L'Arte di Collezionare Mosche: Un Viaggio nel Microcosmo per Comprendere il Macrocosmo

L'opera di Fredrik Sjöberg, "L'arte di collezionare mosche", edita in Italia da Iperborea, si presenta come un'anomala trilogia autobiografica che trascende i confini di un singolo genere letterario. Non è un semplice romanzo, né una mera autobiografia o un saggio specialistico. È, piuttosto, uno "zibaldone di generi" che intreccia autobiografia, biografia, divagazioni filosofiche, racconti aneddotici e persino elementi che ricordano una spy-story. Questa complessità strutturale, tenuta insieme dalla voce narrante di Sjöberg, un divulgatore nato, ne costituisce il suo fascino principale, allontanandolo dalla pedanteria della letteratura specialistica e dalla seriosità dello studioso "verticale".

Copertina del libro

Il fulcro tematico del libro ruota attorno alla figura dei sirfidi, una particolare classe di mosche innocue, spesso confuse con vespe o api per via delle loro striature nere e gialle. Sjöberg, che vive da trent'anni su una semi-deserta isola di 15 kmq al largo di Stoccolma, dedica le sue giornate a collezionare questi insetti. Questa passione, apparentemente futile, diventa il suo personale "punto di partenza ironico per osservare la vita da un'altra ottica", l'alfabeto di una lingua nuova per leggere il paesaggio e, per estensione, il mondo intero. L'autore stesso ammette che "nessuna persona sensata si interessa alle mosche", e "soprattutto, ahimè, non le ragazze". Eppure, sono proprio questi insetti "screditati" ad aver plasmato la sua esistenza e la sua visione del mondo.

La Bottonologia: Scienza del Futile e Controllo del Caos

Il concetto di "bottonologia", termine coniato da August Strindberg, un illustre ospite dell'isola, per indicare la "scienza del futile", è centrale nell'opera. Sjöberg adotta questo termine con ironia per descrivere la sua passione e quella di altri collezionisti. La bottonologia rappresenta il tentativo umano di dare un senso e un ordine al caos dell'esistenza attraverso la raccolta meticolosa di oggetti, in questo caso, mosche. Il collezionismo diventa così un "bisogno di controllare il caos dell'esistenza", un modo per imporre una struttura e una logica a un mondo altrimenti imprevedibile.

L'isola stessa, con i suoi confini ristretti, diventa un simbolo di sicurezza e tranquillità. "Si dorme meglio con la porta chiusa", suggerisce Sjöberg, evocando un senso di rifugio e protezione. Questo isolamento non è solo geografico, ma anche psicologico, permettendo una concentrazione profonda e un distacco dalle distrazioni esterne. Il viaggio, spesso sopravvalutato, viene messo in discussione: "Avere gente intorno che si interessa a quello che fai è spesso una bella seccatura". Il collezionista, come il cacciatore di mosche, preferisce la quiete e la solitudine per dedicarsi alla sua passione.

Un primo piano di un Sirfide (mosca delle api)

René Malaise: L'Alter Ego Esploratore e Visionario

Il fil rouge che attraversa la narrazione è la biografia di René Malaise (1892-1978), entomologo, esploratore e collezionista d'arte. Malaise non è presentato come un semplice alter ego autoriale, ma piuttosto come il "paradigma ideale del cercatore eclettico, maniacale, spericolato". La sua figura incarna la solitudine intrinseca a tali vocazioni, come sottolinea la citazione di Harry Martinson (Nobel per la Letteratura nel 1974): "Quando si decide di studiare il mondo degli insetti bisogna essere pronti a molte cose, anche nel proprio intimo, e la prima cosa a cui l’entomologo deve essere pronto è la solitudine".

La vita di Malaise è un susseguirsi di avventure rocambolesche: esploratore in Kamčatka, nella Birmania dei tagliatori di teste, in luoghi selvaggi e inesplorati. È stato un geniale inventore della "trappola Malaise", uno strumento che ha permesso la scoperta di migliaia di nuove specie di insetti. Oltre ai suoi exploit scientifici, Malaise era un teorico visionario, interessato persino all'esistenza di Atlantide. Questo personaggio "don Chisciotte alla Balzac", uomo degli eccessi, diventa per Sjöberg il suo "inafferrabile alter ego", una figura che incarna la ricerca ossessiva e la dedizione totale a un ideale, anche a costo di una profonda solitudine.

