Neuropsichiatria Infantile a Valdobbiadene: Sfide e Opportunità nel Servizio di Salute Mentale per l'Età Evolutiva

L'Unità Operativa Semplice (U.O.S.) di Neuropsichiatria Infantile rappresenta un pilastro fondamentale nella rete dei servizi dedicati alla salute dei bambini e degli adolescenti. Essa opera all'interno dell'Unità Operativa Complessa (U.O.C.) Infanzia Adolescenza Famiglia e Consultori, affiancata dalla U.O.S. Consultorio Familiare e dalla U.O.S. Età Evolutiva. La sua missione è chiara e ambiziosa: fornire interventi diagnostici, terapeutici e riabilitativi a supporto di giovani individui che manifestano problematiche di natura neurologica, del neurosviluppo e psichica.

Ambiti di Intervento e Patologie Trattate

Il campo d'azione della Neuropsichiatria Infantile è vasto e copre una gamma eterogenea di disturbi che possono influenzare il benessere e lo sviluppo dei più giovani. Tra le problematiche neurologiche gestite rientrano condizioni come la cefalea, l'epilessia, e i disturbi della coordinazione e del movimento. Parallelamente, l'unità si dedica con la medesima attenzione ai disturbi del neurosviluppo, un'area in cui la diagnosi precoce e l'intervento tempestivo sono cruciali per garantire il miglior esito possibile. Questo include, ad esempio, i disturbi dello spettro autistico, i disturbi dell'attenzione e dell'iperattività (ADHD), e le difficoltà di apprendimento.

bambino che disegna

La valutazione e la presa in carico di soggetti autistici e delle loro famiglie costituiscono un'attività di primaria importanza, spesso supportata da specifici progetti finanziati a livello regionale, come indicato dalla Delibera di Giunta Regionale (D.G.R.). Questo approccio integrato riconosce il ruolo centrale della famiglia nel percorso di cura e supporto del bambino. Inoltre, l'unità è responsabile del rilascio di certificazioni fondamentali per l'accesso a specifici supporti scolastici e sociali. Tra queste, la certificazione per gli alunni disabili ai sensi della Legge 104/92 e le certificazioni relative ai Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA) ai sensi della Legge 170/2010, sono essenziali per garantire il diritto allo studio e un percorso formativo adeguato.

Percorsi di Accesso al Servizio

L'accesso ai servizi della Neuropsichiatria Infantile è strutturato in modo da garantire una presa in carico appropriata. Per i bambini e i ragazzi che non sono già seguiti dal Consultorio Familiare o dall'unità Età Evolutiva, i colloqui di primo accesso devono essere prenotati direttamente dai genitori o dal tutore legale. Questo primo contatto, definito di primo livello, è volto a una valutazione preliminare della situazione.

Per i minori già in carico a queste unità operative (secondo livello), l'invio alla Neuropsichiatria Infantile viene gestito internamente dall'équipe curante. Questo sistema a cascata assicura che le risorse vengano indirizzate in modo efficiente, garantendo che i casi più complessi o che richiedono specifiche competenze neuropsichiatriche ricevano l'attenzione necessaria.

La Missione Multiprofessionale

La missione della Neuropsichiatria Infantile è intrinsecamente multiprofessionale. Il team è composto da specialisti con diverse competenze, tra cui medici, psicologi e altri professionisti sanitari. Questa sinergia di professionalità è fondamentale per una gestione olistica del percorso diagnostico, terapeutico e riabilitativo. L'obiettivo è quello di offrire un supporto completo che tenga conto di tutti gli aspetti dello sviluppo del bambino o dell'adolescente, dalla sfera neurologica a quella psicologica e relazionale.

