La diagnosi di Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA) in età adulta rappresenta un momento cruciale, spesso accompagnato da un misto di sollievo e di ritrovata comprensione di sé. Comprendere appieno cosa sono i DSA e come interpretarli è il primo passo fondamentale per navigare questo percorso. La relazione diagnostica, in particolare, non è un semplice documento, ma una vera e propria "fotografia" del funzionamento cerebrale, ricca di informazioni utili per una migliore conoscenza personale e per l'identificazione di strategie efficaci.
Comprendere i DSA e il Valore della Diagnosi Adulta
I Disturbi Specifici dell'Apprendimento, come dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia, sono disturbi del neurosviluppo che interessano specifiche abilità di apprendimento in presenza di un'intelligenza nella norma e di adeguate opportunità educative. Sebbene spesso associati all'età scolare, i DSA persistono in età adulta, influenzando il percorso formativo, lavorativo e la vita quotidiana.
Richiedere una valutazione in età adulta è importante per diverse ragioni. Per molti, una diagnosi tardiva porta a un senso di sollievo, spiegando difficoltà pregresse e restituendo un senso di autoefficacia a fronte di un vissuto di impotenza e inadeguatezza. Il riconoscimento e l'accettazione delle proprie difficoltà, unitamente alla consapevolezza dei propri punti di forza, sono aspetti predittivi fondamentali per un percorso di studi soddisfacente e per una progettualità di vita positiva.

Attualmente sono disponibili strumenti diagnostici avanzati per valutare gli apprendimenti e delineare le caratteristiche dei DSA in età adulta. La batteria LSC-SUA (Cornoldi) è un esempio di strumento che valuta DSA e altri disturbi in studenti universitari e adulti. Il profilo delle strumentalità, integrato con il profilo funzionale cognitivo (che include memoria verbale e visiva, attenzione e altre funzioni), è essenziale per individuare gli strumenti e le strategie più adeguate e personalizzate, favorendo un percorso universitario più agevole.
Normativa e Diritti degli Studenti Universitari con DSA
La Legge 170/2010 ha segnato una svolta nel riconoscimento dei DSA in ambito scolastico, ma ha anche chiarito che gli studenti universitari con DSA hanno diritto al riconoscimento delle misure dispensative e degli strumenti compensativi già adottati nelle scuole. Questo diritto si estende anche ai test di ammissione. L'articolo 5, comma 4, della Legge 170/2010 sancisce che "agli studenti con DSA siano garantite, durante il percorso di istruzione e di formazione scolastica e universitaria, adeguate forme di verifica e di valutazione, anche per quanto concerne gli esami di Stato e di ammissione all’università nonché gli esami universitari".
L'accesso a queste misure deve essere concordato con il referente per la dislessia dell'Università e personalizzato in base all'efficacia e alle preferenze dello studente, come indicato dalla legge stessa e dal Decreto attuativo n. 5669 del 12/07/2011, nonché dalle relative Linee Guida. Le Linee guida CNUDD (Conferenza Nazionale Universitaria dei Delegati per la Disabilità) del 2014 sottolineano la necessità di una valutazione personalizzata delle misure compensative e dispensative, considerando la grande variabilità delle manifestazioni dei DSA e le caratteristiche individuali degli studenti, nonché le specificità delle singole discipline e degli obiettivi formativi.
Pertanto, anche nel percorso universitario, è garantito il proseguimento o l'adozione di misure quali supporto didattico, personalizzazione e individualizzazione di strategie e modalità compensative e dispensative, oltre ad adeguate forme di verifica e valutazione.
Strumenti Compensativi per Studenti Universitari con DSA:
- Registratore digitale
- Personal computer con correttore ortografico
- Testi in formato digitale
- Programmi di sintesi vocale
- Presenza di tutor con funzione di lettore (se non è possibile fornire materiali d'esame in formato digitale)
- Calcolatrice
- Tabelle e formulari
- Mappe concettuali
- Materiali didattici in formati accessibili (presentazioni, dispense, eserciziari), forniti se necessario in anticipo sulle lezioni
- Altri strumenti tecnologici di facilitazione nella fase di studio e di esame.
Misure Dispensative per Studenti Universitari con DSA:
- Possibilità di suddividere la materia d'esame in più prove parziali.
- Privilegiare verifiche orali piuttosto che scritte, tenendo conto del profilo individuale di abilità.
- Se l'esame scritto è indispensabile, verificare se il formato scelto (es. test a scelta multipla, risposta chiusa) rappresenti un ostacolo e se possa essere sostituito da altre forme di valutazione scritta.
