L'anoressia nervosa, insieme alla bulimia nervosa, rappresenta uno dei disturbi dell'alimentazione più noti e diffusi, caratterizzato da una restrizione calorica significativa e da una profonda alterazione del rapporto con il cibo, il proprio corpo e la propria immagine. La complessità di questa patologia, che affligge prevalentemente l'età evolutiva e giovanile, richiede un approccio terapeutico altamente specializzato e integrato, che veda la collaborazione sinergica tra diverse figure professionali, tra cui neuropsichiatri infantili e psicologi.

L'Attività Assistenziale nei Centri Specializzati
L'assistenza ai minori affetti da Disturbi della Nutrizione e dell'Alimentazione (DNA) si svolge in centri dedicati, come il Centro Regionale per i Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione dell’Età Evolutiva (0-18 anni) presso l'UO di Neuropsichiatria dell’Età Pediatrica dell’IRCCS Istituto delle Scienze Neurologiche di Bologna. Questi centri dispongono di diverse strutture per accogliere i pazienti a seconda della gravità della loro condizione: letti di degenza ordinaria per urgenze metaboliche e riabilitazione psico-nutrizionale, un day hospital per un trattamento intensivo ma non ospedaliero, e un ambulatorio attivo quotidianamente.
L'accesso a questi servizi avviene tramite richiesta personale, invio da parte di colleghi della Neuropsichiatria Infantile del territorio, pediatri di libera scelta, medici di medicina generale, o in seguito ad accessi in Pronto Soccorso per condizioni cliniche gravi relative a disidratazione, malnutrizione, comportamenti compensatori o autolesionistici. Il ricovero in day hospital si rivela fondamentale per ridurre i tempi di degenza ordinaria, rafforzare il percorso di riabilitazione psico-nutrizionale e preparare il paziente al successivo follow-up ambulatoriale. È indicato anche per pazienti che, pur non presentando una situazione clinica severa, necessitano di un contenimento e di un trattamento intensivo.
La collaborazione tra i Centri Regionali e i Servizi territoriali di NPIA (Neuropsichiatria Infantile) e i PLS/MMG (Pediatri di Libera Scelta/Medici di Medicina Generale) è costante e garantisce una presa in carico completa. Oltre ai pazienti residenti a Bologna e provincia, i centri accolgono anche numerosi pazienti provenienti da tutta la Regione Emilia-Romagna e da fuori regione, evidenziando la rilevanza e la riconosciuta expertise di queste strutture.
Il Ruolo Centrale dello Psicologo e dello Psicoterapeuta
Nel complesso percorso di cura dell'anoressia nervosa, il ruolo dello psicologo-psicoterapeuta è centrale. La psicoterapia è infatti considerata la "cura di elezione" per l'anoressia nervosa, un pilastro fondamentale supportato dalla letteratura internazionale. La dott.ssa Grazia Minneci sottolinea come l'anoressia nervosa sia caratterizzata da una restrizione calorica, ma questa non sia l'unico aspetto. Spesso i pazienti riferiscono il desiderio di aumentare di peso, pur mettendo in atto comportamenti che ostacolano tale obiettivo, come nascondere o gettare via il cibo, o praticare attività fisica in modo eccessivo e compulsivo.
Uno dei primi passi nel percorso di cura è il sostegno alla motivazione al cambiamento. Chi soffre di anoressia presenta un rapporto patologico con il proprio corpo, con una percezione di sé spesso alterata (disturbo dell'immagine corporea) che influenza notevolmente l'autostima. Per questo motivo, presso alcuni ospedali, sono stati sviluppati protocolli specifici sull'immagine corporea che prevedono la partecipazione settimanale a gruppi di psicoterapia e a trattamenti di gruppo come il "Body Perception Treatment".
Contrariamente a quanto il termine "anoressia" potrebbe suggerire (letteralmente "assenza di appetito"), chi ne soffre avverte spesso, anche intensamente, lo stimolo della fame. Questo aspetto varia da paziente a paziente, e l'ascolto attento delle singole esperienze è cruciale per una comprensione profonda.
