Il Mal di Stomaco Psicosomatico: Quando la Mente Influenza il Corpo

Vi è mai capitato di sentire una sensazione di vuoto o un nodo allo stomaco? O di avere un bruciore di stomaco fastidioso che non sembra legato a ciò che avete mangiato? Se queste sensazioni vi sono familiari, non siete soli. Potrebbe trattarsi di un sintomo fisico dell'ansia, un segnale che il nostro corpo ci invia per comunicarci un disagio interiore. È un'esperienza molto comune, che può manifestarsi a qualsiasi età, anche nei bambini. In questo articolo parleremo proprio delle possibili somatizzazioni allo stomaco dell'ansia, cercando di approfondire le cause, i sintomi e i rimedi per calmare l'ansia allo stomaco.

Diagramma dell'asse cervello-intestino

La Connessione Mente-Corpo: Comprendere l'Ansia allo Stomaco

Per prima cosa, è importante capire cos'è l'ansia allo stomaco e come distinguerla da altri disturbi fisici. È sempre fondamentale escludere cause mediche con il proprio dottore, per esempio un problema gastrointestinale legato all'alimentazione. Una volta appurato che l'origine non è puramente fisica, possiamo esplorare gli aspetti psicologici. Spesso, infatti, sono proprio questi a scatenare sensazioni fisiche spiacevoli o veri e propri disturbi a livello dell'apparato digerente. L’ansia allo stomaco, infatti, può manifestarsi con nausea e bruciori e, per questo, non essere percepita come sintomo di un problema psicologico.

Invece, non è raro che, in alcune persone, situazioni particolarmente stressanti possano provocare ansia allo stomaco. Immaginiamo per esempio di essere al lavoro e in procinto di iniziare una riunione con molte persone: la possibile tensione e paura di parlare in pubblico può contribuire all’insorgenza di uno stato d’ansia che si somatizza allo stomaco. Le somatizzazioni allo stomaco possono essere causate non solo da ansia e stress, ma possono essere anche la conseguenza di esperienze generalmente considerate positive come l’innamoramento: vi dice qualcosa l’espressione “avere le farfalle nello stomaco”?

La connessione tra cervello e sistema digestivo, nota come asse cervello-intestino, è molto intensa (Holtmann & Talley, 2014). Il nostro tratto gastrointestinale è estremamente sensibile alle emozioni. Sentimenti come rabbia, ansia, tristezza, ma anche gioia e innamoramento, sono in grado di innescare una serie di reazioni fisiche che, in alcuni casi, possono manifestarsi come veri e propri disturbi gastrointestinali.

Il Ruolo dello Stress e del Sistema Nervoso Enterico

Poiché esiste una stretta relazione tra stomaco, intestino e cervello, non sorprende che si possa provare dolore alla bocca dello stomaco a causa di ansia e stress. Il tratto gastrointestinale, infatti, con il suo sistema nervoso enterico, è innervato dal sistema nervoso autonomo. Ma c’è di più. La ricerca ha ormai da tempo riconosciuto la rilevanza dello stress nella fisiopatologia delle patologie digestive. Nelle persone con sindrome dell’intestino irritabile, per esempio, è stata riscontrata (Labanski et al., 2019) una maggiore prevalenza di eventi di vita stressanti nel passato, inclusa una storia di abusi, traumi infantili o traumi psicologici più recenti nell’arco di vita.

Rappresentazione schematica del sistema nervoso autonomo

In stato di ansia, il corpo attiva la risposta di “attacco o fuga”, generando una serie di cambiamenti fisiologici inclusa la tensione addominale da stress (un’aumentata tensione muscolare a livello addominale data dallo stress). Lo stress cronico può causare una tensione muscolare persistente, che colpisce anche i muscoli dell’addome e genera la cosiddetta tensione addominale da ansia o stress. L'ansia stimola il Sistema Nervoso Autonomo (SNA), specialmente la sua componente simpatica che si attiva in risposta agli stimoli stressanti che la persona deve gestire. Quando si manifesta una reazione emotiva di ansia, il corpo entra in uno stato di allerta, rilasciando ormoni dello stress come l’adrenalina e il cortisolo. Questi ormoni preparano il corpo a fronteggiare una minaccia percepita, influenzando vari sistemi corporei, inclusi quelli digestivi. In stato di attacco o fuga, il corpo rallenta o sospende processi come la digestione per risparmiare energia e risorse per funzioni che sarebbero state in passato funzionali per la nostra sopravvivenza. L’ansia può causare tensione muscolare, inclusa quella dei muscoli addominali. Questa tensione addominale da stress può contribuire alla sensazione di compressione o di pesantezza nell’area dello stomaco e dell’addome, la quale viene spesso e volentieri definita dai pazienti come stomaco chiuso da ansia.

