La salute mentale dei genitori è un fattore cruciale per il benessere dei figli. La presenza di una patologia psichica in uno o entrambi i genitori può avere un impatto significativo sulla salute mentale dei bambini, rendendo necessari interventi di prevenzione e supporto mirati. Questa complessa interrelazione tra disturbo mentale e ruolo genitoriale è un'area di crescente interesse per la ricerca e la pratica clinica, come dimostrato dal Convegno Nazionale "Adults for Children: la genitorialità nei servizi psichiatrici", tenutosi presso l'ASST Niguarda di Milano il 1° febbraio 2018.
L'Impatto della Patologia Psichiatrica sulla Famiglia
La ricerca e la letteratura internazionale evidenziano in modo inequivocabile come la presenza di una patologia psichica in uno o entrambi i genitori influenzi profondamente la salute mentale dei figli. Questo impatto non è da sottovalutare, poiché può manifestarsi in diverse forme, dall'aumento del rischio di sviluppare disturbi psichiatrici propri, a difficoltà relazionali, comportamentali ed emotive. La dott.ssa Flavia Baccari (ASL di Modena) ha presentato dati epidemiologici significativi: nel 2015, in Lombardia, l'1,6% della popolazione ha avuto contatti con un Centro Psico-sociale, mentre la prevalenza di ansia e depressione si aggirava rispettivamente intorno al 4,4% e al 7,3%. Una stima indica che in Italia ci sarebbero circa 36.520,5 figli di pazienti che accedono ai CPS (tra 0 e 26 anni), di cui 7.503,9 in Lombardia.
La dott.ssa van Doesum ha ulteriormente approfondito la trasmissione intergenerazionale dei disturbi psichici, sottolineando come circa il 40% degli adulti con tali disturbi abbia almeno un genitore affetto da una condizione simile. Il rischio è maggiore per le ragazze e aumenta esponenzialmente se entrambi i genitori presentano un disturbo mentale.

Il dott. Alberto Zanobio (Responsabile SS di Psichiatria Comunità 2 della ASST Niguarda), Maria Carla Gatto (Presidente del Tribunale per i Minorenni di Milano) e Mauro Percudani (Direttore DSM e Dipendenze della ASST Niguarda) hanno introdotto i lavori del convegno, sottolineando l'urgenza di proporre progetti di prevenzione. Secondo Maria Carla Gatto, l'obiettivo primario è "curare senza allontanare il minore dalla famiglia", promuovendo un lavoro di rete e una stretta collaborazione tra Tribunale, Centri Psicosociali e Servizi Sociali per garantire un intervento precoce ed efficace.
Definire la Genitorialità: Tra Ideale e Vulnerabilità
Il dott. Alfredo Mattioni (Psicologo, Psicoanalista e Direttore SSD di Psicologia della ASL della Valle D'Aosta) ha esplorato il concetto di genitorialità nel suo intervento "Minori e genitorialità difettosa: il trauma relazionale". Egli ha delineato un continuum che spazia dalla genitorialità ideale, un obiettivo irraggiungibile ma a cui tendere, alla genitorialità perversa, in cui i bambini sono vittime di abuso e sfruttamento. Nel mezzo si colloca la relazione genitore-figlio caratterizzata da vulnerabilità, uno spazio in cui si inserisce la genitorialità psichiatrica e in cui professionisti possono svolgere un ruolo cruciale di tutela e monitoraggio.
Mattioni ha evidenziato la difficoltà intrinseca del ruolo genitoriale: i genitori non possono determinare il futuro dei propri figli né considerarli un prolungamento narcisistico di sé. La genitorialità sana richiede l'accettazione dei propri limiti, la capacità di affrontare conflitti e problemi con realismo e flessibilità. La concezione moderna della genitorialità non vede più il minore e il genitore come entità separate, ma come parte di un processo a spirale interdipendente.
Interventi Preventivi e di Supporto
La dott.ssa van Doesum ha illustrato i principali interventi preventivi, che possono focalizzarsi sul genitore, sul bambino o su entrambi. Gli obiettivi chiave includono:
- Prevenzione di disturbi nei bambini: incrementare la loro competenza sociale e la resilienza.
- Supporto alla genitorialità: fornire strumenti e strategie per affrontare le sfide del ruolo.
- Riduzione dello stress infantile: minimizzare l'esposizione a situazioni stressanti a casa.
- Informazione: educare i bambini su ciò che accade nel contesto familiare.