Aree di Intervento Psicologico e Caratteristiche Psicologiche Comuni
Le aree di intervento psicologico in pazienti con anoressia nervosa includono il lavoro sull'autostima e sul perfezionismo patologico. La bassa autostima è una problematica frequente nei disturbi alimentari, spesso associata a un perfezionismo clinico che impedisce al paziente di essere mai soddisfatto di sé. Questi pazienti tendono a focalizzarsi sui propri difetti e imperfezioni con una "lente di ingrandimento" patologica.
Un'altra caratteristica psicologica ricorrente è la paura della maturità e delle sfide tipiche della vita adulta. Molte pazienti manifestano inoltre difficoltà ad accedere al proprio mondo emotivo interiore, tendendo a sopprimere le emozioni e a delegare agli altri le decisioni importanti, come la scelta del percorso scolastico, rinunciando a intraprendere la strada che sentono più adatta a loro.

Il Percorso di Cura: Passi e Livelli di Intensità
Il percorso di cura è descritto come un "viaggio" o un "cammino" da fare insieme, unico per ogni individuo, pur con tappe comuni. Il primo passo è la presa di consapevolezza del problema, ricordando che per chi soffre di anoressia, il disturbo può rappresentare una "soluzione" a conflitti psicologici più profondi piuttosto che un problema in sé. Il secondo passo è l'accettazione piena del disturbo.
Le probabilità terapeutiche aumentano con il lavoro sinergico tra diversi professionisti. L'intensità del trattamento varia in base alla gravità della condizione. Il trattamento ambulatoriale è considerato il trattamento d'elezione, ma quando inefficace, si ricorre a livelli di cura maggiori, come il ricovero per trattamento intensivo (durata dai due ai quattro mesi) o forme intermedie come il day hospital.
Riconoscere i Primi Sintomi e Sostenere il Paziente
Riconoscere i primi sintomi dell'anoressia nervosa può non essere facile, sebbene i cambiamenti fisici siano spesso più evidenti rispetto alla bulimia nervosa e possano fungere da campanello d'allarme. Domande come "Eviti di mangiare in famiglia dicendo di aver già mangiato?" possono essere indicative. È fondamentale ricordare che la persona affetta potrebbe non essere ancora consapevole del proprio problema.
È importante soffermarsi sulla sofferenza psicologica osservata, senza essere critici o giudicanti, offrendo sostegno in momenti difficili. Non ci si deve scoraggiare di fronte a negazione, rabbia o derisione, poiché, come si dice, "la goccia scava la roccia".
Ricerca e Approcci Terapeutici Innovativi
L'attività di ricerca in questo campo è molto attiva e mira ad analizzare vari aspetti dei Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione (DNA) in età evolutiva, tra cui il fenotipo clinico, gli strumenti diagnostici e gli interventi terapeutici. Temi di ricerca specifici includono le terapie psicofarmacologiche, gli aspetti transculturali, l'associazione tra Anoressia Nervosa e Disturbo dello Spettro Autistico o Disturbi Specifici dell’Apprendimento, l'uso della medicina complementare integrativa, l'impatto di Internet e dei social media, le caratteristiche elettrocardiografiche, i marker linguistici, gli approcci "multi-omic", il sonno e il metabolismo, l'anoressia nervosa maschile e femminile, e il legame tra disturbi del sonno, infiammazione intestinale e affetto dell'alpha-lattoalbumina nei DNA.
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Il Ruolo dei Farmaci e le Terapie Psicoterapeutiche Evidence-Based
Il ruolo dei farmaci nel trattamento dei disturbi dell'alimentazione è limitato. Per il disturbo da binge-eating, alcuni farmaci hanno dimostrato efficacia nel ridurre gli episodi di abbuffata a breve termine, ma mancano studi sull'efficacia a lungo termine. Il topiramato mostra effetti positivi ma con importanti effetti collaterali. Negli USA, la lisdexamfetamina dimesilato è stata approvata per il trattamento del disturbo da binge-eating, con risultati positivi nella riduzione delle abbuffate.
Per la bulimia nervosa, una forma specifica di terapia cognitivo comportamentale (CBT-BN) sviluppata da Fairburn è risultata efficace. Attualmente, una versione migliorata e transdiagnostica, la CBT-E, è considerata più potente della CBT-BN e mira ad affrontare i meccanismi comuni di mantenimento dei disturbi dell'alimentazione, portando a una piena remissione della psicopatologia in circa due terzi dei pazienti non sottopeso.