C'è una comunicazione bidirezionale tra il cervello e il sistema gastrointestinale. L’ansia spesso porta a una maggiore consapevolezza delle sensazioni corporee, potenziando la percezione di sintomi come lo stomaco chiuso da ansia o la tensione addominale da stress. La persona spesso può interpretare in maniera catastrofica i sintomi gastrointestinali causati da stress e ansia.

Sintomi dell'Ansia Somatizzata allo Stomaco

Abbiamo visto come ansia e stress possano avere un ruolo nell’insorgenza di patologie gastrointestinali e cronico-infiammatorie come la sindrome dell’intestino irritabile, il morbo di Crohn, la colite, la gastrite e la gastroenterite. Questi disturbi possono rendere ancora maggiori le manifestazioni dell’ansia di stomaco. Quali sono i sintomi principali? Tra le diverse manifestazioni cliniche è possibile osservare:

  • Cambiamenti dell'appetito
  • Meteorismo e diarrea
  • Nausea e vomito
  • Bruciore di stomaco
  • Stomaco disteso o gonfiore
  • Formicolio o pressione allo stomaco
  • Ansia alla bocca dello stomaco (sensazione di vuoto)
  • Sudorazione notturna
  • Insonnia

Anche i bambini possono provare ansia e lamentare dolori allo stomaco. Uno studio condotto da Shelby e colleghi (2013) ha evidenziato la stretta correlazione tra stati ansiosi e sintomi gastrointestinali anche in età pediatrica. I bambini possono riferire la presenza di questi dolori e sintomi la mattina, prima di andare a scuola o prima di affrontare situazioni che provocano stress come un esame, una partita di calcio o qualsiasi altra attività extrascolastica che generi grandi aspettative.

Illustrazione di un bambino con mal di pancia

Cause del Mal di Stomaco da Stress e Ansia

Come abbiamo già accennato, il tratto gastrointestinale ha un proprio sistema nervoso, chiamato sistema nervoso enterico. Le terminazioni nervose dello stomaco sono strettamente associate agli ormoni dello stress rilasciati dal cervello e che fanno parte della risposta di lotta o fuga. Quando questo meccanismo viene attivato, gli ormoni dello stress dicono allo stomaco di rallentare in modo che i muscoli e i polmoni possano pompare più sangue. Lo stress e l'ansia sono le possibili cause di quella sensazione di bruciore, punture e palpitazioni allo stomaco. Non tutti proviamo stress nelle stesse situazioni, per cui le circostanze in cui possiamo somatizzare l’ansia allo stomaco possono variare da persona a persona. Vediamone alcune:

  • Eventi importanti: Come un esame o una presentazione che genera insicurezza. Questa è una causa molto comune tra gli adulti al lavoro ma colpisce anche i bambini e gli adolescenti quando devono sostenere un esame, tenere una recita a scuola o fare una partita di calcio, così come qualunque altra attività a cui viene attribuita grande importanza.
  • Problemi economici e lavorativi: Come lo stress lavoro-correlato o il burnout, che colpiscono la persona fisicamente e mentalmente.
  • Problemi familiari o di coppia: Crisi di coppia, separazioni e, più in generale, problemi nelle relazioni come la fine di una storia d’amore o il dover affrontare un tradimento.
  • Cambiamenti significativi: Anche a causa di eventi considerati lieti, come una gravidanza, possono risultare stressanti perché richiedono la mobilitazione di nuove risorse.
  • Lutto: La morte di una persona cara: l’elaborazione del lutto può manifestarsi con sintomi di ansia e mal di stomaco.

