Attacchi di Panico: Comprendere, Gestire e Superare la Paura

Gli attacchi di panico rappresentano un'esperienza travolgente per chi li affronta. Sono episodi improvvisi di intensa paura e ansia, spesso accompagnati da sintomi fisici e mentali marcati, che raggiungono il loro picco in pochi minuti. Nel momento dell'attacco di panico, il corpo è fortemente attivato e i nostri pensieri diventano intensi e catastrofici, fino al punto di pensare di morire o impazzire. Chi ha provato gli attacchi di panico li descrive come un’esperienza terribile, spesso improvvisa ed inaspettata, almeno la prima volta. Il singolo episodio, quindi, sfocia facilmente in un vero e proprio disturbo di panico, più per “paura della paura” che altro. La persona si trova rapidamente invischiata in un tremendo circolo vizioso che spesso si porta dietro la cosiddetta “agorafobia“. L’evitamento di tutte le situazioni potenzialmente ansiogene diviene la modalità prevalente ed il paziente diviene schiavo del panico, costringendo spesso tutti i familiari ad adattarsi di conseguenza, a non lasciarlo mai solo e ad accompagnarlo ovunque. La caratteristica essenziale del disturbo da attacchi di panico è la presenza di attacchi ricorrenti e inaspettati. La persona si preoccupa delle possibili implicazioni o conseguenze degli attacchi d’ansia e cambia il proprio comportamento in conseguenza degli attacchi. Il primo attacco di panico è generalmente inaspettato, cioè si manifesta “a ciel sereno”, per cui il soggetto si spaventa enormemente e, spesso, ricorre al pronto soccorso. Gli individui con Disturbo di Panico mostrano caratteristiche preoccupazioni o interpretazioni sulle implicazioni o le conseguenze degli attacchi di panico. La preoccupazione per il prossimo attacco o per le sue implicazioni sono spesso associate con lo sviluppo di condotte di evitamento. Di solito gli attacchi sono più frequenti in periodi stressanti. Alcuni eventi di vita possono infatti fungere da fattori precipitanti, anche se non indicano necessariamente un attacco di panico. Gli eventi stressanti, le situazioni agorafobiche, il caldo e le condizioni climatiche umide, le droghe psicoattive possono infatti far insorgere sensazioni corporee anomale. Non tutti i sintomi sono necessari perché si tratti di un attacco di panico. Vi sono molti attacchi caratterizzati solo o in particolare da alcuni di questi sintomi. Ad esempio, alcuni individui presentano attacchi moderatamente frequenti (per es., una volta a settimana), che si manifestano regolarmente per mesi. Altri riferiscono brevi serie di attacchi più frequenti, magari con sintomi meno intensi (per es., quotidianamente per una settimana). Vi sono anche i cosiddetti attacchi paucisintomatici, molto comuni negli individui con Disturbo di Panico, che sono degli attacchi in cui si manifestano soltanto una parte dei sintomi del panico, senza esplodere in un vero attacco.

persona che prova ansia

Cosa sono gli Attacchi di Panico?

Gli attacchi di panico sono definiti dal Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi di Salute Mentale (DSM) come “un’improvvisa ondata di intensa paura o disagio” che raggiunge il picco in pochi minuti. Si manifestano con momenti acuti di forte malessere fisico con una sensazione di paura o disagio. La sensazione è di essere in pericolo, quando in realtà non ce n’è nessuno di reale. L’attacco di panico vero e proprio sorge in maniera improvvisa, generalmente senza una motivazione particolare e dura 15-20 minuti, anche se la percezione è che sia molto più lungo. Spesso insorgono all’improvviso, senza una causa apparente, e possono far credere alla persona di avere un infarto, di perdere il controllo o di stare per morire.

