Il panorama della Repubblica di San Marino si arricchisce di una nuova, fondamentale realtà: l'Associazione ADHD San Marino. Nata con l'obiettivo primario di far conoscere e riconoscere il Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività (ADHD), questa organizzazione si propone come punto di riferimento per famiglie, professionisti e per la società intera, al fine di creare un ambiente più informato, supportivo e inclusivo. La presentazione ufficiale ai cittadini, avvenuta nella suggestiva sala Montelupo di Domagnano, ha segnato l'inizio di un percorso ambizioso, volto a trasformare una condizione spesso fraintesa e stigmatizzata in un'opportunità di crescita e valorizzazione.
Cos'è l'ADHD: Una Sfida per Bambini e Adulti
L'ADHD, acronimo di Attention Deficit Hyperactivity Disorder, o Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività, è un disturbo evolutivo dell'autocontrollo che impatta significativamente la vita di chi ne è affetto. Caratterizzato da sintomi quali inattenzione, impulsività e iperattività motoria, questo disturbo rende difficoltoso, e in alcuni casi complica, il normale sviluppo e l'integrazione sociale dei bambini che si trovano "sopra le righe". Le statistiche rivelano una diffusione globale considerevole: il disturbo coinvolge infatti il 5-7% dei bambini e il 4% degli adulti in tutto il mondo. Non si tratta di una questione di educazione o di disciplina, bensì di una condizione neuropsichiatrica con una causa neurobiologica ben definita.

Le manifestazioni dell'ADHD si traducono in una serie di sfide quotidiane. La difficoltà a mantenere l'attenzione e la concentrazione rende ardui i compiti che richiedono uno sforzo prolungato. L'impulsività può portare a decisioni affrettate e comportamenti rischiosi, mentre l'iperattività si manifesta con un'eccessiva irrequietezza motoria, rendendo difficile stare fermi e rilassati. Questo quadro sintomatologico può creare notevoli ostacoli nell'ambiente scolastico, dove ogni giorno può sembrare una "battaglia" tra i resoconti degli insegnanti che evidenziano dimenticanze, distrazioni e disturbi, e la fatica dei genitori nel gestire situazioni sempre più problematiche. La testimonianza di un genitore con un figlio affetto da ADHD descrive vividamente la difficoltà nel gestire la quotidianità: "Difficilmente esiste un 'dopo', 'tra poco' o 'aspetta un momento', il fare la fila diventa un'impresa molto ardua ed estenuante per tutti i presenti, che vengono coinvolti, loro malgrado, a dover comunicare per forza tra sconosciuti in quella stanza. Nel loro mondo fatto di velocità, disattenzione ed impulsività, non esistono freni."
L'Associazione ADHD San Marino: Missione e Obiettivi
La nascita dell'Associazione ADHD San Marino, avvenuta nel Luglio del 2014, risponde a un'esigenza pressante: quella di colmare un vuoto informativo e di supporto. Il disturbo ADHD è, ancor oggi, quasi sconosciuto in Italia e, per estensione, anche nel territorio sammarinese. L'associazione si prefigge quindi di promuovere una conoscenza approfondita della condizione, al fine di garantire l'intervento terapeutico ed educativo più adeguato possibile. L'obiettivo è chiaro: fare in modo che questo importante disturbo non rappresenti più un ostacolo nel conseguimento degli obiettivi personali, nella relazione con gli altri e con l'intera società.
Per raggiungere tali scopi, l'associazione intende perseguire diverse strategie. Una di queste è l'organizzazione di corsi di formazione specifici per Insegnanti, Terapisti e Genitori. Questi percorsi formativi mirano a fornire gli strumenti conoscitivi e pratici necessari per comprendere e gestire al meglio le peculiarità dell'ADHD, promuovendo così un approccio più efficace e compassionevole.
Il vantaggio di un'associazione dedicata risiede nella possibilità di creare percorsi integrati e multidisciplinari. Attraverso un'indagine clinica approfondita, vengono analizzate le caratteristiche specifiche di ogni bambino o ragazzo, identificando i segni che possono indicare difficoltà di apprendimento. Si osserva il linguaggio, gli apprendimenti scolastici, la capacità di ragionamento, di attenzione e di memoria. Questo approccio olistico permette di costruire lo sviluppo della conoscenza di sé, dell'autostima e della fiducia in sé stessi attraverso percorsi personalizzati.
