L’imputabilità, definita come la capacità di agire nel diritto penale, rappresenta l'idoneità a rispondere penalmente di un fatto. Questa capacità è un pilastro fondamentale del nostro sistema giuridico, ma la sua applicazione diventa complessa quando si interseca con la psichiatria. La questione centrale è come valutare la responsabilità di un individuo la cui mente è compromessa da una patologia psichica, un tema che coinvolge articoli specifici del Codice Penale italiano e dibattiti in continua evoluzione.
L'Imputabilità e le sue Eccezioni nel Diritto Penale
Il Codice Penale italiano, negli articoli 88 e 89, affronta direttamente la questione dell'infermità mentale in relazione all'imputabilità. L'articolo 88 c.p. stabilisce che "Non è imputabile chi, al momento del fatto, per infermità mentale, era in tale stato di totale incapacità di intendere o di volere da escludere la capacità di intendere o di volere". Questa norma presuppone un arresto di sviluppo o un disfacimento delle condizioni psichiche individuali che il diritto penale considera necessarie per la commissione di un reato, come sottolineato da Manzini nel suo Trattato. In sostanza, un'infermità mentale totale annulla la responsabilità penale.

A questa si affianca l'articolo 89 c.p., che disciplina il caso dell'infermità mentale parziale: "Quando è provato che taluno, al momento del fatto, per infermità mentale, era in tale stato di parziale incapacità di intendere o di volere, la pena è diminuita". In questo scenario, la pena viene ridotta di un terzo, ma il condannato sconta comunque la pena in carcere, a meno che non sussistano ulteriori circostanze che ne impediscano l'esecuzione.
Altre situazioni soggettive che possono incidere sull'imputabilità sono regolate dall'articolo 95 c.p., relativo ai fatti commessi in stato di cronica intossicazione prodotta da alcol o sostanze stupefacenti. In questi casi, si applicano le disposizioni relative all'infermità mentale, suggerendo una parificazione degli effetti legali quando l'intossicazione raggiunge un livello tale da compromettere la capacità di intendere e di volere.
Il modello naturalistico, o medico-biologico, della malattia mentale, pone l'accento sulla condizione patologica in sé, considerandola come la causa primaria della devianza comportamentale. Questo approccio si focalizza sulla malattia e sulla sua base anatomo-fisiologica, piuttosto che sulla persona del malato.
Il Percorso Storico e Legislativo: Dagli OPG alle REMS
La storia della gestione dei soggetti con infermità mentale autori di reato in Italia è segnata da un profondo cambiamento legislativo con la chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari (OPG) e l'introduzione delle Residenze per l'Esecuzione delle Misure di Sicurezza (REMS) a seguito della Legge 81/2014. Questo passaggio epocale ha segnato l'abbandono di un modello ospedaliero-custodiale a favore di unità residenziali di sicurezza inserite nel contesto comunitario.

L'obiettivo primario di questa riforma era superare il modello degli OPG, considerati ormai superati e dannosi, e promuovere un approccio più terapeutico e riabilitativo. Le REMS, erogate dal Sistema Sanitario Nazionale, enfatizzano la mission di cura piuttosto che il mero contenimento. Questo nuovo assetto assistenziale mira a un recupero sociale personalizzato, tenendo conto dei bisogni specifici di ogni individuo.
La normativa vigente, tuttavia, presenta ancora delle criticità. Il Trattamento Sanitario Obbligatorio (TSO), concepito per situazioni acute, risulta spesso inefficace nel prevenire ricadute in pazienti con scarsa consapevolezza della propria malattia e necessità di percorsi di cura prolungati. La maggior parte dei pazienti entrati in REMS era infatti già nota ai servizi e aveva effettuato precedenti TSO, evidenziando la necessità di approcci terapeutici più continuativi e integrati.
Il Ruolo della Psichiatria Forense e le Sfide Attuali
La psichiatria forense si posiziona all'interfaccia tra diritto e psichiatria, occupandosi di valutare la capacità mentale degli individui che commettono reati. Questo campo richiede una profonda conoscenza sia degli aspetti clinici psichiatrici sia delle implicazioni giuridiche. Lo psichiatra forense fornisce pareri esperti ai tribunali, analizzando la presenza di disturbi mentali e il loro impatto sulla capacità di intendere e di volere al momento del fatto.
La Perizia Psichiatrica | Che cosa è? A che cosa serve?
La valutazione peritale si articola in quesiti precisi: la capacità di intendere e volere al momento del reato, la capacità di stare in giudizio, la sussistenza del vizio di mente e l'individuazione del percorso di cura più adatto a contenere la pericolosità sociale. Il perito, nominato dal magistrato, analizza la documentazione clinica, la storia del soggetto e conduce colloqui, spesso integrati da test psicodiagnostici.
Una delle sfide più complesse è determinare la correlazione tra la patologia psichica e il reato commesso. Non è sufficiente la mera presenza di un disturbo; è necessario dimostrare un chiaro nesso causale tra la psicopatologia e il crimine. Ad esempio, uno schizofrenico ben compensato che commette un furto di gioielli potrebbe essere considerato pienamente responsabile se il reato non è legato alla sua patologia. Diverso è il caso di un paziente che commette un reato in seguito a deliri o allucinazioni.
La Situazione dei Servizi di Salute Mentale e il Finanziamento
Un aspetto critico emerso nel dibattito è il grave disagio in cui versano i servizi di salute mentale in Italia. Il sottodimensionamento economico, accompagnato dall'incremento dei compiti di cura che spesso sconfinano in funzioni custodiali, crea una situazione di estrema criticità. Questo si riflette in particolare nella condizione dei detenuti e nelle risorse sanitarie loro dedicate all'interno degli istituti di pena.
Nonostante la previsione di destinare il 5% della spesa sanitaria alla salute mentale, questo obiettivo non è mai stato raggiunto in nessuna regione, neanche prima della riforma che ha portato al superamento degli OPG. La quota di persone sottoposte a restrizioni della libertà per vizio di mente è in costante aumento, gravando sui servizi territoriali che continuano a soffrire di un inadeguato investimento in termini di personale.
La Prospettiva Internazionale: Modelli a Confronto
A livello internazionale, la gestione dei servizi di psichiatria forense presenta scenari variegati, influenzati da differenti tradizioni legali. Il modello italiano, con la chiusura degli OPG e l'istituzione delle REMS, rappresenta un'innovazione organizzativa e teorica senza precedenti.
In Europa, i Paesi con tradizione di Civil Law tendono a porre maggiore enfasi sulla riduzione della responsabilità criminale in caso di vizio di mente, mentre nei Paesi di Common Law l'approccio è più pragmatico, focalizzandosi sulla necessità di cura del soggetto affetto da disturbo psichiatrico piuttosto che sulla sua responsabilità penale.

