La psicomotricità, come disciplina che pone al centro la relazione tra corpo, mente ed emozioni, richiede una formazione approfondita e specializzata per poter essere esercitata con competenza ed efficacia. Un percorso biennale in psicomotricità si configura come un'opportunità formativa di elevato valore, pensata per fornire ai professionisti dell'educazione e dell'aiuto gli strumenti teorici e pratici necessari per intervenire in contesti educativi, preventivi e di supporto. Questo tipo di formazione, spesso accreditata da enti riconosciuti come il Ministero dell'Istruzione, mira a formare figure professionali capaci di comprendere e accompagnare l'evoluzione psicofisica dell'individuo in ogni fase della vita, con un'attenzione particolare all'infanzia e all'adolescenza.

La Struttura del Percorso Formativo: Moduli e Aree di Apprendimento
Un corso biennale in psicomotricità è solitamente articolato in tre moduli annuali, ciascuno dei quali sviluppa competenze specifiche in ambito psico-pedagogico e psicomotorio. L'approccio didattico predilige una marcata componente esperienziale, in linea con la natura stessa della disciplina. La didattica attiva chiama i partecipanti ad agire in prima persona, utilizzando conoscenze, esperienze ed emozioni come occasioni di apprendimento. Si richiede ai corsisti di "mettersi in gioco" sia sul piano personale che nel gruppo, favorendo un processo di auto-consapevolezza e di crescita professionale.
Il percorso si articola in tre aree fondamentali:
Formazione Personale: Questa area è il cuore pulsante della formazione in psicomotricità relazionale. Partendo da esperienze di vissuto a mediazione corporea, i corsisti vengono guidati, attraverso momenti di verbalizzazione e riflessione comune, a sviluppare una maggiore capacità di lettura e comprensione delle proprie modalità di interazione e delle proprie dinamiche emotive. La formazione personale caratterizza in modo distintivo i corsi di formazione in psicomotricità relazionale, organizzata spesso in stage nel fine settimana che prevedono attività pratiche, di rappresentazione e di verbalizzazione. L'obiettivo è quello di perfezionare la ricerca e la presa di coscienza della propria implicazione corporea ed emozionale nella relazione con l'altro, esplorando gli aspetti emozionali della relazione e approfondendo il ruolo essenziale delle emozioni nella costruzione del pensiero, il loro potere nella vita mentale e la loro incidenza nel comportamento.
Formazione Teorica: Le lezioni e i seminari offrono un solido inquadramento teorico, fornendo conoscenze relative alle basi della psicomotricità, ai diversi orientamenti metodologici (come la psicomotricità funzionale di Jean Le Boulch, la pratica psicomotoria di B. Aucouturier, il gruppo operativo di E. Pichon-Riviére, e approcci psicoanalitici), alla dimensione corporea nello sviluppo e nel ciclo di vita, e alle discipline ad essa collegate quali Pedagogia, Psicologia, Neuropsicologia, Neuropsichiatria e Sociologia. La formazione è centrata sullo studio dei fattori dinamici che agiscono all'interno di una relazione significativa, come quella che si instaura fra psicomotricista e bambino nel corso di un intervento.
Formazione Pratica: Quest'area permette l'esplorazione e la sperimentazione delle capacità maturate durante il percorso. Comprende attività di tirocinio guidato in aula, tirocinio diretto in strutture con l'affiancamento di uno psicomotricista esperto in progetti educativi e preventivi, e gruppi di studio e raccordo. Il tirocinio è un elemento cruciale, permettendo di applicare le conoscenze acquisite in contesti reali e di confrontarsi con le sfide pratiche della professione. La possibilità di svolgere il tirocinio all'interno del centro formativo, se offerta, permette di essere affiancati direttamente dai formatori, favorendo un confronto diretto e costruttivo.

Obiettivi Generali e Specifici dei Moduli
Ogni modulo del corso biennale è progettato per raggiungere obiettivi specifici, che si integrano progressivamente per formare un professionista completo.