L'associazione si impegna inoltre ad aiutare a gestire con serenità e atteggiamento costruttivo errori e frustrazioni, e ad esprimere il potenziale personale per raggiungere l'autonomia scolastica. Viene offerto uno spazio dedicato all'ascolto e alla condivisione, un luogo sicuro dove comprendere gli stati d'animo e le situazioni di difficoltà che si stanno attraversando, fornendo un aiuto specializzato per tirare fuori le proprie risorse e fronteggiare al meglio le sfide della vita.
La testa altrove: vivere e sbocciare con l'ADHD | Francesca Sgroi | TEDxCastelfrancoVeneto
Un Quadro di Eccellenze e Collaborazioni
La serata di presentazione ha visto la partecipazione di figure di spicco nel campo dell'ADHD e delle neurodiversità, a testimonianza dell'importanza e della serietà dell'iniziativa. Tra gli interventi, quelli di Monica Baldinini, Presidente dell'Associazione ADHD San Marino, hanno sottolineato la passione e la dedizione che animano questo nuovo ente. Michele Margheriti, Presidente dell'Associazione Italiana Deficit dell’Attenzione ed Iperattività (AIDAI), ha portato la sua vasta esperienza, evidenziando le sinergie possibili tra le due realtà. Anna Maria Cava, membro di ADHD Europe e Referente regionale AIFA (Associazione Italiana Famiglie ADHD), ha illustrato le prospettive europee e l'importanza di una rete di supporto transnazionale.
Un intervento particolarmente significativo è stato quello del Dr. Riccardo Venturini, Direttore U.O.C. Servizio Minori, che ha ribadito l'importanza cruciale di un approccio multidisciplinare e integrato nella gestione dei disturbi del neurosviluppo. La sua presenza ha evidenziato il legame tra l'associazione e le istituzioni sanitarie locali, fondamentale per garantire un supporto concreto ai cittadini.
Il Presidente del Consiglio, Gian Primo Giardi, ha inoltre preso la parola, sottolineando un aspetto spesso sottovalutato ma di fondamentale importanza: il ruolo dello sport nel contesto dell'ADHD. Lo sport, infatti, non è solo un'attività fisica, ma un potente strumento educativo che può favorire lo sviluppo di capacità di autocontrollo, disciplina, lavoro di squadra e gestione delle emozioni, aspetti cruciali per i bambini e i ragazzi con ADHD.
Dalla Scuola al Lavoro: L'Inclusione delle Neurodiversità
Parallelamente alla nascita dell'Associazione ADHD San Marino, la Repubblica di San Marino sta dimostrando un crescente impegno verso l'inclusione delle persone con Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA) e altre forme di neurodiversità nel mondo del lavoro. Un esempio concreto di questa spinta all'integrazione è stato l'evento "Dislessia e lavoro. Dall’aula all’ambiente Professionale", organizzato dall’Associazione Sammarinese Dislessia e patrocinato dalla Segreteria di Stato per il Lavoro e dalla Segreteria di Stato per l’Istruzione, la Cultura e l’Università.
Questo evento, articolato in due momenti distinti, ha riunito diverse figure istituzionali e professionali per affrontare un tema ancora poco esplorato: la dislessia e le sue implicazioni nel percorso lavorativo. L'obiettivo è chiaro: creare ambienti di lavoro inclusivi e superare i limiti ancora presenti, riconoscendo che la dislessia, così come l'ADHD, non termina con il percorso scolastico, ma prosegue nella vita adulta.

Il Progetto "Neurodiversity at Work" (NEW)
Una delle iniziative presentate durante l'evento è stato il progetto europeo "Neurodiversity at Work" (NEW). Coordinato da FORMA.Azione e sostenuto da partner provenienti da Italia, Austria, Bulgaria e Irlanda, questo progetto mira a creare ambienti di lavoro inclusivi, capaci di valorizzare i talenti delle persone neurodivergenti. Il progetto si propone come un nuovo paradigma basato sul concetto di neurodiversità, intesa come la diversità dei sistemi neurologici degli individui, che danno vita a combinazioni uniche di abilità e bisogni.
Analogamente alla biodiversità, una cultura che rispetta e promuove la neurodiversità diventa più stabile, adattabile e sostenibile. L'obiettivo del progetto NEW è supportare le Piccole e Medie Imprese (PMI) e le microimprese nell'adozione di pratiche che rendano il luogo di lavoro accessibile e inclusivo. Questo implica l'abbattimento di barriere comuni, come pratiche manageriali non adatte alle esigenze di persone neurodivergenti e scarse conoscenze della neurodiversità e delle strategie per supportarle.
