L'Associazione Mastropietro & C. rappresenta un esempio significativo di come un'iniziativa nata dalla strada possa evolversi in una struttura complessa e articolata, capace di offrire risposte concrete a diverse forme di disagio, con un'attenzione particolare al recupero dalla tossicodipendenza e al supporto per le persone con disturbi psichici. Il percorso di questa organizzazione, che affonda le sue radici negli anni '70, è caratterizzato da una continua ricerca di soluzioni innovative e flessibili, sempre ancorate all'idea originaria di affiancare chi si trova in difficoltà.
Le Origini: Dalla Strada all'Accoglienza Strutturata
L'esperienza che ha dato vita all'Associazione Mastropietro & C. ha avuto inizio nel 1976, con l'apertura di una piccola comunità di pronta accoglienza in un alloggio nel centro storico di Cuorgnè. Questa prima sede divenne un rifugio per numerosi ragazzi in situazioni di emergenza e di marginalità sociale. L'ispirazione e il sostegno fondamentale provennero fin dall'inizio da Don Luigi Ciotti e dal Gruppo Abele, un riferimento che ha accompagnato e arricchito l'operato del gruppo nel corso del tempo, traducendosi in molteplici opportunità di collaborazione e aiuto reciproco.
L'iniziativa iniziale affondava le sue radici in un'esperienza precedente, maturata all'interno dell'oratorio parrocchiale. Si trattava dell'espressione di un gruppo di giovani che avevano scelto di condividere un tratto del proprio cammino con coloro che incontravano maggiori difficoltà. L'apertura della comunità di Cuorgnè segnò una reale possibilità di crescita per questa esperienza, permettendole di strutturarsi e ampliarsi.

Il nome "Mastropietro" stesso ha una storia affascinante, legata alle origini dell'Associazione. Prima della sua costituzione formale, il gruppo chiese al Comune di Cuorgnè uno spazio per le proprie attività. Grazie all'interessamento di una signora del paese, venne concesso in comodato d'uso un edificio adiacente alla parrocchia. Questo luogo, composto da un piccolo alloggio, un cortile adibito a falegnameria e un citofono con il cognome "Mastropietro", divenne ben presto un punto di riferimento per chiunque avesse bisogno di rivolgersi al gruppo. Quando nel 1984 l'Associazione si costituì ufficialmente, fu naturale darle il nome "Mastropietro", nome con cui ormai Cuorgnè e i comuni limitrofi riconoscevano quel gruppo di giovani impegnati ad affiancare chi faceva più fatica.
L'Evoluzione e la Strutturazione dell'Organizzazione
Nel corso dei suoi oltre 35 anni di vita, il gruppo è profondamente cambiato, attivando numerose risorse e ampliando il proprio raggio d'azione. Tuttavia, l'attenzione primaria - la strada e il disagio che essa manifesta - è rimasta immutata. Gli operatori, inizialmente un gruppo di volontari, si sono progressivamente strutturati in équipe, acquisendo una professionalità sempre maggiore e una formazione specifica, adattata ai diversi settori d'intervento. Questa professionalizzazione è stata guidata sia dalle competenze acquisite sia dalle caratteristiche personali degli operatori stessi.
Un passo fondamentale verso la strutturazione avvenne nel 1984 con la costituzione dell'Associazione "Mastropietro & C. ONLUS". Questo conferimento di una veste giuridica permise all'organizzazione di operare in convenzione con i Servizi pubblici, ampliando significativamente le possibilità di intervento.

L'anno successivo, nell'aprile 1986, vide l'avvio di una nuova iniziativa: la Cooperativa sociale "La Porta". Questa proposta mirava a creare opportunità di lavoro concrete, favorendo il reinserimento socio-lavorativo di giovani in difficoltà. Nello stesso anno, venne aperta la Cascina a Valperga Canavese, una comunità residenziale pensata come spazio per accogliere e trattare persone con problemi di tossicodipendenza.
