L'Attention Deficit Hyperactivity Disorder (ADHD) è una condizione neuroevolutiva che si manifesta con sintomi di disattenzione, iperattività e impulsività, con esordi tipicamente in età pediatrica ma che può persistere e manifestarsi anche in età adulta. In Ticino, si stima che oltre un centinaio di bambini ricevano annualmente una diagnosi di ADHD. Parallelamente, un numero crescente di adulti, spesso stanchi di sentirsi inadeguati o incapaci di adattarsi a una società percepita come eccessivamente frenetica, cercano un esame diagnostico per comprendere meglio gli effetti di questa neurodivergenza.

La crescente consapevolezza dell'ADHD in età adulta
La presa di coscienza dell'ADHD in età adulta è un fenomeno in crescita. Molte persone, come Felicia, una residente di Lugano, decidono di sottoporsi a una valutazione psicologica dopo aver riflettuto su aspetti della propria quotidianità criticati da persone a loro vicine. "È una cosa di cui ho preso consapevolezza con il tempo. Una persona a me vicina continuava a criticare certi miei aspetti e modi di fare nella quotidianità e di come gestivo la mia vita più in generale (il disordine e tante altre cose) e questo mi ha portata ad autoanalizzarmi e passato qualche anno ho deciso di fare il test per l’ADHD," ha raccontato Felicia. A 36 anni, la sua diagnosi è stata confermata dalla neuropsicologa Giovanna Talucci, che opera presso lo Studio Medico Dr. Med. Didiano Domenico, specializzato in valutazioni neuropsicologiche e trattamenti riabilitativi per bambini, adolescenti e adulti. Il test diagnostico impiegato dalla Dottoressa Talucci include diverse fasi, tra cui prove di concentrazione, ascolto, lettura e logica.
Anche Anyira, residente a Lugano, ha ricevuto la diagnosi di ADHD dalla Dottoressa Talucci all'età di 39 anni. "Credo che in Ticino, la consapevolezza di cosa sia l’ADHD sia in crescita, soprattutto nelle scuole, cosa che quando ero studentessa io non esisteva. Mentre sul posto di lavoro c’è meno sensibilità riguardo a questo tema," ha osservato Anyira, sottolineando una disparità nella percezione e gestione dell'ADHD tra il contesto educativo e quello professionale.
I motivi che spingono le persone a cercare una diagnosi in età adulta sono molteplici: difficoltà nel trovare o mantenere un impiego, una tendenza alla facile distraibilità, problemi organizzativi, impazienza e impulsività.
L'ADHD nelle scuole medie ticinesi: un approccio inclusivo
L'ADHD, pur essendo uno dei disturbi neurocomportamentali più comuni, presenta una sintomatologia eterogenea che rende complessa sia la diagnosi che il supporto, specialmente in età scolare. Non esiste un'esperienza univoca dell'ADHD, e pertanto le strategie di sostegno devono essere personalizzate.
Barbara Bonetti Matozzo, capogruppo del servizio di sostegno pedagogico della scuola media (Gruppo regione Biasca Tre Valli e Gruppo regione Luganese Ovest) e presidente del collegio dei capigruppo, evidenzia l'importanza di un approccio scolastico orientato al Universal Design for Learning (UDL). "In generale una scuola orientata al Universal Design of Learning (didattica universale) permette di considerare l’eterogeneità dell’intero gruppo classe, introducendo sin da subito elementi di compensazione di eventuali svantaggi," spiega. L'UDL mira a creare ambienti di apprendimento accessibili a tutti, introducendo elementi facilitatori che beneficiano l'intero corpo studentesco, compresi gli alunni con ADHD.

Il ruolo dei capigruppo del servizio di sostegno pedagogico è cruciale nel coordinare le équipe, offrire consulenza per situazioni complesse e supportare i docenti di sostegno. Attraverso incontri regolari con le direzioni scolastiche e il Consiglio permanente sul disadattamento, si promuove uno scambio di riflessioni e opinioni per affrontare le problematiche emergenti. La prospettiva regionale offerta dai capigruppo, arricchita dalla loro formazione e dal loro ruolo, aggiunge un valore specifico all'analisi delle situazioni.