- Prevedere, in alternativa per le prove scritte, la riduzione quantitativa (ma non qualitativa) della prova stessa, oppure la concessione di tempo supplementare fino a un massimo del 30%.
- Considerare nella valutazione i contenuti piuttosto che la forma e l'ortografia.
Inoltre, gli atenei hanno istituito Servizi di Supporto per Studenti con Disabilità/DSA (SDDA) che fungono da primo punto di contatto e svolgono un ruolo strategico nell'accoglienza e nella gestione dei servizi (come indicato nelle Linee Guida CNUDD del 2014).

Validità della Certificazione DSA e Applicazioni Pratiche
La validità della certificazione DSA è un aspetto importante da considerare. Come previsto dalla Legge n. 170/2010 (art. 3) e dall'Accordo Stato-Regioni del 24/7/2012, la diagnosi effettuata in minore età deve essere aggiornata ogni tre anni. Tuttavia, non è obbligatorio che sia aggiornata se eseguita dopo il compimento del 18° anno di vita.
Esempi di Applicazione:
Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (MIUR) - Prove di Ammissione Universitaria:
I candidati con DSA che partecipano alle prove di ammissione ai corsi di laurea, inclusi quelli per l'insegnamento nella scuola dell'infanzia e primaria, possono beneficiare di appositi ausili, misure compensative e tempi aggiuntivi. È necessario presentare tempestivamente la diagnosi di DSA all'Ateneo, secondo le modalità previste dal bando. In aderenza alle linee guida ministeriali, ai candidati con DSA è concesso un tempo aggiuntivo pari a un massimo del 30% rispetto a quello definito per la prova. In casi di particolare gravità certificata, gli Atenei possono consentire l'utilizzo di strumenti compensativi come una calcolatrice non scientifica, un video-ingranditore o l'affiancamento di un lettore. La diagnosi deve essere stata rilasciata da non più di 3 anni o in epoca successiva al compimento dei 18 anni da strutture sanitarie regionali o enti accreditati. Non sono ammessi strumenti come dizionari, formulari, tavole periodiche, mappe concettuali, personal computer, tablet o smartphone.
Politecnico di Milano - Servizi di Sostegno per Studenti DSA:
In questo ateneo, i candidati devono allegare alla documentazione di rito un certificato di un medico neuropsichiatra che attesti specificamente la presenza di un disturbo specifico dell'apprendimento della lettura (dislessia) e/o scrittura (disortografia).
Concorsi Regionali (Esempio Lombardia):
La Legge Regionale 2 febbraio 2010, N. n. 4, garantisce pari opportunità ai soggetti con DSA nei bandi di concorso e durante lo svolgimento delle prove, anche attraverso l'utilizzo di strumenti adeguati alle loro necessità.

DSA nel Mondo del Lavoro e Prospettive Future
Lo sguardo si sta ampliando anche verso il mondo del lavoro. Nel marzo 2017 è stata presentata una proposta di legge in Parlamento focalizzata sulle procedure di selezione lavorativa e sui progetti personalizzati per i lavoratori con DSA. L'obiettivo è non solo proteggere, ma soprattutto valorizzare le competenze distintive delle persone con DSA. È vero che questa condizione presenta difficoltà, ma è altrettanto vero che le persone con DSA possiedono molteplici punti di forza e peculiarità che sono spesso in linea con le nuove e dinamiche richieste del mercato del lavoro.
Laura Galliera - Il mondo del lavoro di fronte a persone con DSA. Sfide e prospettive.
La Relazione Diagnostica: Aspetti Professionali e Deontologici
La relazione diagnostica scritta è una componente complementare, ma essenziale, dell'intervento clinico dello psicologo. Essa presuppone specifiche competenze e azioni cliniche pregresse, quali la valutazione diagnostica e la restituzione. Lo psicologo espone i dati raccolti, li organizza, li riferisce ad eventuali disturbi codificabili e non, spiega le decisioni diagnostiche e le proposte di trattamento, suggerendo indicazioni utili per affrontare la situazione.
La stesura di una relazione impegna la responsabilità professionale dello psicologo sia dal punto di vista giuridico che deontologico. È fondamentale rispettare articoli del Codice Deontologico quali:
- Art. 7: Valutare attentamente la validità e l'attendibilità delle informazioni, esplicitare i limiti dei risultati e fornire valutazioni professionali solo se fondate su conoscenza diretta o documentazione attendibile.
