Terapia Craniosacrale e Autismo: Un Approccio Integrato per il Benessere del Bambino

L’autismo, noto anche come Disturbo dello Spettro Autistico (ASD), è un disturbo del neurosviluppo che coinvolge comunicazione, comportamento e relazioni sociali. La sua natura complessa e le sue manifestazioni multiformi rendono fondamentale un approccio integrato che vada oltre le terapie tradizionali, includendo anche interventi complementari volti a migliorare la qualità della vita del bambino. Tra questi, l’osteopatia, e in particolare la terapia craniosacrale, sta emergendo come un valido supporto per affrontare le disfunzioni somatiche e neurovegetative associate all’autismo.

Bambino che gioca sereno

Cos'è l'Autismo e Come Influenza il Corpo del Bambino?

L’autismo è una patologia neurobiologica ad andamento disabilitante e cronico. Si tratta di un disturbo che cresce e si sviluppa in modo costante e continuo, se non affrontato con le dovute misure, poiché non esiste una vera cura per l'autismo. Al momento, non esiste una cura definitiva per l'autismo, ma si stanno studiando profondamente le manifestazioni tipiche di questo disturbo, che riguardano soprattutto l'interazione sociale, la comunicazione e il comportamento.

Ma oltre agli aspetti comportamentali e cognitivi, molti bambini autistici mostrano problemi somatici e disfunzioni neurovegetative. Tra queste si annoverano disturbi del sonno, irritabilità, ipersensibilità sensoriali e, in modo particolarmente significativo, disturbi gastrointestinali. Una delle disfunzioni più importanti correlate all'autismo è proprio quella gastro-intestinale. Nello specifico, le ultime ricerche evidenziano un'alterazione della permeabilità della parete intestinale, la quale impedirebbe di respingere sostanze nocive e infiammatorie per il Sistema Nervoso. Questa condizione, a sua volta, provoca depressioni sul sistema immunitario e neurologico, generando un effetto domino.

Già A. T. Still (fondatore dell’osteopatia) aveva osservato come bambini con disfunzioni intestinali presentassero, non di rado, attacchi epilettici, confusione mentale e problemi di comportamento. Aveva quindi osservato come i disordini intestinali e il cervello fossero connessi. In questi bambini, l'addome è spesso eccessivamente disteso.

I dati relativi alle ultime ricerche stimano che circa 1 bambino su 77, nella fascia d'età compresa tra i 7 e i 9 anni, mostra caratteristiche riconducibili allo spettro autistico. Alcune di queste possono emergere già verso i 12 mesi, ma è solo verso i 3 anni che il neuropsichiatra può formulare la diagnosi definitiva.

L'Osteopatia: Un Approccio Olistico per il Benessere

L’osteopatia è una disciplina della medicina complementare di natura olistica. Unendo anatomia umana e studio approfondito dei processi biomeccanici del corpo, i trattamenti osteopatici si prefiggono l'obiettivo di curare e prevenire eventuali disfunzioni del nostro organismo. Le cure osteopatiche si concentrano su tre aree di intervento principali: strutturali, viscerali e cranio sacrali.

Nel caso di bambini con autismo, l’osteopata può intervenire per alleviare tensioni miofasciali, migliorare la motilità viscerale (ad esempio, dell'intestino) e supportare la regolazione del sistema nervoso autonomo (SNA), riducendo così la sovrastimolazione sensoriale. Questi benefici possono tradursi in un miglioramento comportamentale indiretto, maggiore tranquillità e migliori funzioni fisiologiche.

Schema del sistema nervoso autonomo

L’osteopatia è uno dei trattamenti CAM (Complementary and Alternative Medicine) più studiati, che sta raggiungendo un crescente consenso con una crescente evidenza di sicurezza ed efficacia, come coadiuvante nel trattamento di una serie di condizioni. È stato dimostrato che l’osteopatia ha effetti favorevoli sulla funzione neuroendocrina e immunologica. In pratica, l’osteopatia ha dimostrato di migliorare le prestazioni sensoriali e motorie in soggetti con problemi neurologici, incluso l'autismo.

La Terapia Craniosacrale: Un Tocco Delicato per il Sistema Nervoso

La terapia craniosacrale (CST) è una tecnica di terapia manuale delicata e non invasiva che si basa sul concetto di un movimento costante, sebbene impercettibile, del cranio, del sacro e della colonna vertebrale. Questo movimento, noto come ritmo craniosacrale, è generato dal sistema nervoso centrale e ha un’influenza profonda sull’intero organismo.

Sviluppata negli anni ’70 dal dottor John E. Upledger, un medico osteopata americano, la CST ha le sue radici in una scoperta fatta durante un’operazione chirurgica al cervello. L’intenzione del lavoro craniosacrale è quella di facilitare la risoluzione di schemi di restrizione lavorando con il sistema dei fluidi del corpo, prestando particolare attenzione a quelli del Sistema Nervoso Centrale e del tessuto connettivo.

