Archetipi del Costruito: Fondamenti e Applicazioni Contemporanee

La parola "archetipo", derivante dal greco antico arché (origine, principio) e typos (modello, marchio, esemplare), affonda le sue radici in un significato primordiale di modello originale. Sebbene il concetto fosse già presente nell'antica Grecia, fu Carl Gustav Jung a definirne per primo il significato psicologico, identificando negli archetipi le rappresentazioni e i modelli universali riconosciuti dall'intera umanità. Queste formæ mentis, cariche di un profondo valore simbolico, costituiscono strumenti fondamentali attraverso cui l'uomo interpreta il mondo e con cui si identifica, paragonabili ai personaggi di miti e favole, ma con una portata ben più ampia.

Illustrazione di Carl Gustav Jung che studia simboli antichi

L'utilizzo degli archetipi nel branding aziendale rappresenta una mossa strategica di grande rilievo. Permette alle aziende di comunicare sfruttando simboli, immagini e modelli di comportamento inconsci, stimolando un'identificazione emotiva con il pubblico. Ogni archetipo possiede caratteristiche specifiche, desideri e punti di forza, veicolando un messaggio univoco. Il design, il logo e l'identità visiva di un marchio traggono ispirazione proprio dall'archetipo dominante che meglio ne incarna l'essenza, lo scopo profondo e la personalità, al fine di costruire relazioni di fiducia durature.

L'Archetipo Costruttivo: Dalla Funzione alla Forma

Nel contesto dell'architettura e del costruito, il concetto di archetipo assume una declinazione particolare, quella dell'archetipo costruttivo. Questo rappresenta un livello intermedio di maturazione culturale di un elemento architettonico, che inizia ad affrancarsi dalla sua mera funzione pratica per acquisire una valenza formale autonoma, pur mantenendo un legame con la sua origine funzionale. In termini più semplici, l'archetipo costruttivo è un elemento "topico" - ovvero relativo a un luogo o a una tipologia - ancora giovane, che ha guadagnato una certa indipendenza ma non si è ancora completamente liberato dalla memoria della sua funzione originaria.

Schema di una chiave di volta in architettura

La tradizione che ci ha trasmesso questi archetipi non risale necessariamente all'antichità classica greca o romana, la cui architettura è spesso recuperabile solo su un piano archeologico. Piuttosto, l'elaborazione teorica degli architetti rinascimentali, partendo dallo studio dell'architettura templare romana, si concentrò sulla costruzione di palazzi. È il palazzo cittadino, più che la villa di campagna, a emergere come modello di riferimento per la moderna comunità urbana, influenzando la nostra memoria storica collettiva. Nonostante si ammirino chiese e ville rinascimentali, è la struttura del palazzo urbano che, nella pratica, è stata assunta a modello per la vita contemporanea. Questi palazzi sono la fonte degli archetipi costruttivi tuttora in uso nella cultura occidentale.

La Sintassi Canonica del Palazzo Rinascimentale

L'analisi della costruzione di un palazzo nel XV secolo, in assenza di cemento armato, rivela una sintassi architettonica ben definita che ha dato origine a numerosi archetipi costruttivi. Le fondamenta erano realizzate con blocchi di pietra da taglio appena sbozzati. Su questo basamento, si erigeva un primo livello di mura in pietra squadrata e regolare, destinato a rimanere a vista. I piani superiori erano costruiti in mattoni, ma la struttura veniva "legata" da corsi in pietra che segnavano l'imposta di ogni solaio (le fasce marcapiano) e da pietre d'angolo disposte a pettine (i cantonali), che conferivano stabilità nei punti critici.

Facciata di un palazzo rinascimentale con elementi decorativi in pietra

Le aperture nei muri di mattoni, come le finestre, richiedevano soluzioni strutturali specifiche. L'adozione di "erte" o "pilastrate", pilastri in pietra laterali che sorreggevano un architrave, anch'esso in pietra, spesso con una sporgenza per proteggere dalla pioggia, era comune. In molti casi, l'architrave reggeva solo sé stesso, poiché la vera funzione portante era affidata a un arco cieco inserito nella muratura soprastante.

La porta d'accesso, spesso unica e concepita anche per scopi difensivi, riceveva un trattamento distinto. Oltre alla struttura portante, veniva impreziosita da un "portale", un apparato decorativo autonomo che ne esaltava l'importanza e lo status della famiglia.