Un ulteriore passo di rilievo fu l'ingresso dell'Associazione nel CNCA (Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza) nel 1987. Questo ingresso facilitò un confronto continuo con altri gruppi impegnati in percorsi simili, promuovendo il lavoro su obiettivi comuni di cambiamento sociale e culturale.
Nuove Sfide e Risposte Diversificate
Negli ultimi anni, l'Associazione ha sperimentato nuove e diversificate risposte alle molteplici realtà del disagio, con un focus crescente sul fenomeno della tossicodipendenza e sul disagio psichico. Questo ampliamento delle aree di intervento è stato supportato da una costante attenzione alla formazione e alla supervisione degli operatori, volte ad acquisire nuove conoscenze e strumenti per decodificare i problemi e sviluppare progetti coerenti con le reali "domande" dell'utenza.
L'Associazione ha sviluppato una profonda consapevolezza della necessità di approcci differenziati. Si è compreso che non è possibile, né allora né oggi, rispondere al disagio esclusivamente attraverso la comunità terapeutica residenziale. È fondamentale offrire proposte diversificate e flessibili, continuamente verificabili, anche a coloro che rifiutano l'inserimento in comunità, che non riescono ad abbandonare l'uso di sostanze per periodi significativi, o che faticano a intraprendere percorsi troppo statici.
Mauro Cibin - Le comunità terapeutiche oggi
In quest'ottica, si è posta grande enfasi sulla riduzione delle distanze tra i servizi e l'utenza. L'operatività attraverso interventi di "bassa soglia", di "strada" e percorsi di riduzione del danno permette di avvicinare le persone, favorirne l'uscita da uno stato di abbandono e far loro sperimentare relazioni significative.
La Comunità Alloggio "Liberamente": Un Modello per il Disagio Psichico
Nei primi anni del 2000, un'ulteriore importante realtà prese forma all'interno della canonica in comodato d'uso della parrocchia di San Ponso: la comunità alloggio "Liberamente". Questa struttura è dedicata all'accoglienza di persone con disabilità psichiche, uomini e donne di età compresa tra i 18 e i 65 anni, che hanno già intrapreso percorsi terapeutici con esiti parziali o che presentano sintomi che hanno superato la fase acuta della loro malattia.
"Liberamente" è stata recentemente accreditata come struttura riabilitativa psichiatrica di tipo 3, con la capacità di ospitare fino a 10 persone inviate dai Centri di Salute Mentale (CSM). La finalità del progetto è quella di sostenere la persona con problemi psichiatrici, cercando di rendere le loro difficoltà il più possibile compatibili con la vita quotidiana. Questo obiettivo viene perseguito attraverso l'implementazione delle competenze esistenti e il mantenimento di quelle residue.
Per ciascun ospite, viene elaborato un progetto individuale. I bisogni che emergono in questa utenza sono molteplici e spaziano dalla salute fisica e mentale, alla cura di sé, all'area delle autonomie personali (come la gestione del denaro e le capacità relazionali). Nei casi in cui ciò sia possibile, vengono inoltre immaginate e supportate possibili situazioni di reinserimento sociale.
Il progetto comunitario di "Liberamente" si fonda su alcuni principi guida fondamentali: la vita in comune, la valorizzazione del singolo e delle sue diversità, e uno stile di vita semplice basato sul rispetto reciproco. La quotidianità della comunità prevede il sostegno all'utente nell'igiene personale, laddove necessario, la somministrazione delle terapie, la preparazione dei pasti (a cui gli ospiti collaborano secondo le proprie capacità), e la cura della pulizia degli spazi comuni e delle camere.
Un momento importante di condivisione è la riunione settimanale con gli ospiti, durante la quale si cerca di dar voce ai loro vissuti. A livello terapeutico, la maggior parte degli interventi degli operatori consiste nel contenimento emotivo della persona. Inoltre, compatibilmente con le capacità individuali e il grado di autonomia, vengono organizzate uscite sul territorio, sia individuali che di gruppo.