- Art. 11: Mantenere il segreto professionale su quanto appreso nel rapporto professionale.
- Art. 24: Fornire informazioni adeguate e comprensibili sulle prestazioni, finalità, modalità e limiti della riservatezza, garantendo il consenso informato.
- Art. 25: Non usare impropriamente gli strumenti di diagnosi e valutazione e regolare la comunicazione dei risultati per la tutela psicologica dei soggetti.
Questi principi deontologici sono in linea con le normative sulla tutela della persona, il rispetto della privacy e il riconoscimento dei diritti individuali. La relazione deve essere pensata per la persona a cui è destinata, tenendo conto dei suoi bisogni informativi e del suo livello di comprensione.
Le informazioni contenute nella relazione devono essere chiare, supportate da riferimenti fattuali e, ove necessario, giustificate da modelli teorici. Il percorso logico che porta alle conclusioni deve essere esposto in modo trasparente, considerando anche possibili interpretazioni alternative. È importante limitare il riferimento a quanto appreso allo stretto necessario, filtrando le informazioni in funzione dell'obiettivo da raggiungere e tutelando la persona e i suoi familiari.
La relazione deve essere richiesta dalla persona stessa o dal suo tutore legale e consegnata solo a loro. Anche se il destinatario può essere un altro professionista o un'istituzione, la relazione deve essere comprensibile e adatta alla persona richiedente.
Tipologie di Dati in una Relazione:
- Dati documentali: Riportati su documenti, relazioni di altri professionisti, referti di esami, specificando data e autore.
- Dati da colloqui: Affermazioni utili a chiarire il percorso logico, raccolte da colloqui con il paziente, terzi professionisti o non professionisti, specificando data e generalità.
- Informazioni riferite dal paziente: Devono essere chiaramente identificabili come tali per non attribuire responsabilità allo psicologo.
- Derivanti dal colloquio clinico.
- Derivanti dall'osservazione del comportamento del paziente.
- Derivanti dalla somministrazione di interviste semi-strutturate o test.
Le conclusioni comportano la descrizione del funzionamento psicologico, evidenziando difficoltà, punti di forza e di debolezza. Va esplicitata la diagnosi, con eventuale inquadramento nosografico, indicazioni di approfondimenti e proposte di intervento terapeutico. Se la valutazione è finalizzata a rispondere a una specifica domanda, le conclusioni devono fornire tale risposta.
Per una relazione efficace, si suggerisce di selezionare informazioni pertinenti e rilevanti, redigendola in modo sintetico (tendenzialmente non eccedendo le tre/quattro pagine) per garantirne la lettura completa da parte dei diversi destinatari.
La valutazione degli apprendimenti scolastici è il primo passo per comprendere le dinamiche che influenzano il percorso di uno studente. Attraverso la somministrazione di prove standardizzate, è possibile pianificare attività di potenziamento, abilitazione, riabilitazione e affiancamento al percorso scolastico, con una durata dell'intervento sempre concordata con la famiglia e, ove possibile, con la scuola.
Riferimenti bibliografici e sitografici consultati:
- Cornoldi, C., Montesano, L. e Valenti, A. (2020). LSC-SUA Prove di lettura, comprensione del testo, scrittura e calcolo. Trento: Erickson.
- Ghidoni, E., Guaraldi, G., Genovese, E. (2015). Giovani adulti con DSA. Diagnosi, aspetti psicologici e prospettive di sviluppo. Trento: Erickson.
- ISS - Istituto Superiore di Sanità (2011). Consensus Conference Disturbi Specifici dell’Apprendimento.
- Legge 8 ottobre 2010, n. 170. Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico.
- MIUR, Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Linee Guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con disturbi specifici dell’apprendimento. Allegate al D.M. 12 luglio 2012.
- MIUR, Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca - Ufficio Statistica e Studi. Gli alunni con Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) nell’a.s. 2016/2017. Aprile 2018.
- www.aiditalia.org
- www.aiditalia.org/it/news-ed-eventi/news/dyslexiawork-al-via-progetto-promozione-inserimento-lavorativo-persone-con-dsa
- www.corriere.it/salute/pediatria/dislessia/notizie/dislessici-lavoro-proposta-legge
- www.dsa-gammani.it/circolare-del-ministero-trasporti-per-esame-patente-guida-deicandidati-con-dsa/
- www.miur.gov.it
- didattica.polito.it/disabili/it/sostegnoperstudenti_dislessici.
- milano.unicatt.it/servizi-integrazione-studenti-con-disabilita-e-studenti-con-dsa