La Psicoterapia della Gestalt, fondata da Friedrich Salomon (Fritz) Perls, Laura Posner Perls e Paul Goodman tra gli anni Quaranta e Cinquanta del secolo scorso, rappresenta un approccio psicoterapeutico distintivo, radicato in una sintesi innovativa di correnti preesistenti e tendenze culturali e intellettuali. Nata come alternativa alla psicoanalisi classica e al comportamentismo, che dominavano il panorama terapeutico dell'epoca, la Gestalt si è evoluta da una revisione della psicoanalisi (Perls 1947) verso una piena autonomia e indipendenza (Perls, Hefferline & Goodman 1951).
Origini e Fondamenti Teorici
L'approccio gestaltico si distingue per la sua natura umanistica ed esperienziale. Esso mira a stimolare lo sviluppo della consapevolezza del cliente e delle sue capacità di autodeterminazione, riducendo al contempo l'enfasi sull'interpretazione dell'inconscio da parte del terapeuta. Sebbene la Psicoterapia della Gestalt sia nota per una ricca tradizione orale, la letteratura ha visto una crescita significativa a partire dalla seconda metà degli anni Settanta, riflettendo un crescente interesse e sviluppo teorico e clinico. In Italia, la Gestalt è presente da circa trenta anni, con numerose iniziative formative e istituti diffusi sul territorio nazionale, mentre a livello europeo la sua espansione è testimoniata da una fitta rete di realtà associative e formative specialistiche in diversi paesi. In Italia, la Federazione Italiana delle Scuole e Istituti di Gestalt (F.I.S.I.G.) rappresenta a livello associativo questo modello.
La Psicoterapia della Gestalt affonda le sue radici in un contesto culturale ricco e turbolento della prima metà del Novecento, caratterizzato da un clima rivoluzionario in vari campi del sapere. L'operazione di integrazione e "rifondazione" operata da Perls e dai suoi collaboratori mirava a conciliare l'idea freudiana delle spinte inconsce con un nuovo tessuto scientifico e culturale. Pur elaborando concetti come sogni, transfert e coazione a ripetere, la Gestalt ne muta radicalmente il significato e il metodo d'intervento. Il transfert, ad esempio, è visto come assenza di contatto, i comportamenti ripetitivi come tentativi di chiudere "unfinished business" (situazioni incompiute), e l'elaborazione del sogno come un'opportunità per scoprire nuove parti di sé.

I punti di distacco dalla psicoanalisi sono numerosi: il disconoscimento del primato della libido, la centralità del presente, il superamento della contrapposizione Es-SuperIo, il passaggio da conscio/inconscio a consapevolezza/inconsapevolezza, e l'enfasi sulla realtà e sulla qualità dell'interazione terapeutica rispetto alla lettura transferale e interpretativa. Nonostante ciò, l'influenza psicoanalitica, in particolare attraverso figure come Otto Rank e Wilhelm Reich, è innegabile. Da Rank, Perls trasse l'importanza del potere creativo e dell'unicità individuale, e la convinzione che il paziente sia il miglior terapeuta di sé stesso. Da Reich, fu influenzato dal concetto di "corazza caratteriale", ovvero gli atteggiamenti tipici che bloccano le eccitazioni affettive e si manifestano nella rigidità corporea e nella mancanza di contatto.
L'Influenza della Psicologia della Gestalt e dell'Olismo
Un momento cruciale nella formazione di Perls fu il suo periodo di collaborazione con Kurt Goldstein a Francoforte nel 1926. Qui, Perls entrò in contatto con i concetti chiave della Psicologia della Gestalt, dell'Olismo e della Teoria del Campo. La Psicologia della Gestalt, scuola fenomenologica focalizzata sull'esperienza percettiva, enfatizza come la percezione dipenda dall'organizzazione degli stimoli in configurazioni dotate di significato. Concetti come il "fattore phi" di Wertheimer (1912), le leggi di unificazione formale (vicinanza, somiglianza, chiusura, ecc.) e la tendenza a completare configurazioni incomplete, influenzarono profondamente il pensiero di Perls.

