Il Ragionamento Astratto nella Psicoanalisi Freudiana: Dalla Parola all'Inconscio

Il potere del linguaggio è tale che la semplice pronuncia di una parola, come "elefante", può evocare un'immagine vivida nella nostra mente. Questa "magia" si ripete costantemente, trasformando parole e frasi in rappresentazioni mentali che catturano la nostra attenzione, spesso al di là della nostra volontà. Quando l'affermazione si arricchisce di dettagli, come "un elefante rosa esce dal frigorifero", la nostra mente non solo visualizza l'animale, ma gli attribuisce anche un colore specifico e un'azione inaspettata. Questo dimostra come il linguaggio sia intrinsecamente legato alla formazione di immagini mentali e alla focalizzazione dell'attenzione.

Il linguaggio può essere suddiviso in due tipologie principali: il linguaggio "basato sui sensi", che fa riferimento a elementi concreti come "elefante", "mare" o "spiaggia", e il linguaggio "astratto", che si riferisce a concetti intangibili come "felicità", "passione", "avventura" o "soluzione". Un mediatore efficace, sia esso un terapeuta, un comunicatore o un educatore, deve comprendere le profonde differenze nell'impatto che queste due tipologie di linguaggio hanno sull'interlocutore. Mentre il linguaggio "sensory based" evoca immagini e sensazioni dirette, il linguaggio "astratto", specialmente quando utilizzato in modo "abilmente vago", possiede la capacità di orientare il pensiero e persino di modificare lo stato d'animo. Questa caratteristica del linguaggio astratto è fondamentale per chi desidera creare sintonia con i propri interlocutori, guidandoli verso un particolare stato mentale o un'idea. Ad esempio, la frase "oggi siamo qui perché abbiamo scelto la soluzione" materializza magicamente il concetto di "soluzione" nella mente dell'ascoltatore, guidando la sua percezione verso un esito positivo e proattivo.

Rappresentazione grafica del cervello umano con aree illuminate corrispondenti all'elaborazione del linguaggio e del pensiero astratto.

L'Evoluzione del Pensiero Astratto e la Psicoanalisi Freudiana

Sigmund Freud, nel suo celebre caso clinico "L'uomo dei topi" (1909), ha fornito una fonte di inestimabile valore per lo studio contemporaneo della tecnica psicoanalitica, analizzando le dinamiche del ragionamento astratto nel contesto terapeutico. La psicoanalisi, fin dalle sue origini, si è confrontata con la complessa interazione tra il corpo e la psiche, un legame indissolubile che plasma la vita psichica in modi che non possono essere compresi in termini puramente astratti, ma richiedono un costante rimando alla realtà fisica e somatica. L'abbandono da parte di Freud del "Progetto di una psicologia" (1895) segnò una consapevolezza acquisita dalla psicoanalisi riguardo all'intrigante e irriducibile relazione tra la dimensione fisica e quella psicologica.

Nel saggio sull'inconscio, Freud introdusse la distinzione tra "rappresentazione di cosa" e "rappresentazione di parola", sottolineando come il pensiero sia indissolubilmente legato alle percezioni somatiche e alla realtà del corpo. L'introduzione alla psicoanalisi evidenziò ulteriormente l'importanza delle pulsioni nel distinguere la dimensione interna dalla realtà esterna. La relazione tra ciò che definiamo "corpo" e ciò che denominiamo "mente" attraversa l'intera storia della psicoanalisi, offrendo punti di vista eterogenei. Anche se si assume fermamente che ogni persona sia una realtà unitaria e indivisibile, è difficile evitare l'uso metaforico di concetti come mente e corpo.

Il Modello dell'Oggetto Originario Concreto (OOC) e l'Astrazione

Il modello dell'"Oggetto Originario Concreto" (OOC) di A. Ferrari propone un approccio che aiuta a mantenere un'accezione metaforica nel trattare fenomeni mentali e corporei, specificando nessi originali tra la costituzione dell'identità individuale e le relazioni che la rendono possibile. La percezione, fondamento di ogni esperienza, è spesso considerata in modo confuso. Il modello della percezione di Edelman, basato su elementi neurofisiologici, si fonda sulla teoria della "selezione dei gruppi neuronali" (TSGN), che postula come gli stimoli percettivi viaggino su vie parallele, interessino gruppi specifici di neuroni organizzati in mappe, e come queste mappe siano selettivamente collegate tramite il fenomeno del "rientro".

Un animale che campiona casualmente stimoli eterogenei opera una primitiva categorizzazione degli stimoli in modo privato e originale. Nell'uomo, queste categorie non rispondono alla logica classica e presentano caratteristiche di insiemi polimorfi, con limiti indistinti e gradi diversi di appartenenza. Non è possibile alcuna percezione non categorizzata; la percezione è di per sé una categorizzazione, per quanto provvisoria. L'uomo non entra in relazione col mondo "così come è"; non esistono stimoli grezzi, e la percezione non è una semplice registrazione di oggetti o eventi a cui la mente attribuisce significato. La percezione è un fenomeno corporeo che esprime funzionalmente una realtà "mentale", per quanto semplice.