I° Modulo - Aspetti Educativi e Relazionali della Psicomotricità:Il filo conduttore di questo primo modulo è l'acquisizione della capacità di osservazione psicomotoria del bambino. Gli obiettivi generali includono lo sviluppo delle correlazioni tra movimento/azione e le mobilizzazioni profonde del pensiero e degli affetti; l'acquisizione di strumenti e modelli di osservazione psicomotoria del bambino; la fornitura di una prospettiva sullo sviluppo del bambino in cui corpo, azione, movimento e gioco assumano un significato centrale; e la sensibilizzazione all'ascolto di sé, delle proprie modalità espressive corporee, e all'ascolto dell'altro e delle sue diverse forme.
II° Modulo - L’Educazione Psicomotoria - L’Espressione del Sé tra il Corpo e la Parola:Questo modulo è finalizzato a sviluppare competenze di osservazione di gruppi e all'acquisizione delle metodologie di conduzione e programmazione di sedute di educazione psicomotoria. Gli obiettivi generali comprendono una maggiore capacità di conoscere e gestire le emozioni personali nella relazione educativa; lo sviluppo della capacità di leggere ed attribuire senso al gioco del bambino; la conoscenza dello sviluppo dei processi di socializzazione e gruppali; l'acquisizione delle diverse metodologie di pensiero e pratica psicomotoria (funzionale, relazionale); l'acquisizione delle competenze di metodologia dell'intervento psicomotorio e di progettazione in ambito educativo; e lo sviluppo della capacità di comprensione delle problematiche legate al disagio del bambino nel suo processo di sviluppo.
III° Modulo - La Relazione che Cura:L'obiettivo centrale di questo terzo modulo è l'acquisizione di competenze professionali atte a consentire interventi di supporto e aiuto alla crescita in situazioni di disagio, svolti in gruppi educativi o in piccolo gruppo. Sono previsti seminari specifici sull'approccio psicomotorio nel ciclo di vita. Gli obiettivi generali includono lo sviluppo della capacità di comprensione e gestione del disagio dei bambini nel loro processo di sviluppo; la conoscenza delle produzioni corporee psicomotorie del bambino (lettura e intervento); lo sviluppo di competenze di pedagogia del corpo in diverse fasce d'età (laboratori espressivi a mediazione corporea); l'acquisizione delle competenze di metodologia dell'intervento psicomotorio e delle capacità di progettazione nella relazione educativa in risposta ai bisogni; l'aumento della consapevolezza delle proprie modalità relazionali e gruppali; e lo sviluppo dell'assunzione di ruolo e delle competenze professionali nel lavoro di rete.
Psicomotricità Relazionale: che cos'è?
L'Importanza dell'Esperienza e della Metodologia
La storia e la ricerca psicomotoria si caratterizzano per un approccio al bambino centrato sull'azione e sul privilegio dato al linguaggio tonico-posturale, che sostiene e integra la vita emotiva e funzionale del soggetto. Un corso di formazione in psicomotricità si distingue per l'unicità della sua proposta, che si caratterizza per l'importanza attribuita all'esperienza come presupposto per un apprendimento significativo della persona. L'utilizzo di diverse metodologie psicomotorie mira a formare uno psicomotricista attento alle relazioni, capace di prendersi cura dell'evoluzione dei singoli e del gruppo, e in grado di progettare, organizzare e gestire progetti di psicomotricità educativa e preventiva in relazione ai diversi contesti in cui è chiamato ad operare.
Il corso sviluppa competenze relative alla conduzione di progetti formativi di sensibilizzazione alla psicomotricità rivolti ad adulti, ampliando così il raggio d'azione del professionista. La didattica attiva, che chiama i partecipanti ad agire in prima persona, è fondamentale per interiorizzare i concetti e le pratiche.
Tirocinio e Supervisione: Pilastri della Formazione Pratica
Le esercitazioni pratiche sono affiancate da lezioni che offrono un inquadramento teorico e da esperienze di tirocinio guidato. Queste esperienze di tirocinio possono svolgersi sia con tutor di tirocinio in aula sia attraverso osservazioni dirette in contesti operativi. Durante il percorso formativo, sono richiesti l'obbligo di frequenza, la disponibilità al coinvolgimento personale e all'assunzione di responsabilità nelle esercitazioni pratiche, nel lavoro di gruppo e nella gestione del tirocinio.

