Demenza Senile e Sessualità: Un Legame Complesso e Spesso Incompreso

L'invecchiamento è un processo naturale che porta con sé una serie di cambiamenti fisici e cognitivi. Tra questi, la demenza senile rappresenta una delle sfide più significative, influenzando non solo l'individuo colpito ma anche i suoi cari e i caregiver. Parallelamente, la sessualità, un aspetto fondamentale dell'esperienza umana, continua a essere una componente vitale anche in età avanzata, sebbene spesso circondata da tabù e incomprensioni, specialmente quando si intreccia con la demenza.

Anziani che si tengono per mano

È un mito diffuso che il sesso perda importanza nell'età anziana. Questa falsa credenza ignora la persistenza dei bisogni affettivi e sessuali anche in età avanzata. La realtà è che la sessualità e l'intimità possono evolvere con l'età e con l'insorgenza di condizioni come la demenza, ma non scompaiono. Le relazioni fisiche positive contribuiscono significativamente al benessere mentale e alla salute generale degli individui, indipendentemente dall'età anagrafica. Si prevede che il numero di persone affette da demenza continuerà a crescere, rendendo impossibile ignorare ulteriormente la complessità di questo argomento.

Cambiamenti Fisici e Sessualità nell'Invecchiamento

Il corpo subisce trasformazioni con l'avanzare dell'età: le proporzioni cambiano, la pelle perde elasticità e la tonicità muscolare diminuisce. Questi cambiamenti sono naturali e, se affrontati con un approccio sano, che includa attività fisica costante, una dieta equilibrata e l'assenza di ansia da prestazione, non devono necessariamente compromettere la vita sessuale. Inoltre, la diminuzione delle capacità sensoriali, come vista e udito, oggi può essere efficacemente gestita con ausili come occhiali e apparecchi acustici.

È fondamentale ricordare che l'età cronologica non è l'unico indicatore di giovinezza o vecchiaia. L'apertura mentale, la capacità di reinventarsi e la volontà di sperimentare nuove cose sono fattori determinanti nel mantenere uno spirito giovane anche in età avanzata. Le persone che coltivano nuovi interessi tendono a rimanere più attive e vitali più a lungo.

La Demenza Senile: Una Panoramica

La demenza senile è un disturbo che compromette le funzioni cerebrali e intellettive precedentemente acquisite, quali la memoria, il linguaggio, il ragionamento, la capacità critica e l'orientamento spazio-temporale. È una condizione diffusa nella popolazione anziana, in particolare oltre gli 85 anni. Esistono diversi tipi di demenza, ciascuno determinato da cause o combinazioni di fattori differenti.

  • Malattia di Alzheimer: La causa principale è l'età, ma contribuiscono anche la predisposizione familiare e genetica.
  • Demenza Vascolare: Associata a problemi circolatori cerebrali, come ipertensione, infarto del miocardio, diabete e malattie coronariche. Non ha cause genetiche.
  • Altre forme: La demenza può manifestarsi anche in giovane età a causa di traumi cerebrali, problemi medici (tumori, sclerosi multipla), infezioni (HIV), uso/abuso di sostanze (alcol), cause neurologiche, endocrine, metaboliche o una combinazione di più fattori.

I sintomi comuni includono perdita della memoria a breve termine, difficoltà nell'acquisire nuove informazioni, afasia (perdita dell'abilità del linguaggio), aprassia (incapacità di eseguire movimenti volontari), agnosia (incapacità di riconoscere oggetti, persone o se stessi), ansia, instabilità emotiva e dell'umore. Le persone con demenza possono perdersi anche in luoghi familiari, avere disturbi del sonno, difficoltà nello svolgere compiti quotidiani e trascurare l'igiene personale. Possono anche perdere la cognizione delle regole sociali e mostrare comportamenti inappropriati.

Diagramma di un cervello con aree evidenziate

Demenza e Sessualità: Un Tabù da Sfatare

La sessualità e l'intimità, sebbene possano cambiare con l'età e con la demenza, non scompaiono. Le relazioni fisiche positive sono benefiche per la salute mentale e il benessere generale. Tuttavia, questo è un argomento che spesso incontra resistenze culturali e sociali, soprattutto quando si tratta di persone anziane affette da demenza.

La dottoressa Laura Rivolta, psicologa e sessuologa, sottolinea che atteggiamenti con una forte connotazione sessuale, talvolta accompagnati da termini scurrili o gesti considerati osceni, non devono essere interpretati come sintomi di perversione. Comprendere questo concetto è il primo passo per affrontare serenamente situazioni che possono apparire spiazzanti per i caregiver, specialmente in un contesto culturale dove parlare di sessualità è stato a lungo evitato.