Sintomi Comuni degli Attacchi di Panico

Secondo il DSM-5-TR, tra i sintomi più comuni che possono comparire durante un attacco di panico rientrano:

  • Palpitazioni o tachicardia: il cuore accelera bruscamente.
  • Sudorazione eccessiva: spesso uno tra i primi sintomi che si manifestano all'insorgere dell'attacco di panico.
  • Tremori o scosse: soprattutto a carico delle mani e delle gambe, spesso corredati da un senso di agitazione molto forte.
  • Sensazione di mancanza d’aria o soffocamento: molte persone avvertono una sensazione di mancanza di respiro o di difficoltà respiratoria durante un attacco di panico.
  • Dolore o fastidio toracico: alcune persone possono sperimentare dolore al petto o una sensazione di oppressione, che può essere confusa con un problema cardiaco.
  • Nausea o disturbi addominali: mal di stomaco, nausea o altri disturbi gastrointestinali possono verificarsi insistentemente durante un attacco di panico.
  • Vertigini, instabilità o sensazione di svenimento: corredati da una sensazione di instabilità.
  • Brividi o vampate di calore: fluttuazioni improvvise di temperatura corporea.
  • Parestesie: sensazioni di formicolio o intorpidimento nelle mani, nei piedi o nel viso possono manifestarsi durante un attacco di panico.
  • Derealizzazione o depersonalizzazione: sensazione di irrealtà o distacco dal sé, una sensazione di distacco dalla realtà o di estraniamento dagli altri durante un attacco di panico.
  • Paura intensa di perdere il controllo, di impazzire o di morire: uno dei sintomi principali degli attacchi di panico è la paura intensa di perdere il controllo, impazzire o addirittura morire.
  • Pensieri catastrofici o di morte imminente: pensieri catastrofici riguardanti la propria salute, la sicurezza o la morte possono essere costanti durante un attacco di panico.

Questi sintomi sono estremamente invalidanti nell’immediato, ma non determinano danni fisici: il corpo attiva una risposta d’emergenza come se fosse presente una minaccia reale, pur non essendoci. È bene ricordare che, nella popolazione femminile in post-menopausa, gli attacchi di panico risultano relativamente comuni e possono costituire un fattore di rischio indipendente per eventi cardiovascolari (Smoller et al., 2007).

Gli attacchi di panico si distinguono dall’ansia perché cominciano bruscamente, raggiungono rapidamente un picco e poi si attenuano, mentre l’ansia ha un decorso più graduale e persistente.

Attacco di Panico: Come Riconoscerlo e Gestirlo

L'ansia punta all'"effetto sorpresa": durante un attacco di panico non sempre riusciamo a pensare in modo lucido, ma, una volta appreso come funziona l'ansia e individuati i suoi segnali, possiamo identificare i sintomi del panico per non confonderlo con altre malattie e, quindi, per non spaventarci ulteriormente. Riconoscere i sintomi è il primo passo per ridurre lo spavento che ne deriva e per iniziare un percorso di gestione più efficace: la paura può essere compresa e trasformata.

Primo Attacco di Panico: Cosa Fare?

Se stai affrontando il tuo primo attacco di panico, puoi seguire queste indicazioni per gestire la situazione:

  1. Riconosci la situazione: è importante rendersi conto di ciò che stai vivendo.
  2. Ricorda che passerà: anche se può sembrare spaventoso, ricorda che gli attacchi di panico di solito raggiungono il picco entro pochi minuti e poi diminuiscono gradualmente. Cerca di mantenere la calma e ricorda che non durerà per sempre.
  3. Cerca un ambiente sicuro: se possibile, spostati in un luogo tranquillo e sicuro dove ti senti a tuo agio. Elimina le fonti di stimolazione eccessiva come luci o rumori forti.
  4. Cerca aiuto: parla con una persona di fiducia su ciò che stai provando durante l'attacco di panico. Avere qualcuno che ti ascolti e ti supporti può essere estremamente rassicurante e ti aiuta a sentirti meno solo durante momenti di ansia intensa. Se sei da solo, potresti chiamare un operatore sanitario. Il personale del pronto soccorso è addestrato per gestire una vasta gamma di emergenze mediche, compresi gli attacchi di panico, e può fornire un supporto e un trattamento adeguati in base alle necessità individuali.

