Vaccini Anti-COVID-19: Scienza Cognitiva e Istituto Superiore di Sanità tra Ricerca e Controversie

L'Istituto Superiore di Sanità (ISS) si trova al centro di dibattiti scientifici riguardanti i vaccini anti-COVID-19, con particolare attenzione alle implicazioni delle scienze cognitive nella comprensione e accettazione delle vaccinazioni. La ricerca in questo campo mira a chiarire non solo l'efficacia e la sicurezza dei vaccini, ma anche i meccanismi psicologici che influenzano le decisioni individuali e collettive riguardo alla vaccinazione.

La Durata della Protezione Vaccinale e le Dosi Booster

Una delle domande più frequenti riguarda la durata della protezione offerta dai vaccini anti-COVID-19. Attualmente, la durata esatta della protezione non è ancora completamente nota. Tuttavia, gli studi hanno evidenziato un declino della protezione immunitaria circa cinque mesi dopo il completamento del ciclo vaccinale primario. Questo fenomeno rende necessaria la somministrazione di dosi di richiamo, o "booster", per mantenere un livello ottimale di difesa contro il virus. Il Ministero della Salute ha aggiornato le indicazioni relative alla seconda dose booster (quarta dose) a seguito dell'approvazione di formulazioni vaccinali aggiornate, mirando a fornire una protezione più robusta e duratura, specialmente in contesti di circolazione di nuove varianti virali.

Grafico che mostra il declino della protezione immunitaria post-vaccinazione nel tempo.

Efficacia dei Vaccini: Metodologie di Calcolo e Implicazioni della Copertura Vaccinale

L'efficacia dei vaccini viene calcolata attraverso analisi "real world", elaborate settimanalmente dall'ISS. Queste analisi confrontano la frequenza di eventi come infezione, malattia grave, ospedalizzazione, ricovero in terapia intensiva e decesso tra popolazioni vaccinate e non vaccinate, basandosi su dati epidemiologici raccolti quotidianamente.

Un fenomeno interessante che emerge da queste analisi è l'effetto paradosso che può verificarsi quando i livelli di copertura vaccinale nella popolazione raggiungono quote elevate. In tali scenari, il numero assoluto di infezioni, ospedalizzazioni e decessi può apparire simile tra vaccinati e non vaccinati. Tuttavia, l'incidenza, intesa come il rapporto tra il numero di casi e la popolazione totale, risulta significativamente più bassa nei vaccinati, spesso di circa dieci volte inferiore rispetto ai non vaccinati. Questo sottolinea l'importanza della vaccinazione su larga scala per ridurre la pressione sul sistema sanitario e minimizzare l'impatto della malattia.

Meccanismi dei Vaccini a Vettore Virale e a mRNA

L'ISS ha fornito chiarimenti sul funzionamento delle diverse tecnologie vaccinali.

I vaccini a vettore virale, come quello sviluppato da AstraZeneca, utilizzano una versione modificata e non replicabile dell'adenovirus dello scimpanzé come vettore. Questo vettore trasporta il DNA contenente le istruzioni per la sintesi della proteina Spike del SARS-CoV-2 all'interno delle cellule umane. Una volta prodotta, la proteina Spike stimola una risposta immunitaria specifica, sia anticorpale che cellulare.

Diagramma che illustra il funzionamento di un vaccino a vettore virale.

I vaccini a mRNA, come quelli di Pfizer-Biontech e Moderna, agiscono in modo simile ma con una tecnologia differente. Invece di un vettore virale, viene iniettato l'RNA messaggero (mRNA) che contiene le istruzioni per produrre la proteina Spike. L'mRNA fornisce alle cellule umane le "istruzioni" per sintetizzare questo frammento virale, che a sua volta induce la produzione di anticorpi specifici contro il SARS-CoV-2. È fondamentale sottolineare che l'mRNA non entra nel nucleo della cellula, dove si trova il DNA, e quindi non può alterare il genoma umano. La tecnologia a mRNA è considerata sicura in questo senso, poiché l'RNA è una molecola instabile che viene degradata naturalmente dal corpo dopo aver svolto la sua funzione.