Il progetto, che verrà sperimentato in quattro Paesi europei, fornirà strumenti pratici e strategie per promuovere la sostenibilità dell’inclusione nelle PMI. Questo modello si rivolge in particolare alle persone neurodivergenti (come chi vive con autismo, dislessia o ADHD), spesso a rischio di esclusione o di assegnazione a compiti non adeguati. Il riconoscimento e la valorizzazione della neurodiversità per le imprese rappresenta un'opportunità che si traduce in valore, vantaggio competitivo ed economico.
L'Impegno delle Istituzioni Sammarinesi
La vicinanza delle istituzioni sammarinesi alle tematiche dell'inclusione è stata ribadita dall'intervento del Segretario di Stato per il Lavoro, Alessandro Bevitori. Egli ha espresso il pieno sostegno della Segreteria all’Associazione Sammarinese Dislessia, riconoscendo il valore della sua missione e confermando l'impegno concreto per affrontare le problematiche legate alla dislessia e all'inclusione lavorativa. È stato infatti avviato un tavolo di lavoro per la definizione di un progetto di legge sull’inclusione lavorativa, che coinvolge attivamente associazioni di categoria e sindacati.
"Non dobbiamo lasciare indietro nessuno," ha dichiarato Bevitori, sottolineando la necessità di affrontare questi temi affinché ogni cittadino possa sentirsi a proprio agio e pienamente parte del tessuto sociale e lavorativo. Anche il Segretario Generale dell’ANIS, William Vagnini, ha evidenziato l'importanza di una normativa specifica per superare le difficoltà legate alla neurodiversità, suggerendo di fare riferimento alle normative già sviluppate in altri Paesi che hanno affrontato con successo problematiche simili. Vagnini ha inoltre sottolineato che il tessuto economico sammarinese è costituito principalmente da piccole e medie imprese (PMI), dove formazione e comunicazione saranno strumenti chiave per superare pregiudizi e stereotipi ancora diffusi. ANIS si impegna a sostenere iniziative che portino all’adozione di una normativa adeguata, offrendo risposte concrete e valorizzando le capacità di chi, come le persone neurodivergenti, può rappresentare un autentico valore aggiunto per le imprese.
Vantaggi Concreti dell'Inclusione Lavorativa e i DSA
Il Dott. Andrea Novelli, già presidente AID, ha illustrato i vantaggi significativi che le aziende potranno ottenere adottando politiche inclusive, citando come esempio virtuoso il caso di Autostrade per l’Italia, un modello di successo che dimostra come l’inclusione possa tradursi in un vantaggio competitivo concreto. L'Italia, primo Paese in Europa a dotarsi di un’associazione dedicata alle tematiche legate ai disturbi specifici dell’apprendimento (DSA), dispone di una normativa che tutela i lavoratori con DSA. Tale legge prevede che, quando un dipendente dichiara la propria condizione, l'azienda dovrà fornire strumenti adeguati a supportarlo, anche durante le fasi di selezione del personale, attraverso l'adattamento di test a tempo o altre prove valutative.
"È fondamentale garantire equità nei processi di selezione e integrazione," ha affermato Novelli, "affinché le persone con DSA possano esprimere appieno il loro potenziale." Ha inoltre evidenziato che, mentre le grandi aziende dispongono di maggiori risorse per sviluppare competenze inclusive, le PMI, che rappresentano la realtà economica più diffusa sia in Italia che a San Marino, incontrano maggiori difficoltà. Per questo motivo, il focus deve essere sull’integrazione e non sull’introduzione di categorie speciali.

Novelli ha chiarito che non emergono differenze significative nel quoziente intellettivo (QI) o una maggiore propensione alla creatività nelle persone con DSA rispetto al resto della popolazione. Tuttavia, ha sottolineato come la diversità cognitiva favorisca il pensiero divergente, una risorsa preziosa per il mondo del lavoro. Questo non deriva da caratteristiche intrinseche, ma spesso rappresenta una risposta compensativa a un ambiente poco accogliente.