In caso di primo episodio, è comunque importante una valutazione medica, per escludere patologie organiche e ricevere adeguate indicazioni su come affrontare il problema. Rivolgiti al Pronto soccorso per fermare l'attacco di panico se è la prima volta che sperimenti un attacco di panico può essere utile rivolgersi al pronto soccorso, specialmente se si verificano sintomi gravi o per indagare le cause scatenanti. Ad esempio, se si avverte un forte dolore al petto o una sensazione di oppressione, che potrebbe essere confusa con un attacco di cuore, è fondamentale cercare assistenza medica per escludere un'emergenza cardiaca.

persona che respira profondamente

Strategie Efficaci per Gestire un Attacco di Panico

Durante un attacco di panico, vogliamo cancellare immediatamente i sintomi dell’ansia. Ma più proviamo a voler smettere di avere ansia, più il panico assume una portata sempre più incontrollata sul nostro corpo. Durante un attacco di panico è importante ripristinare l’equilibrio e ritornare gradualmente a uno stato di quiete.

Tecniche di Respirazione Consapevole

Se stiamo vivendo un attacco di panico noteremo sicuramente una variazione del nostro respiro. Potrebbe mancarci il fiato, fino a sentirci soffocare: questa è una conseguenza dell’iperventilazione, un sintomo tipico dell’ansia. Attraverso il controllo del respiro si riesce a rallentare anche il battito cardiaco. In caso di difficoltà, si possono provare altre sequenze numeriche, facendo in modo che l’espirazione sia sempre più lunga dell’inspirazione.

La respirazione controllata può aiutare a regolare il sistema nervoso autonomo, che è responsabile delle risposte del corpo allo stress. La pratica della respirazione consapevole può fornire un senso di controllo durante i momenti di crisi di panico, ristabilendo l’equilibrio di anidride carbonica e ossigeno nel corpo e aiutando la persona a sentirsi più calma e più sicura.

  • Respirazione Diaframmatica:

    1. Siediti o sdraiati in un luogo sicuro e rassicurante.
    2. Focalizza l'attenzione sul respiro: diventa consapevole del movimento del tuo respiro nel corpo. Osserva l'espansione e la contrazione del torace e dell'addome mentre respiri.
    3. Respira lentamente e profondamente attraverso il naso, riempiendo completamente i polmoni di aria. Conta mentalmente fino a quattro mentre inspiri.
    4. Conta mentalmente fino a otto mentre espiri, assicurandoti di svuotare completamente i polmoni.
    5. Concentrati sul ritmo del tuo respiro.
  • Respirazione Quadrata (4-4-4-4):

    1. Inspira (4 secondi): Inspira lentamente e profondamente attraverso il naso contando fino a quattro, riempiendo completamente i polmoni.
    2. Trattieni il respiro (4 secondi): Mantieni il respiro, concentrando l'attenzione sulla sensazione di pienezza.
    3. Espira (4 secondi): Rilascia completamente l'aria dai polmoni, contraendo dolcemente i muscoli addominali.
    4. Non forzare la respirazione (4 secondi): Dopo aver espirato completamente, trattieni il respiro vuoto per altri quattro secondi.Ripeti il ciclo per alcuni minuti.
  • Tecnica 7-11: Inspirare lentamente contando fino a 7 ed espirare contando fino a 11.