La Dottoressa Stefania Vozza ricopre il ruolo di Direttore dell'unità, mentre Francesca Mesiano funge da Coordinatore. Il team medico e psicologico include professionisti quali la Dottoressa Rossella Cinzia Alario, la Dottoressa Alexandra Liava, la Dottoressa Maria Piera Piccinnu, la Dottoressa Lucia Porcu e la Dottoressa Tiziana Vairetti. Questa équipe dedicata lavora con l'obiettivo di promuovere la prevenzione, la diagnosi e la cura dei disturbi neurologici, del neurosviluppo e psichici nell'età evolutiva, coprendo la fascia d'età dai 0 ai 18 anni.

Criticità e Allarmi nel Distretto Sanitario di Asolo

Nonostante l'importanza cruciale di questi servizi, emergono preoccupanti criticità che rischiano di comprometterne l'efficacia. Un recente allarme, sollevato dal consigliere regionale Andrea Zanoni del Partito Democratico, evidenzia una situazione critica nel distretto sanitario di Asolo (provincia di Treviso). Il distretto serve un bacino di utenza di ben 29 Comuni, ma la pianta organica prevista per i servizi di psichiatria è di 15 specialisti, un numero che non è mai stato rispettato, con soli 8 professionisti attualmente in servizio.

mappa del distretto di Asolo

Questi 8 psichiatri si trovano a dover gestire una mole di lavoro enorme, occupandosi dei 14 posti letto dell'ospedale di Montebelluna, dei Centri di Salute Mentale di Castelfranco e Valdobbiadene, del centro diurno di Biadene e degli utenti delle comunità terapeutiche. Il carico di lavoro complessivo riguarda circa 3000 utenti. La situazione, già gravemente compromessa dalla carenza di personale, è ulteriormente aggravata dalla notizia del trasferimento di 3 psichiatri: due verso altre Aziende Sanitarie Locali (Ulss) e uno destinato a una direzione regionale. Questa decisione è stata definita "vergognosa" dal consigliere Zanoni, che ha presentato un'interrogazione in Consiglio Regionale, sottoscritta dalle colleghe Vanessa Camani, Chiara Luisetto e Francesca Zottis, per chiedere un intervento urgente.

Implicazioni della Carenza di Personale

Le conseguenze di una così marcata carenza di personale specialistico sono serie e si ripercuotono direttamente sulla qualità e l'accessibilità dei servizi. Come spiegato da Zanoni, gli operatori sono costretti a concentrarsi esclusivamente sui casi di effettiva urgenza, venendo a mancare la possibilità di dedicarsi a percorsi di continuità terapeutica e riabilitazione. Questo significa che i pazienti potrebbero non ricevere il follow-up necessario per un recupero completo o per la gestione a lungo termine delle loro condizioni.

CRISI SANITÀ: l'Italia è VICINA AL COLLASSO

La ridotta disponibilità di personale porta anche a un maggiore ricorso ai Trattamenti Sanitari Obbligatori (TSO), procedure che implicano spesso forme di contenzione e che rappresentano un segno di criticità nel sistema. Inoltre, la sofferenza del servizio di neuropsichiatria infantile e dell'adolescenza è tale che non sono rari i casi di adolescenti ricoverati negli stessi spazi dedicati agli adulti. Questa promiscuità è inaccettabile e solleva seri interrogativi sulla tutela e sul benessere dei giovani pazienti, che necessitano di ambienti terapeutici specifici e adeguati alla loro età e alle loro fragilità.

I consiglieri regionali chiedono quindi all'assessore alla sanità di intervenire con la massima urgenza per evitare un'ulteriore diminuzione del numero di psichiatri in servizio nel distretto sanitario di Asolo e, anzi, per garantire che il numero di specialisti previsti dalla pianta organica venga effettivamente raggiunto. La salute mentale dei giovani è una priorità che richiede investimenti e attenzione costante, per assicurare che ogni bambino e adolescente possa ricevere le cure e il supporto di cui ha bisogno per crescere sano e sviluppare appieno il proprio potenziale. La situazione nel distretto di Asolo rappresenta un campanello d'allarme che non può essere ignorato, poiché la carenza di servizi neuropsichiatrici infantili può avere ripercussioni negative a lungo termine sulla vita dei giovani, delle loro famiglie e dell'intera società.

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