L'avanzare dell'età porta con sé un aumento della prevalenza delle demenze, un gruppo di disturbi neurodegenerativi che colpiscono milioni di persone in tutto il mondo. La malattia di Alzheimer, in particolare, rappresenta la forma più comune, caratterizzata da un progressivo declino cognitivo che incide profondamente sulla vita degli individui e dei loro cari. In risposta a questa crescente sfida sanitaria, la comunità scientifica e medica si riunisce regolarmente in convegni dedicati, come il "Convegno Demenze Amsterdam", un evento di risonanza internazionale che funge da piattaforma cruciale per la condivisione di conoscenze, la presentazione di nuove scoperte e il dibattito sulle strategie di cura e assistenza.

La Giornata Mondiale dell'Alzheimer e l'Impegno nella Sensibilizzazione
La XXXII Giornata Mondiale dell’Alzheimer, istituita dall’OMS nel 1994 e celebrata ogni anno, sottolinea l'importanza di un impegno continuo nella lotta contro questa malattia. La nostra Fondazione, con determinazione, lancia iniziative volte a coinvolgere attivamente tutti i soggetti operanti nel settore, gli stakeholders, la cittadinanza e i caregiver. L'obiettivo primario è sensibilizzare l'opinione pubblica, diffondere informazioni aggiornate, promuovere le scoperte scientifiche e delineare modalità di risposta efficaci per la malattia di Alzheimer e le altre forme di demenza. Per il 2025, sono state progettate diverse occasioni di incontro e riflessione. Un evento significativo si è tenuto lunedì 15 settembre, in collaborazione con ENSA (European Network of Social Authorities) e Regione Lombardia, presso l’Aula Magna dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, sede di Cremona. Il titolo dell'evento, "Ensa older adults, disability working groups and connected activities", evidenzia l'approccio multidisciplinare e collaborativo adottato.
Amsterdam: Un Polo d'Innovazione nella Ricerca sulle Demenze
Amsterdam si è affermata come un centro nevralgico per la ricerca e il trattamento delle demenze. Il governo olandese ha stanziato una somma considerevole, 32 milioni di euro, specificamente destinati alla ricerca sull’Alzheimer. Questo investimento sottolinea la priorità accordata a questa problematica nel panorama sanitario olandese. In contrasto, in Italia, nonostante l'esistenza di un "Piano Nazionale Demenze", le risorse allocate sono state finora nulle, una disparità che evidenzia la necessità di un maggiore impegno politico e finanziario anche nel nostro paese. Questa osservazione è stata messa in luce da esperti durante il convegno "Ricordati di me", dove Philip Scheltens, professore di Neurologia cognitiva all’Università di Amsterdam, ha illustrato il "Deltaplan Dementia" olandese, un piano nazionale che beneficia anche del supporto del settore privato, con ulteriori 8 milioni di euro destinati a 75 progetti. Questo modello di collaborazione pubblico-privato è un esempio virtuoso da cui trarre ispirazione.

Approcci Innovativi alla Cura e all'Assistenza
Il convegno ha messo in luce diverse prospettive innovative nel campo della cura e dell'assistenza alle persone con demenza. L'applicazione del modello VBHC (Value Based Healthcare) per la cura e l’assistenza di persone con demenza, presentato dalla Dott.ssa Isabella Salimbeni (Direttore Sanitario) e dalla Dott.ssa Enrica Sudati (Coordinatrice di Nucleo) della Fondazione E., rappresenta un approccio promettente. Questo modello si concentra sulla massimizzazione del valore per il paziente, integrando aspetti clinici, economici e dell'esperienza del paziente stesso.
Il tema della "Creatività umana e intelligenza artificiale nella cura ed assistenza di persone con-viventi con disturbi neurocognitivi" è stato un altro punto focale, con interventi del Dott. Ivan Scaratti (Direttore Generale di Fondazione E. Germani). La creatività umana, in particolare, è stata evidenziata come uno strumento fondamentale per la gestione dell'ambiente e delle attività, come sottolineato dal Dott. Mario Cucumo (Coordinatore di Area Residenziale).