Esercizi di Respirazione per Ansia e Stress | Tecniche di Rilassamento

Ancoraggio al Presente e Tecniche di Grounding

Quando siamo in preda al panico anche i muscoli potrebbero essere più tesi: lo stretching o la manipolazione sono delle buone strategie per rallentare il corpo nel momento dell'attacco di panico. Quando viviamo un attacco di panico l'attivazione del corpo causata dall'ansia monopolizza la nostra attenzione. Ci concentriamo sulla mancanza di respiro, sul dolore al petto, sul tremore alle mani o alle gambe. Ci sembra che il corpo sia totalmente invaso dal panico e questo incrementa ulteriormente i nostri pensieri catastrofici sulle conseguenze che potremmo, poi, avere in futuro.

Durante un attacco di panico, possiamo attivare il nostro corpo per riportare l'attenzione sul presente, focalizzandoci sulle sue parti non coinvolte direttamente. Proviamo a premere il palmo di una mano, muovere le dita, fissare le piante dei piedi per terra.

La tecnica dell'ancoraggio è una strategia efficace per gestire gli attacchi di panico. Si basa sull'associazione di uno stimolo esterno o interno con una sensazione di calma e sicurezza, in modo da poter richiamare questa sensazione positiva durante la fase acuta.

  • Scegli una parola o una frase rassicurante: Inizia scegliendo una parola o una frase che ti dia una sensazione di calma e sicurezza. Potrebbe essere qualcosa come "sono al sicuro" o “va tutto bene”. Concentrati sulla parola o sulla frase mentre ti rilassi e respiri profondamente. Usa la parola o la frase durante un attacco di panico per ritrovare la calma.
  • Osservazione dei sensi (Mindfulness): Concentrati sui tuoi sensi per portare la tua attenzione al momento presente. Chiudi gli occhi e nota i suoni intorno a te: il fruscio delle foglie, il suono dei passi, il ticchettio di un orologio. Poi, concentra la tua attenzione sul tuo respiro, sentendo l'aria che entra ed esce dal tuo corpo. Infine, porta la tua attenzione al tuo corpo, notando le sensazioni fisiche che provi: il contatto dei tuoi piedi con il pavimento, la sensazione del tessuto sulla tua pelle, la tensione o il rilassamento dei tuoi muscoli. Alcune pratiche come il grounding possono rivelarsi di grande aiuto per imparare a gestire le situazioni di emergenza in caso di attacco di panico.
  • Esercizi di grounding: Descrivere mentalmente cinque oggetti che ti circondano, ascoltare quattro suoni diversi o toccare tre superfici con differenti texture, può aiutare a distogliere la mente dalle sensazioni interne e riportare a una percezione più equilibrata della realtà.

Strategie Sensoriali e Distrazione

Durante un attacco di panico, gli stimoli attorno a noi possono essere degli ottimi alleati per distrarci momentaneamente e depotenziare le sensazioni interne, mentali e fisiche, che monopolizzano la nostra attenzione. Toccare il tessuto dei nostri vestiti, annusare un profumo rassicurante, riconoscere i colori degli oggetti attorno a noi sono solo alcuni tra i diversi modi per spostare il focus e ridurre l’ansia attraverso il contatto con la realtà e il mondo fuori. Le strategie sensoriali servono a spostare l’attenzione dai sintomi interni al mondo esterno.

Le tecniche di distrazione sensoriale sono anch’esse utili per interrompere il circolo vizioso dell’ansia: ad esempio, mangiare un alimento dal sapore forte, stringere in mano un cubetto di ghiaccio, ascoltare una canzone che ti piace, annusare un profumo intenso o praticare un esercizio fisico breve e intenso come saltare sul posto. Questi stimoli sensoriali possono “resettare” temporaneamente il sistema di allerta, facilitando l’uscita dal loop dell’attacco.

persona che si concentra sui propri sensi

Esercizio Fisico e Movimento

L'attività fisica regolare riduce l'ansia e il panico. Lavorare sulla resistenza ha permesso ad alcuni di avere un controllo maggiore sul proprio corpo. Correre, fare yoga o altre forme di movimento possono aiutare a controllare il respiro e a utilizzare l'eccesso di adrenalina prodotta dallo stress. Anche esercizi brevi e intensi come saltare sul posto possono essere utili.