La reazione appropriata di fronte a tali comportamenti è la calma e la compostezza. "Governare la propria emotività non è certo facile sul momento," commenta la dottoressa Rivolta, "ma in realtà bisogna proprio riuscire a controllare le proprie reazioni, evitando i metodi coercitivi." L'errore più grande è pensare che questi comportamenti siano un tratto del carattere emerso a causa della malattia. Al contrario, vanno visti come reazioni a uno stato di angoscia che necessita di essere attenuato. Rimproveri e divieti sarebbero inefficaci e dannosi, aumentando lo stress. È invece utile mettere in atto un'opera di distrazione, reindirizzando l'attenzione dell'anziano verso argomenti o eventi a lui graditi, basandosi sulla conoscenza della persona e sull'esperienza quotidiana.

3 consigli per chi si prende cura di una persona affetta da demenza.

Le Sfide Legali e Etiche

La questione della sessualità nelle persone con demenza solleva complesse sfide legali ed etiche. Da un lato, vi è il diritto umano degli adulti di scegliere le proprie relazioni e di mantenere una vita sessuale, compreso il diritto di prendere decisioni che potrebbero essere considerate "sbagliate". Dall'altro, vi è la necessità di garantire che le relazioni sessuali siano consensuali e di proteggere le persone vulnerabili dagli abusi.

Alex Ruck Keene, avvocato specializzato in facoltà mentali, evidenzia lo scontro tra questi due obiettivi politici, entrambi lodevoli ma apparentemente incompatibili. La legge richiede il consenso per qualsiasi attività sessuale, il che implica la capacità di comprendere a cosa si acconsente e di comunicarlo. Le relazioni sessuali, in particolare, non possono essere oggetto di consenso delegato; nessuno può dare il consenso al posto di un altro.

Questo pone un dilemma: se una persona sposata da molti anni sviluppa demenza e perde la capacità di intendere e di volere, il partner sano potrebbe tecnicamente essere colpevole di un reato sessuale continuando la relazione. Tuttavia, se entrambi i partner hanno perso la capacità, legalmente sono al sicuro, sebbene un operatore abilitato potrebbe ancora riscontrare una violazione della legge sui reati sessuali.

Il Ruolo dei Caregiver e delle Famiglie

La natura pubblica della vita in una casa di cura aggiunge un ulteriore livello di complessità. Gli atteggiamenti sessuali hanno radici culturali e religiose profonde. Gli operatori sanitari devono essere consapevoli delle proprie credenze per evitare che influenzino i residenti. La possibilità per un ospite di portare avanti una relazione non dovrebbe dipendere da chi è di turno.

Il personale di cura si trova spesso a dover gestire le opinioni delle famiglie dei residenti, che possono essere in disaccordo con le loro relazioni intime. Alcuni operatori ritengono prioritario il benessere del residente, altri si sentono obbligati a considerare seriamente le opinioni dei parenti.

La storia di Frank e Mary illustra questa complessità. Nonostante la loro felicità nel mantenere una relazione intima, i loro figli adulti sono intervenuti, portando alla decisione di separarli. Questo evento ha avuto un impatto devastante su Mary, rendendola difficile da gestire per il personale, che all'epoca mancava di formazione e supporto adeguati. Questo caso evidenzia la necessità di un approccio più informato e compassionevole.

Operatore sanitario che parla con un anziano

Superare gli Ostacoli: Linee Guida e Approcci

Per permettere alle persone anziane con demenza di avere relazioni senza infrangere la legge, è essenziale partire dal presupposto che la "barra legale" per il consenso alle relazioni sessuali è posta deliberatamente in basso. Le facoltà mentali sono specifiche per ogni comportamento; l'incapacità di gestire un conto in banca non implica necessariamente l'incapacità di dare il consenso a una relazione sessuale.

Le linee guida della Commissione per la Qualità dell'Assistenza sono chiare: le persone affette da demenza possono acconsentire alle relazioni sessuali, e le case di cura dovrebbero essere giudicate per la loro capacità di consentire e sostenere tali relazioni, quando appropriato.

Il personale di cura deve essere attento ai segni non verbali di disagio e, in caso di dubbio, consultare un gruppo multidisciplinare per valutare la situazione collettivamente. I dirigenti devono avere il coraggio di affrontare questi temi, senza temere l'intervento del Crown Prosecution Service in casi in cui non vi siano problemi oggettivi, anche se tecnicamente la legge potrebbe essere infranta.

I Benefici della Sessualità per la Salute

Nonostante le sfide, è importante ribadire che il sesso fa bene alla salute, anche nella terza età. Studi hanno dimostrato che persone di età compresa tra i 50 e gli 83 anni che hanno rapporti sessuali almeno una volta a settimana sono in grado di risolvere equazioni matematiche più velocemente.