La misurazione del valore nella filiera Alzheimer, attraverso il metodo VBHC, è stata ulteriormente approfondita dalla Dott.ssa Isabella Salimbeni, che ha enfatizzato la creazione di condizioni per una cura protesica di valore, considerando ambiente, persone, attività e innovazioni tecnologiche.
La Diagnosi Precoce e la Gestione dei Sintomi
La diagnosi precoce rappresenta un pilastro fondamentale nella gestione delle demenze. La ricerca si sta orientando verso lo sviluppo di biomarcatori sempre più precisi e meno invasivi. Studi presentati all'AAIC (Alzheimer’s Association International Conference) hanno esplorato l'uso di biomarcatori nel liquido cerebrospinale (CSF) e nel sangue, con l'obiettivo di monitorare la progressione della malattia e la risposta ai trattamenti. L'identificazione di biomarcatori nel sangue, in particolare, offre la prospettiva di una diagnostica più accessibile e meno invasiva.
La conferenza ha anche discusso dell'importanza di distinguere tra diverse forme di demenza, come la demenza frontotemporale variante comportamentale (FTD) e i disturbi psichiatrici, data la sovrapposizione sintomatologica. Tecniche assistite da computer sono state investigate per identificare differenze nel metabolismo che potrebbero aiutare nella diagnosi differenziale.
È stato inoltre evidenziato che la valutazione dell'autonomia nella vita quotidiana è affidabile per studi trasversali, mentre per studi longitudinali sull'invecchiamento, i rapporti dei partner di studio potrebbero essere più appropriati. La misurazione della cognizione nella vita quotidiana è considerata cruciale per tracciare la progressione della malattia, con un aumento dei problemi quotidiani visibile nei primissimi anni della malattia.
Corso per Operatore di Stimolazione cognitiva della persona con demenza
La Complessità delle Diverse Forme di Demenza
Il Convegno Demenze Amsterdam e gli eventi correlati hanno toccato la complessità delle diverse forme di demenza:
- Malattia di Alzheimer: Caratterizzata da perdita progressiva di memoria, confusione e difficoltà linguistiche e di ragionamento. La diagnosi si basa su valutazione clinica, test cognitivi, neuroimaging e analisi dei biomarcatori. Le strategie di gestione mirano a rallentare la progressione, gestire i sintomi e supportare pazienti e caregiver.
- Demenza Vascolare: Causata da un ridotto afflusso di sangue al cervello, spesso associata a ictus o microlesioni vascolari. I sintomi includono confusione, difficoltà di pianificazione e rallentamento del pensiero. La gestione si concentra sul controllo dei fattori di rischio cardiovascolare.
- Demenza Frontotemporale (FTD): Un gruppo di disturbi che colpiscono i lobi frontali e temporali, influenzando comportamento, personalità e linguaggio. Spesso colpisce persone tra i 45 e i 65 anni. La diagnosi si basa su valutazione clinica, test neuropsicologici e imaging cerebrale.
- Demenza a Corpi di Lewy: Caratterizzata da sintomi cognitivi, motori e psichiatrici, tra cui fluttuazioni dell'attenzione, allucinazioni visive ricorrenti e segni simili al Parkinson. La diagnosi può essere complessa a causa della sovrapposizione dei sintomi con altre demenze.
Il Ruolo dei Biomarcatori e delle Neurotecnologie
La ricerca sui biomarcatori rappresenta una frontiera cruciale nella lotta contro le demenze. L'identificazione di biomarcatori nel liquido cerebrospinale (CSF) e, più recentemente, nel sangue, sta rivoluzionando la diagnosi precoce e il monitoraggio della progressione della malattia. L'esame di biomarcatori come beta-amiloide, tau fosforilata e tau totale fornisce informazioni preziose per distinguere tra i vari tipi di demenza e valutare l'efficacia dei trattamenti.