In generale, la somatizzazione dell’ansia allo stomaco può presentarsi in tutti i disturbi d’ansia, tra cui ricordiamo:

  • Ansia sociale: Si tratta della paura di essere giudicati o rifiutati dagli altri, cosa che può verificarsi quando si parla in pubblico, si sostiene un esame o semplicemente si è al centro dell’attenzione per qualche minuto.
  • Ipocondria: L’influenza del cervello sul resto del corpo è potente e pensare di potersi ammalare da un momento all’altro o di essere esposti a cambiamenti improvvisi che rappresentano un rischio per la salute, può anche causare ansia allo stomaco.
  • Ansia generalizzata: Le persone con ansia generalizzata sono costantemente preoccupate per tutto ciò che accade intorno a loro e sperimentano alti livelli di ansia cronica e disagio.
  • Fobie: Le fobie possono anche causare ansia allo stomaco quando la persona sa che sarà esposta a quella paura, come può accadere, per esempio, nell’aerofobia.

Illustrazione che rappresenta diverse emozioni umane

Come Calmarsi e Gestire l'Ansia allo Stomaco

Ansia e spiacevoli sensazioni allo stomaco sono comuni e possono verificarsi in situazioni molto specifiche, come quando si inizia un nuovo lavoro o anche prima di sposarsi. Il problema è quando quest’ansia comincia a condizionare la propria vita. Cosa si può fare al riguardo? Come la psicologia può aiutare a calmare l’ansia allo stomaco?

Terapia Psicologica

Intraprendere un percorso con uno psicologo online o in studio può essere un passo decisivo per affrontare l’ansia e i disturbi allo stomaco che essa provoca. L’obiettivo di un percorso psicologico, infatti, non è solo quello di alleviare i sintomi fisici come dolore o nausea. Lo scopo più profondo è fornire gli strumenti per comprendere e gestire le radici psicologiche del problema, promuovendo un benessere duraturo. Tra i diversi approcci psicoterapeutici utilizzati per il trattamento e la gestione dell’ansia, la terapia cognitivo-comportamentale (CBT) si è rivelata molto utile per comprendere le cause dell’ansia e, di conseguenza, ridurre i suoi sintomi, tra cui quelli allo stomaco. Un psicoterapeuta cognitivo comportamentale, specializzato nella gestione dell’ansia e dello stress, svolge un ruolo fondamentale nel trattamento di sintomi psicosomatici come la tensione addominale e lo stomaco chiuso, tipici in condizioni di ansia o stress. Come abbiamo visto, il rapporto tra sintomi fisici come lo stomaco chiuso e la tensione addominale e le condizioni psicologiche di ansia e stress è intimo e complesso. Un approccio psicoterapeutico cognitivo-comportamentale non solo aiuta a mitigare i sintomi fisici ma opera anche sulle cause psicologiche sottostanti, promuovendo lo sviluppo di un benessere complessivo. La terapia CBT rappresenta quindi un’opzione preziosa e integrata per chi cerca un sollievo duraturo sia a livello mentale che fisico.

Terapia cognitivo comportamentale per l'ansia: scopriamo le tecniche cognitivo comportamentali

Rilassamento e Mindfulness

Per alleviare l’ansia allo stomaco, esistono tecniche di rilassamento che permettono alla persona di sentirsi rilassata ed evitare reazioni intense (come la nausea) in situazioni molto stressanti. Queste tecniche includono diversi approcci pratici. Ad esempio, è possibile imparare il training di rilassamento muscolare progressivo o la respirazione diaframmatica. Altre strategie efficaci sono la visualizzazione di scene rilassanti o l’integrazione di terapie specifiche come la musicoterapia. La meditazione, invece, è un allenamento mentale in cui si insegna al corpo e alla mente a concentrarsi sul presente e ad accettare senza giudizio pensieri e sentimenti. Pratiche come il training autogeno, il rilassamento muscolare progressivo e la respirazione profonda aiutano a sciogliere le tensioni fisiche e a calmare la mente. La meditazione guidata e gli esercizi antistress basati sulla consapevolezza corporea si rivelano particolarmente efficaci per alleggerire la pressione emotiva che spesso grava sull’apparato digerente. Praticare tecniche di mindfulness per lo stomaco significa imparare a riconoscere i segnali del corpo e a rispondere con maggiore serenità agli stimoli esterni.