Kurt Goldstein, con il suo concetto di "impulso all'autorealizzazione" come unico vero istinto che organizza il comportamento umano, e la sua visione dell'organismo come un'unità totale che interagisce con l'ambiente, fornì a Perls una prospettiva olistica fondamentale. Le ricerche di Goldstein sugli effetti delle lesioni cerebrali evidenziarono come il linguaggio e il comportamento riflettano l'intera organizzazione cognitiva ed esperienziale dell'individuo.
L'influenza del pensiero di Jan Smuts (1926) rafforzò ulteriormente la prospettiva olistica, sottolineando come ogni esperienza sia un'unità complessa di sensazioni, percezioni, concetti, sentimenti e desideri, tutti orientati verso uno scopo. Smuts propose anche una correlazione tra metabolismo fisico e psichico, intuizione che Perls riprese per sottolineare l'importanza dell'assimilazione intellettuale, morale e sociale per lo sviluppo della personalità.
La Teoria del Campo di Kurt Lewin
Un altro pilastro concettuale per la Psicoterapia della Gestalt fu la Teoria del Campo di Kurt Lewin (1931, 1935, 1936). Basata sulle ricerche in fisica, Lewin applicò il concetto di campo di forze all'analisi del comportamento umano. Secondo questa teoria, ogni oggetto o evento può essere compreso solo nel suo contesto relazionale. Il mondo è visto come una rete dinamica di relazioni in costante trasformazione, dove la realtà è una funzione della prospettiva di osservazione.

Applicata all'individuo, la Teoria del Campo postula che ogni evento psichico sia espressione di un dinamismo tra l'organismo e l'ambiente circostante. Il campo, in questo senso, rappresenta lo sfondo di una mappa rappresentazionale in cui emergono figure salienti in base ai bisogni dell'organismo. La percezione è quindi selettiva e organizzata in base al bisogno attuale del soggetto e alla sua interazione con l'ambiente. L'obiettivo dell'individuo è risolvere i problemi connessi al soddisfacimento dei bisogni, e questo processo si svolge all'interno del campo.
La Pratica Clinica della Psicoterapia della Gestalt
La seduta clinica, come anticipata nel libro "Il now-for-next in psicoterapia. La psicoterapia della Gestalt spiegata attraverso casi clinici", illustra gli aspetti della relazione terapeutica in Gestalt. L'obiettivo primario del terapeuta è che il paziente ripristini la spontaneità nel contatto con l'ambiente. La cura non risiede nella comprensione razionale del disturbo, ma negli aspetti processuali ed estetici che aiutano il paziente a vivere pienamente, rispettando la propria capacità innata di autoregolazione nella relazione, non solo a livello verbale ma anche attraverso l'attivazione spontanea delle strutture neuro-corporee.
La spontaneità nella Gestalt è intesa come l'arte di integrare gli aspetti del sé: la capacità di scelta deliberata (ego-function), le sicurezze corporee acquisite (id-function) e le definizioni sociali o relazionali di sé (personality-function). È una spontaneità che differisce dall'impulsività freudiana e dall'idea roussoiana della spontaneità fanciullesca, poiché implica la capacità di "vedere" l'altro e l'integrazione delle esperienze, anche dolorose, in uno stile personale armonico e presente.
Un esempio di applicazione della Psicoterapia della Gestalt, in particolare nel contesto della terapia infantile, è il modello di Violet Oaklander, adattabile anche a sedute virtuali o telefoniche in periodi di crisi, come durante la pandemia di COVID-19. Questo approccio si concentra sull'importanza della relazione terapeutica, sull'utilizzo di un linguaggio appropriato per i bambini, e sulla necessità di supportare la loro resilienza.