Ogni sede scolastica, ogni classe e ogni situazione presenta sfide e bisogni unici. Le famiglie e gli studenti, con le loro storie individuali e percorsi pregressi, arrivano a scuola con vissuti diversi, influenzati dalla loro esperienza con la neurodivergenza. Lo "stadio di elaborazione" della diagnosi o della consapevolezza dell'ADHD varia notevolmente, da chi convive consapevolmente da anni a chi rifiuta percorsi diagnostici.
Il cantone ha investito nella formazione dei docenti sull'ADHD, sui disturbi specifici dell'apprendimento e altre diagnosi come l'autismo, aumentando la sensibilità e le competenze degli operatori scolastici.
L'ADHD: una diversa modalità di funzionamento
È fondamentale comprendere che l'ADHD non è una mancanza o un malfunzionamento, ma una diversa modalità di funzionamento cerebrale. Non è qualcosa da "guarire", ma una caratteristica con cui crescere. Sebbene possa richiedere uno sforzo maggiore per adattarsi alle richieste scolastiche, questo impegno può portare a una maggiore conoscenza di sé e alla scoperta di peculiarità positive. L'obiettivo è acquisire consapevolezza e gradualmente prendere le "redini" della propria vita e del proprio percorso di apprendimento.

Nelle scuole medie, la fase evolutiva verso l'autonomia è centrale, e il riconoscimento di questo bisogno da parte degli adulti educativi è fondamentale. Il "mindset" o la mentalità delle scuole ticinesi rispetto alle neurodivergenze è cambiato significativamente, portando all'integrazione di metodi di sostegno mirati e strategie più funzionali per garantire un equilibrio che non sovraccarichi gli studenti.
Le basi neurobiologiche dell'ADHD
L'ADHD ha una base genetica neuro-biochimica, il che significa che è presente dalla nascita. Una diagnosi precoce consente di fornire ai bambini e agli adolescenti gli strumenti necessari per imparare a convivere con questo disturbo dell'età evolutiva. Nei bambini più piccoli, l'ADHD si manifesta spesso con tratti iperattivi e impulsività, caratteristiche che tendono a persistere nel tempo, così come la disattenzione.
I bambini con ADHD non diagnosticati vengono talvolta etichettati come "difficili" o "troppo vivaci", mostrando scarso interesse per la scuola o tendenza a infrangere le regole. Tuttavia, è importante sottolineare che l'ADHD, di per sé, non incide sulle capacità di apprendimento o lavorative.
Le statistiche indicano che i ragazzi con ADHD non trattata mostrano tassi più elevati di abbandono scolastico, licenziamenti e minore ambizione in certi ambiti lavorativi. Ciò è spesso dovuto allo sviluppo di sintomi secondari come bassa autostima, ansia o depressione. L'ADHD si presenta frequentemente in co-occorrenza con disturbi specifici dell'apprendimento e altri disturbi del comportamento, come il disturbo oppositivo provocatorio, caratterizzato da rabbia persistente, irritabilità e comportamenti provocatori che compromettono l'adattamento sociale.
Diventa quindi essenziale fornire a queste persone gli strumenti adeguati per affrontare la quotidianità in modo produttivo, sia a scuola che sul lavoro e nelle relazioni sociali. Interventi mirati, come quelli descritti da una professionista come la signora Poletto, lavorano con le famiglie, le scuole e i ragazzi per insegnare strategie di gestione dell'attenzione, controllo dell'impulsività e altre competenze utili a gestire le proprie caratteristiche in maniera costruttiva.
ADHD nell'Adulto: Informazioni Generali
Percorsi terapeutici combinati e supporto scolastico
L'efficacia terapeutica dell'ADHD si raggiunge spesso attraverso un approccio combinato che integra trattamento farmacologico, training cognitivo e parent-training. Sorprendentemente, le persone con ADHD hanno una probabilità tre volte maggiore di avviare un'attività imprenditoriale propria.