Gestione dello Stile di Vita e Alimentazione

Per allentare la tensione psicoemotiva e mettersi nella migliore disposizione d'animo per nutrirsi in modo sano e rilassato, il pasto deve essere consumato in un ambiente confortevole (per atmosfera e temperatura), non troppo affollato né rumoroso, possibilmente in buona compagnia e da seduti. Una conversazione piacevole e interessante può aiutare ad allontanare pensieri infelici, ma bisogna comunque ricordare di masticare bene e con cura e di non parlare mentre si ha cibo in bocca. Spesso ansia e stress portano a mangiare in fretta, senza badare troppo a che cosa e a quanto si mangia. Oltre a privare del piacere di assaporare gli alimenti che ci vengono proposti, questo atteggiamento mette a dura prova il processo digestivo, causando sensazione di pesantezza, dolori e bruciore di stomaco, gonfiore addominale ed eruttazioni nelle 2-3 ore successive al pranzo, spesso accompagnati anche da nausea, mal di testa, stanchezza e calo di rendimento sul lavoro o nello studio.

Quando, invece, ansia e stress "chiudono lo stomaco", riducendo l'appetito e facendo sentire sazi e appesantiti già dopo pochi bocconi, ci si deve concedere un po' più di tempo per rilassarsi e allontanare i pensieri negativi prima di mettersi a tavola e scegliere cibi sani, invitanti, colorati e ben presentati, per stimolare positivamente l'appetito.

Seguire una dieta bilanciata è fondamentale: un’alimentazione ricca di vegetali e di alimenti fermentati (come kefir, tempeh e miso) fornisce all’organismo le fibre, gli enzimi e i probiotici necessari per il buon funzionamento dell’apparato digerente. L'utilizzo di erbe curative può aiutare le funzioni digestive e proteggere le mucose gastriche.

L'attività fisica regolare è essenziale per il benessere del tratto digestivo e la salute fisica e mentale generale. Semplici esercizi ginnici quotidiani o camminate all’aria aperta possono fare una grande differenza.

Illustrazione di un pasto sano ed equilibrato

Quando Rivolgersi a un Professionista

In alcuni casi, nonostante l’impegno personale, il mal di stomaco psicosomatico persiste o tende a peggiorare. È in questi momenti che diventa importante chiedere il supporto di un esperto. Rivolgersi a un servizio di supporto psicologico o intraprendere un percorso di terapia psicosomatica permette d’indagare in profondità le radici emotive del disagio. Attraverso una consulenza psicologica mirata, è possibile ricevere strumenti pratici e strategie personalizzate per gestire meglio stress, ansia e somatizzazione. Se senti il bisogno di un aiuto da uno psicologo per il mal di stomaco o desideri intraprendere una terapia per l’ansia e lo stress, affidarti a un percorso di supporto emotivo può rappresentare un vero punto di svolta verso il benessere.

I disturbi allo stomaco sono spesso il risultato di qualcosa che non funziona nella nostra vita, perché non stiamo seguendo il percorso adatto a soddisfare le nostre vere esigenze. Quando sintomi come nausea, bruciore e tensione addominale diventano persistenti e dolorosi, si crea un ciclo vizioso di stress e preoccupazione che accentua maggiormente il malessere fisico. In questi casi, è fondamentale chiedere il supporto di uno psicoterapeuta a indirizzo psicosomatico che può aiutare a identificare le cause nascoste dietro all’ansia somatizzata allo stomaco e a trovare soluzioni personalizzate per affrontarla.

Il Significato Simbolico dello Stomaco

Già nel ‘500, il medico naturalista e filosofo Paracelso paragonava lo stomaco a un laboratorio alchemico. Lo stomaco è luogo e strumento di trasformazione anche in molti miti antichi e moderni, in cui l’eroe viene inghiottito da un mostro e rimane nel suo stomaco fino a quando viene restituito al mondo, trasformato. Lo stomaco si lega così anche a tutti i miti di “discesa agli inferi”, in cui il “ritorno al mondo” è il frutto di un cambiamento interiore che consente una nuova visione del mondo.

