Il lunedì sera su Rai 3, per sette puntate che hanno attraversato febbraio e metà marzo, lo psicoanalista e scrittore Massimo Recalcati ha guidato i telespettatori in un viaggio intimo e profondo attraverso il "Lessico Amoroso". Questo programma, che ha visto la sua sesta e penultima puntata andare in onda lunedì 4 marzo alle 23.15, si è proposto di esplorare le sfumature più complesse dei legami affettivi, dalla nascita alla dolorosa separazione, fino alla ricerca della libertà individuale e collettiva.

La Morte di un Amore: Un Mondo che Svanisce
La puntata del 4 marzo, intitolata "Separazioni", ha affrontato uno dei temi più universali e dolorosi: la fine di una storia d'amore. Partendo da una scena commovente e crudele tratta dal film "La vita di Adele", Palma d'Oro 2013, il programma si è addentrato nel concetto di separazione come una vera e propria "morte di un amore". Secondo l'analisi di Massimo Recalcati, la fine di un legame affettivo profondo non è solo la perdita dell'altro, ma la dissoluzione del mondo che quell'amore aveva contribuito a creare. "Io credo che tu sia completo prima di cominciare," ha recitato Alessio Boni, prestando la sua voce a un brano di Philip Roth, parole che risuonano come un pugno nello stomaco, ma che rendono efficacemente l'idea della radicalità di un addio.
Recalcati sottolinea come, nella morte di un amore, "muore il mondo, perché l’amore è ciò che dava senso al mondo". Questa prospettiva evidenzia la centralità dell'amore non solo nella vita di coppia, ma nella strutturazione stessa della nostra realtà e del nostro sentire. L'amore, in questa visione, è ciò che conferisce significato all'esistenza, e la sua perdita equivale alla perdita di un universo intero. La puntata ha chiuso con una straordinaria intervista a Enzo Bianchi, scrittore e fondatore della Comunità di Bose, offrendo una prospettiva spirituale e riflessiva sulla natura degli affetti e sulla loro fine.
La Libertà: Una Corsa, una Gioia, una Conquista
Il viaggio di Recalcati in televisione non si è fermato alla sfera intima dell'amore. Un accenno a un futuro appuntamento, "Lessico Civile", in onda lunedì 27 aprile alle 23.15 su Rai 3, ha anticipato l'esplorazione di un altro tema fondamentale: la Libertà. Questo tema, descritto come "una corsa, una gioia, una conquista", sarà al centro dell'ultima puntata, invitando i telespettatori a un'indagine sul rapporto tra l'individuo e l'aspirazione ad essere liberi, nonché sul legame tra la collettività e la ricerca della libertà.
L'intervento del filosofo Roberto Esposito è stato menzionato in relazione a questa tematica, suggerendo un'analisi che potrebbe attingere al pensiero di Jean-Paul Sartre, secondo cui "noi siamo condannati ad essere liberi, nessuno di noi può liberarsi della libertà, siamo obbligati ad essere liberi". Questa prospettiva sartriana pone l'accento sulla natura ineludibile della libertà e sulla responsabilità che essa comporta per ogni individuo.

Critiche e Riflessioni sul Formato Televisivo
Nonostante l'interesse suscitato dai temi trattati, il format televisivo di "Lessico Amoroso" non è stato esente da critiche. Alcuni osservatori hanno sollevato interrogativi sulla scelta della Rai di riproporre un format incentrato sul singolo che parla a un pubblico che non è sempre incline al contraddittorio. Viene espresso il timore che il programma, nato come formula innovativa tre anni prima, sia scivolato nella "logica della ripetizione di un cliché che non ha saputo modificarsi, refrattario a qualsiasi dato di ascolto".
Si pone anche la questione dei costi per le tasche dei telespettatori, soprattutto considerando un calo di ascolti nella seconda serie, che avrebbe indirettamente favorito altri programmi. Viene criticata la figura del conduttore, ritenuta "superata già anni fa", e il metodo di divulgazione "che fa anacronisticamente a meno del contraddittorio". La logica della "lezione frontale" è considerata ormai tramontata, scalzata da un movimento culturale che privilegia la "ri-territorializzazione dal basso della cultura", come teorizzato da Deleuze, e che si fonda sul "ritiro della delega incondizionata del sapere, o del potere, al singolo".
L'avvento di canali tematici a pagamento ha reso l'approfondimento e l'indagine più accessibili in molteplici contesti, ma sempre più raramente in Rai, che viene criticata per aver "azzerato programmi come quello dell’ottima Gabanelli". Si auspica un'evoluzione del programma che introduca elementi di "critica puntuale ed argomentata" alle idee esposte da Recalcati, magari al posto di interventi ritenuti meno incisivi.
Il Complesso di Telemaco e la Critica al Renziismo
Un esempio concreto di critica viene mosso nei confronti della teoria del "Complesso di Telemaco", concettualizzata e utilizzata da Recalcati anche come "plinto teorico del renzismo". Si osserva come questa teoria sia stata sconfessata dall'esempio di Matteo Renzi stesso, descritto come "eterogeneo, sciamanico". La metamorfosi e l'epilogo del renziismo sono stati, secondo questa lettura, evidenti agli occhi degli italiani, che hanno assistito al suo posizionamento nella politica attuale e alle difficoltà della sinistra nel liberarsene.