Misure di supporto scolastico in Svizzera
In Svizzera, gli organi competenti per le misure di supporto scolastico sono i Servizi di Sostegno Pedagogico e le direzioni scolastiche. Tali misure possono essere formalizzate in un Piano Individualizzato (PI). Il Servizio Pedagogico per l’Integrazione (SPI) implementa misure di pedagogia speciale, tra cui l'accompagnamento da parte degli Operatori Pedagogici per l’Integrazione (OPI), con l'obiettivo di sostenere il diritto all'educazione e alla formazione dei bambini e dei giovani (dai 0 ai 20 anni) con bisogni educativi particolari all'interno del sistema scolastico regolare.
L'ADHD è riconosciuta come una disabilità, e di conseguenza, le persone con questa diagnosi hanno diritto all'eliminazione degli svantaggi derivanti dalla loro condizione.

Legislazione svizzera e il principio dell'interesse superiore del minore
La legislazione svizzera pone l'interesse superiore del bambino come principio guida nelle decisioni che riguardano il trattamento e il supporto dei minori con ADHD. Questo principio prevale su altri interessi, inclusa, in determinate circostanze, la volontà dei genitori. Tuttavia, definire cosa sia effettivamente nell'interesse del bambino può essere complesso, specialmente quando emergono conflitti tra gli interessi dei genitori, della scuola e dei professionisti sanitari.
Il metilfenidato, principio attivo di farmaci come il Ritalin, è soggetto alla legge sugli stupefacenti. La decisione di intraprendere un trattamento farmacologico solleva interrogativi riguardo al benessere del bambino, al ruolo dei genitori nel processo decisionale e all'età in cui il bambino può partecipare attivamente alle decisioni che lo riguardano. La legge svizzera non stabilisce un'età fissa per la capacità di giudizio; questa viene valutata caso per caso, considerando la maturità, la capacità di comprensione e la capacità del bambino di comunicare la propria volontà.
Sebbene i bambini possano essere coinvolti nelle decisioni, sono particolarmente esposti all'influenza degli adulti durante l'età scolare. I farmaci comportano l'accettazione di potenziali effetti collaterali, talvolta irreversibili, come disturbi della crescita, tic o psicosi, che il bambino deve sopportare.
Collaborazione tra scuola e famiglia nel supporto all'ADHD
La collaborazione tra scuola e genitori è un dovere legale per il bene del bambino. L'insegnante gioca un ruolo fondamentale nell'identificare precocemente i "comportamenti vistosi" e nell'avviare un dialogo con i genitori. Una comunicazione efficace tra scuola e famiglia alleggerisce anche il carico dei genitori. Il diritto del bambino alla partecipazione e alla codeterminazione nelle questioni scolastiche deve essere rispettato, coinvolgendolo nelle discussioni in modo appropriato all'età.
La sofferenza del bambino deve essere considerata prevalente rispetto agli svantaggi psicologici e fisici potenzialmente derivanti dagli effetti collaterali dei farmaci. Una diagnosi medica accurata, basata su criteri riconosciuti come il DSM-5 o l'ICD-10, è prerequisito per qualsiasi intervento.

Approcci terapeutici diversificati
Esiste un'ampia gamma di approcci terapeutici per l'ADHD, e la scelta spetta ai genitori, al bambino e al medico. Alcuni considerano l'ADHD una "diagnosi alla moda", mentre per altri è il disturbo mentale più comune nell'infanzia e nell'adolescenza. Circa il 5-6% dei bambini ne è affetto, con una prevalenza significativamente maggiore nei maschi rispetto alle femmine.
Il consenso informato per qualsiasi trattamento medico richiede una preventiva informazione sui benefici, rischi, effetti collaterali e costi. I genitori sono i principali responsabili del consenso, ma il coinvolgimento del bambino è sempre necessario.