La fragilità dell'equilibrio psicologico degli ospiti rende la creazione di eventi che favoriscano un libero accesso dall'esterno alla struttura un'operazione delicata. Pertanto, ogni singola attività di accoglienza di esterni viene progettata con estrema cura.
L'équipe di lavoro della comunità "Liberamente" è composta da una educatrice professionale sanitaria, due Operatori Socio-Sanitari (OSS), un'infermiera professionale e un'operatrice con funzioni specifiche.
Servizi e Interventi Integrati dell'Associazione Mastropietro & C.
L'Associazione Mastropietro & C. gestisce un'ampia gamma di servizi, che testimoniano la sua capacità di rispondere in modo integrato alle diverse esigenze del disagio. Oltre alla comunità alloggio "Liberamente", l'Associazione offre:
- Comunità terapeutica residenziale per alcool e tossicodipendenze: Struttura dedicata al percorso di recupero per persone con dipendenze da sostanze alcoliche e stupefacenti.
- Comunità terapeutica semiresidenziale: Un'opzione intermedia che offre un percorso strutturato durante il giorno, permettendo agli utenti di mantenere legami con il proprio contesto sociale e familiare.
- Struttura riabilitativa psichiatrica di tipo 3.1.: Simile alla comunità "Liberamente", ma potenzialmente con caratteristiche specifiche che rientrano nella classificazione 3.1.
- Progetto di domiciliarità per persone seguite dai Ser.D.: Un servizio che mira a fornire supporto e accompagnamento direttamente al domicilio dell'utente, in collaborazione con i Servizi per le Dipendenze (Ser.D.).
All'interno di queste diverse strutture operano psicologi con incarichi specifici, tra cui:
- Colloqui di sostegno psicologico con gli utenti: Fornire uno spazio di ascolto e supporto per affrontare le difficoltà emotive e psicologiche.
- Gestione di gruppi di auto mutuo aiuto: Facilitare la condivisione di esperienze e il sostegno reciproco tra persone che affrontano problematiche simili.
- Compilazione e gestione di cartelle cliniche: Documentare il percorso terapeutico e riabilitativo degli utenti.
- Redazione di relazioni psicologiche: Sintetizzare e comunicare le valutazioni e i progressi degli utenti.
- Rapporto con gli altri membri delle equipe multidisciplinari: Collaborare attivamente con professionisti di diverse discipline per garantire un approccio olistico al paziente.
- Collaborazione con i servizi invianti: Mantenere un dialogo costante con i servizi territoriali che hanno inviato l'utenza, garantendo continuità assistenziale.
In particolare, i tirocinanti vengono spesso inseriti all'interno della comunità terapeutica residenziale per tossicodipendenze, che accoglie fino a 12 utenti maschi. Il percorso di tirocinio è strutturato per permettere un'integrazione graduale:
- Fase iniziale: Relazionarsi con gli utenti all'interno delle attività quotidiane e partecipare alle riunioni di equipe.
- Fase intermedia: Accedere progressivamente ai momenti più prettamente terapeutici, consultare le cartelle dei pazienti e partecipare ad alcuni incontri con i servizi invianti.
- Fase finale: Partecipare ad alcuni gruppi di auto mutuo aiuto e a colloqui individuali, acquisendo una visione più completa del lavoro terapeutico.

Il lavoro svolto dall'Associazione Mastropietro & C. dimostra un impegno costante nel fornire risposte adeguate e personalizzate a un'utenza complessa e diversificata. Attraverso una combinazione di accoglienza, supporto terapeutico, reinserimento socio-lavorativo e un approccio basato sulla riduzione del danno e sull'intervento di strada, l'Associazione continua a essere un punto di riferimento fondamentale nel panorama del recupero dal disagio psichico e dalle dipendenze.
tags: #comunita #disagio #psichico #mastropietro