La serie televisiva sudcoreana "Squid Game", rilasciata su Netflix nel settembre 2021, ha rapidamente scalato le vette del successo globale, registrando un numero senza precedenti di spettatori in tutto il mondo e diventando un vero e proprio "fenomeno della cultura pop". Ma quali sono le ragioni profonde di questo impatto planetario? Al di là della trama avvincente e della violenza esplicita, "Squid Game" si rivela un'opera complessa, capace di interrogare la natura umana, le dinamiche sociali e le fragilità psicologiche che accomunano gli spettatori.

La Trama: Un Pretesto per l'Indagine Psicologica
Il fulcro narrativo ruota attorno a Seong Gi-hun, un uomo divorziato e sommerso dai debiti, che viene avvicinato da un misterioso individuo. Quest'ultimo gli propone di partecipare a una serie di giochi tradizionali per bambini, promettendo in cambio una cospicua somma di denaro. La serie, dunque, funge da veicolo per un profondo dialogo interiore, innescato dalle provocazioni etiche che emergono di fronte alle scelte estreme dei protagonisti. Viene messa in discussione la stessa essenza dell'essere umano: la violenza, la legge del più forte, la libertà di scelta e le disuguaglianze sociali.
La domanda fondamentale che emerge è: la scelta è realmente libera? Le condizioni che determinano il benessere o il malessere sono universali o dipendono da fattori socio-economici e personali? La serie rappresenta la vita come una competizione, incarnando l'ideologia meritocratica che, paradossalmente, giustifica l'uguaglianza delle opportunità per creare una società di vincitori, finendo per generare disuguaglianza. Il regista, Hwang Dong-hyuk, utilizza il tema del "Gioco" per esplorare queste tematiche.
Il Gioco: Tra Innocenza Infantile e Perversione Grottesca
Secondo Donald Winnicott, il gioco è un'esperienza creativa fondamentale per lo sviluppo infantile, un primo modo per esplorare il mondo, esprimere il proprio potenziale e gestire le frustrazioni della realtà, sospendendo temporaneamente il giudizio e la distinzione tra sé e il mondo esterno. In "Squid Game", tuttavia, il "mito dell'infanzia e dei giochi" viene pervertito in chiave macabra e grottesca. I giochi infantili, carichi di innocenza, si trasformano in strumenti di morte e violenza, creando un contrasto disturbante che cattura lo spettatore.
La regia, in particolare attraverso le inquadrature che mimano lo sguardo dei "VIP" - i ricchi e potenti spettatori del gioco - amplifica l'intensità della violenza. Questo espone lo spettatore a una parte quasi morbosa di sé, dove la trasgressione deriva dal semplice atto di osservare ciò che è proibito. Alcuni critici hanno condannato la serie per questa rappresentazione, ma è innegabile che essa tocchi corde profonde della natura umana, esplorando pulsioni e aspetti repressi. D'altro canto, vedere queste dinamiche proiettate sullo schermo può rappresentare un modo per elaborarle, per renderle "Altro da Sé" e riacquistare un senso di controllo.

La Lotta per la Sopravvivenza: Microcosmo e Macrocosmo
La serie intreccia costantemente due livelli: quello individuale e quello collettivo. Sull'isola, i partecipanti si conoscono, si sfidano, condividono storie, vincono e muoiono, creando un microcosmo dove le dinamiche di potere e sopravvivenza si manifestano con cruda immediatezza. Parallelamente, il "fuori" rappresenta le vite da cui provengono, caratterizzate da disagio, isolamento, indebitamento, emarginazione e pressione sociale.
L'aspetto della lotta per la supremazia del più forte sul più debole, tema centrale della serie, risuona con le esperienze collettive recenti, come la pandemia da Covid-19, che ha messo in luce la corsa alle risorse e le disuguaglianze globali, con i paesi più ricchi che si sono accaparrati vaccini a discapito di quelli più poveri. Le disuguaglianze sociali rappresentate in "Squid Game" - materiali, simboliche, di genere, di potere - nascono da politiche distributive inique delle risorse.
