Le Conseguenze Psichiche del Sogno nel Pensiero Freudiano del 1923

Sigmund Freud, neurologo austriaco e fondatore della psicoanalisi, ha dedicato gran parte della sua opera all'esplorazione della psiche umana, con particolare attenzione ai processi inconsci e al loro impatto sulla vita cosciente. Nel 1923, il suo pensiero si è ulteriormente articolato riguardo alle implicazioni psichiche dei sogni, un tema centrale fin dalla sua opera "L'interpretazione dei sogni". Questo articolo si propone di analizzare le riflessioni freudiane del 1923 sulle conseguenze psichiche del sogno, attingendo a scritti e concetti chiave emersi in quel periodo e negli anni immediatamente successivi, come "Alcune aggiunte d’insieme alla «Interpretazione dei sogni»" (1925) e "Alcune conseguenze psichiche della differenza anatomica tra i sessi" (1925).

Il Sogno come Attività Ludica e Difensiva

Freud descrive il sogno come una delle attività che definiscono il gioco o la fantasticheria. La sua funzione primaria, secondo questa prospettiva, è quella di proteggere il sonno. Se un sogno si confronta con un problema della vita reale, il suo modo di affrontarlo non è dettato da una riflessione ponderata, bensì da un desiderio irrazionale. L'Io del dormiente è indifferente al contenuto specifico del sogno, purché questo assicuri la continuità del riposo. Paradossalmente, i sogni che svolgono meglio il loro compito protettivo sono quelli di cui il sognatore non conserva alcun ricordo al risveglio. Questa concezione sottolinea la natura essenzialmente conservativa del sogno, volto a mantenere l'equilibrio psichico durante la vulnerabilità del sonno.

Illustrazione schematica del cervello umano con aree evidenziate relative ai sogni e all'inconscio

L'Interpretazione dei Sogni: Un Campo della Psicoanalisi

È fondamentale comprendere che l'interpretazione dei sogni non è un'attività autonoma, ma un settore intrinseco del lavoro psicoanalitico. Il successo di tale interpretazione, secondo l'unico procedimento tecnico legittimo, dipende in larga misura dalla resistenza che l'Io cosciente oppone al materiale rimosso e inconscio. Data la forza di queste resistenze, spesso solo una parte delle produzioni oniriche del paziente può essere tradotta e utilizzata, e frequentemente in modo incompleto. Nonostante ciò, Freud afferma che, in generale, il sogno è una formazione psichica interpretabile. Molti sogni, inizialmente incomprensibili, acquisiscono significato grazie alle conoscenze acquisite nelle fasi successive dell'analisi, suggerendo che la contingenza del momento non sempre permette di raggiungere un'interpretazione definitiva.

Il Contenuto Manifesto come Inganno

Quando si parla del "contenuto" di un sogno, ci si riferisce, in realtà, al contenuto dei pensieri preconsci e dei moti di desiderio rimossi che il lavoro interpretativo porta alla luce dietro la "facciata" del sogno, ovvero il contenuto manifesto. Quest'ultimo è concepito come un inganno, una mera apparenza. L'interesse per la genesi di sogni manifestamente immorali diminuisce ulteriormente quando si analizza la constatazione che la maggior parte dei sogni si rivela essere l'appagamento di desideri immorali, egoistici, sadici, perversi o incestuosi.

Tuttavia, Freud introduce una sfumatura importante: il sogno non sempre appaga un desiderio immorale. Anzi, esprime spesso una reazione energica contro di esso, manifestandosi sotto forma di "sogno di punizione". In questi casi, la censura onirica non si limita a deformare il contenuto o a produrre angoscia, ma può arrivare ad annullare il contenuto immorale, sostituendolo con un secondo contenuto che funge da espiazione, pur lasciando intravedere il contenuto originario. Questa dinamica sottolinea la complessità dei meccanismi di difesa interni alla psiche.