È importante chiarire che i vaccini non possono causare il COVID-19, poiché non introducono il virus vivo nella persona, ma solo le istruzioni per costruire una sua componente innocua (la proteina Spike) al fine di allenare il sistema immunitario.

Sviluppo della Protezione Post-Vaccinazione e Rischio Infettivo

La protezione completa indotta dai vaccini si sviluppa gradualmente. Gli studi clinici indicano che l'efficacia massima si raggiunge alcuni giorni dopo la seconda dose del vaccino. Sebbene anche dopo la prima dose si possa osservare una certa protezione, questa non è immediata e richiede circa 7-14 giorni per manifestarsi pienamente.

Il rischio di infezione nel tempo dopo la vaccinazione varia. Al momento della prima somministrazione, il rischio è simile a quello di una persona non vaccinata, poiché il sistema immunitario necessita di alcune settimane per sviluppare una risposta immunitaria efficace. La protezione aumenta progressivamente fino a raggiungere il suo picco circa 15-28 giorni dopo la seconda dose.

Sicurezza dei Vaccini e Test

Le autorità sanitarie hanno approvato i vaccini anti-COVID-19 sulla base di rigorosi test di sicurezza ed efficacia, analoghi a quelli richiesti per tutti gli altri farmaci e vaccini precedentemente approvati. La rapidità del processo di approvazione è stata resa possibile da investimenti senza precedenti, dall'avanzamento delle tecnologie e dalla collaborazione internazionale, non da un'attenuazione degli standard di sicurezza.

Effetti Collaterali e Controversie sulla Review dell'ISS

Come per tutti i vaccini, anche quelli contro il SARS-CoV-2 possono causare effetti indesiderati. Le reazioni comuni, già osservate con altre vaccinazioni, includono dolore nel sito di iniezione, febbre, affaticamento e mal di testa. Questi effetti sono generalmente lievi e transitori, segnali che il sistema immunitario sta rispondendo al vaccino.

Infografica sugli effetti collaterali comuni dei vaccini anti-COVID-19.

Di recente, una review pubblicata sulla rivista Pathogen da tre ricercatori del Centro per la ricerca e la valutazione dei farmaci dell'ISS ha sollevato interrogativi sul rapporto rischi/benefici dei vaccini a mRNA, soprattutto alla luce della variante Omicron e di una popolazione con elevata immunità naturale o indotta da vaccino. L'articolo suggerisce che, in questo nuovo scenario epidemiologico, i rischi associati all'inoculazione potrebbero non essere più nettamente inferiori ai benefici per una parte maggioritaria della popolazione.

La review, definita una "revisione narrativa" (un parere esperto basato sulla letteratura disponibile, ma senza una metodologia standardizzata), si è concentrata sulla sicurezza dei vaccini genetici, in particolare quelli a mRNA. Tra gli effetti avversi discussi figurano miocarditi e pericarditi, che sembrano interessare maggiormente i giovani, in particolare i maschi, ma anche anziani e pazienti con patologie autoimmuni. La review cita anche il rischio di riacutizzazioni di patologie autoimmuni come artrite reumatoide e sclerosi multipla. Vengono inoltre analizzati possibili meccanismi di danno legati alla diffusione dell'mRNA, alla tossicità intrinseca, alla persistenza della proteina Spike, all'"antibody-dependent enhancement" (ADE), e all'induzione di autoimmunità.

Gli autori della review concludono che, data la minore virulenza delle varianti attuali e l'ampia immunità nella popolazione, il profilo rischi/benefici dei vaccini a mRNA potrebbe essere meno favorevole rispetto al passato, auspicando lo sviluppo di vaccini più tradizionali.

Tuttavia, l'Istituto Superiore di Sanità (ISS) ha preso nettamente le distanze da questa pubblicazione. In un comunicato stampa, l'ISS ha sottolineato che le opinioni espresse dagli autori non riflettono la posizione ufficiale dell'istituto e ha accusato i ricercatori di aver distorto i dati della letteratura, di aver omesso lavori pertinenti (anche prodotti dallo stesso ISS) e di aver condotto interpretazioni "del tutto personali" degli studi citati, arrivando a conclusioni opposte a quelle degli autori originali. L'ISS ha ribadito la posizione delle autorità sanitarie internazionali, che continuano a considerare positivo il profilo di rischio/beneficio dei vaccini approvati.