Le sfide nelle sedute online con i bambini includono la gestione della minore capacità di concentrazione e la necessità di maggiore supporto da parte dei genitori. È fondamentale affrontare l'egocentrismo infantile, evitando sensi di colpa, e prioritizzare i compiti terapeutici in base alle necessità del momento, adattando gli obiettivi al contesto di crisi.
Gestire la Crisi e le Sue Manifestazioni
Durante periodi di crisi, i problemi manifesti possono necessitare di aggiustamenti terapeutici. L'ansia può manifestarsi come eccessiva preoccupazione, i disturbi ossessivo-compulsivi possono intensificarsi, la depressione può portare a isolamento, il rifiuto della realtà può comportare una minimizzazione della situazione, e la rabbia può emergere come reazione all'ingiustizia percepita. La risposta terapeutica consiste nel validare tutti gli stili di risposta, riconoscendo che sono mezzi attraverso cui i bambini cercano di soddisfare i propri bisogni e di affrontare lo stress.
Disturbi d'Ansia nei bambini e negli adolescenti: come riconoscerli, cosa fare
Nel rispondere agli stati d'ansia, è utile programmare sedute dedicate alle preoccupazioni, incoraggiare l'espressione dell'aggressività in modi permessi (strappare riviste, battere i piedi, prendere a pugni un cuscino), e compilare liste di attività gradite. Per i disturbi ossessivo-compulsivi, è importante riconoscere la necessità di igiene, ripassare le linee guida sanitarie e rassicurare il bambino che le precauzioni adottate sono sufficienti.
Nel caso della depressione, si privilegia il trattamento dell'immediato per migliorare il benessere, posticipando problematiche più radicate. Si programmano sedute sulla preoccupazione, sulla tristezza, e sulla rabbia, incoraggiando routine familiari e attività che diano un senso di scopo. Il rifiuto della realtà è visto come un meccanismo di difesa, e il terapeuta segue le linee guida sanitarie senza eccessive spiegazioni. La rabbia è riconosciuta come un'emozione legittima e importante, e si incoraggiano modalità costruttive per esprimerla.
Strutturare la Routine e Gestire le Emozioni
Aiutare le famiglie a stabilire limiti e confini appropriati è cruciale per rassicurare i bambini. La creazione di un programma di routine familiare, includendo aspetti come l'alimentazione sana, l'attività fisica, i compiti, il tempo in famiglia e le attività ricreative, contribuisce a creare un senso di normalità e sicurezza. Documentare queste routine attraverso foto e disegni può essere utile.
L'utilizzo delle polarità è un'altra strategia, aiutando i bambini a bilanciare sentimenti negativi con ricordi di momenti felici, facilitando così l'espressione di paura, rabbia e tristezza e riducendo lo stress.
Suggerimenti per Sedute Online
Le sedute online richiedono una preparazione accurata: avere a disposizione materiali come fogli, pennarelli, riviste, e assicurare uno spazio privato e tranquillo. È importante modulare la seduta, avendo pronte attività alternative per mantenere l'interesse del bambino. Se il bambino mostra stanchezza, si possono proporre attività che richiamino ricordi o si può accorciare la seduta, concludendo sempre con una nota positiva e sottolineando i risultati ottenuti. Includere i genitori, se possono aiutare nelle transizioni, è spesso benefico. La flessibilità è fondamentale, adattandosi alle esigenze del bambino e della famiglia in un contesto di crisi.
La Psicoterapia della Gestalt, con il suo focus sull'esperienza presente, sulla consapevolezza e sulla relazione, offre un quadro flessibile e adattabile per affrontare le sfide della vita, sia in contesti clinici tradizionali che in modalità innovative, come quelle imposte dalle circostanze attuali. La sua capacità di integrare diverse influenze teoriche e la sua enfasi sull'unicità dell'individuo la rendono un approccio potente per promuovere la crescita e il benessere psicologico.
tags: #caso #clinico #psicoterapia #gestalt