Le strutture psichiatriche forensi in Europa variano da ospedali psichiatrici giudiziari ad alta sicurezza a unità residenziali di comunità. La tendenza in molti Paesi occidentali è verso la limitazione delle strutture ad alta sicurezza, a favore di approcci riabilitativi e integrati con i servizi territoriali, con l'obiettivo di facilitare la reintegrazione sociale.
La Necessità di Investimenti e l'Evoluzione Legislativa
La sentenza 22/2022 della Corte Costituzionale ha definito "pericolosa" l'attuale regolamentazione in materia di misure di sicurezza psichiatriche, sottolineando l'urgenza di individuare modalità integrative per migliorarla. È fondamentale comprendere che qualsiasi modifica legislativa, inclusa la revisione degli articoli 88 e 89 del Codice Penale, deve essere necessariamente accompagnata da un adeguato investimento economico. Le soluzioni non possono essere "isorisorse", ma richiedono un impegno concreto per garantire la qualità e l'efficacia dei servizi.
Il dibattito sulla revisione degli articoli 88 e 89 c.p. è acceso, con posizioni diverse tra gli addetti ai lavori. La necessità di un'attualizzazione del Codice Penale, fermo agli anni '30 del secolo scorso, è evidente, soprattutto in considerazione dei progressi nella comprensione e nel trattamento delle malattie mentali.
La Complessa Valutazione della Pericolosità Sociale
La valutazione della pericolosità sociale di un individuo affetto da disturbi psichici è un aspetto cruciale che guida le decisioni giudiziarie e terapeutiche. Strumenti come l'HCR-20 (Historical-Clinical-Risk Management-20) vengono utilizzati per analizzare fattori di rischio e sviluppare strategie di gestione. Questi strumenti integrano dati statistici con giudizi professionali strutturati, al fine di formulare previsioni sul rischio futuro di recidiva.
Tuttavia, la prognosi di rischio è spesso precaricata dalla gravità della malattia mentale di base e dalla presenza di ulteriori fattori come l'abuso di sostanze o una storia di atti violenti. Il trattamento, sia in regime di ricovero che ambulatoriale, mira a ridurre il rischio individuale di recidiva affrontando i fattori di rischio specifici e la reattività del soggetto.
La Peculiarità del Sistema Italiano: Vizio Totale o Parziale
In Italia, la distinzione tra vizio totale di mente (art. 88 c.p.) e vizio parziale di mente (art. 89 c.p.) rappresenta una peculiarità del nostro sistema. Mentre il primo comporta il proscioglimento, il secondo prevede una riduzione della pena. Questa dicotomia, tuttavia, solleva interrogativi: per un medico, una persona è malata o non lo è. L'idea di una "malattia parziale" che impone una pena ridotta, anziché un percorso terapeutico differenziato, appare in contrasto con una logica medica più lineare. Si discute sulla possibile introduzione di attenuanti per tutti i casi di sofferenza psichica, in modo meno netto e più allineato alla complessità della condizione umana.
La modifica del Codice Penale in questo senso è un processo complesso, poiché implica il confronto con principi giuridici fondamentali. Nonostante le proposte avanzate nelle scorse legislature, non si sono ancora concretizzati cambiamenti significativi, evidenziando la difficoltà di armonizzare le esigenze del diritto con la comprensione scientifica della malattia mentale.
La stretta relazione tra psichiatria e Codice Penale impone una riflessione continua e un aggiornamento costante delle normative e degli approcci, nel tentativo di bilanciare la necessità di giustizia con il rispetto della dignità umana e la promozione del benessere psicofisico degli individui.
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