"La Casa delle Emozioni": Un Nuovo Spazio per il Gioco Libero Autogestito e la Crescita Emotiva a Messina

A Messina, un'iniziativa congiunta del Comune e dell'Azienda Speciale Messina Social City mira a offrire un ambiente stimolante e di supporto per bambini e giovani, con un'attenzione particolare alle potenzialità del gioco libero autogestito come strumento terapeutico e di crescita. "La Casa delle Emozioni", inaugurata il 29 settembre, rappresenta un nuovo polo polifunzionale destinato a diventare un punto di riferimento per l'infanzia, l'adolescenza e le famiglie messinesi.

Un Luogo Dedicato allo Sviluppo Infantile e Giovanile

"La Casa delle Emozioni" si propone come uno spazio educativo e relazionale concepito per accogliere i più piccoli, in particolare bambini dai 18 ai 36 mesi, in un ambiente sicuro, accogliente e stimolante. Il servizio integrativo per l'infanzia sarà attivo dal lunedì al sabato, nella fascia mattutina dalle 8:00 alle 13:00. Questa iniziativa, come sottolineato dal Sindaco Federico Basile, si inserisce in un percorso di ampliamento dei servizi dedicati all'infanzia, con l'obiettivo di "garantire luoghi sicuri e stimolanti" che offrano un "supporto concreto alle famiglie".

Nel pomeriggio, la struttura si trasforma in "La Libreria delle Emozioni", uno spazio dedicato alla lettura, alla scoperta e all'esplorazione del mondo delle emozioni, rivolto a bambini, giovani e famiglie. Questo luogo speciale, ispirato dai protagonisti dei fumetti, utilizzerà libri, fumetti, esperienze sensoriali e attività relazionali per avvicinare i partecipanti al complesso universo emotivo. Il programma mensile prevede appuntamenti tematici con letture animate, laboratori creativi ed esperienze interattive. La Presidente dell'Azienda Messina Social City, Valeria Asquini, ha evidenziato come questo progetto prosegua l'impegno dell'ente nell'offrire "contesti educativi innovativi, capaci di mettere al centro la crescita emotiva e relazionale", un connubio già sperimentato con successo con il centro E-Sisto a Villa Dante.

Bambini che leggono libri in una biblioteca colorata

Il Gioco Libero Autogestito: Una Nuova Frontiera Terapeutica

Un aspetto centrale del progetto, e più ampiamente delle strategie di intervento per bambini con disturbi dello sviluppo, è rappresentato dal concetto di "gioco libero autogestito". Questa metodologia, promossa e approfondita dal Dott. Emidio Tribulato, medico neuropsichiatra infantile e psicologo, direttore del Centro Studi Logos di Messina, si basa sull'idea che il bambino, lasciato libero da condizionamenti esterni, possa diventare il vero protagonista della propria attività ludica. In questo contesto, il terapeuta assume il ruolo di un "amico affettuoso, empaticamente vicino, disponibile", che aiuta, sostiene e collabora per promuovere l'autonomia e la libertà del bambino.

Il Dott. Tribulato, autore di numerose pubblicazioni sul tema, tra cui "Autismo e Gioco Libero Autogestito", descrive l'autismo non come una condizione da "educare", ma da "liberare" dalle sofferenze e dai vincoli che ne bloccano lo sviluppo. La sua visione pone l'accento sugli aspetti emotivi e relazionali, proponendo un intervento basato sull'idea che il bambino, attraverso il gioco libero, possa diminuire la sua "grave tensione interiore" e liberarsi dalle paure che conducono a una parziale chiusura. La tecnica prevede che il bambino possa utilizzare il materiale di gioco a sua disposizione liberamente, su sua iniziativa, mentre l'adulto non interferisce, ma segue e partecipa su richiesta, prestando attenzione per tutto il tempo dell'interazione. Questo approccio ricorda, per certi versi, il Metodo Montessori, pioniere nel cercare di "liberare" i bambini dagli ostacoli al loro sviluppo.