Il Contesto Socio-Economico Coreano: La Crisi del Successo
Un aspetto cruciale per comprendere il successo di "Squid Game" è il contesto socio-economico della Corea del Sud. Il regista, Hwang Dong-hyuk, ha dichiarato di essersi "esaurito" fisicamente, mentalmente ed emotivamente durante la produzione, ispirato da una crisi finanziaria personale del 2009. Questa esperienza personale riflette una realtà più ampia del paese.
La Corea del Sud ha vissuto una rapida crescita economica negli ultimi 60 anni, trasformandosi da paese povero a una delle "Tigri Asiatiche". Tuttavia, questa crescita è stata fortemente diseguale. Molti cittadini sono rimasti indietro, le disuguaglianze si sono accentuate drammaticamente, con un'alta percentuale di anziani sotto la soglia di povertà e un elevato tasso di disoccupazione giovanile. La società è caratterizzata da una grande ricchezza concentrata nelle mani di poche famiglie potenti, mentre per molti altri le opportunità sono limitate, la mobilità sociale è scarsa e la pressione sociale per il successo è enorme.

Il Perturbante di Freud: L'Estraneo Segretamente Familiare
Sigmund Freud definisce "perturbante" la sensazione di spaesamento e estraneità che emerge quando ciò che dovrebbe rimanere nascosto, segreto o intimo riaffiora. È l'estraneo segretamente familiare che ci turba, ci mette in uno stato di incertezza e inquietudine. La potenza di "Squid Game" risiede forse proprio in questa capacità di mettere ogni spettatore in contatto con parti silenziose della propria natura umana e di confrontarlo con la propria condizione di cittadino in un mondo sempre più diseguale.
La serie termina in modo ambiguo, alimentando voci su un possibile seguito. L'auspicio è che "Squid Game" possa catalizzare l'attenzione sulle politiche di governance, sociali ed economiche che influenzano la distribuzione di opportunità e risorse a livello globale.
La Teoria del Desiderio di Lacan e l'Analisi dei Personaggi
Nel secondo episodio, il detective Hwang Jun-ho trova, nella stanza del fratello scomparso, libri tra cui "La teoria del desiderio" di Jacques Lacan. Questa citazione non è casuale e offre una chiave di lettura fondamentale per comprendere le sfumature della serie. Lacan sostiene che "il nostro desiderio è sempre e soltanto il desiderio del desiderio dell'altro". Il desiderio, inteso come meccanismo che umanizza l'individuo, distingue l'uomo dall'animale. L'essere umano, "essere di desiderio", domanda all'altro "che cosa sono per te?" o "quale posto occupo nei tuoi desideri?".
Analizzando i personaggi attraverso questa lente, Seong Gi-hun emerge come emblematico. La sua condizione di divorziato, giocatore d'azzardo indebitato e ai gradini più bassi della scala sociale, gli impedisce di essere riconosciuto come padre. Il suo desiderio di "essere qualcosa per la figlia" è in contrasto con la sua passione per il gioco, che lo priva dei mezzi per soddisfarlo. La vita perde di senso, e il gioco d'azzardo, così come la partecipazione a "Squid Game", diventa un modo per "anestetizzare" il dolore e cercare un appagamento illusorio.
Massimo Recalcati, studioso di Lacan, sottolineerebbe come in "Squid Game" domini la forza della pulsione e l'attrazione per l'eccesso. La moderazione è percepita come sconfitta in un mondo spietato. Il gioco e il suo montepremi offrono l'illusione di poter appagare ogni desiderio e superare le afflizioni.
Jacques Lacan spiegato in 30 minuti
La Deindividuazione e la Psicologia dei Gruppi
La cura dei creatori per gli aspetti psicologici è evidente nella scelta del guardaroba: concorrenti con tute da ginnastica anonime, privati del nome e identificati solo da un numero, e guardie con maschere e voci camuffate. Questo processo di "deindividuazione" li trasforma in simboli. Anche i giochi, con la loro contrapposizione tra innocenza infantile e brutalità della sopravvivenza, generano una dissonanza cognitiva che amplifica il senso di impotenza e sgomento.
