L'Alzheimer è una patologia che colpisce in modo progressivo la memoria e le capacità cognitive, incidendo profondamente sulla vita quotidiana della persona affetta e dei suoi familiari. In Italia, si stima che circa 500.000 persone convivano con questa forma comune e grave di demenza senile. La perdita di autonomia che ne deriva rende fondamentale conoscere i supporti economici e assistenziali previsti dallo Stato, tra cui l'invalidità civile e l'indennità di accompagnamento. Questa guida si propone di chiarire a chi spettano, come ottenerli e quali altri benefici sono disponibili per i malati di Alzheimer e i loro caregiver.
Alzheimer: Riconoscimento dell'Invalidità Civile
Le persone affette dal morbo di Alzheimer possono fare domanda per ottenere l'invalidità civile. L'invalidità è definita come la riduzione della capacità lavorativa, o della capacità di svolgere i compiti e le funzioni proprie dell'età per chi ha superato l'età pensionabile. Per avviare il processo di riconoscimento dell'invalidità civile, il primo passo indispensabile è ottenere il certificato introduttivo dal proprio medico di famiglia. Questo documento, redatto dal medico curante, deve attestare le patologie e la gravità della condizione del paziente. Il certificato è essenziale per poter inoltrare la domanda di invalidità attraverso il portale dell'INPS.
La Tabella del Ministero della Salute, approvata con D.M. 5.2.1992, stabilisce le percentuali d'invalidità per diverse patologie. Per i malati di Alzheimer o di demenza grave, questa tabella prevede il riconoscimento di una percentuale d'invalidità fissa del 100%. È importante sottolineare che una diagnosi di demenza iniziale può portare al riconoscimento di una percentuale d'invalidità variabile tra il 61% e il 70%.
Una volta ottenuto il certificato medico, il cittadino viene convocato per una visita specialistica da parte di una commissione medica dell'INPS. Durante questa visita, si valuta la condizione del richiedente per stabilire il grado di invalidità e la conseguente percentuale. Se la documentazione medica non risulta efficace o se durante la visita la commissione non riscontra gli elementi dichiarati, la richiesta potrebbe essere respinta. In questi casi, è possibile fare ricorso.

L'Indennità di Accompagnamento: Un Sostegno Fondamentale
L'indennità di accompagnamento è un contributo economico mensile erogato dall'INPS a persone non autosufficienti. Nello specifico, è destinata a coloro che non sono in grado di deambulare senza aiuto o di compiere in autonomia gli atti quotidiani della vita. Per i malati di Alzheimer, questa indennità è particolarmente rilevante, poiché la patologia comporta una progressiva perdita di autonomia che rende la persona non più autosufficiente.
Chi ne ha diritto?
Per ottenere l'indennità di accompagnamento, è necessario soddisfare due requisiti fondamentali:
- Invalidità totale (100%): Il richiedente deve essere riconosciuto invalido al 100%.
- Non autosufficienza: La persona deve essere dichiarata non autosufficiente, ovvero incapace di svolgere le normali attività quotidiane (come lavarsi, vestirsi, mangiare, muoversi autonomamente) senza l'assistenza di un'altra persona.
È importante distinguere tra invalidità civile e indennità di accompagnamento. Non sempre vanno di pari passo. L'invalidità civile riconosce una percentuale di riduzione della capacità lavorativa o di svolgimento delle attività proprie dell'età, mentre l'accompagnamento è riservato esclusivamente agli invalidi al 100% che sono anche non autosufficienti.
Come fare domanda per l'indennità di accompagnamento?
Il processo per richiedere l'indennità di accompagnamento si articola in diverse fasi:
- Certificato Medico Introduttivo: Come per l'invalidità civile, il primo passo è ottenere un certificato medico dal proprio medico curante. Questo certificato deve attestare in modo chiaro la patologia (in questo caso, l'Alzheimer o altra forma di demenza) e soprattutto la necessità di assistenza continua e la non autosufficienza. Il medico di base invia telematicamente questo certificato all'INPS.
- Domanda all'INPS: Una volta ottenuto il numero di protocollo del certificato medico, è necessario presentare la domanda all'INPS. Questa può essere inoltrata telematicamente attraverso il portale dell'Istituto, accedendo con le proprie credenziali (PIN dispositivo o SPID - Sistema Pubblico di Identità Digitale), oppure tramite un patronato.