La centralità del gioco nello sviluppo cognitivo del bambino - learning world

Comprendere l'Autismo Attraverso il Gioco

Il disturbo autistico è una condizione complessa che solleva numerose domande riguardo al mondo interiore del bambino, alla sua percezione degli altri e dell'ambiente circostante. Il Dott. Tribulato, attraverso il suo lavoro e le sue pubblicazioni, cerca di rispondere a interrogativi fondamentali: "Chi è il bambino con autismo? Da cosa nascono i gravi sintomi dei quali soffre e quale significato hanno? Cosa turba il suo mondo interiore? Cosa pensa? Come vede e vive gli altri, il mondo che lo circonda e se stesso? Quali atteggiamenti lo irritano, lo spaventano e lo sconvolgono? Quali sono i comportamenti che lo rassicurano, lo aprono alla fiducia e alla gioia?".

La terapia basata sul gioco libero autogestito mira a creare un ambiente in cui il bambino si senta "accettato incondizionatamente". L'adulto deve cercare di assecondare le richieste del bambino, anche quelle che possono apparire ripetitive o apparentemente inutili, per permettergli di sentirsi "pienamente capito", più sereno e maturo, e quindi, in un secondo momento, più in grado di sopportare le piccole frustrazioni e i possibili "no". L'obiettivo principale è liberare il bambino dalle costrizioni che spesso le situazioni quotidiane impongono, a volte in modo inconsapevole, privilegiando le reali necessità del bambino rispetto alle aspettative sociali o degli adulti. Questo senso di liberazione permette al bambino di aprirsi lentamente al mondo, con minori paure e maggiore fiducia.

Casi Clinici e Testimonianze

Le informazioni fornite includono dettagli su casi clinici che illustrano l'efficacia del gioco libero autogestito.

Matteo, un bambino di quattro anni e mezzo con disturbo autistico, presentava problemi di interazione sociale e linguaggio. I suoi genitori notarono una scarsa risposta alle richieste, un vocabolario limitato, difficoltà nell'articolare frasi, espressione dei bisogni in terza persona, notevoli paure e reazioni di crisi nervose di fronte a rimproveri o negazioni. Dopo sei mesi di intervento terapeutico basato sul gioco libero autogestito, guidato dalla Dott.ssa Cettina Allone, Matteo ha mostrato miglioramenti significativi. Ha iniziato a interagire più attivamente, ampliando le sue attività e il suo linguaggio, passando dall'uso della terza persona alla prima, e imparando a riferire eventi della sua vita quotidiana in modo più strutturato. Sebbene inizialmente avesse difficoltà in contesti caotici, ha sviluppato una maggiore capacità di interazione con i coetanei e una più profonda relazione affettiva con la terapeuta. Il contatto fisico è diventato più presente, così come il contatto oculare per condividere emozioni. Matteo ha imparato ad accettare meglio le negazioni e ha mostrato una maggiore tranquillità, liberandosi dagli incubi notturni e da alcune paure.

Un altro caso è quello di Roberta, una bambina di 5 anni e 6 mesi che manifestava oppositività, irritabilità, aggressività, difficoltà scolastiche e relazionali, paure intense e bassa autostima. La sua storia era caratterizzata da eventi stressanti e traumatici, tra cui complicazioni alla nascita e patologie precoci. Dopo un'attenta anamnesi, è emerso un quadro psicoaffettivo complesso, aggravato da un rapporto di coppia genitoriale non sempre armonioso e da una scarsa presenza paterna. Il percorso terapeutico presso il Centro Studi Logos, basato sul "Gioco Libero Autogestito" sotto la guida della Dott.ssa Sabrina Iantormo, ha visto Roberta attraversare diverse fasi. Nel primo mese, caratterizzato dall'inibizione, ha mostrato tristezza e chiusura, ma ha iniziato a interagire gradualmente. Nel secondo mese, con miglioramenti nel clima familiare e una maggiore presenza paterna, è emerso il desiderio di impartire ordini, manifestando l'aggressività repressa in modo ludico. Nel terzo mese, Roberta ha mostrato una notevole riduzione dell'aggressività, maggiore rilassatezza e collaborazione, con progressi anche a scuola. La terapia ha favorito un circolo virtuoso, migliorando il clima familiare e la serenità della bambina.