Vengono descritti interventi specifici come "Squeake said the mouse", rivolto a bambini tra i 4 e gli 8 anni con genitori affetti da disturbi psichici o dipendenze, che prevede incontri di gruppo per i bambini e sessioni congiunte con i genitori. Per i genitori, sono proposti programmi come "Family Talk" per facilitare la comunicazione con i figli riguardo al disturbo, "Child Talk" per coinvolgere i bambini, gruppi specifici per mamme e genitori, e risorse online come siti web, corsi e videoclip.
Gli interventi per gli operatori includono case management, supporto a infermieri e medici, e la diffusione di materiali informativi e formativi. L'approccio proposto è onnicomprensivo, coinvolgendo diverse fasce d'età e target, con interventi sia individuali che online.
La dott.ssa Tasselli (Responsabile del Progetto Semola dell'Associazione Contatto onlus) ha presentato il Progetto Semola, attivo a Milano da cinque anni. Il progetto mira a far riflettere sulla situazione familiare, sostenere gli adulti nella funzione genitoriale, informare i figli e aiutarli a comunicare. L'intervento psicoeducativo per bambini tra i 6 e i 16 anni prevede colloqui con psicologi ed educatori.

Gli Effetti della Malattia Mentale del Genitore sul Bambino in Età Precoce
La dott.ssa van Doesum ha approfondito gli effetti della malattia mentale del genitore sul bambino fin dalla gravidanza e nel primo anno di vita, sottolineando la necessità di interventi precoci per la tutela del bambino e della relazione madre-bambino. Le mamme depresse tendono a essere più ansiose, irritabili, a comunicare meno con il neonato, il quale a sua volta può piangere di più, sorridere di meno, sviluppare un attaccamento insicuro e manifestare un temperamento difficile. In Olanda, un intervento specifico madre-bambino fino ai 12 mesi prevede visite domiciliari basate sul video-feedback per migliorare le interazioni, fornire supporto pedagogico e modeling.
La Genitorialità e i Disturbi della Personalità
Il dott. De Girolamo (direttore scientifico IRCCS Fatebenefratelli di Brescia) ha fornito ulteriori dati epidemiologici sull'incidenza e l'impatto dei disturbi mentali dei genitori sui figli. La disfunzione mentale in età evolutiva è vista come il risultato dell'interazione tra vulnerabilità genetica e fattori di stress ambientale. L'ambiente di sviluppo di un bambino include gli stati mentali dei genitori e le loro attitudini. Il parenting è un'attività sociale complessa, influenzata dalla malattia mentale.
Il Royal College of Psychiatrists sottolinea come essere genitori sia "il lavoro più difficile al mondo", richiedendo un equilibrio tra limiti appropriati, massima affezione e nutrimento sintonizzato. I genitori devono essere capaci di gestire le proprie emozioni negative, tollerare l'attesa e l'incertezza, e collaborare con altri adulti coinvolti nella vita dei bambini. Sebbene la minoranza di genitori con disturbi della personalità possa influenzare negativamente la genitorialità, la prevalenza di disturbi mentali tra i genitori è circa del 9-10% per le madri e del 5-6% per i padri.
Studi retrospettivi hanno evidenziato l'associazione tra disturbi della personalità nei genitori e ostilità verso i bambini, aumentando il rischio di disturbi mentali nei figli. Alti livelli di disturbi antisociali della personalità sono stati riscontrati in genitori di bambini con disturbi del comportamento o disturbo oppositivo provocatorio.
Figli con disturbo borderline di personalità, che fare?
I genitori con disturbi della personalità possono avere effetti diretti e indiretti. Direttamente, alcuni disturbi (antisociale, narcisistico) possono associarsi al rischio di nuocere a persone vulnerabili. Indirettamente, possono manifestare comportamenti anomali che influenzano lo sviluppo del bambino, come il disturbo di somatizzazione, con madri somatizzanti che hanno difficoltà a rispondere ai bisogni dei figli. Preoccupazioni specifiche riguardano il disturbo borderline di personalità materno, che può portare a relazioni sentimentali instabili, gravidanze in contesti precari e la presenza di più figli con partner diversi non presenti nella vita della madre.