Emis Killa, Jake La Furia - Renè & Francis

Un Mosaico di Personaggi e Divagazioni

Oltre a Malaise, Sjöberg popola il suo libro con brevi ma appassionanti ritratti di altri personaggi che condividono la sua stessa curiosità per il mondo naturale e il desiderio di catalogarlo. Tra questi spiccano:

  • Richard Deakin: Un botanico inglese che si trasferì a Roma con l'obiettivo di censire e catalogare la flora ruderale endemica del Colosseo. La sua dedizione a un compito apparentemente umile ma scientificamente rigoroso riflette lo spirito della bottonologia.
  • Sotavalta: Un ricercatore finlandese che si dedicava a studi quasi chirurgici sulle ali dei moscerini, con l'obiettivo di aumentarne la frequenza del battito. Un esempio di maniacalità scientifica volta a comprendere i meccanismi più minuti della vita.
  • Ringdahl: Il pioniere della ricerca sulla mosca dei narcisi, un altro esempio di specializzazione entomologica che apre finestre su mondi insospettati.

Questi ritratti, insieme alle divagazioni dell'autore, creano un tessuto narrativo ricco e sfaccettato. Sjöberg intreccia la sua esperienza personale con citazioni letterarie, sia dirette che velate. Si fa riferimento a opere come "Utz" di Bruce Chatwin, "L'uomo che amava le isole" di D.H. Lawrence, e "La lentezza" di Milan Kundera. La citazione di Perec, "una collezione completa è la più triste delle collezioni", suggerisce una riflessione sulla natura stessa del collezionismo: l'impossibilità di raggiungere la completezza e la bellezza intrinseca nella ricerca e nell'incompiutezza.

L'Essenza della Vita nel Microcosmo

L'idea centrale e "vincente" di Sjöberg è che la "leggibilità delle macro-dinamiche del nostro mondo è insita già nel funzionamento dei microcosmi a noi più vicini". Le mosche, nella loro apparente insignificanza, diventano una lente attraverso cui osservare e comprendere le dinamiche più ampie della vita, della società e persino dell'universo. "Ci basterebbe solo guardarci con un po' più di attenzione intorno per capire tante cose e affrontare al meglio questo dono preziosissimo che è la vita".

Un diagramma che illustra la classificazione dei Ditteri, l'ordine a cui appartengono i sirfidi

Questa prospettiva invita a una rivalutazione dell'importanza del dettaglio e dell'osservazione minuziosa. La lentezza, la poesia dell'attesa, la concentrazione necessaria per studiare i piccoli organismi, diventano virtù in un mondo frenetico e superficiale. La passione per il collezionismo, lungi dall'essere un mero passatempo, si rivela un percorso di profonda introspezione e di comprensione dell'esistenza. In fondo, come Sjöberg conclude, "tutti nell’intimo siamo collezionisti di mosche, anche se non ce ne siamo mai accorti". La ricerca, la catalogazione, il desiderio di dare un senso attraverso la raccolta, sono istinti umani profondi che si manifestano in innumerevoli forme, dalla raccolta di francobolli a quella di dischi, fino all'inseguimento delle più elusive specie di sirfidi.

Un Romanzo-Conversazione sull'Essere

"L'arte di collezionare mosche" si configura quindi come un "romanzo-conversazione" in cui l'esperienza personale dell'autore dialoga costantemente con la vita avventurosa di René Malaise e con le riflessioni di altri grandi pensatori e scrittori. È un invito a rallentare, a osservare con attenzione il mondo che ci circonda, a trovare significato nei dettagli apparentemente insignificanti. Attraverso le divagazioni, le storie e gli aneddoti, Sjöberg ci intrappola in una "incantata affabulazione", dimostrando come anche gli argomenti più marginali possano condurre a profonde rivelazioni sull'essenza dell'esistenza umana. L'opera, pur nella sua apparente leggerezza, offre una profonda meditazione sulla solitudine, sulla ricerca di significato, sull'arte del collezionare e sulla capacità del microcosmo di riflettere il macrocosmo, invitandoci a vedere il mondo con occhi nuovi, quelli di un entomologo appassionato.

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