L'indagine sul potenziale intreccio tra psicoanalisi e marxismo, sebbene affrontata in diverse occasioni, continua a stimolare il dibattito intellettuale, rivelando connessioni profonde e talvolta sorprendenti. Il testo "psicoanalisi e marxismo 1972 zanarri" si inserisce in questo filone di ricerca, offrendo spunti di riflessione che mirano a esplorare i legami, le divergenze e le possibili sinergie tra queste due potenti correnti di pensiero. L'opera, sebbene descritta come "molto buono" con "tracce d'uso sulla copertina" e "pagine imbrunite dal tempo", testimonia la perdurante attualità dei temi trattati, provenendo da una "collezione privata" e suggerendo un valore intrinseco che trascende le condizioni materiali del suo supporto.

La Sfida dell'Integrazione: Filosofia, Psicoanalisi e Prassi
Bruno Moroncini, figura intellettuale di spicco scomparsa nel 2022, ha dedicato gran parte della sua carriera accademica all'esplorazione dei rapporti tra filosofia e prassi, con un'attenzione particolare per il dialogo tra la filosofia morale e la psicoanalisi. I suoi contributi, caratterizzati da "letture innovative e acutissime" di pensatori come Walter Benjamin, Jacques Derrida e Jacques Lacan, hanno sempre mirato a "far fronte agli enigmi del nostro presente". La sua riflessione insistita sui "rapporti tra filosofia e prassi discorsiva psicoanalitica" è stata uno degli "snodi maggiori e più fruttuosi" del suo pensiero. Moroncini, Professore Ordinario di Filosofia morale, ha sempre promosso una ricerca "rigorosa, libera, irrequieta", volta all'ideazione di "prospettive etiche capaci di far fronte agli enigmi del nostro presente". La sua opera, come evidenziato da Carmelo Colangelo, testimonia una "ricerca rigorosa, libera, irrequieta, continuamente intesa all’ideazione di prospettive etiche capaci di far fronte agli enigmi del nostro presente".
Gianni de Renzis, medico psichiatra e psicoanalista di scuola freudiana, pur non definendosi filosofo o analista lacaniano, riconosce in Moroncini una figura di straordinaria "rilevanza 'esuberante' del pensiero e della personalità". Le frequenti interlocuzioni con Moroncini, sebbene talvolta caratterizzate da "fondatissime esitazioni" da parte di de Renzis a causa della sua non appartenenza al mondo accademico o lacaniano, sono state sempre stimolanti. De Renzis sottolinea come Moroncini proponesse Lacan "non come l’oggetto di una qualche speculazione filosofica, ma come il soggetto in grado di interrogare criticamente la stessa filosofia, fin dai suoi stessi presunti fondamenti". Il primo incontro personale tra de Renzis e Moroncini risale alla metà degli anni '90, in occasione della presentazione del libro di Wolfgang Loch, "Psicoanalisi e verità". In quell'occasione, de Renzis riconobbe in Moroncini "una cultura (un sapere e una intelligenza) non comune", unita a uno stile dialogico ma rigoroso. La "questione" centrale che Moroncini avrebbe esplorato, secondo de Renzis, era quella della verità, in un percorso che partiva dalla "certezza autofondativa del cogito cartesiano" per giungere a un'esistenza "orfana" e "in cerca di autore", guidata da una "altra" fiducia, quella nella "causa (in tutti i sensi del termine) del proprio ‘desiderio’".