La prima autrice della review, l'immunologa cellulare Loredana Frasca, ha difeso le proprie posizioni in un'intervista, affermando di conoscere numerosi "danneggiati da vaccino" e riportando esperienze personali e di conoscenti, tra cui la riattivazione di un cancro e un decesso post-vaccinazione. Ha espresso il desiderio di "aprire il vaso di Pandora" e ha dichiarato di aver avuto e di avere ancora paura per la propria salute, effettuando controlli medici frequenti.

I vaccini a mRNA: una lunga storia e un futuro promettente contro infezioni e cancro.

Ricerca Innovativa dell'ISS: Piattaforme Vaccinali Avanzate

Nonostante le controversie, l'ISS continua a essere all'avanguardia nella ricerca vaccinale. Un esempio è lo sviluppo di una originale piattaforma vaccinale basata sull'ingegnerizzazione delle vescicole extracellulari. Pubblicati su NPJ Vaccines, i risultati preliminari mostrano che questo metodo, utilizzando la proteina N del virus come antigene, è stato efficace nel ridurre significativamente la replicazione virale nei polmoni di topi di laboratorio, con un effetto che persiste per mesi. Questa tecnologia, coordinata da Maurizio Federico, mira a introdurre proteine immunogeniche all'interno di nanovescicole capaci di diffondere nei tessuti e indurre una forte risposta immunitaria cellulare, anche in tessuti difficilmente raggiungibili dalle cellule immunitarie circolanti, come il polmone.

Studi Longitudinali sulla Risposta Immunitaria

Per studiare in modo approfondito la risposta immunitaria indotta dai vaccini anti-COVID-19, l'ISS ha avviato uno studio longitudinale multicentrico su adulti sani e anziani fragili. Questo studio monitora la risposta anticorpale (immunità umorale) e cellulare, valutando il titolo anticorpale a 1, 6 e 12 mesi dalla vaccinazione, e la risposta cellulo-mediata a 12 mesi. Lo studio, coordinato dal Dipartimento di Malattie Infettive dell'ISS, coinvolge diversi centri ospedaliero-universitari e mira a raccogliere dati preziosi sulla durata e sull'efficacia della protezione vaccinale in diverse fasce della popolazione.

Inoltre, nell'ambito del progetto GeroCovid RSA, sono stati coinvolti oltre 2.500 anziani in strutture residenziali su tutto il territorio nazionale per registrare reazioni avverse e valutare l'efficacia del vaccino monitorando nuovi casi di COVID-19, accessi in Pronto Soccorso, ricoveri e mortalità nei 12 mesi successivi alla vaccinazione. Su un campione più ristretto di 779 anziani, viene valutata la produzione di anticorpi prima e dopo la vaccinazione, con misurazione della risposta immunitaria cellulo-mediata in 40 pazienti.

Formazione e Divulgazione Scientifica dell'ISS

L'Istituto Superiore di Sanità si impegna attivamente nella formazione del personale sanitario e nella diffusione della cultura vaccinale. Offre gratuitamente corsi di formazione a distanza (FAD) su temi quali "I vaccini: dalla produzione alla somministrazione", "Vaccini e vaccinazioni: strategie e strumenti per la prevenzione delle malattie infettive", e "Vaccini e malattie prevenibili da vaccinazioni, basi immunologiche e nuovi approcci". Questi corsi mirano ad aggiornare il personale sanitario sull'importanza dei vaccini nella prevenzione primaria delle malattie infettive in tutte le fasi della vita, in linea con il Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale. I corsi illustrano le malattie prevenibili, i sistemi di sorveglianza, le risposte immunitarie, le differenze tra immunità indotta da vaccino e da infezione naturale, e le reazioni avverse, promuovendo la comprensione scientifica e la fiducia nei vaccini.

Logo dell'Istituto Superiore di Sanità.

tags: #istituto #superiore #sanita #vaccini #scienze #cognitive