La Responsabilità dei Sogni e la Critica alle Credenze Occulte

Freud sostiene che dobbiamo considerarci responsabili dei cattivi impulsi che emergono nei nostri sogni. Questo implica un'assunzione di responsabilità per aspetti della nostra psiche che, pur essendo inconsci, influenzano il nostro vissuto.

Nel 1923, Freud manifestava un chiaro scetticismo verso le credenze occulte, distinguendo due categorie di sogni spesso ascrivibili a tali fenomeni: i sogni profetici e quelli telepatici. I sogni profetici vengono liquidati come privi di validità. Quanto alla telepatia, Freud la considera non un problema onirico, ma un fenomeno da indagare separatamente, pur riconoscendo che è possibile raccogliere osservazioni che legittimano un atteggiamento favorevole alla sua esistenza.

Un esempio concreto di come Freud decostruisce le presunte "profezie" si osserva nell'analisi di un caso in cui un indovino aveva predetto a una donna la nascita di due bambini entro i trentadue anni. La donna, rimasta senza figli, rivelò durante l'analisi che il suo desiderio inconscio, al momento della predizione, era stato proprio quello di avere due bambini prima dei trentadue anni, in linea con quanto accaduto a sua madre, soddisfacendo così un desiderio nei confronti del padre e identificandosi con la madre. L'interpretazione psicoanalitica permise di spiegare il presunto "messaggio esterno" come la proiezione del suo fortissimo desiderio inconscio sull'indovino.

3. Freud: "L'interpretazione dei sogni"

La Psicoanalisi e l'Educazione Infantile

Freud riconosceva l'enorme interesse e le speranze suscitate dall'applicazione della psicoanalisi all'educazione infantile. In prefazione a "Gioventù traviata" di A. Aichhorn, sottolinea come questo campo rappresenti un grande problema. Il lavoro di Aichhorn, focalizzato sull'influenza educativa esercitata sulla gioventù deviata, offre due suggerimenti fondamentali:

  1. La necessità di una cultura psicoanalitica per l'educatore: Senza questa, il bambino rimane un enigma inattingibile.
  2. L'importanza delle esperienze di Aichhorn: L'autore, con la sua lunga esperienza nella direzione di istituzioni per giovani delinquenti, dimostra l'efficacia di un approccio informato dalla psicoanalisi.

Il Contributo di Josef Breuer e la Nascita della Psicoanalisi

Il 20 giugno 1925 morì a Vienna il dottor Josef Breuer, figura indissolubilmente legata alle origini della psicoanalisi grazie al suo metodo catartico. Medico internista, Breuer nel 1880 trattò una giovane donna affetta da isteria, sviluppando un metodo terapeutico che diede ottimi risultati. La pubblicazione congiunta degli "Studi sull'isteria" da parte di Breuer e Freud nel 1895 portò alla luce il lavoro di Breuer, in parte mantenuto segreto per timore e riservatezza personale. Un fattore affettivo, in particolare il fenomeno della traslazione del paziente sul medico, aveva contribuito a impedirgli di proseguire le sue indagini. L'apporto di Freud fu cruciale nel ravvivare l'interesse di Breuer e spingerlo alla pubblicazione.

La Negazione e il Giudizio

Il concetto di negazione assume un ruolo centrale nel 1923. Freud spiega che il contenuto rimosso di una rappresentazione o di un pensiero può accedere alla coscienza a condizione di essere negato. La negazione diventa un modo per prendere coscienza del rimosso. La funzione intellettuale del giudizio, che decide se concedere o rifiutare una qualità a una cosa e accordare o contestare la sua esistenza reale, è fondamentale. Il giudizio è l'azione intellettuale che determina la scelta dell'azione motoria, ponendo fine al differimento del pensiero e consentendo il passaggio dal pensare al fare.

Le Fasi dello Sviluppo Psicosessuale e il Complesso Edipico

L'analisi dei nevrotici, secondo Freud, deve estendersi ai periodi più remoti dell'infanzia, in particolare all'epoca della prima fioritura della vita sessuale.