Trattamenti per Adolescenti e Pazienti con Anoressia Nervosa di Lunga Durata
La ricerca sul trattamento degli adolescenti si è concentrata principalmente sull'anoressia nervosa, con la terapia basata sulla famiglia (FBT), o "Metodo Moudsley", come unico trattamento evidence-based. Questo approccio, che coinvolge paziente e genitori, richiede la collaborazione di un terapeuta e di un co-terapeuta pediatra, con ospedalizzazione in circa il 15% dei casi. Tuttavia, la FBT non è universalmente accettabile, è costosa e non tutti i pazienti vi rispondono. Una possibile alternativa è la CBT-E adattata per gli adolescenti, che ha mostrato risultati promettenti sia per l'anoressia nervosa che per altri disturbi dell'alimentazione.
L'anoressia nervosa grave e di lunga durata è associata a gravi complicanze mediche (osteoporosi, anomalie cardiovascolari, alterazioni cerebrali), disabilità e ridotta aspettativa di vita. Una lunga durata del disturbo prima del trattamento è un fattore prognostico negativo. Studi recenti confrontano trattamenti come la CBT e la SSCM (gestione clinica specialistica supportiva) adattati per questi pazienti, con l'obiettivo primario di migliorare la qualità della vita piuttosto che la sola riduzione dei sintomi. Nonostante le difficoltà, alcuni resoconti clinici suggeriscono che anche dopo molti anni, una completa guarigione sia possibile.
Coinvolgimento Familiare e Livelli di Cura Intensiva
Il coinvolgimento dei genitori o del partner, con il consenso del paziente adulto, è consigliabile se possono supportare il paziente nei cambiamenti necessari o se, al contrario, ostacolano il percorso terapeutico con commenti critici. È fondamentale spiegare il razionale dell'intervento terapeutico e nutrizionale, ascoltare il loro punto di vista e affrontare i problemi emergenti. Un incontro preliminare con i genitori è utile per valutare l'ambiente familiare, la loro conoscenza dei disturbi alimentari e la presenza di interpretazioni disfunzionali.
Il trattamento intensivo, come il ricovero o la terapia ambulatoriale intensiva, è indicato per pazienti che hanno difficoltà a modificare le abitudini alimentari con la terapia ambulatoriale standard. Ciò include pazienti sottopeso che non recuperano peso o pazienti non sottopeso con frequenti abbuffate e vomito autoindotto che non migliorano dopo alcune settimane di cura. In rari casi, il trattamento intensivo può essere la forma di cura iniziale. Mentre il ricovero riabilitativo mira alla normalizzazione del peso e al cambiamento della psicopatologia, la terapia ambulatoriale intensiva affronta specifici ostacoli al trattamento ambulatoriale standard.

La Visione Culturale e Psicologica dei Disturbi Alimentari
La poetessa Wisława Szymborska ci ricorda che il corpo "deve mangiare e respirare e dormire". Questo imperativo biologico diventa la porta d'accesso al mondo dei disturbi della nutrizione e dell'alimentazione, quadri clinici come l'anoressia, la bulimia e il binge eating che sono non solo patologie mediche, ma anche profondamente culturali e psicologiche. La diagnosi, che sempre prelude al trattamento, ci porta a riflettere sul ruolo giocato dalla personalità e dall'ambiente nel manifestarsi del disagio alimentare. Come sottolineava Freud, "l'Io è innanzitutto un'entità corporea", evidenziando l'inscindibile legame tra la psiche e la dimensione fisica, un legame che viene drammaticamente compromesso nei disturbi alimentari.
La presa in carico di questi disturbi richiede quindi un approccio olistico e multidisciplinare, dove la neuropsichiatria infantile e la psicologia infantile collaborano strettamente per comprendere e trattare le complesse interazioni tra fattori biologici, psicologici e sociali che sottendono l'anoressia nervosa e le altre patologie correlate. La ricerca continua a fornire nuove prospettive e strumenti per migliorare la diagnosi precoce, l'efficacia dei trattamenti e, in definitiva, la qualità della vita dei giovani colpiti da queste gravi condizioni.