Il modello dell'OOC, delineatosi nel 1982, presuppone che la ricerca psicoanalitica sul funzionamento mentale debba essere collocata in un contesto biologico ed etologico. Nessuna attività mentale superiore è possibile in assenza di un'adeguata afferenza di stimoli dal corpo e dal mondo esterno. Una buona parte di questi stimoli, specie nei primi anni di vita, deve essere rappresentata da complessi segnali cognitivi ed emotivi provenienti dall'interazione con il gruppo sociale, in primis con l'oggetto delle cure materne. Il tentativo di Edelman di fondare un modello della mente su basi biologiche è un utile riferimento per un'indagine psicologica che tenga conto dei dati della biologia, allontanandosi da ipotesi funzionaliste o oggettiviste.

Diagramma che illustra la relazione tra corpo, mente e linguaggio nell'elaborazione del pensiero astratto.

Il modello dell'OOC mette in luce aspetti del processo di costituzione dell'identità di base e la rilevanza della "reverie materna", guardando ai pensieri di Winnicott, Mahler e Bion. L'OOC è un'invenzione metaforica e un'espressione simbolica che propone il corpo come elemento attivo e generatore di esperienze attraverso cui si costituisce il nucleo fondante l'identità specifica di ogni essere. Esso rappresenta l'identità che il bambino possiede già alla nascita: un'attiva potenzialità a sviluppare un Sé più complesso, a partire da una realtà corporea capace di dialogare con se stessa, un'attività mentale che organizza il mondo e struttura una primitiva coscienza di sé.

La Mahler, nel suo lavoro del 1982, si preoccupa di difendere l'esistenza della fase simbiotica di fronte ai nuovi dati sulle precoci competenze del neonato, indicando come non sia possibile studiare lo sviluppo del sé separatamente dallo sviluppo dell'oggetto. È utile mantenere una netta distinzione tra la madre come "oggetto delle cure materne" (presenza concreta e fattuale) e la madre come "oggetto del mondo interno" nella mente del bambino (derivato dell'introiezione). L'eclissi dell'OOC si verifica gradualmente man mano che la mente mette in ombra la fisicità, e la dimensione mentale si pone come soggetto nei confronti di un corpo che assume le connotazioni di un oggetto. Questa dialettica tra una realtà nucleare forte e una presenza mentale che cerca di modularla è fondamentale.

I Modelli di Analisi del Linguaggio Terapeutico: TCM e ATLAS.ti

Lo studio della psicoterapia può essere affrontato sia da un punto di vista macroanalitico (considerando tutte le sedute) che microanalitico (evidenziando inizio, passi importanti e fine di ogni singola seduta). La macroanalisi permette di rilevare le "sedute chiave" all'interno di una terapia completa, mentre la microanalisi ottiene lo stesso risultato all'interno delle singole sedute. Il modello prototipico descritto dal TCM (Therapeutic Cycle Model) non esclude che le fasi del ciclo si presentino in modi e tempi diversi, così come i punti di svolta.

Il Modello del Ciclo Terapeutico (TCM) e il software ATLAS.ti sono strumenti potenti per analizzare i costrutti linguistici all'interno della narrativa terapeutica. Il TCM consente, attraverso l'analisi computerizzata dei trascritti delle sedute, di studiare diversi tipi di terapia, mettendo in luce i passi che si collegano al processo terapeutico o agli eventi relazionali rilevanti. L'utilizzo di parole contenute in specifici dizionari (come quello del "Tono Emozionale" - ET, o quello del "Processo Cognitivo" - AB) è considerato un indicatore dell'attivazione di tali processi. La combinazione di questi processi permette di identificare i "momenti chiave" o le sedute più rilevanti.

Mergenthaler (1998) ha studiato l'azione terapeutica delle emozioni, attribuendo un ruolo diverso alle emozioni positive (che organizzano la struttura cognitiva in modo flessibile, stimolando creatività e problem solving) e a quelle negative (che favoriscono la focalizzazione cognitiva e facilitano il ricordo di materiale autobiografico). Il TCM permette lo studio degli aspetti clinici individuali che possono variare a seconda dell'approccio terapeutico. Attraverso l'analisi computerizzata dei pattern Emozione-Astrazione, è possibile trovare indicatori dei processi clinici in ogni terapia o colloquio.