Le tecniche di neuroimaging, come la risonanza magnetica (RM) e la tomografia a emissione di positroni (PET), continuano a essere strumenti indispensabili per visualizzare i cambiamenti strutturali e funzionali del cervello, nonché la presenza di placche amiloidi e grovigli tau.

L'intelligenza artificiale (IA) sta emergendo come un potente alleato nella ricerca e nella pratica clinica. Modelli predittivi basati sull'IA possono analizzare grandi quantità di dati per identificare pattern associati al rischio di demenza o alla progressione della malattia. Chatbot e modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM) vengono studiati per fornire supporto terapeutico e migliorare la comunicazione con le persone affette da demenza. La telemedicina e le soluzioni digitali per la riabilitazione cognitiva, come il Tele Cognitive Movement (TCM) e l'EARLY-COGN^3, promettono di rendere l'assistenza più accessibile, specialmente in contesti domiciliari.
La Prevenzione e gli Stili di Vita Sani
Il Convegno Demenze Amsterdam e gli eventi correlati hanno sottolineato l'importanza della prevenzione e degli stili di vita sani. Diversi incontri sono stati dedicati a temi come "Stili di vita sani per un invecchiamento in salute" e "Prevenzione nel contesto del progetto JADE Health". La ricerca indica che fattori di rischio cardiovascolare come ipertensione, diabete, colesterolo alto e obesità aumentano significativamente il rischio di sviluppare demenza. Mantenere una buona salute cardiovascolare attraverso dieta equilibrata, esercizio fisico regolare e gestione delle condizioni mediche è quindi fondamentale.
La nutrizione gioca un ruolo essenziale nella salute del cervello. Diete ricche di frutta, verdura, cereali integrali, proteine magre e grassi sani, come quelle basate sui modelli mediterraneo o DASH, sono state associate a un ridotto rischio di declino cognitivo. Nutrienti specifici come gli acidi grassi omega-3, le vitamine del gruppo B e gli antiossidanti possono contribuire al mantenimento delle funzioni cognitive.
L'Importanza del Supporto ai Caregiver e alla Comunità
La cura delle persone con demenza non riguarda solo gli aspetti clinici e scientifici, ma coinvolge profondamente anche i familiari e i caregiver. Incontri come "Fragilità e risorse nella persona con demenza" a Bellusco (MB) e "Dalla rassegnazione alla cura" a Milano, mettono in luce la necessità di fornire supporto, formazione e risorse a chi si dedica all'assistenza quotidiana. La legislazione sul supporto ai caregiver è un tema cruciale, così come la creazione di "comunità amiche delle demenze" che offrano un ambiente di supporto e inclusione.
La Federazione Alzheimer Italia, organizzatrice di diversi eventi, ha predisposto corsi di formazione per diverse categorie di lavoratori, come i vigili urbani, su come riconoscere e assistere una persona affetta da demenza. Questo approccio integrato, che coinvolge la società nel suo complesso, è fondamentale per migliorare la qualità della vita delle persone con demenza e delle loro famiglie.
Il Futuro della Ricerca e della Cura
Il "Convegno Demenze Amsterdam" e gli eventi correlati rappresentano un faro di speranza e un catalizzatore per il progresso. La continua ricerca sui meccanismi neurodegenerativi, lo sviluppo di biomarcatori sempre più precisi, l'applicazione di tecnologie innovative e un approccio olistico che include la prevenzione, la cura personalizzata e il supporto alla comunità, sono gli elementi chiave per affrontare la crescente sfida delle demenze. La collaborazione internazionale, come quella promossa ad Amsterdam, è essenziale per accelerare la scoperta di terapie efficaci e, in ultima analisi, per trovare una cura per queste malattie devastanti. L'impegno collettivo, dalla ricerca scientifica al supporto quotidiano, è la strada maestra per costruire un futuro in cui le persone con demenza possano vivere una vita dignitosa e appagante.