Ogni piano del palazzo aveva una specifica funzione. L'alternanza di pietra e mattone nella struttura creava sulla facciata una caratteristica tessitura visiva: un basso basamento in pietra irregolare, seguito da un muro in pietra squadrata, poi la muratura in mattoni scandita da fasce marcapiano e cantonali in pietra, e infine la cornice di gronda, anch'essa in pietra. Il portale, spesso in marmo bianco finemente lavorato, sovrastato dal balcone, emergeva come elemento predominante. In questa tipologia, il muro in mattoni appariva liscio, mentre gli inserti lapidei, con le loro modanature e decorazioni, aggiungevano un valore estetico e tattile.

L'insieme di questi elementi costituisce la "sintassi canonica" degli apparati decorativi dei palazzi costruiti in Europa e nelle sue colonie nei secoli successivi. Anche quando la pietra divenne troppo costosa e venne sostituita da decorazioni in stucco cementizio, la sua presenza venne richiamata, trasformando la funzione costruttiva in funzione topica e generando una famiglia di archetipi costruttivi.

Archetipi Costruttivi Fondamentali

  • Piano terra rustico: Il primo muro fuori terra, originariamente costruito con pietre squadrate regolarmente. Può occupare l'intera altezza del piano terra o fermarsi all'altezza delle finestre.
  • Cornice di gronda: L'elemento che chiude l'edificio, più imponente delle fasce marcapiano, composto dalla fascia marcapiano dell'ultimo piano e da una lastra lapidea sporgente per la linea di gronda.
  • Cantonali: Le pietre d'angolo disposte a pettine, la cui forma e proporzione potevano variare regionalmente (ad esempio, regolari nel Veneto, irregolari nel Lazio).
  • Cornici delle finestre: Elementi che definiscono le aperture, composti da davanzale, pilastri laterali e architrave. Il davanzale è quasi sempre presente per la sua necessità funzionale.
  • Portale: L'elemento preponderante che evidenzia l'accesso principale, conferendogli il decoro adeguato allo status. Ha una funzione strutturale e decorativa autonoma.
  • Balcone: Spesso sorretto dalla struttura del portale, si affaccia sulle porte-finestre del piano nobile. Collegato al tema della loggia, conferisce decoro e importanza al salone d'onore.

Questi archetipi costruttivi, espressi dal palazzo urbano rinascimentale, sono chiavi di lettura essenziali per comprendere i contesti urbanistici delle nostre città. Tuttavia, è fondamentale evitare un approccio eccessivamente classificatorio, mantenendo sempre la relazione tra il singolo elemento e il tutto. Gli archetipi costruttivi sono categorie interpretative, non scientifiche, e come tali possono essere modificati o disattesi dall'invenzione dell'architetto.

Diagramma che illustra i diversi archetipi costruttivi su una facciata di palazzo

Archetipi nel Branding: Connessioni Emotive e Identità di Marca

Il concetto di archetipo, nato in ambito psicologico, ha trovato una vasta applicazione nel marketing e nel branding. L'archetypal branding utilizza i dodici archetipi junghiani come strumenti strategici per costruire identità di marca forti e memorabili. Questi archetipi, radicati nell'inconscio collettivo, rappresentano modelli universali di comportamento e aspirazione che risuonano profondamente con il pubblico.

I 12 Archetipi di Jung: Spiegati in Modo Semplice

La scelta di un archetipo permette a un brand di definire la propria proposta di valore e la percezione che i clienti avranno di esso. La personalità del brand, derivata dall'archetipo scelto, influenza direttamente il tono di voce, lo stile comunicativo e l'impostazione visiva e grafica.

I dodici archetipi junghiani sono riconducibili a quattro bisogni fondamentali: stabilità, indipendenza, cambiamento e appartenenza. Ogni archetipo incarna un desiderio specifico e un insieme di caratteristiche che attraggono determinati segmenti di pubblico.