Le modificazioni del comportamento sessuale nell'anziano, quando si traducono in una riduzione dell'affettività e del contatto sessuale, correlano con una maggiore insoddisfazione della qualità di vita e con l'insorgenza di problematiche psico-fisiche. Sentirsi liberi e convinti di avere diritto a vivere la propria vita sessuale è la prima regola. Le modificazioni corporee legate all'invecchiamento non devono spaventare, e eventuali problematiche di salute che influenzano la sessualità (come la disfunzione erettile nei pazienti diabetici) devono essere discusse con il medico curante per un trattamento adeguato.

Considerazioni Biologiche e Ormonali

Il deficit androgenico, che colpisce almeno la metà degli uomini dai 50 anni in su, contribuisce ai cambiamenti nella sfera sessuale. La riduzione del ritmo circadiano del LH e del testosterone può portare a una diminuzione della libido, che a sua volta può causare disfunzione erettile. L'ipogonadismo maschile può manifestarsi anche con astenia, perdita di energia, debolezza muscolare e riduzione del benessere generale. Nei casi più gravi, si possono osservare perdita di peli corporei, riduzione delle dimensioni dei testicoli e un rallentamento dell'eccitazione. Il trattamento dell'ipogonadismo si basa sulla terapia con testosterone, previa attenta valutazione medica.

Promuovere la Discussione e la Formazione

In Italia, la demenza senile colpisce una percentuale significativa della popolazione anziana. Per ogni paziente, ci sono almeno tre persone (familiari e caregiver) dedicate alla sua assistenza. La letteratura sanitaria ha identificato quattro fattori chiave nella prevenzione delle demenze: dieta, attività fisica, controllo di cuore-pressione-glicemia e stimolazione intellettuale.

Per affrontare adeguatamente il tema della sessualità nell'anziano con demenza, è fondamentale promuovere la discussione e la formazione. Iniziative come "Lift the Lid" mirano a incoraggiare il dialogo tra operatori sanitari, mentre le linee guida di enti come la Commissione per la Qualità dell'Assistenza e il Royal College of Nursing forniscono un quadro di riferimento.

È essenziale che il personale di cura sia formato per comprendere e gestire le complessità della sessualità in età avanzata e in presenza di demenza, promuovendo un approccio rispettoso, informato e basato sul benessere dell'individuo. La sessualità è una parte integrante dell'identità e della qualità della vita, e merita di essere affrontata con dignità e apertura, anche nelle fasi più delicate dell'esistenza.

La Vita Sessuale Come Indicatore di Benessere

Numerosi studi recenti dimostrano che il processo di invecchiamento non è uniforme. Fattori genetici, educativi, esperienziali, di salute e del contesto sociale influenzano l'invecchiare. La vita sessuale, in particolare, può condizionare in modo significativo la qualità dell'esistenza, influenzando non solo il benessere ma anche la longevità. Negli ultimi decenni, il miglioramento delle condizioni di vita degli anziani ha portato a un maggiore interesse scientifico verso la sessualità come parte integrante della salute psicofisica. Questo ha contribuito ad abbandonare stereotipi dannosi che consideravano l'anziano "inadeguato" alla vita erotica.

Già dagli anni '50, Kinsey osservava che l'attività sessuale poteva continuare anche in tarda età, pur con una frequenza ridotta. Questa riduzione può essere legata più ad aspettative e atteggiamenti che a limitazioni fisiche. La convivenza con figli e nipoti può ulteriormente influenzare negativamente la sessualità, limitandola spesso alla sola espressione sentimentale.

Parlare di sessualità nell'anziano significa affrontare la sua identità e le sfide legate alle modificazioni corporee e alla realizzazione del sé. Con il normale processo di invecchiamento, l'eccitazione sessuale può richiedere più tempo. Lo stereotipo dell'asessualità nell'adulto è dannoso e interferisce con la salute di milioni di persone. Molti anziani vivono la loro sessualità in un silenzio discreto, con conseguenze negative. Al contrario, vivere positivamente la propria sessualità può sfatare pregiudizi condizionanti. Studi recenti evidenziano che la riduzione dell'affettività e del contatto sessuale correla con una maggiore insoddisfazione della qualità di vita e con problemi psico-fisici.

Pertanto, la prima regola deve essere sentirsi liberi e convinti di avere il diritto di vivere la propria vita sessuale. Eventuali malattie associate a una ridotta sessualità devono essere discusse con il medico per un adeguato trattamento.

Infografica sui benefici dell'attività fisica e sessuale

tags: #demenza #senile #e #sessualita