Viene inoltre rilevata una contraddizione nella politica italiana: un Pd che sembra aver dimenticato l'adesione di Recalcati al renziismo, e una fronda 5 Stelle che, una volta raggiunto il potere, ha voltato le spalle a figure come Di Maio, nonostante in precedenza avessero criticato aspramente Recalcati per le sue affermazioni su Di Maio stesso. "Il tempo delle verità non contraddette è finito," si afferma, suggerendo che la formula dell'"one man show", ad eccezione di figure come Bruce Springsteen, sia ormai tramontata.
Il corpo e la psicoanalisi - Massimo Recalcati
L'Amore come Promessa di Eternità
Nonostante le critiche al format, le parole di Massimo Recalcati sull'amore sono in grado di suscitare un profondo interesse. Il suo libro "Mantieni il bacio" (Feltrinelli) presenta in copertina un fotogramma di "Io ti salverò" di Alfred Hitchcock, un'immagine che evoca l'intensità dello sguardo e del contatto fisico necessari per innamorarsi. La scelta di questo film, in cui una psichiatra si innamora di un impostore, viene interpretata come un "simpatico scherzo" che l'autore fa a sé stesso, alla sua professione e ai lettori, giocando con le complessità della relazione amorosa e della verità.
Recalcati sembra voler contrastare una visione contemporanea dell'amore che lo riduce al "consumismo del poliamore", al "neolibertismo" o allo "scientismo che dissolve la poesia". Egli contrappone a queste tendenze la forza e la sovversione insite nella "promessa di eternità degli amanti", vista come un atto di resistenza contro una società che tende a considerare i corpi come merci e la sessualità come una mera questione biologica.
La Psicoanalisi e la Divulgazione: Un Dibattito Aperto
Il dibattito sulla divulgazione psicoanalitica attraverso i mezzi di comunicazione di massa è un tema ricorrente. Prendendo spunto da esempi passati come la serie radiofonica di Winnicott per la BBC, si discute su come una buona divulgazione dovrebbe essere realizzata. L'idea è quella di coniugare informazione di alto livello con uno stile chiaro e rigoroso, mettendo la persona dello psicoanalista sullo sfondo.
Viene messa in guardia contro la "seduzione, la predicazione e la retorica" che possono insidiare chi opera nel campo della comunicazione di massa. L'approccio auspicato è quello di affrontare gli argomenti in modo "sperimentale, insaturo", con l'ambizione di facilitare una "dislocazione dello sguardo". Si ritiene che la divulgazione dovrebbe mirare a costruire complessità con forme semplici e solide, senza illudere gli interlocutori di poter comprendere tutto senza sforzo. Come ricordava Marx, "non c’è via maestra alla scienza".
Lo psicoanalista, in quest'ottica, dovrebbe "dischiudere prospettive insolite, incuriosire, 'pungere', incoraggiare a ascoltare, leggere, sedimentare i propri desideri e sentimenti, riflettere". L'errore sarebbe offrire "cibo precotto" o cadere nella logica dello spettacolo. Si critica un certo "populismo mediatico" che promette un accesso facile al sapere, ma che in realtà "preclude l'incertezza, l'esitazione, il dubbio", offrendo pensieri "confezionati" e adatti a citazioni "usa e getta".
L'Amore nella Musica e nella Scienza
La canzone di Mahmood, vincitore di Sanremo 2019, con il verso "Ho capito in un secondo che tu da me volevi solo soldi", e quella di Ultimo con "Se solamente Dio inventasse delle nuove parole potrei dirti che…", vengono citate per suggerire una possibile crisi nell'alfabetizzazione dell'amore nella musica contemporanea. Questo, unito alla sentenza delle neuroscienze che tendono a ridurre l'amore a "scosse biochimiche del cervello", e al "neo-libertinismo" che rende risibile il concetto di "per sempre", evidenzia la necessità di "ricostruire un lessico amoroso".
Recalcati sostiene che "le ragioni del cuore hanno un peso senza il quale la vita umana appare mutilata". Il suo programma si propone di andare "in direzione contraria allo spirito dei tempi che riduce la promessa dell’amore al consumismo del poliamore, al neolibertismo o, e non so cosa è peggio, allo scientismo". L'obiettivo è ritrovare le parole più profonde dell'amore, riscoprendo la poesia che nutre ogni relazione.
Resistenza Civile e Tempi Altri
Un'immagine evocativa che incarna la resistenza a una società asservita al mercato è quella di una lavagna in una vetrina di Roma che recita: "Il tempo, lʼamore e la fame possono modificare lʼorario del negozio". Questa frase viene interpretata come un atto di resistenza contro una società che cerca di disciplinare i corpi, piegandoli al lavoro e abolendone le peculiarità. In un'epoca che valuta l'essere umano sulla base della "funzionalità", delle "prestazioni" e della "conformità agli imperativi consumistici", la voce di chi suggerisce un "tempo altro", scandito dal "ritmo più singolare del corpo e della sua fame, dellʼevento amoroso o dellʼirruzione di atmosfere imprevedibili", suona sovversiva. L'imprevedibilità stessa è vista come "la grande bandita del nostro tempo".
Questa riflessione sulla "resistenza civile" e sui "tempi altri" si lega al bisogno di ritrovare una dimensione più autentica dell'esistenza, lontana dalla logica della produttività e del consumo sfrenato, e più vicina alla profondità dei sentimenti e all'imprevedibilità dell'esperienza umana. In questo senso, "Lessico Amoroso" si configura non solo come un'analisi delle relazioni, ma anche come un invito a ripensare il nostro rapporto con il tempo, con noi stessi e con il significato più profondo dell'amore.