  • Nei maschi: La fase del complesso edipico vede il bambino considerare il padre come un rivale da soppiantare. Questo atteggiamento, appartenente alla fase fallica, subisce un tracollo con il timore dell'evirazione. La preistoria di questo complesso include un periodo di identificazione affettuosa con il padre e l'attività masturbatoria, che si ritiene compaia spontaneamente prima di connettersi al complesso edipico. Vengono poi prospettate ipotesi sugli effetti dell'osservazione della "scena primaria".

  • Nelle bambine: Il complesso edipico presenta problematiche aggiuntive. Sebbene la madre sia inizialmente il primo oggetto d'amore per entrambi i sessi, le bambine vi rinunciano per assumere il padre come oggetto. La scoperta del pene nella fase fallica femminile innesca un'immediata invidia per quello che la bambina considera un organo superiore. Questo riconoscimento della ferita narcisistica produce un senso di inferiorità. L'invidia del pene non cessa, ma si sposta, manifestandosi come gelosia. Mentre il complesso edipico del bambino crolla a causa del complesso di evirazione, quello della bambina è reso possibile e introdotto proprio da questo complesso. Altre conseguenze dell'invidia del pene includono la scoperta dell'inferiorità della clitoride e l'allentamento del rapporto con l'oggetto materno. La bambina, dopo i primi segni di invidia del pene, sviluppa un'intensa corrente contraria alla masturbazione, legata all'umiliazione narcisistica. La differenza anatomica spinge la bambina verso strade che conducono allo sviluppo della femminilità.

Diagramma che illustra le fasi dello sviluppo psicosessuale secondo Freud

La Psicoanalisi nell'Encyclopaedia Britannica e la sua Evoluzione

L'inclusione di una voce sulla psicoanalisi nella tredicesima edizione dell'Encyclopaedia Britannica (1926 circa) segna un riconoscimento accademico significativo. La voce, commissionata a Freud, si articola in tre parti: preistoria della psicoanalisi, contenuto della psicoanalisi e vicende esterne della psicoanalisi.

Il Metodo Psicoanalitico e le sue Fondamenta Teoriche

La psicoanalisi, come procedimento terapeutico, ha visto crescere il numero dei suoi seguaci grazie alla sua capacità di aiutare i malati più di altri trattamenti. Il suo campo di applicazione include nevrosi leggere, isteria, fobie e stati ossessivi. L'influsso terapeutico si basa sulla sostituzione degli atti psichici inconsci con atti psichici coscienti.

La teoria psicoanalitica delle nevrosi poggia su tre pilastri:

  1. La teoria della rimozione: Il meccanismo con cui l'Io allontana dalla coscienza contenuti inaccettabili.
  2. Il significato delle pulsioni sessuali: La centralità della sessualità nello sviluppo psichico e nell'eziologia delle nevrosi.
  3. La traslazione: Il fenomeno per cui il paziente trasferisce sull'analista sentimenti ed esperienze relativi a figure significative del suo passato.

Tre Punti di Vista sulla Psiche

Come psicologia del profondo, la psicoanalisi considera la vita psichica da tre prospettive:

  • Dinamico: La psiche è un gioco di forze in interazione, riconducibili alle pulsioni (dell'Io e oggettuali).
  • Economico: Le rappresentazioni psichiche delle pulsioni hanno un investimento di energia, regolato dal principio di piacere-dispiacere e, successivamente, dal principio di realtà.
  • Topico: L'apparato psichico è suddiviso in Es (totalmente inconscio), Io e Super-io (parzialmente consci).

Sintomi e Inibizioni: Distinzioni Fondamentali

I concetti di sintomo e inibizione, pur distinti, sono entrambi legati a processi psichici. L'inibizione non è necessariamente patologica e rappresenta una restrizione di una funzione dell'Io. L'Io rinuncia a determinate funzioni per evitare conflitti con l'Es o il Super-io. Il sintomo, invece, è il segno di un processo morboso e il sostituto di un soddisfacimento pulsionale mancato, risultato del processo di rimozione.