- Dati Socio-Economici e Reddituali: Per poter beneficiare dell'indennità, è necessario trasmettere all'INPS i dati socio-economici e reddituali richiesti. L'INPS utilizza queste informazioni per validare l'accesso ad alcune prestazioni economiche correlate. Anche se l'indennità di accompagnamento in sé non è soggetta a limiti reddituali, la presentazione di questi dati è fondamentale per il completamento della pratica.
- Visita Medica: Successivamente alla presentazione della domanda, il cittadino viene convocato per la visita di accertamento da parte della commissione medica dell'INPS. Durante la visita, si valuteranno le condizioni di non autosufficienza e la necessità di assistenza continua. La visita medica per l'ottenimento dell'indennità di accompagnamento viene, generalmente, effettuata entro 3 mesi dalla presentazione della domanda. Oltre tale tempistica, è possibile inoltrare una diffida.
- Verbale di Visita: L'esito dell'accertamento viene comunicato all'interessato tramite un verbale di visita.

Requisiti Sanitari e Sociali per la Disabilità Gravissima
Per l'accertamento del livello di bisogno assistenziale gravissimo, la valutazione viene effettuata sulla base delle informazioni sanitarie disponibili negli archivi dell'INPS e della documentazione allegata dal richiedente. Questo processo tiene conto delle indicazioni fornite da una commissione tecnico-scientifica.
I requisiti considerati includono:
- Requisito Sanitario: Valutazione della disabilità gravissima sulla base dei parametri di cui all'articolo 3 del decreto ministeriale 26 settembre 2016. Questo include i casi in cui è necessaria un'assistenza continua 24 ore su 24, a volte prestata anche da più persone contemporaneamente, la cui interruzione, anche per un periodo molto breve, può portare a complicanze gravi o anche alla morte.
- Requisito Sociale: Riferimento alla situazione della persona con disabilità in ambito familiare e assistenziale, basato sul punteggio risultante dalle risposte fornite dal richiedente in sede di compilazione della domanda.
Cosa fare se la domanda viene negata?
Può capitare che, pur presentando condizioni mediche serie, l'indennità di accompagnamento venga negata. Le ragioni più frequenti includono:
- Ricovero continuativo: Il ricovero continuativo in strutture pubbliche a totale carico dello Stato per oltre 30 giorni rende incompatibile l'erogazione dell'indennità.
- Mancanza di documentazione adeguata: Se il certificato medico non esplicita con chiarezza la necessità di assistenza continua, o se durante la visita medica la commissione non riscontra gli elementi dichiarati, la richiesta può essere respinta.
In caso di diniego o se viene riconosciuto un livello insufficiente di assistenza, è possibile presentare ricorso all'INPS.
Legge 104/1992: Supporto per Disabilità e Caregiver
La Legge 104/1992, nota come "Legge-quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone con disabilità", offre importanti benefici anche ai malati di Alzheimer e ai loro familiari. Le persone affette da questa patologia hanno diritto ai benefici previsti dalla Legge 104, purché venga riconosciuta la loro condizione di disabilità grave. La legge si applica infatti a tutte le persone che hanno una disabilità fisica, psichica o sensoriale che causa una riduzione dell'autonomia personale tale da rendere necessario un intervento assistenziale permanente.
Grazie alla Legge 104, chi si occupa di un parente affetto da Alzheimer può avvalersi di diversi supporti, tra cui:
- Permessi retribuiti: È possibile richiedere 3 giorni di permesso al mese, coperti da contributi, per assistere il parente. Questi permessi sono un sostegno fondamentale per permettere ai familiari di dedicare tempo alla cura e all'assistenza.
- Congedi: La legge prevede anche la possibilità di usufruire di congedi specifici per assistere familiari con disabilità grave.
- Agevolazioni fiscali: Sono previste diverse agevolazioni fiscali, come la detrazione delle spese mediche, l'IVA agevolata per l'acquisto di ausili e veicoli, e la possibilità di dedurre dal reddito le spese sostenute per l'assistenza.
È importante sottolineare la differenza tra l'indennità di accompagnamento e la Legge 104. Spesso si pensa che siano prestazioni collegate o che chi ha diritto alla 104 ottenga automaticamente anche l'accompagnamento. In realtà, la Legge 104 regola il riconoscimento della condizione di disabilità e garantisce diritti legati all'inclusione e al supporto lavorativo e sociale, mentre l'indennità di accompagnamento è un sostegno economico specifico per la non autosufficienza.