Lacan, Benjamin e il Materialismo: Un Approccio Critico
Sergio Benvenuto, collaboratore e sostenitore dell'European Journal of Psychoanalysis, descrive Moroncini come un amico da decenni, "persona mite e gentile", ma capace anche di un "io battagliero", con cui condivideva "momenti burrascosi" dovuti a disaccordi teorici che, tuttavia, non intaccavano l'amicizia. Benvenuto evidenzia come Moroncini fosse uno dei pochi filosofi italiani a "coniugare filosofia e psicoanalisi", seguendo la scia di Jacques Derrida, che attribuiva alla psicoanalisi un'importanza fondamentale come fonte di ispirazione filosofica. In questa prospettiva, che univa Derrida e Benjamin, Moroncini avrebbe studiato e compreso profondamente Jacques Lacan, da cui trasse spunti originali per il suo saggio "Sull’amore", una rilettura lacaniana del Simposio platonico. Benvenuto sottolinea come, nonostante Moroncini non avesse mai praticato l'analisi, possedesse una capacità di comprensione della pratica analitica superiore a molti clinici, come dimostrato dal suo intervento in un seminario di Fulvio Marone, psichiatra e psicoanalista. Le sue lezioni, secondo gli allievi della Scuola di Psicoterapia ICLES, permettevano finalmente di "capire qualcosa di Lacan".
Massimo Recalcati | Jacques Lacan (Feltrinelli)
La relazione tra psicoanalisi e marxismo, come suggerisce la prefazione a un testo di Wilhelm Reich, si pone come interrogativo fondamentale: "Esiste un qualche legame fra la psicoanalisi di Freud e il materialismo dialettico di Marx ed Engels?". La risposta a questa domanda è cruciale per valutare la possibilità di una discussione sui rapporti tra psicoanalisi, rivoluzione proletaria e lotta di classe. Tuttavia, si avverte subito che l'applicazione della psicoanalisi ai problemi sociali rischia di trasformarla in una "Weltanschauung", una filosofia che, a differenza del marxismo, preconizza il "regno della ragione" e un "razionalismo utopistico" che tradisce una concezione individualistica del sociale. La psicoanalisi, definita come "metodo psicologico", non può sostituire o completare la concezione materialistica della storia, poiché non è un sistema filosofico.
La Psicoanalisi come Scienza Ausiliaria e il Materialismo Marxista
La psicoanalisi, pur non occupandosi direttamente della psicologia delle masse, può intervenire come "scienza ausiliaria" per spiegare fenomeni individuali all'interno di contesti sociali, come il problema del capo, la paura, il panico e l'obbedienza. Tuttavia, problemi come la coscienza di classe, il movimento di massa, la politica e lo sciopero sfuggono al suo metodo, appartenendo alla sociologia. Le critiche marxiste, pur avendo ragione nel rimproverare ad alcuni psicoanalisti di voler spiegare ciò che il loro metodo non permette, sbagliano nell'identificare il metodo con chi lo applica e nel fargli carico degli errori commessi.
È fondamentale distinguere tra "marxismo-sociologia", inteso come scienza, e il "marxismo considerato come metodo e sistema filosofico". La sociologia marxista è il risultato dell'applicazione del metodo marxista alla vita sociale. In quanto scienza, la psicoanalisi è l'equivalente della sociologia marxista: l'una tratta dei fenomeni psichici, l'altra dei fenomeni sociali. Sebbene possano assistersi mutualmente, la psicoanalisi non può spiegare una nevrosi o uno scompiglio nell'attitudine al lavoro, mentre il materialismo dialettico potrebbe farlo.

Obiezioni Marxiste e la Base Materialistica della Psicoanalisi
Due obiezioni principali vengono sollevate dai marxisti alla psicoanalisi:
Fenomeno di decomposizione della borghesia decadente: Questa obiezione, secondo l'analisi, tradisce una scarsa comprensione della natura dialettica della psicoanalisi. Si richiama il pensiero di Marx, secondo cui ogni ordine sociale ha le sue contraddizioni e i germi delle nuove epoche. Pertanto, ciò che la borghesia ha creato non va considerato "inutilizzabile" per la futura società.
Scienza idealista: Una conoscenza più approfondita rivelerebbe che, nella società borghese, ogni scienza può dare luogo a deformazioni idealistiche. Tuttavia, questo non pregiudica la natura reale della scienza. La questione centrale riguarda gli elementi della teoria e le concezioni fondamentali dei fenomeni psichici.
La psicoanalisi, lungi dall'essere intrinsecamente legata al riformismo o a interpretazioni reazionarie (come nel caso di de Man), possiede una base materialistica. Il materialismo meccanicistico, che riduce i processi psichici a fenomeni esclusivamente fisici, è un errore. Marx, al contrario, concepisce l'attività umana come "attività oggettiva" e la realtà materiale dell'attività psichica è inseparabile dalla pratica. Una psicologia materialistica, per essere logica, deve analizzare i fenomeni psichici attraverso un metodo psicologico, non organico, senza cadere in un formalismo causale che ignora il contenuto pratico delle idee e dei sentimenti.
La Dottrina Psicoanalitica degli Istinti e la Libido
La "dottrina psicoanalitica degli istinti" costituisce l'ossatura del pensiero freudiano, con la teoria della libido come elemento centrale. La libido è definita come "nozione limite fra lo psichico e il somatico", l'energia dell'istinto sessuale. La sua sorgente è un processo organico, in particolare nell'apparato sessuale e nelle zone erogene. La teoria della sessualità infantile, confermata dai fisiologi, supporta la natura materiale della libido. Freud ha scardinato la concezione secondo cui l'istinto sessuale si manifesta solo alla pubertà, dimostrando la sua presenza fin dalla nascita.

La psicoanalisi, nel suo approccio, si confronta con le domande poste dal materialismo dialettico: la realtà del mondo esiste indipendentemente dal pensiero? L'organico edifica il mentale o viceversa? Queste domande, affrontate con rigore metodologico, sono essenziali per comprendere il dialogo complesso e tuttora aperto tra psicoanalisi e marxismo, un dialogo che Bruno Moroncini ha contribuito ad arricchire con la sua acuta intelligenza filosofica.
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