Un tema centrale dell’intervento è stato il problema legato alla certificazione dei DSA in età adulta. In Italia, la diagnosi deve essere validata da psicologi o neuropsichiatri. In Emilia-Romagna, ad esempio, esistono solo due commissioni competenti, denominate commissioni di conformità, incaricate di valutare le diagnosi private. Questo sistema comporta lunghe liste d’attesa e difficoltà di accesso a certificazioni necessarie per partecipare a bandi o ottenere agevolazioni. A San Marino, il panorama è ancora più complesso, poiché la validazione delle diagnosi non segue un protocollo definito, rendendo difficile per i cittadini con DSA ottenere un riconoscimento ufficiale. "Le aziende inclusive rappresentano il futuro," ha concluso Novelli, "e creare ambienti di lavoro in grado di accogliere e valorizzare la diversità cognitiva non è solo un dovere sociale, ma una strategia vincente per l’intero tessuto economico."
Il Ruolo del Diversity and Disability Manager
Il Dott. Elio Benvenuti, nella sua veste di Diversity and Disability Manager, ha illustrato il suo ruolo, ancora poco conosciuto, e l’importanza di promuovere l’inclusione nelle aziende valorizzando le competenze attraverso progetti mirati. Ha spiegato che la dislessia non è considerata una disabilità in Italia, ma un'opportunità di pensiero divergente. È fondamentale fornire strumenti tecnologici che migliorino l’autonomia e favoriscano il lavoro di squadra. Un esempio concreto è stato presentato nel settore assicurativo, dove l’introduzione di un tablet e di un software per la dematerializzazione delle polizze ha reso il lavoro accessibile anche a persone neurodivergenti. Questo approccio inclusivo si è rivelato un beneficio non solo per i lavoratori con esigenze specifiche, ma per l’intera azienda, grazie a un modello di design for all.
Benvenuti ha sottolineato come strumenti simili siano già integrati in molti servizi quotidiani, come Audible di Amazon o la suite Microsoft Office, che offre funzionalità come la lettura immersiva. Questi strumenti non solo ottimizzano i processi lavorativi, ma dimostrano come la tecnologia possa abbattere le barriere senza alterare le dinamiche interne. "La mancata inclusione nei processi lavorativi rappresenta una perdita per le aziende - ha evidenziato - privandole di risorse altamente qualificate."
In Italia, ha raccontato, ci sono stati casi in cui laureati con 110 e lode sono stati esclusi da concorsi per la magistratura o l’accesso ad albi professionali a causa di modalità non adattate alle loro esigenze. Queste situazioni creano un collo di bottiglia che, oltre a violare i diritti dei cittadini, trasforma un potenziale talento in un costo sociale, con ripercussioni come la dispersione scolastica e, nei casi peggiori, l’indigenza. Benvenuti ha richiamato l’attenzione sulla necessità di normalizzare l’uso di strumenti compensativi, facendo un parallelo con gli occhiali. “In passato, la miopia era altamente invalidante e limitava le possibilità lavorative e di vita. Oggi, gli occhiali sono una protesi socialmente accettata, e nessuno chiederebbe mai a un candidato di toglierli durante un colloquio. Lo stesso principio dovrebbe valere per gli strumenti compensativi.” In conclusione, Benvenuti ha ribadito che una società che accoglie la diversità è più ricca e civile. “Le differenze culturali e cognitive devono essere valorizzate, non ostacolate. Solo così potremo costruire un mondo del lavoro realmente inclusivo e vantaggioso per tutti.”
La Testimonianza di Roberto: Un Percorso di Rinascita
A conclusione dell’evento, Roberto, 39 anni, ha condiviso la sua esperienza come persona dislessica nel mondo del lavoro, offrendo un prezioso spunto di riflessione sulle difficoltà e le opportunità legate alla neurodiversità. Il suo percorso scolastico è stato travagliato e segnato da esperienze negative, che lo hanno portato a interrompere gli studi. “Un sistema scolastico che non accetta un modo diverso di pensare può generare inadeguatezza e chiusura,” ha raccontato Roberto, evidenziando le sfide affrontate durante la sua formazione.
La scoperta della sua condizione di dislessia, tuttavia, ha rappresentato una vera e propria rinascita. Roberto ha intrapreso una carriera come perito, lavorando per diverse aziende, e ha trovato nel ruolo di allenatore di baseball un modo per mettere in luce e valorizzare le sue capacità. La sua testimonianza ha mostrato come il riconoscimento delle proprie caratteristiche uniche e l’integrazione in contesti che valorizzano la diversità possano trasformare un vissuto complesso in un’opportunità di crescita personale e professionale. La sua storia è un potente promemoria che, con il giusto supporto e un ambiente inclusivo, le sfide associate alla neurodiversità possono essere trasformate in punti di forza, portando a percorsi di rinascita e valorizzazione personale.
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