I "Pattern of Emozione-Astrazione" identificati dal TCM sono:

  • Pattern A, Rilassamento: Basso tono emotivo e bassa astrazione. I pazienti parlano di argomenti non strettamente legati ai loro problemi, esprimendo poca emozione o riflessione.
  • Pattern B, Riflessione: I pazienti elaborano i temi a livello cognitivo senza essere emotivamente coinvolti.
  • Pattern C, Esperienza: Alto tono emotivo e bassa astrazione. I pazienti parlano di temi che li coinvolgono particolarmente, esperendo emozioni intense (pianto, riso, collera).
  • Pattern D, Connessione: Elevato tono emotivo e forte astrazione. I pazienti accedono sia emotivamente che cognitivamente a temi difficili e possono riflettere su di essi.

L'Uomo dei Topi - Casi Clinici

Le fasi del ciclo terapeutico, secondo il TCM, possono essere descritte come segue:

  • Fase 1 = Rilassamento: Assenza di emozione e astrazione.
  • Fase 2 = Esperienza: Crescita dell'eccitazione (promossa da sogni, ricordi o sintomi).
  • Fase 3 = Connessione: Aumento di emozione e riflessione.
  • Fase 4 = Riflessione: Diminuzione della tensione emotiva a seguito dell'insight, lasciando spazio alla riflessione.

ATLAS.ti è un software che consente di codificare e classificare porzioni di testo, facilitando il recupero dei brani classificati e supportando lo sviluppo della teoria. La funzione "memo" supporta lo sviluppo di ipotesi teorico-concettuali e la registrazione delle procedure di codifica. Il software offre anche la possibilità di rappresentare graficamente modelli concettuali. ATLAS.ti rientra nella categoria dei "Theory-building software", che permettono di esplorare le relazioni tra le categorie codificate.

Il processo di lavoro con ATLAS.ti inizia con la creazione dell'"unità ermeneutica" (HU), che comprende i testi da analizzare. I testi diventano "documenti primari" (PD). La procedura di codifica comprende diverse fasi:

  • a) Codifica aperta: Creazione di categorie collegate a frammenti di testo, assegnando etichette per dare loro un senso.
  • b) Codifica assiale: Perfezionamento dei risultati della codifica aperta.
  • c) Codifica selettiva: Identificazione ed estrazione della categoria centrale attorno alla quale sono strutturate le connessioni con le altre, con l'obiettivo di controllare le ipotesi emerse e ancorarle a una teoria.

La ricerca delle relazioni tramite il "Query tool" è funzionale all'elaborazione teorica. L'utilizzo di operatori semantici e di prossimità consente di esplorare relazioni all'interno di reti concettuali o testare relazioni spaziali tra porzioni di testo e codici.

Nell'analisi della terapia de "L'Uomo dei Topi", è stato fondamentale analizzare gli output delle "tabelle di codici per documenti primari" di ATLAS.ti, che visualizzano in modo rapido la presenza di specifici codici nel testo. Questa analisi è stata eseguita sul testo integrale degli appunti di Freud in tedesco. La codifica ha rivelato la necessità di sottocodificare alcuni codici generici, come "dispiacere", in categorie più specifiche come "preoccupazione", "tristezza", "paura" o "rabbia". Successivamente, sono state create "famiglie" di codici, ovvero gruppi con una matrice comune.

L'Interazione tra Es, Io e Super-Io nel Ragionamento Astratto

La teoria freudiana delle istanze psichiche - Es, Io e Super-Io - offre un quadro per comprendere come il ragionamento astratto sia influenzato dalle dinamiche interne dell'individuo.

  • L'Es: Presieduto dal principio di piacere, è l'insieme caotico e turbolento delle pulsioni che provengono dal corpo. È inconscio, impersonale, privo di logicità, di pensiero astratto e di moralità. La sua volontà è ottenere il piacere a ogni costo.
  • Il Super-Io: Rappresenta l'insieme dei divieti sociali percepiti come costrizione. Agisce come un censore morale che giudica gli atti e i desideri istintivi, regolando il passaggio dalle pulsioni dell'Es all'Io.
  • L'Io: Presieduto dal principio di realtà, è la coscienza mediatrice tra l'Es e il Super-Io. È l'istanza preposta alla coscienza, la parte più superficiale dell'apparato psichico, che media i conflitti tra Es, Super-Io e mondo esterno. L'Io è quella parte dell'Es modificata dall'influsso del mondo esterno.

Un esempio concreto illustra questa dinamica: una persona in sovrappeso che desidera dimagrire si trova di fronte a una pasticceria. L'Es le suggerisce di cedere al piacere di un dolce ("Si vive una volta sola! La dieta la comincerai dopo!"). Il Super-Io la ammonisce sui sacrifici fatti per risparmiare e sui divieti morali ("Assolutamente no! hai faticato per mettere i soldi da parte…"). L'Io, in questo scenario, cerca un compromesso o una soluzione che tenga conto delle diverse istanze, dimostrando la sua funzione mediatrice nel tentativo di bilanciare desideri immediati, regole morali e realtà esterna, un processo che coinvolge implicitamente il ragionamento.