Illustrazione di un personaggio mitologico inghiottito da un mostro marino

Una cavità profonda in cui si discende sembra dunque il passaggio obbligato perché si possa verificare una vera trasformazione, un “passaggio di maturità”. Lo stomaco, quindi, si fa carico simbolicamente di tutto ciò che riguarda il nutrimento, come gli affetti, i legami e le emozioni che ci alimentano. Vediamo infatti, tra l’altro, come il cibo non è mai separato dal contesto in cui viene assunto, caricandosi di significati legati al contesto in cui viene consumato. Ad esempio, sappiamo bene come un pasto possa divenire indigesto se consumato insieme a persone sgradevoli o in un’atmosfera di tensione. Gli alimenti veicolano nel nostro stomaco le emozioni e i sentimenti a cui sono associati. È quindi importante comprendere che, se si ammala lo stomaco, ciò non dipende certo solo dal tipo di cibo ingerito, magari perché ne siamo intolleranti, ma dal cibo simbolico, ovvero al nutrimento emotivo e affettivo. Pertanto, se è bene valutare quali cibi ci risultano indigesti o pesanti, sarà bene anche valutare attentamente di quali emozioni, persone, relazioni è bene liberarsi. I disturbi dello stomaco (gastriti, ulcere, ecc.) segnalano l’abitudine a inghiottire anche le cose che non vanno, come se lo stomaco fosse costretto a una lenta digestione della rabbia.

Numerose metafore utilizzate nel linguaggio comune sottolineano in modo inequivocabile questi concetti e spiegano perfettamente i legami connessi tra funzione gastrica, il mondo dei pensieri e delle emozioni: “Avere qualcosa o qualcuno sullo stomaco”, “Quante ne ho mandate giù”, “Il solo pensarci mi dà la nausea”, “Non posso proprio digerirlo”, “Non riesco a mandarlo giù”, “Questa cosa mi è rimasta sullo stomaco”. Tutti modi di dire che identificano un contenuto che non riusciamo a metabolizzare dentro di noi, ad accogliere, sia esso un legame, un vissuto, un’emozione.

Se le strategie utilizzate per uscire da questa realtà “indigesta” non trovano soluzioni, l’apparato viscerale si assume l’onere di esprimere il rifiuto che non si riconosce a livello cosciente: ecco che un divampante fuoco può segnalare un disagio esistenziale. In questo modo lo stomaco mette in atto la sua protesta come può, riversando contro l’ambiente ostile la sua aggressività incontrollabile.

Chi soffre di bruciori di stomaco, oltre a segnalare una forma di aggressività più o meno latente, può avere una sensazione di costrizione a fare qualcosa contro la sua volontà, non si sente libero di essere com’è, sta vivendo una situazione in cui si sente invaso, o vuole tenere completamente tutto sotto controllo e, non essendo in grado di farlo, si sente stressato. In questo modo la tensione crea rabbia, quest’ultima bloccata e trattenuta dentro “esplode” all’interno dello stomaco bruciandolo: sintomo di un’emozione inespressa che ribolle e demolisce internamente. È necessario quindi, attraverso il supporto di uno psicologo, esternare questi vissuti inespressi.

Stress e gastrite sono spesso correlati. La gastrite da stress è la conseguenza di un’infiammazione della parete interna dello stomaco, dovuta a un’eccessiva produzione di succhi digestivi acidi. La durata della gastrite è legata alla persistenza del fatto stressante che ha scatenato il malessere. Ecco perché l’unica cura davvero efficace parte proprio da lì: eliminare o mitigare il carico di tensione adottando uno stile di vita più salutare.

Come ogni malattia, la gastrite non va mai trascurata, soprattutto se si presenta in forma cronica. La gastrite psicosomatica si può combattere simultaneamente su tre fronti: con l’aiuto della medicina, con una migliore gestione delle emozioni, magari aiutati da uno psicoterapeuta specializzato in malattie psicosomatiche, e con una dieta più appropriata. È stato poi visto nel corso del tempo come una dieta sana ed equilibrata possa contribuire a far diminuire almeno in parte l’acidità di stomaco e le sue conseguenze.

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