Trattare un bambino con farmaci senza una necessità medica oggettiva può essere considerato "neuro-enhancement". Tuttavia, un bambino potrebbe sentirsi meglio assumendo un farmaco non per necessità medica ma perché riduce le manifestazioni comportamentali che lo portano all'ostracismo sociale o migliora le prestazioni scolastiche, portando a lodi.
Comprendere le cause e le manifestazioni dell'ADHD
L'ADHD è un disturbo neuroevolutivo caratterizzato da disattenzione e/o iperattività e impulsività. La sua sintomatologia è ampia, e l'impatto sulla vita delle persone affette e del loro ambiente varia notevolmente. Una diagnosi precoce e inclusiva è fondamentale per individuare precocemente la malattia e fornire ai bambini le strategie necessarie per affrontarla fin da piccoli.
Un dialogo tempestivo tra tutte le parti coinvolte (bambino, famiglia, specialisti) permette di creare il contesto ottimale e garantire il supporto necessario. Una maggiore informazione tra genitori, professionisti e docenti favorisce la cooperazione e rende più promettente la scelta terapeutica.
La terapia dovrebbe essere personalizzata, basata sulla gravità del disturbo e sulle esigenze individuali, adottando un approccio multimodale che può includere terapia comportamentale, interventi psicoterapeutici o psicosociali, psicoeducazione e farmacoterapia. Non tutti i bambini necessitano di farmaci; questi sono indicati per chi manifesta sintomi gravi e sofferenza significativa. Le terapie non sono in competizione ma complementari all'interno di un programma terapeutico globale.
Il modello della "tavola rotonda" può facilitare il processo decisionale e lo scambio tra tutti gli attori coinvolti, focalizzandosi sulla promozione del bambino. L'obiettivo è garantire che tutte le persone coinvolte ricevano le informazioni necessarie, individuino opzioni d'intervento e soluzioni individuali, e mantengano un canale di comunicazione aperto.
La neurochimica dell'ADHD
Nei soggetti con ADHD, il cervello funziona in modo differente a causa di una carenza dei neurotrasmettitori noradrenalina e dopamina. La noradrenalina è cruciale per l'attenzione, la reattività e la regolazione dello stress, mentre la dopamina è fondamentale per la regolazione emotiva, il controllo motorio, la motivazione e il sistema di ricompensa. Le cause esatte di questa carenza non sono del tutto comprese, ma fattori genetici hanno un'influenza predominante, suggerendo una forte componente ereditaria. Altri fattori, come la prematurità o l'esposizione materna a nicotina o droghe durante la gravidanza, possono aumentare il rischio.
Sintomi e punti di forza dell'ADHD
I sintomi dell'ADHD si manifestano in modo variabile da individuo a individuo. Possono includere difficoltà di concentrazione su compiti noiosi o poco interessanti, facile distraibilità, problemi nella regolazione emotiva e comportamentale, scarso rendimento scolastico nonostante le potenzialità, difficoltà di inserimento sociale, abilità motorie imprecise, problemi organizzativi, impazienza, bassa tolleranza alla frustrazione, mancanza del senso del tempo, elevata sensibilità e permalosità, e difficoltà nell'iniziare o portare a termine i compiti.
È importante notare che le persone con ADHD possono dimostrare una notevole capacità di concentrazione su argomenti di loro interesse, il che talvolta porta a incomprensioni e all'errata convinzione che possano concentrarsi "se solo lo volessero".
Nonostante le sfide, i bambini e gli adulti con ADHD possiedono numerosi punti di forza: creatività, sensibilità, vivacità, generosità, curiosità, senso dell'umorismo, empatia e un forte senso della giustizia. Molte personalità di successo, tra cui Albert Einstein, Vincent Van Gogh, Hermann Hesse, Emma Watson, Johnny Depp e Justin Timberlake, sono state o si ritiene siano state affette da ADHD, a testimonianza del potenziale creativo e innovativo associato a questa neurodivergenza.

