oltre un secolo di storia, e si avvale di metodologie specifiche che costituiscono la tecnica psicoanalitica, l'impalcatura della disciplina. Se la psicoterapia è un procedimento più specifico e pragmatico, focalizzato sulla risoluzione di sintomi e comportamenti disadattivi, la psicoanalisi è un processo più esteso e aperto, tendenzialmente infinito (sebbene si concluda di comune accordo quando l'analizzando è in grado di proseguire autonomamente). Continua quindi a esistere una differenza, seppur meno netta, tra chi si rivolge alla terapia per la risoluzione di un sintomo e chi intende ottenere risultati trasformativi, come un cambiamento strutturale della personalità.
Non sarebbe un'audacia ammettere che tutte le altre psicoterapie affondano le proprie radici nella psicoanalisi, presentando le proprie scoperte come sostituzioni del bagaglio teorico precedente, anziché come semplici aggiunte. Come specifica Modena, fu Freud stesso a sostenere che la psicoanalisi, in quanto terapia, non era né migliore né peggio di altri approcci. Egli la consigliava per il suo contenuto di verità, ovvero per la ricerca della verità individuale del soggetto. In questa chiave, la psicoanalisi rimane la via regia per aumentare la comprensione di sé stessi, ricostruendo la propria storia dall'infanzia all'età adulta.
Chi è lo Psicoanalista? La Formazione e il Ruolo
Uno psicoanalista è sempre uno psicoterapeuta, ma non è vero il contrario. Il training psicoanalitico, svolto presso scuole di specializzazione post-laurea per medici e psicologi, possiede regole e obblighi precisi nella formazione degli allievi, ed è ciò che discrimina fortemente l'identità di uno psicoanalista. Attualmente, escludendo gli orientamenti che si sono distanziati dalla psicoanalisi originaria (come l'approccio junghiano, adleriano o lacaniano), solo due enti mondiali rilasciano il titolo di "psicoanalista": l'IPA (International Psychoanalytical Association), fondata da Freud stesso e tendenzialmente più ortodossa, e l'IFPS (International Federation of Psychoanalytic Societies), fondata da Fromm, definita "neofreudiana", più elastica e multidisciplinare.

Oggi, queste scuole di specializzazione affrontano una forte crisi nel reclutamento di nuovi allievi. I motivi sono chiari: richiedono un impegno esorbitante in termini di tempo (almeno 4-5 anni), energie (difficilmente compatibile con un lavoro a tempo pieno) e risorse economiche (circa 12.000€ annui). A ciò si aggiunge l'obbligo di un lungo e intenso percorso di analisi personale, che dovrebbe rappresentare una conditio sine qua non per tutte le scuole riconosciute dal MIUR, e non un aspetto secondario volto a ridurre l'impatto economico. Vengono inoltre richieste numerose ore di supervisioni individuali e di gruppo su casi clinici, lezioni teoriche, seminari didattici, laboratori esperienziali e elaborati scritti. Queste istituzioni postulano, giustamente, una dedizione quasi totale che difficilmente è alla portata di tutti gli aspiranti terapeuti.
È fondamentale sottolineare che la psicoanalisi è una professione che esige una formazione continua. Oltre all'analisi personale, che a scopo conoscitivo non ha mai fine, e alla continua formazione didattica, molti professionisti continuano a sottoporsi a supervisione individuale per garantire al paziente una corretta prassi analitica e la massima efficacia del trattamento.
Gli Sviluppi della Psicoanalisi Oggi: Una Disciplina in Evoluzione
Ciò che continua a impressionare è che la psicoanalisi sia il frutto del lavoro di un singolo uomo, Freud, le cui teorizzazioni e intuizioni, in larga parte ancora valide, sono state il termine di confronto per ogni autore successivo. Tuttavia, la psicoanalisi non è rimasta statica. Si è evoluta, integrando contributi fondamentali da diverse prospettive.
Si è assistito a un superamento dell'immagine fredda, distaccata e asettica degli analisti freudiani ortodossi, che avevano in parte irrigidito e deformato gli insegnamenti di Freud. Ci si è avvicinati alle nuove concettualizzazioni degli approcci psicodinamici, come la teoria dell'attaccamento di Bowlby, la Psicologia del Sé di Kohut, la teoria delle relazioni oggettuali di Klein e della "scuola britannica", e i preziosi contributi di Bion e Fonagy.

Bowlby: teoria dell'attaccamento e implicazioni pedagogiche
In conclusione, la caratteristica fondamentale della psicoanalisi è che rende più liberi. Il sapere è sempre meglio che essere agiti, e la psicoanalisi continuerà a essere una delle discipline più vicine all'essere umano e al suo desiderio inestinguibile di ampliare la propria umanità.
Nonostante le critiche e le difficoltà, la psicoanalisi rimane un potentissimo fattore di cambiamento personale e, potenzialmente, sociale. È forse lo strumento primum inter pares più efficace nel mondo occidentale per ampliare la conoscenza di sé stessi.
"Tutto quello che è interessante accade nell'ombra, davvero. Non si sa nulla della vera storia degli uomini." - L.F. Celine
Note bibliografiche:Gli autori citati sono riportati nel numero speciale del cinquantesimo anno della rivista Psicoterapia e scienze umane (Franco Angeli, 2016, Volume L, n.3).Celine, L.F. (1932), Viaggio al termine della notte. Milano: Corbaccio, 2011.