Supporto e Comunicazione

Durante un attacco di panico è importante mettersi in ascolto dei bisogni della persona che ne soffre, dimostrandosi presenti, ma, al tempo stesso, prestando attenzione a non invadere gli spazi. "Sono qui", "Non sei solo", "Prova a respirare" sono solo alcune tra le frasi che possiamo dire a una persona durante un attacco di panico. Proviamo a metterci in ascolto dei suoi bisogni e, quando non ci vengono comunicati, offriamo il nostro supporto con gesti concreti di aiuto. Possiamo prendere dell'acqua, aprire la finestra, accogliere i suoi movimenti e proporre di respirare assieme.

È importante evitare di criticare la persona che sta avendo un attacco di panico. La sensazione di essere giudicati o non compresi può aumentare l'ansia e l'isolamento. L’importante è ascoltare i bisogni e le necessità della persona che abbiamo accanto. Se notiamo che ha bisogno di rassicurazione, potremmo guidarla a recuperare la calma adottando un tono rassicurante e fiducioso.

Frasi da dire a chi soffre di attacchi di panico: Puoi ripetere alla persona che sta avendo una crisi che gli attacchi di panico non sono pericolosi e che passeranno. Offri incoraggiamento e sostegno emotivo.

"Non fare così", "Pensa a chi sta peggio", "Lo fai per attirare attenzione" sono delle frasi da non pronunciare durante un attacco di panico. Anche se siamo mossi da buone intenzioni, quando proviamo a minimizzare le emozioni altrui, contribuiamo, in realtà, a incrementare ulteriormente il disagio, facendo sentire la persona che soffre di attacchi di panico inadeguata per la sua stessa condizione.

Approcci Terapeutici e Supporto Professionale

Le motivazioni e i bisogni che innescano gli attacchi di panico sono diversi da persona a persona: è importante tenerne conto per evitare di cadere in rimedi semplicistici o scorrette attribuzioni di senso. Le strategie esposte in questo articolo possono aiutare durante l'insorgenza di un attacco di panico, ma è sempre opportuno rivolgersi a uno psicologo per valutarne specificatamente la sintomatologia ed elaborare un programma clinico individuale.

Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale (TCC)

La terapia cognitivo-comportamentale (TCC) è considerata il trattamento più efficace per il Disturbo di Panico. In terapia viene svolto un lavoro di psicoeducazione sul funzionamento dell'ansia e questo aiuta a ridurre notevolmente l'intensità delle sue manifestazioni. Si tratta di una psicoterapia relativamente breve, a cadenza solitamente settimanale, in cui il paziente svolge un ruolo attivo nella soluzione del proprio problema. Insieme al terapeuta, si concentra sull’apprendimento di modalità di pensiero e di comportamento più funzionali alla cura degli attacchi di panico. Per panico e agorafobia, una cura a base di terapia cognitivo comportamentale è altamente raccomandabile e di prima scelta. Sostanzialmente è controindicato affidarsi ai farmaci o ad altre forme di psicoterapia senza intraprendere questa forma di trattamento.

Nella terapia si utilizzano strategie verbali volte a modificare i pensieri catastrofici automatici (es., mi verrà un infarto, sverrò, ecc.). Questo fa sì che col tempo la persona impari a non aver paura delle sensazioni fisiche di ansia. Alle strategie verbali si associano tecniche volte a modificare i comportamenti problematici che mantengono il disturbo. In primis occorre contrastare gradualmente la tendenza ad evitare le situazioni temute (cioè quelle da cui non c’è immediata via di fuga). Serve inoltre aiutare il soggetto ad esporsi alle sensazioni fisiche che lo allarmano (es. tachicardia) attraverso esercizi in seduta e la ripresa di attività che vengono evitate. Ad esempio, si accompagna il paziente in un percorso in cui prendere un caffè, salire le scale di corsa, praticare sport, ecc., devono tornare a far parte della sua vita. Infine è necessario abbandonare gradualmente i cosiddetti “comportamenti protettivi”, che danno illusoria sicurezza.