Infine, il caso di Francesco, un bambino di 10 anni, evidenzia le sfide legate a un disturbo pervasivo dello sviluppo diagnosticato in età precoce. La sua storia è segnata da complicazioni mediche alla nascita, ritardo nello sviluppo linguistico e difficoltà relazionali e di apprendimento. Nonostante interventi precedenti come psicomotricità e logoterapia, i miglioramenti erano stati modesti. L'inserimento nel percorso di "Terapia del gioco libero autogestito" proposto dal Dott. Tribulato ha rappresentato un tentativo di affrontare la patologia da una prospettiva affettivo-relazionale. L'approccio teorico del Dott. Tribulato suggerisce che l'autismo possa derivare da uno stato precoce di sofferenza e frustrazione, che impedisce lo sviluppo cognitivo e relazionale e porta all'adozione di difese arcaiche come la chiusura e le stereotipie.

Diagramma che illustra le fasi del gioco libero autogestito

Il Centro Studi Logos di Messina: Un Punto di Riferimento

Il Centro Studi Logos, un'associazione di volontariato con sede a Messina attiva da oltre trent'anni, svolge un ruolo cruciale nell'offrire supporto a genitori ed educatori nell'affrontare la realtà dei bambini con disabilità. I professionisti del centro si occupano di materie mediche, psicologiche e pedagogiche, affrontando tematiche inerenti il disagio psicologico ed affettivo, il ritardo intellettivo e cognitivo, e le difficoltà di integrazione. Negli anni, il campo d'azione si è esteso alle problematiche educative e familiari che spesso sono alla radice dei disturbi psico-affettivi. Il Centro organizza anche eventi formativi, come corsi accreditati per professionisti, che esplorano teorie neurobiologiche e psicologiche, la funzione del gioco autogestito e l'elaborazione di micro-progetti terapeutici. Il Dott. Emidio Tribulato, figura di spicco del Centro, è responsabile dell'associazione e autore di diverse pubblicazioni che hanno contribuito a diffondere un approccio più empatico e centrato sul bambino.

Considerazioni sull'Approccio e sul Futuro

La letteratura scientifica sull'autismo è in continua evoluzione, e il dibattito tende talvolta a polarizzarsi. L'approccio del gioco libero autogestito, come descritto dal Dott. Tribulato, offre una prospettiva che dà spazio agli aspetti emotivi e relazionali, sfidando visioni più "tecniche" e rigidamente educative, come alcuni approcci comportamentali che sono attualmente di moda. La critica evidenzia come molti esperti siano "ciechi" su questi aspetti ambientali, relazionali e psicologici, che l'autore mette in luce "coraggiosamente".

La sfida, come suggerito, risiede nel superare la tendenza a definire i bambini con autismo come una categoria omogenea, rischiando di renderli "invisibili" o di rinchiuderli in diagnosi rigide. L'idea che questi bambini non siano "da educare ma da liberare" dalla sofferenza e dai vincoli che bloccano il loro sviluppo è un potente richiamo a un cambiamento di prospettiva. Questo approccio, sebbene non privo di complessità nell'attuazione - richiedendo al terapeuta un ruolo di "gregario" empatico e non intrusivo - sembra aprire nuove strade per il benessere e la crescita di bambini che affrontano sfide significative nel loro percorso evolutivo. "La Casa delle Emozioni" a Messina si propone come un terreno fertile per sperimentare e diffondere queste metodologie innovative, offrendo un futuro più sereno e ricco di possibilità per i giovani della città.

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