La Scuola di Londra: Bacon, Freud e la Potenza della Figura Umana nell'Arte Moderna Britannica

L'arte moderna britannica, in particolare quella fiorita nella seconda metà del XX secolo, è un fertile terreno di esplorazione delle profondità dell'esperienza umana. In questo contesto, due figure titaniche emergono con una forza inequivocabile: Francis Bacon e Lucian Freud. Entrambi appartenenti alla cosiddetta "Scuola di Londra", questi artisti hanno ridefinito la rappresentazione della figura umana, scavando nella sua forma e nella sua fragilità per rivelare una verità cruda e potente. La mostra "Bacon/Freud. La Scuola di Londra", ospitata dal Chiostro del Bramante a Roma dal 26 settembre 2019 al 23 febbraio 2020, ha offerto un'opportunità senza precedenti per ammirare insieme le opere di questi maestri, gettando luce non solo sul loro genio individuale, ma anche sul vibrante ecosistema artistico che li ha visti protagonisti.

Londra: Culla di Creatività e Rinascita Post-Bellica

Londra, dopo le devastazioni della Seconda Guerra Mondiale, non fu solo una città che risorgeva dalle ceneri, ma un vero e proprio crogiolo di energie creative. Il suo spirito pulsante si manifestava tanto nel suono allegro delle ballate dei Beatles quanto nell'energia "forsennata" dei Rolling Stones. In questo clima di effervescenza culturale, giovani artisti, spesso immigrati in cerca di gloria, trovarono a Londra un terreno fertile per la loro espressione. Fu in questa metropoli che un Bacon appena quindicenne arrivò da Dublino, e un Freud scappato dalla Germania nazista trovò rifugio. Londra divenne il loro laboratorio creativo, il luogo dove poter studiare, lavorare e vivere, fondendo la loro quotidianità, i loro rapporti e le loro "follie" in una pittura "fuori dal comune". Questi artisti, partiti da condizioni di vita "bohémien", raggiunsero in seguito quotazioni "da capogiro", testimoniando la straordinaria capacità della loro arte di intercettare e interpretare lo spirito del tempo.

Londra post-bellica

La "School of London": Un Movimento di Artisti alla Ricerca della "Verità Nuda"

La definizione di "School of London" (Scuola di Londra) fu coniata dall'artista americano Ronald Brooks Kitaj nel suo libro del 1976, "The Human Clay". Questo termine racchiude un gruppo di artisti, molti dei quali immigrati a Londra, uniti dall'importanza accordata alla rappresentazione dell'altro, della figura umana, esplorata nella sua forma e fragilità. Oltre a Bacon e Freud, la scuola annoverava figure di spicco come Franz Auerbach, anch'egli fuggito dalla Germania nazista, Michael Andrews, un norvegese espatriato che ebbe Freud come suo professore, Leon Kossoff, nato a Londra da genitori ebrei russi, e Paula Rego, portoghese trasferitasi in Inghilterra per studiare pittura. Questi sei artisti, insieme a molti altri, scrissero "uno dei capitoli più significativi dell’arte moderna britannica". Le loro opere, spesso realizzate tra il 1945 e il 2004, sono state eccezionalmente prestate dalla Tate di Londra per la mostra al Chiostro del Bramante, offrendo un panorama di quarantacinque tra dipinti, disegni e incisioni.

La pittura, per questi artisti, si trasformò in una "testimonianza di un’esperienza di vita personale, sensuale e spesso violenta". Raccolsero "tutte le emozioni che riescono a provare", vivendo spesso "sul bordo del precipizio consumando alcool e nottate dedicate allo sballo". Molti di loro hanno conosciuto il "male di vivere", e questa profonda umanità si riflette nei loro ritratti. Che si tratti di "ricchi borghesi, aristocratici snob" (Freud arrivò persino a ritrarre la Regina Elisabetta nel 2000) o della "working class", gli uomini e le donne di Bacon e Freud sono figure "dilatate e ferocemente esibite". I due maestri, che "non hanno mai avuto paura di mostrarsi «nudi e crudi»", hanno affidato a questi corpi e volti il racconto della "condizione umana nella sua scomoda verità e «oltre ogni classica idea di bellezza»".

Francis Bacon-Lucian Freud. De profundis

L'Approccio Distintivo di Bacon e Freud alla Rappresentazione

Sebbene accomunati dall'appartenenza alla Scuola di Londra e dall'intensa focalizzazione sulla figura umana, Bacon e Freud svilupparono approcci distintivi alla pittura. Francis Bacon, noto per la sua volontà di "distorcere la cosa ben oltre l’apparenza", non utilizzava modelli dal vivo per i suoi ritratti. Si affidava invece a un'ampia gamma di materiali visivi: quadri, fotografie, stampe e altro ancora. Questa tecnica gli permetteva di manipolare la realtà, di "distorcere" le forme per rivelare un'intensità emotiva e psicologica spesso sconvolgente. Le sue opere, come "Three studies of figures on beds" (1953), "Two figures on the grass" (1954) e "Two figures on a couch" (1967), presentano corpi "assemblati senza ritegno" che "oltrepassano ogni possibile tabù per raccontare, ancora una volta, la realtà". L'uso di tecniche evocative, come la mescolanza di pittura ad olio con la sabbia in "Study for a Portrait" (1952), contribuiva a creare una superficie pittorica "ruvido" e "difficile", accentuando la sensazione di disagio e profondità.