Disturbi della Funzione Sessuale e Altre Inibizioni

La funzione sessuale è soggetta a disturbi classificabili come semplici inibizioni. Questi possono insorgere attraverso vari procedimenti, tra cui il distogliersi della libido, la cattiva esecuzione della funzione, difficoltà legate a condizioni particolari, deviazione verso altri scopi, prevenzione tramite misure di sicurezza, interruzione tramite angoscia o reazione posticipata.

Esempi di inibizioni includono:

  • Funzione nutritiva: Avversione al mangiare per ritiro della libido.
  • Locomozione: Avversione a camminare o debolezza nella deambulazione in stati nevrotici.
  • Lavoro: Diminuito piacere, esecuzione peggiore, o manifestazioni reattive come stanchezza.

La Rimozione come Meccanismo di Difesa

La rimozione, fondamentale nel pensiero freudiano, è il processo attraverso cui l'Io tiene lontana dalla coscienza la rappresentazione portatrice di un impulso sgradito. L'Io è la sede dell'angoscia e utilizza il segnale di dispiacere per segnalare il pericolo interno, agendo in modo simile alla difesa contro i pericoli esterni. La funzione di questo sistema è legata alla coscienza, e l'Io governa l'accesso ad essa e il passaggio all'azione.

L'Enciclopedia Britannica e la Psicoanalisi

Nel 1910-11, l'undicesima edizione dell'Encyclopaedia Britannica non menzionava la psicoanalisi. Nella dodicesima edizione, la situazione rimase invariata. Fu solo nella tredicesima edizione che venne inclusa una voce dedicata, commissionata a Freud stesso, delineando la preistoria, il contenuto e le vicende esterne della disciplina.

Le Origini della Psicoanalisi: Il Metodo Catartico

Tra il 1880 e il 1882, Josef Breuer scoprì il metodo catartico per liberare una ragazza isterica dai suoi sintomi. Questo metodo, che diede eccellenti risultati terapeutici, è strettamente legato alle origini della psicoanalisi. La psicoanalisi, come procedimento terapeutico, ha dimostrato una crescente efficacia nel trattamento delle nevrosi.

Le Tre Pietre Miliari della Teoria Psicoanalitica delle Nevrosi

Come già accennato, la teoria psicoanalitica delle nevrosi si fonda su:

  1. La teoria della rimozione.
  2. Il significato delle pulsioni sessuali.
  3. La traslazione.

L'Opera di Freud: Un Corpus in Continua Espansione

La vastità dell'opera di Sigmund Freud è testimoniata dalla sua raccolta in dodici volumi (OSF), pubblicati in Italia da Bollati Boringhieri. Questi volumi coprono un arco temporale esteso, dal 1886 al 1938, includendo scritti che spaziano dagli "Studi sull'isteria" a "L'uomo Mosè e la religione monoteistica", passando per opere fondamentali come "L'interpretazione dei sogni", "Tre saggi sulla teoria sessuale", "Al di là del principio di piacere", "Psicologia delle masse e analisi dell'Io" e "L'Io e l'Es". La pubblicazione di volumi complementari e degli epistolari, curati da figure chiave come Ernst L. Freud, Marie Bonaparte e Anna Freud, arricchisce ulteriormente la comprensione del suo pensiero.

Nel 1923, il pensiero freudiano continuava a esplorare le intricate dinamiche psichiche, con il sogno che rimaneva un accesso privilegiato all'inconscio, un campo fertile per comprendere le conseguenze psichiche delle pulsioni, dei desideri rimossi e delle complesse interazioni tra le istanze psichiche. La sua opera, pur affrontando temi talvolta controversi, ha gettato le basi per una comprensione più profonda della mente umana, sottolineando l'importanza dell'inconscio nel plasmare il nostro comportamento e la nostra realtà interiore.

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