La psicologia di gruppo gioca un ruolo cruciale. La "deindividuazione", un costrutto psicologico studiato da Gustave LeBon e Leon Festinger, suggerisce che l'appartenenza a un gruppo può portare gli individui a identificarsi più come membri del gruppo che come singoli. Questo può influenzare il comportamento, portando a una minore responsabilità personale e a una maggiore propensione ad azioni estreme. I lavoratori di "Squid Game", anonimi nelle loro uniformi, esemplificano questo fenomeno.

"Hobson's Choice" e l'Alternativa tra Alienazione e Separazione
Il riferimento al libro di Lacan nel serial può essere interpretato come un'allegoria della condizione umana, in particolare del concetto di "Hobson's Choice", un'alternativa in cui non vi è una vera scelta, ma solo l'apparenza di essa. Lacan esplora l'oscillazione tra "Alienazione" e "Separazione". In "Squid Game", l'alternativa si traduce in "avere molti soldi o avere la morte". Il vincitore ottiene entrambi, ma per gli altri, la morte è la conseguenza dell'incapacità di ottenere il denaro.
Questa dinamica riflette la lotta per la sopravvivenza e la difficoltà di conciliare il proprio "essere" con il "senso" che si vuole dare alla propria vita. La serie suggerisce che la vita stessa sia un gioco micidiale, una prova attraverso cui ogni essere umano deve passare, indipendentemente dal contesto socio-economico.
La Critica al Capitalismo e la Violenza Strumentale
Molti hanno interpretato "Squid Game" come una critica feroce al capitalismo e alla lotta di classe. Sebbene il tema dell'indebitamento e della disperazione economica sia antico, la serie lo contestualizza all'interno di un sistema che amplifica le disuguaglianze. La violenza in "Squid Game" non è guidata dal sadismo, ma da un tornaconto personale, una violenza strumentale utilizzata per raggiungere i propri scopi.
Questo ideale di violenza, sebbene razionalmente deprecato, può esercitare un fascino complesso, unendo aspetti repellenti e attraenti. Freud definirebbe questo vissuto "perturbante", un ritorno del rimosso che ci mette a confronto con le nostre pulsioni e le nostre paure. La serie mette in scena la disumanizzazione che deriva dalla priorità assoluta del guadagno economico, un tema che risuona con le logiche del mercato globale e delle grandi corporazioni.
La Cultura della Disperazione
"Squid Game" dipinge una cultura della disperazione che attraversa sia i VIP, ricchi ma vuoti, sia i giocatori, poveri e oppressi. Questa disperazione deriva dalla difficoltà di riconoscere risorse alternative al denaro e dal sentirsi unicamente consumatori in competizione per risorse scarse. La serie solleva interrogativi scomodi: "tu, in queste condizioni, avresti partecipato agli Squid Games?". Suggerisce che, in certe circostanze estreme, la scelta potrebbe sembrare inevitabile.
La serie invita a riflettere sulla normalizzazione della violenza nella società, sia essa istituzionalizzata o interpersonale. Il "perturbante" delle fiabe, così come quello di "Squid Game", ci permette di affrontare emozioni profonde e angosce esistenziali, offrendo un tramite simbolico per elaborarle.
Il Valore Educativo e la Rappresentazione della Realtà
Il dibattito sul valore educativo di "Squid Game" per gli adolescenti è complesso. Impedire la visione della serie potrebbe essere sterile se non si affrontano le contraddizioni della società che essa rappresenta. Le fiabe moderne, depurate da elementi "perturbanti", rischiano di infantilizzare i problemi dei bambini, privandoli della possibilità di elaborare le proprie angosce attraverso simboli potenti.
Allo stesso modo, "Squid Game", pur nella sua crudezza, offre uno specchio della realtà, evidenziando le disuguaglianze, le pressioni economiche e la lotta per la sopravvivenza. La serie non crea queste angosce, ma le rende pensabili, permettendo agli spettatori di confrontarsi con esse e, forse, di trovare nuove prospettive. La capacità di riconoscere questi vissuti, anche in condizioni di estrema difficoltà, apre a nuove possibilità, anche se faticose. La serie, in definitiva, ci spinge a interrogarci non solo sulla natura della violenza e del capitalismo, ma anche sulla nostra stessa capacità di dare senso alla vita in un mondo sempre più complesso e disuguale.
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