L'Esperienza Corporea e il Ragionamento Astratto

La relazione tra corpo e mente è un tema centrale nella psicoanalisi freudiana e nelle sue evoluzioni. Freud non ha mai smesso di confrontarsi con il problema del corpo che genera e influenza la vita psichica, rendendo incomprensibile una concezione puramente astratta della psiche senza un rimando alla realtà fisica e somatica. L'esplorazione della vasta area dei vissuti corporei in psicoterapia psicoanalitica, come descritto da Favaretti Camposanpietro, Di Benedetto e Cauzer, evidenzia come i fenomeni corporei siano intrinsecamente legati all'esperienza psichica.

Il modello della percezione di Edelman, basato su solidi elementi neurofisiologici, si fonda sulla teoria della "selezione dei gruppi neuronali". La percezione è un fenomeno corporeo che esprime funzionalmente una realtà "mentale" per quanto semplice. L'uomo non entra in relazione col mondo "così come è"; non esistono stimoli grezzi, e la percezione non è una semplice registrazione di oggetti o eventi a cui la mente attribuisce significato.

Ferrari riconosce un doppio modo di percepirsi: "Uno" in termini di corporeità, e "Bino" relativamente a una dialettica che coinvolge una coppia interna mente/corpo e una esterna che implica l'altro. La prima esperienza di sé si manifesta nel contesto di una relazione. La madre entra in rapporto con le esperienze del bambino attraverso la sua fisicità. Anche questa esperienza di corrispondenza fisica deve potersi ritirare sullo sfondo per permettere al bambino un'attività mentale elaborativa.

Nel caso di una donna di 38 anni con depressione post-partum, i sintomi di ansia e le angosce claustrofobiche emergono come un'esperienza fisica travolgente che sopraffa la sua capacità di pensare. La sensazione di "mancanza d'aria" e di sentirsi "stretta nella pelle" evidenzia come vissuti corporei intensi possano ostacolare il pensiero razionale e astratto, richiedendo un intervento terapeutico che integri la dimensione corporea. La paziente, pur consapevole che si tratta di "qualcosa di psicologico", è costretta ad agire fisicamente (alzarsi, aprire la finestra) per gestire l'esperienza somatica. Questo caso illustra come il nucleo della personalità, quando organizzato attorno a una struttura profonda di tipo autistico, possa ostacolare e paralizzare le possibilità elaborative e simboliche della mente, imponendo una scotomizzazione delle percezioni e un'evacuazione di sensazioni ed affetti di fronte a esperienze somatiche intense.

Psicologia vs. Psicoanalisi: Un Distinguo Fondamentale

È cruciale precisare le differenze tra Psicologia e Psicoanalisi, sia in ambito teorico, clinico, sperimentale che metodologico. La Psicologia, nata ufficialmente nel 1879 a Lipsia con Wundt, ha cercato di misurare sistematicamente processi psicologici come attenzione e percezione, sintetizzando metodi da altre scienze. La Psicoanalisi, invece, è nata come metodo terapeutico con Freud, a partire dall'incontro con pazienti con disturbi incomprensibili secondo la logica medica. La psicoanalisi ha introdotto l'idea che il problema non fosse un deficit corporeo, ma la presenza di aspetti rimossi che tornavano sotto forma di sintomi, sottolineando la mancanza di materiale inconscio dalla coscienza.

La persona si rivolge alla psicoanalisi perché impossibilitata a fare investimenti e movimenti nella sua vita. Come cita la Klein, il mondo interno è reale come il mondo esterno, seppure con logiche specifiche. Entrambe le discipline si occupano di aspetti non tangibili come affetti, dinamiche inconsce, relazioni, memoria, pensiero, intelligenza, legami sociali, sofferenza mentale. L'esperienza clinica in psicoanalisi è una profonda esperienza emotiva, una relazione unica. Il processo psicoanalitico non è una mera speculazione, ma il discorso della persona aiutata a fare ordine e a comprendere emotivamente ciò che razionalmente non è riuscita a capire, poiché l'intelletto resta incompleto senza l'esplorazione degli affetti sottostanti.

Sigmund Freud fu il primo a utilizzare il costrutto di inconscio non rimosso, riconoscendo che "l'Inc non coincide col rimosso; rimane esatto asserire che ogni rimosso è inc, ma non che ogni Inc è rimosso". Questa intuizione, ripresa dalle ricerche psicoanalitiche e neuroscientifiche contemporanee, ha aperto la strada a nuove scoperte sulla teoria della mente, con particolare attenzione alla memoria implicita delle precoci esperienze sensoriali ed emotive relazionali e al loro coinvolgimento nello sviluppo normale e nei traumi evolutivi.

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