Il Dr. Sutherland, allievo del dottor Still e fondatore degli studi osteopatici, è stato uno dei pionieri nello sviluppo delle cure e dei trattamenti di tipo cranio sacrale. L’attività dell’osteopata, nel corso di un trattamento di tipo cranio sacrale, si concentra dunque sull’analisi del movimento del nostro cranio attraverso palpazioni e manovre effettuate appunto su questi piccoli punti di sutura tra le varie ossa. Attraverso un’analisi di questo tipo è possibile stabilire la tipologia di movimento del nostro cranio andando poi in conseguenza a stimolarne l’adeguato funzionamento.

Il movimento ritmico dell’apparato cranio sacrale, costituito normalmente da 8-12 cicli al minuto, è definito respirazione primaria. Obiettivo dell’osteopata è quello di individuarlo attraverso i trattamenti e, trovato un contatto con esso, stimolarlo ed assecondarlo. La pressione e le manipolazioni effettuate dall’osteopata agiscono direttamente sulle membrane nelle quali circola il liquido cerebrospinale. Il trattamento va quindi a normalizzare il movimento del sistema cranio sacrale allentando eventuali tensioni o restrizioni frutto di traumi fisici od emotivi.

A cosa serve la TERAPIA CRANIO SACRALE e il RILASCIO SOMATO EMOZIONALE

Evidenze Scientifiche e Benefici Potenziali

Al momento, la ricerca scientifica sull’osteopatia e l’autismo è in fase esplorativa, ma alcuni studi iniziali suggeriscono potenziali benefici. Uno studio pilota del 2017 (Hensley et al., Journal of Bodywork and Movement Therapies) ha mostrato miglioramenti nel sonno, nella calma e nel contatto visivo in bambini sottoposti a terapia craniosacrale osteopatica. Sebbene il campione fosse limitato, i risultati indicano un impatto positivo sul sistema nervoso parasimpatico.

Un altro studio del 2019 ha valutato l’efficacia di tecniche viscerali osteopatiche, evidenziando una riduzione della stitichezza e dell’irritabilità associata, condizioni frequenti nei bambini con ASD. Secondo la Polyvagal Theory di Stephen Porges (2011), i disturbi dell’autismo potrebbero essere correlati a uno squilibrio del sistema nervoso autonomo. L’osteopatia può stimolare il nervo vago, migliorando la regolazione emotiva e sensoriale.

Le disfunzioni gastro-intestinali, come accennato, sono una delle problematiche più significative. La mobilizzazione dei fluidi corporei favorita dall'osteopatia può aiutare nella rimozione dei rifiuti metabolici e potenziare la funzione immunitaria.

L’approccio craniosacrale è orientato a contattare e sostenere la forza vitale presente in ogni individuo. Il professionista si orienta alle forze organizzatrici naturali, contattando l’equilibrio profondo della persona, la sua vitalità, che viene percepita come forza.

Un Approccio Integrato per il Bambino

Il trattamento osteopatico rientra tra gli interventi che hanno l’obiettivo di contenere e recuperare il bambino dal punto di vista comportamentale e sociale. L’osteopata si avvarrà quindi dell’osteopatia craniosacrale e di quella viscerale.

Il trattamento osteopatico per bambini autistici è delicato, rispettoso e non invasivo. Il terapeuta utilizza tecniche craniosacrali per regolare la pressione intracranica e il liquido cerebrospinale, tecniche viscerali per stimolare la motilità degli organi interni e approcci fasciali per rilasciare tensioni muscolari e migliorare la propriocezione. Ogni trattamento è personalizzato e va condotto in coordinamento con il team medico multidisciplinare.

Mani di un osteopata che lavorano delicatamente su un bambino

È importante sottolineare che l’osteopatia non cura l’autismo, ma può essere utile per migliorare la qualità della vita del bambino, ridurre sintomi somatici associati e favorire uno stato di calma e rilassamento. L’integrazione di terapie complementari, come l’osteopatia pediatrica, può offrire un valido supporto a queste problematiche secondarie.

L’autismo è spesso una malattia non compresa e sottovalutata, spesso non si capisce cosa può produrre a livello familiare e sanitario: le famiglie spesso sono coinvolte in uno sbando generato dalla mancanza di chiarezza nelle procedure, diagnosi e cure. Sovente le famiglie vengono travolte dai dubbi e dalle incertezze, rovesciando nel nucleo familiare stress e ansie che non fanno che peggiorare la situazione. Un approccio di “pronto intervento” è determinante anche in casi di trauma, poiché incide positivamente sui tempi di recupero e di guarigione.

Grazie alla sua natura non invasiva, il trattamento cranio-sacrale si può praticare sui neonati, sulle persone anziane e sulle donne in gravidanza. Persone affette da autismo, stress, depressioni, dislessia, difficoltà di apprendimento, disordini nervosi, iperattività, insonnia e traumi vari trovano beneficio nel trattamento.

L’osteopatia si configura come un approccio integrativo e sicuro, che può offrire benefici tangibili nel miglioramento del benessere fisico e neurovegetativo nei bambini con disturbo dello spettro autistico. La strada della ricerca è ancora lunga, ma i primi segnali sono promettenti. Tutti gli interventi devono avvenire con consenso informato, in collaborazione con pediatri, neuropsichiatri infantili e terapisti specializzati.

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