Altre Terapie Efficaci

  • EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing): Questa tecnica aiuta a rielaborare ricordi traumatici o stressanti che possono essere all'origine degli attacchi.
  • Tecniche di rilassamento: Possono aumentare la capacità del soggetto di accettare le emozioni negative.

Farmacoterapia

Molti studi sui farmaci affermano che il trattamento del disturbo di panico comprende interventi psicologici e farmacologici, inclusi antidepressivi e benzodiazepine (Guaiana G, Meader N, 2023). Se hai già sperimentato questa condizione o soffri di attacchi di panico ripetuti, potresti aver bisogno di assumere i farmaci solo sotto prescrizione del tuo medico o farmaci per ansia senza ricetta. In ogni caso, il trattamento elettivo degli attacchi di panico prevede l’impiego di farmaci solo in fase acuta e il ricorso alla psicoterapia per imparare a gestire l’ansia e a conoscere a fondo i motivi scatenanti gli attacchi di panico: ciò vuol quindi dire che il farmaco va assunto solo durante l’attacco di panico e qualora non si riesca a gestirlo in maniera diversa. Le molecole più adoperate sono l’alprazolam, l’etizolam, il clonazepam, il lorazepam. Tali farmaci, però, nel caso di attacchi di panico e agorafobia, rischiano di dare forte dipendenza e mantenere il disturbo.

La scelta del trattamento farmacologico deve essere valutata da uno specialista, considerando la storia clinica individuale, le comorbilità, i rischi e i benefici, nonché la preferenza e le esigenze del paziente. Bisogna inoltre sottolineare che non esistono “rimedi magici”: la psicoterapia e in particolare un approccio strategico e personalizzato spesso rappresenta la base fondamentale di un percorso di cura efficace. I farmaci possono facilitare il raggiungimento di una stabilizzazione iniziale, ma lo sviluppo di strategie adattive, la modificazione dei modelli disfunzionali e l’acquisizione di competenze di regolazione emotiva restano componenti imprescindibili per una reale trasformazione.

Idratazione e Alimentazione

Quando si ha un attacco di panico, bere qualcosa può aiutare a calmare i sintomi e a fornire un senso di conforto. Evita bevande che possono aumentare l'ansia, come quelle contenenti caffeina. Bere acqua può aiutare a idratarsi e a calmare i nervi durante la crisi. Puoi scegliere tisane rilassanti a base di erbe, come la camomilla, la lavanda o la menta. In particolare, il latte caldo può avere un effetto rilassante grazie alla presenza di triptofano, un aminoacido che favorisce la produzione di serotonina, noto come il "neurotrasmettitore del benessere".

Quando Rivolgersi a uno Psicologo o Iniziare una Terapia

Se ti ritrovi spesso a combattere con il panico, il supporto di un professionista può essere fondamentale. Rivolgersi a uno psicologo per iniziare una psicoterapia per gli attacchi di panico è un passo importante per riconquistare serenità e autonomia, specialmente se gli attacchi di panico condizionano la tua vita quotidiana. Le terapie più efficaci, secondo le evidenze scientifiche, sono la terapia cognitivo-comportamentale e l’EMDR.

Superare gli attacchi di panico è possibile. La consapevolezza e le strategie apprese attraverso il supporto di un professionista diventano strumenti fondamentali per costruire un nuovo inizio, fatto di maggiore serenità e autonomia. Ogni passo verso la comprensione di sé e dei propri meccanismi di ansia è un tassello in più nella costruzione di una vita più libera dalla paura. Se ti riconosci in queste dinamiche, ricorda che non sei solo e che il cambiamento è possibile. Rivolgerti a un terapeuta può essere il primo passo per riconquistare il benessere che meriti.

simbolo di speranza e guarigione

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