Genitorialità e Burnout
Il burnout genitoriale, distinto dalla depressione post-partum, si verifica quando vi è una discrepanza permanente tra le richieste percepite e le risorse personali nell'ambito dei compiti genitoriali. Questo può portare a esaurimento, distanza emotiva dal bambino, insoddisfazione per il ruolo e una discrasia con l'ideale genitoriale. Il burnout può evolvere in malattia mentale, come depressione o disturbi d'ansia, e può essere diagnosticato tramite il Parental Burnout Assessment (PBA). La prevalenza è di almeno il 3% nei Paesi industrializzati occidentali, con un impatto maggiore sulle donne, genitori single, genitori di bambini con bisogni speciali e genitori con perfezionismo e scarse capacità di gestione dello stress.
Il modello terapeutico per il burnout genitoriale si articola in tre fasi: riconoscimento e interventi iniziali, chiarimenti, e coping. L'obiettivo è rafforzare l'autoefficacia genitoriale attraverso un approccio individualizzato che valuta risorse, fattori di stress e modelli disfunzionali, integrando consulenza, supporto sociale e, se necessario, trattamento farmacologico.
Il Ruolo del Tribunale nella Tutela dei Minori
In contesti di genitorialità in cui uno dei genitori soffre di una malattia mentale, il Tribunale per la famiglia ha il potere di emettere ordini per garantire la sicurezza e il benessere dei bambini. Questi ordini possono riguardare la responsabilità genitoriale, la residenza dei minori, i tempi di permanenza con ciascun genitore e le modalità di comunicazione tra i genitori.
Nell'emettere tali decisioni, il Tribunale considera primariamente l'interesse superiore dei bambini, bilanciando il beneficio di avere un rapporto significativo con entrambi i genitori con la necessità di proteggerli da danni fisici o psicologici. La malattia mentale di un genitore non è di per sé motivo sufficiente per limitare il tempo con i figli, ma viene valutata attentamente per determinare se essa rappresenti un rischio inaccettabile.
Casi come Furlan & Furlan & Anor [2018] FCCA 3157, in cui a una madre con disturbo bipolare è stato permesso di tenere la custodia dei figli con specifiche prescrizioni mediche e di residenza, dimostrano come il Tribunale cerchi un equilibrio tra il diritto del bambino a mantenere un rapporto con entrambi i genitori e la necessità di garantirne la sicurezza. Al contrario, nel caso Pourmoayedi & Hedayatian (2007) FMCAfam 607, a causa di una storia psichiatrica complessa e una resistenza all'intervento, è stata disposta la residenza esclusiva con il padre e l'assenza di contatti con la madre.
La Sindrome di Münchhausen per Procura: Una Forma Estrema di Maltrattamento
Un aspetto particolarmente preoccupante è la sindrome di Münchhausen per procura, in cui un genitore simula o provoca una malattia nel bambino per ottenere attenzione e compassione. Questa sindrome, spesso associata a donne con storie di infanzia turbolenta e problemi psichiatrici, presenta caratteristiche ricorrenti come la drammatizzazione di eventi, un interesse per argomenti medici e una reazione ostile verso il personale sanitario che mette in dubbio la veridicità dei sintomi. L'identificazione di questa sindrome è estremamente difficile e richiede una raccolta scrupolosa di informazioni cliniche e un'attenta osservazione del comportamento del bambino in presenza e assenza del caregiver. L'obiettivo primario in questi casi è la protezione assoluta del bambino.
Interventi Integrati e Partnership
Le problematiche affrontate dalle famiglie con bambini piccoli in cui un genitore presenta disturbi mentali sono complesse e richiedono interventi integrati basati sulla partnership tra professionisti e servizi con mandati istituzionali differenti. La ricerca ha evidenziato l'importanza cruciale di questa collaborazione per promuovere il benessere dei bambini.
Lo studio Stress genitoriale e psicopatologia in età evolutiva. Uno studio caso-controllo ha evidenziato come lo stress sia maggiore nei genitori di bambini con disturbi psichiatrici e come questo stress sia influenzato dalla gravità del disturbo. Al contrario, l'empowerment familiare, ovvero la percezione delle proprie capacità genitoriali, è associato a una minore esperienza di stress. Lo studio conclude che interventi mirati a sostenere la genitorialità, coinvolgere i padri e incrementare il senso di autostima e autoefficacia dei genitori potrebbero contribuire a ridurre lo stress e avere un impatto positivo sulla psicopatologia dei figli.
In sintesi, affrontare la patologia psichiatrica e la genitorialità richiede un approccio multidisciplinare, attento alle specificità di ogni caso, con un forte accento sulla prevenzione, il supporto alle famiglie e la tutela dei minori, garantendo al contempo il diritto del bambino a un rapporto significativo con entrambi i genitori, compatibilmente con la sua sicurezza e il suo benessere.
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