Le sessioni di supervisione sono un altro elemento fondamentale, realizzate in plenaria e prevedono la presentazione di casi in trattamento da parte dei partecipanti al corso. Il materiale portato, anche con video, viene analizzato con un supervisore e discusso in gruppo, offrendo un'opportunità preziosa di apprendimento collettivo e di affinamento delle competenze cliniche.
I Docenti e gli Enti di Riferimento
I docenti sono solitamente membri e collaboratori di istituti specializzati, impegnati attivamente nelle attività dei Centri di Psicomotricità. La loro competenza e disponibilità, sia a livello teorico che pratico, sono essenziali per offrire una formazione di alta qualità. Enti come l'Istituto I.F.R.A. (Istituto di Formazione e Ricerca in Psicomotricità), fondatore di diverse associazioni professionali e con una lunga storia nella formazione, giocano un ruolo chiave nello sviluppo della psicomotricità in Italia. L'accreditamento da parte del Ministero dell'Istruzione sottolinea il valore e il riconoscimento istituzionale di questi percorsi formativi.
L'Intervento Psicomotorio Individuale e di Gruppo
Un aspetto importante che può essere approfondito in un corso di specializzazione biennale è l'intervento psicomotorio individuale. A differenza di quanto sostenuto da alcune correnti, l'indicazione per un intervento individuale non è necessariamente collegata al grado di patologia, ma a una serie di opportunità che emergono da una fase di valutazione. Le modalità e le implicazioni di un'attività individuale non sono le stesse di un'attività di gruppo, così come si diversifica il setting. La formazione è incentrata sullo studio dei fattori dinamici che agiscono all'interno di una relazione significativa, perfezionando la ricerca e la presa di coscienza della propria implicazione corporea ed emozionale nella relazione con l'altro.
Durata, Frequenza e Costi
La durata complessiva di un corso biennale in psicomotricità è solitamente di due anni, per un totale di circa 900 ore accademiche. La frequenza è obbligatoria, con la possibilità di effettuare un numero limitato di assenze (tipicamente il 20%). Le lezioni si tengono generalmente due sabati e/o domeniche al mese, e alcuni weekend per i moduli specifici, con cadenza quindicinale o mensile. La struttura oraria prevede lezioni che vanno dalle 9:30 alle 18:30, permettendo un coinvolgimento intenso ma gestibile.
Le aree di formazione teorica, pratica e personale prevedono un numero significativo di ore di lezione all'anno (ad esempio, 120 ore per area, per un totale di 360 ore/anno). Al termine del corso, è spesso richiesta l'elaborazione di uno scritto conclusivo su un intervento psicomotorio individuale condotto nel proprio ambito lavorativo, per cui sono riconosciute ore dedicate alla stesura.
I costi di iscrizione e frequenza variano, ma includono una quota per la selezione e una quota annuale di frequenza, solitamente rateizzabile. È fondamentale richiedere informazioni dettagliate direttamente all'istituto formativo, possibilmente tramite un incontro informativo con il responsabile del settore formazione.

A Chi è Rivolto il Corso
La formazione biennale in psicomotricità è rivolta principalmente a professionisti dell'educazione e dell'aiuto, come psicomotricisti, psicologi, pedagogisti e neuropsicomotricisti, che desiderano specializzarsi e approfondire la loro prospettiva relazionale sullo sviluppo del bambino. Alcuni corsi specifici possono essere riservati a psicomotricisti che abbiano già concluso un iter formativo triennale, in particolare se si focalizzano su interventi individuali avanzati. In generale, il percorso mira a integrare e sostenere competenze professionali in Pratica Psicomotoria, fornendo strumenti utili all'attivazione di progetti educativi, preventivi e percorsi di aiuto psicomotorio individuali e di gruppo.
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