Dall'altro lato, Lucian Freud prediligeva un approccio più diretto e prolungato. Sottoponeva i suoi modelli a "lunghe sedute di posa", cercando di cogliere l'essenza della persona piuttosto che una mera somiglianza. La sua celebre affermazione: "La mia idea di ritratto scaturisce dall’insoddisfazione per i ritratti che assomigliano alle persone: i miei ritratti devono essere ritratti di persone, non simili alle persone. Non creare qualcosa che somigli alla persona, ma incarnarla. Voglio che il dipinto sia fatto di carne", sottolinea la sua ricerca di una verità corporea e psicologica profonda. Per Freud, "il materiale pittorico è la persona", e il suo obiettivo era "incarnarla" sulla tela. Questo si traduceva in ritratti di una fisicità palpabile, dove la carne stessa sembrava emergere dal supporto pittorico, trasmettendo una sensazione di presenza quasi tangibile. Opere come "Standing by the rags" e "Ragazzo che fuma" o il ritratto di Garech Browne, pur nella loro immediatezza, rivelano una profonda introspezione.

Studio di Lucian Freud

Temi e Scenari: Dalla Guerra alla Società Contemporanea

La mostra romana ha messo in scena non solo la maestria tecnica di Bacon e Freud, ma anche il complesso intreccio di temi e scenari che hanno caratterizzato la loro produzione. Il racconto della condizione umana si snoda attraverso la fragilità, l'energia, gli eccessi, le evasioni e le verità scomode. Gli scenari che emergono sono quelli della Londra post-bellica: la guerra, il dopoguerra, l'immigrazione, le tensioni sociali, la disoccupazione, il desiderio di cambiamento, il ruolo della donna, la cultura e la politica. Questi elementi non sono semplici sfondi, ma parte integrante della narrazione, influenzando la percezione e la rappresentazione degli individui.

La curatrice Elena Crippa sottolinea come gli uomini e le donne ritratti "non sono mai semplici individui, ma fanno parte di un “corpo collettivo”, quello della società in cui vivono”. Questa idea di collettività sembrava essere intrinseca anche alla stessa Scuola di Londra. "Nonostante lavorassero chiusi dentro studi spesso minuscoli e scomodi", spiega Crippa, "erano legati da grande ammirazione reciproca e dalla fratellanza tipica dei periodi post-bellici". Questo spirito di unione, pur nella diversità delle espressioni individuali, ha contribuito a creare un movimento artistico di straordinaria coesione e impatto.

Le opere esposte, molte delle quali prestate dalla Tate, coprono un arco temporale significativo, dal 1945 al 2004, e includono capolavori come "Christ Church, Spitalfields, Morning" di Kossoff, "Primrose Hill" di Auerbach, "A man who suddenly fell over" di Andrews e le scene "oniriche" di Rego in "The dance". Questi lavori, insieme ai potenti ritratti di Isabel Rawsthorne e "Seated figure" di Bacon, e alle intense figure di Freud, compongono un quadro vivido e complesso della condizione umana, presentata "senza filtri".

L'Eredità Duratura e l'Impatto sul Mercato

L'arte di Bacon e Freud continua a esercitare un fascino potente, non solo sul piano estetico e concettuale, ma anche sul mercato dell'arte. Le loro opere raggiungono quotazioni elevate, testimoniando la loro perdurante rilevanza e il loro impatto duraturo. Il record di vendita per "Three studios of Lucian Freud" di Bacon, battuto da Christie's a New York nel 2013 per oltre 106 milioni di euro, è emblematico di questo fenomeno. Allo stesso modo, lo "Studio per una testa" del 1952, ispirato al "Ritratto di Innocenzo X" di Velázquez, è stato venduto per 50,3 milioni di euro, mentre il ritratto di Garech Browne di Freud ha raggiunto i 6,7 milioni.

Questi risultati economici non fanno che confermare quanto affermato dalla curatrice: si tratta di artisti "che si sono confrontati quotidianamente con la realtà e che hanno reinterpretato, secondo la propria sensibilità, il tempo e la storia". La loro capacità di catturare l'essenza della condizione umana, con tutte le sue contraddizioni e fragilità, li rende figure immortali nel panorama artistico mondiale. La mostra al Chiostro del Bramante, in collaborazione con la Tate, ha ulteriormente rafforzato questa percezione, portando a Roma un pezzo fondamentale della storia dell'arte moderna britannica, un'arte che, "forse proprio per questo", non sembra mai passare di moda e continua a "scandalizzare" e affascinare.

L'inedito cortometraggio "The Naked Truth" di Enrico Maria Artale, che evoca la pittura di Bacon, Freud e della Scuola di Londra attraverso la messa in scena di un istante immaginario che precede l'atto del dipingere, sottolinea ulteriormente la vitalità e la continua risonanza di questo movimento artistico. La mostra "Bacon/Freud. La Scuola di Londra. Opere della TATE" rappresenta un capitolo significativo nella storia delle esposizioni in Italia, seguendo il successo della precedente mostra su Turner, e consolidando il Chiostro del Bramante come un punto di riferimento per l'arte internazionale.

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