Differenze di genere nella diagnosi e percezione dell'ADHD
Sebbene ai ragazzi venga diagnosticato l'ADHD molto più frequentemente delle ragazze, ciò non implica una minore incidenza nelle femmine. Spesso, le ragazze riescono a nascondere meglio i loro sintomi o a compensarli attraverso l'intelligenza, grazie a un'educazione che tende a promuovere una maggiore adattabilità. Inoltre, i sintomi tipici dell'ADHD di tipo disattentivo possono essere meno evidenti o non corrispondere agli stereotipi femminili, portando a una minore attenzione diagnostica. A volte, le diagnosi errate o la mancata diagnosi avvengono perché i criteri diagnostici e i questionari sono basati prevalentemente su ricerche condotte su soggetti maschili. Le difficoltà possono emergere più chiaramente in età adolescenziale o universitaria.
Conseguenze e supporto per l'ADHD
Le persone con ADHD hanno un rischio maggiore di sviluppare disturbi psichici concomitanti, come depressione o disturbi d'ansia. In assenza di diagnosi e trattamento, aumenta anche il rischio di dipendenza, poiché alcune persone ricorrono a sostanze per gestire i propri sintomi.
Il primo punto di contatto per una valutazione dell'ADHD può essere il pediatra. In caso di problematiche prevalentemente scolastiche, i genitori possono rivolgersi al servizio di psicologia scolastica. Entrambi i servizi possono facilitare il contatto con centri specializzati. È fondamentale una valutazione completa per escludere altre patologie. Questionari per genitori e figure di riferimento, test della vista e dell'udito sono parte integrante della procedura diagnostica standard.

Il ruolo dei genitori e la gestione delle emozioni
La diagnosi di ADHD può generare ansia e incertezza sia nella persona diagnosticata che nei suoi genitori, i quali possono sentirsi in colpa per una presunta trasmissione ereditaria. È essenziale ribadire che i genitori non hanno colpe e che l'ADHD non deriva da errori educativi.
Il supporto necessario per i bambini con ADHD è individuale e dipende dalla gravità del disturbo, dalla complessità dei sintomi e dal livello di sofferenza. Alcuni bambini beneficiano del trattamento farmacologico, che può essere particolarmente utile per gestire difficoltà di concentrazione o problemi di regolazione emotiva. I pediatri possono fornire indicazioni sull'opportunità e sul tipo di farmaci.
L'ergoterapia o la terapia psicomotoria possono essere utili per problemi di motricità. Il supporto psicologico o la psicoterapia sono opzioni per bambini più grandi, aiutandoli a gestire emozioni e impulsività. Data la frequente esposizione a critiche, è cruciale lodare i bambini ADHD per i loro successi.
Se un bambino incontra difficoltà a scuola e le risorse dell'insegnante di classe sono esaurite, il servizio di psicologia scolastica può collaborare con la scuola per determinare il supporto necessario.
Persistenza dell'ADHD e strategie di compensazione
Molte persone con ADHD sviluppano nel tempo strategie di compensazione per le proprie debolezze. L'iperattività motoria tende a diminuire con l'età, ma l'ADHD raramente scompare del tutto. Anche in età adulta, i soggetti colpiti possono presentare minori capacità di concentrazione rispetto ai coetanei, e l'iperattività esterna può trasformarsi in irrequietezza interiore. Per questo motivo, il supporto terapeutico continuo è fondamentale. I genitori possono avere la certezza che i loro figli, nonostante le sfide, troveranno la loro strada.
Il postulato Herzog 19.4283, accolto dal Consiglio nazionale nel dicembre 2019, ha incaricato il Consiglio federale di studiare l'integrazione dei risultati positivi del progetto di ricerca FOKUS nella formazione a livello nazionale degli specialisti e dei docenti. Il rapporto del Consiglio federale in adempimento a questo postulato è disponibile dall'agosto 2022, segnando un passo avanti verso un approccio più strutturato e basato sull'evidenza per la formazione legata all'ADHD.

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