Altri Benefici e Strumenti di Supporto
Oltre all'invalidità civile e all'indennità di accompagnamento, esistono altri strumenti e benefici che possono supportare i malati di Alzheimer e i loro caregiver:
Amministratore di Sostegno
La Legge n. 6 del 9 gennaio 2004 ha introdotto nel codice civile italiano la figura dell'amministratore di sostegno. Questa figura legale è particolarmente rilevante per i caregiver delle persone malate di Alzheimer, poiché offre un meccanismo per supportare e proteggere i diritti di chi non è più in grado di prendere decisioni autonomamente. Il giudice tutelare può nominare un amministratore di sostegno per una persona che, a causa di malattie come l'Alzheimer, non è in grado di gestire i propri interessi. L'amministratore ha il compito di assistere o rappresentare la persona in tutte o alcune delle attività necessarie per la gestione della vita quotidiana, tra cui la gestione del patrimonio, l'assistenza medica, la cura personale e le decisioni legate alla salute. La domanda per la nomina dell'amministratore di sostegno può essere sottoscritta dall'invalido, dal suo legale rappresentante o da un'altra persona che lo rappresenti. In casi in cui il malato di Alzheimer non sia più in grado di firmare atti o documenti, la sottoscrizione della domanda per l'accompagnamento può avvenire in presenza di due testimoni, avanti a un Pubblico Ufficiale.
Fondo per l’Alzheimer e Demenze
Il governo ha approvato il Decreto sul Fondo per l’Alzheimer e Demenze, stanziando risorse significative per migliorare gli interventi di prevenzione, diagnosi e trattamento per i malati di Alzheimer sul territorio nazionale. Gli investimenti sono dedicati alla ricerca, al monitoraggio, alla sperimentazione di nuove forme di riabilitazione, anche in telemedicina. Questo fondo mira a potenziare le capacità del sistema sanitario nazionale nell'affrontare queste patologie complesse.
Raccolte Fondi
Oltre agli aiuti economici previsti dallo Stato, familiari, amici e conoscenti possono organizzare raccolte fondi per chiedere un contributo dal basso. Non sempre, infatti, i contributi previsti sono sufficienti ad affrontare situazioni che possono diventare molto complicate, stravolgendo la vita di più persone. È importante raccontare con trasparenza e in modo approfondito, chiedendo anche un piccolo contributo, e tenere aggiornati i donatori sull’andamento della campagna. Essere specifici sullo scopo della raccolta fondi (ad esempio, per acquistare uno strumento terapeutico, cambiare un letto non più adeguato, o realizzare una stanza in più all'interno di una casa) è fondamentale per il successo dell'iniziativa.
Come richiedere INDENNITA' DI ACCOMPAGNAMENTO
Considerazioni Finali e Aspetti Pratici
L'indennità di accompagnamento è un aiuto economico importante, erogato dall'INPS indipendentemente dal reddito del richiedente e per 12 mensilità. L'importo per il 2024 è pari a 531,76 euro mensili. Questo assegno è esente da Irpef, cioè non è tassato e non va dichiarato in denuncia dei redditi, né concorre alla determinazione del requisito reddituale previsto per l'attribuzione di altre prestazioni sociali o assistenziali.
L'assegno viene concesso a tutti i cittadini italiani o UE residenti in Italia, ai cittadini extracomunitari in possesso del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo, a condizione che siano residenti nel nostro territorio.
L'indennità di accompagnamento non è incompatibile con un reddito da lavoro, ma la sua compatibilità va valutata con attenzione, dato che si tratta di soggetti dichiarati totalmente non autosufficienti. È cumulabile con pensioni di vecchiaia, assegni familiari, redditi da lavoro e Reddito di Cittadinanza.
In conclusione, affrontare la diagnosi di Alzheimer richiede una profonda conoscenza dei diritti e dei supporti disponibili. L'invalidità civile e l'indennità di accompagnamento rappresentano pilastri fondamentali per garantire un sostegno economico e assistenziale alle persone affette da questa patologia e alle loro famiglie, permettendo di affrontare con maggiore serenità le sfide quotidiane.
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