I Dodici Archetipi nel Marketing

  1. L'Innocente: Altruista e coscienzioso, si preoccupa per gli altri e per il loro benessere. Desidera la felicità e agisce in modo corretto, promuovendo semplicità e gentilezza.
  2. L'Uomo Comune (o Cittadino): Onesto e lavoratore, desidera far parte di un gruppo e mantenere i contatti con gli altri. La normalità è la sua caratteristica principale.
  3. L'Eroe: Determinato e coraggioso, è un guerriero che supera i propri limiti e dimostra il proprio valore per migliorare il mondo.
  4. Il Ribelle (o Fuorilegge): Rivoluzionario, outsider, anticonformista. Infrange le regole e si oppone allo status quo per cambiare il sistema.
  5. L'Esploratore: Sempre alla ricerca di nuove esperienze e avventure, insegue la libertà.
  6. Il Creatore: Artista innovativo, visionario e anticonformista, utilizza il pensiero creativo per generare cambiamento e costruire nuovi mondi.
  7. Il Saggio: Maestro e filosofo, è riflessivo e dall'animo aperto. Cerca sempre la verità per migliorare il mondo attraverso l'intelligenza e la conoscenza.
  8. Il Giullare: Gioia, divertimento e leggerezza. È scherzoso e giocherellone, vive nel presente con spontaneità.
  9. L'Amante: Romantico e seduttore. Vuole costruire relazioni appassionanti con le persone e con il mondo.
  10. Il Custode (o Angelo Custode): Altruista e coscienzioso, si preoccupa per gli altri e si prodiga per il loro benessere.
  11. Il Sovrano: Esercita il controllo e detiene il potere. Autoritario e responsabile, punta a creare prosperità mantenendo l'ordine.
  12. Il Mago: Grazie alla conoscenza delle leggi dell'universo, trasforma i sogni in realtà.

La scelta dell'archetipo giusto è cruciale per la distintività e la memorabilità di un brand. Essa pone le basi per una narrazione efficace e integrata su tutti i mezzi di comunicazione, creando una personalità di marca coerente e riconoscibile.

Archetipi e Sicurezza Sismica: Uno Sguardo sulla Costruzione Moderna

Il concetto di archetipo si estende anche a settori apparentemente distanti come l'ingegneria sismica. La ricerca sulla vulnerabilità degli edifici scolastici in cemento armato costruiti in Italia tra il 1950 e il 1980, in assenza di criteri antisismici moderni, ha portato all'individuazione di "archetipi strutturali". Questi archetipi sono stati definiti combinando geometria in pianta, distribuzione funzionale degli spazi e sistema resistente, offrendo una classificazione tipologica armonizzata utile per valutazioni di rischio su larga scala.

Illustrazione di un modello strutturale di edificio scolastico

Questo approccio dimostra come i principi archetipici, intesi come modelli ricorrenti e fondamentali, possano essere applicati anche all'analisi di problematiche tecniche complesse, facilitando la comprensione e la gestione di vasti patrimoni edilizi. Le scuole, in particolare, rivestono un'importanza strategica non solo per la loro funzione educativa, ma anche come potenziali edifici rifugio o centri di coordinamento in caso di emergenza sismica. La classificazione tipologica delle scuole in cemento armato del Novecento, quindi, diventa uno strumento operativo fondamentale per le amministrazioni pubbliche, orientando le priorità di intervento e supportando decisioni strategiche in materia di prevenzione sismica.

L'Archetipo come Fondamento del Costruito e del Pensiero

In definitiva, il concetto di archetipo permea diverse sfere della nostra esistenza, dall'interpretazione del mondo alla costruzione della nostra identità e delle nostre relazioni. Nell'architettura, gli archetipi costruttivi rappresentano le forme primordiali e le strutture fondamentali che hanno plasmato il nostro ambiente costruito, evolvendosi nel tempo ma mantenendo un legame intrinseco con la loro funzione originaria.

Collage di diverse tipologie di costruzioni, da antiche a moderne

Nel branding, gli archetipi offrono un linguaggio universale per connettersi emotivamente con il pubblico, definendo la personalità e la proposta di valore di un marchio. Anche in campi come l'ingegneria sismica, la classificazione archetipica aiuta a comprendere e gestire la complessità del patrimonio edilizio.

L'archetipo, sia esso un elemento architettonico, un modello di comportamento o una struttura narrativa, è la trasposizione materiale di un'idea profondamente radicata nell'inconscio umano. È forma e funzione, un punto di riferimento ideale che, pur evolvendo, continua a guidare la nostra creazione e interpretazione del mondo. Il costruire dell'architetto, così come la comunicazione di un brand, è sintomo della civiltà che lo circonda, ma è attraverso l'uso consapevole degli archetipi che si può aspirare a una costruzione - sia essa fisica o simbolica - che sia non solo funzionale, ma anche significativa e duratura. La complicazione tecnica è un dato di fatto, ma è l'aspetto formale e topologico, guidato da principi archetipici, a essere oggetto di giudizio estetico e a definire la vera natura dell'artefice.

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