L'introduzione della danza educativa nel curriculum scolastico, come strumento disciplinare e trasversale, rappresenta una evoluzione significativa nel panorama pedagogico. Questa riflessione nasce a seguito del Dlgs 60/2017, che ha formalizzato le componenti verticali del curriculum denominate “temi della creatività”, includendo il “musicale-coreutico”. Questo approccio mira a diffondere non solo la conoscenza della danza, ma anche un pensiero critico ad essa correlato. Le istituzioni scolastiche, nell’ambito della propria autonomia, sono incoraggiate a prevedere nel Piano Triennale dell’Offerta Formativa attività teoriche e pratiche, anche in modalità laboratoriale, dedicate allo studio, approfondimento, produzione, fruizione e scambio in ambito artistico e coreutico, come sancito dall'art. 2 del decreto. Ulteriori riferimenti alla danza si trovano anche nelle Indicazioni Nazionali, sottolineando la sua crescente importanza nel percorso formativo.
La danza educativa si distingue nettamente dall'attività motoria tradizionale, che si concentra prevalentemente su ginnastica, sport o movimento con lo scopo primario di allenare il corpo. Al contrario, la danza educativa adotta una prospettiva olistica, attivando sinergicamente i presupposti per l'istruzione, intesa come acquisizione di conoscenze, e per l'educazione del corpo e della mente. La danza può essere considerata a pieno titolo una “peculiare materia educativa, un’effettiva possibilità di incontro di pedagogia, scienze e attività della formazione” (Siciliani De Cumis, 2005). Non solo, la danza educativa può fungere da mediatore didattico, applicata in modo trasversale ad altre discipline per innovare il curriculum (Odevaine, 2005).

Danza Movimento Terapia: Oltre la Performance, Verso la Consapevolezza
La Danza Movimento Terapia (DMT) è una metodologia e un insieme di tecniche appartenenti alle Arti Terapie. Si tratta di terapie non farmacologiche, non verbali e para-verbali che utilizzano una disciplina artistica di vertice nella relazione di cura, terapeutica-riabilitativa ed educativa. Le origini della DMT risalgono agli Stati Uniti intorno agli anni Quaranta, grazie all'opera di danzatori che lavoravano con persone affette da disabilità e disagio psichiatrico. Anche in Europa, in quel periodo, si attestano le prime esperienze in questo campo.
È importante sfatare il comune malinteso che la Danza Movimento Terapia sia adatta solo a bambini e adulti con disabilità, o esclusivamente rivolta a chi sa già ballare o desidera imparare a farlo. La DMT, infatti, si rivolge a tutti, offrendo benefici diffusi. La sua specificità creativa risiede nella danza, ma come strumento terapeutico essa va oltre le mere sollecitazioni della disciplina artistica. La DMT agisce direttamente sull'individuo attraverso il canale essenziale della vita: il movimento. Si caratterizza come un processo relazionale, non una lezione tradizionale, ma un percorso che coinvolge terapeuta e persona (paziente), o terapeuta e gruppo.
I protagonisti degli incontri di DMT sono i partecipanti stessi, a qualsiasi età. Il corpo, il movimento (anche minimo, o la sua assenza), il processo creativo e la musica (che può comunque non essere presente) sono gli elementi centrali. Il conduttore, in questo contesto, agisce come mediatore della relazione non verbale che si crea, permettendo l'emergere di consapevolezze, emozioni e sensazioni, rivelando l'“io reale”.
Intervista alla Dott.ssa Michela La Stella - Danza movimento terapia
Finalità e Obiettivi della Danza Movimento Terapia
La finalità primaria della DMT è quella di aiutare la persona, attraverso un approccio creativo ed espressivo, a vivere l'esperienza della vita quotidiana e ad affrontare i cambiamenti. “Attraverso la creatività, l’espressione, il movimento, la musica, la persona, a tutte le età, può vivere il processo di ri-definizione di Sé, partendo dalla ri-scoperta del proprio corpo nelle sue parti e nel suo tutto (schema corporeo) per arrivare alla propria Immagine corporea” (Elena Fossati).
Proprio per questa sua finalità, la DMT è spesso utilizzata nei percorsi di riabilitazione psichiatrica, ma trova applicazione anche nel trattamento di malattie degenerative, nel sostegno al disagio psicologico, nei disturbi alimentari e nelle disabilità fisiche. Si rivela inoltre uno strumento prezioso in ambiti educativi e formativi, nonché come metodologia di prevenzione.
Ricollegandosi, in primo luogo, alle attività fisiche che producono effetti fisiologici, la DMT promuove benefici sulla circolazione sanguigna, sulla muscolatura e sulle articolazioni. Il suo primo obiettivo è il piacere funzionale del movimento e dell'essere mossi, aspetto cruciale in situazioni di gravi disabilità fisiche. La DMT attiva le funzioni psicomotorie, migliorando la coordinazione, il senso del tempo e del ritmo, e la percezione dello schema corporeo.
Oltre agli obiettivi legati alla dimensione corporea, la DMT persegue traguardi nella sfera psico-emotiva e relazionale: aiuta a identificare nel corpo e ad esprimere le proprie emozioni, a rafforzare la percezione dell'immagine di sé e a stimolare l'utilizzo della creatività a tutte le età.

I Benefici della Danza Movimento Terapia per i Bambini
La Danza Movimento Terapia può essere benefica a tutte le età, ma i suoi effetti sui bambini sono particolarmente significativi. Come affermava Aristotele, “La vita è movimento, il movimento è vita”. I bambini, attraverso il corpo e il movimento, sperimentano il mondo, arrivando al pensiero e alla creazione di concetti. Essendo un'attività non verbale e priva di giudizio, che non richiede una performance specifica, la DMT permette ai bambini di parteciparvi secondo le proprie capacità. Può essere proposta con finalità espressivo-educative, dalla scuola dell'infanzia all'adolescenza, e terapeutiche.
In ambito terapeutico-riabilitativo, la DMT ha dimostrato efficacia in diverse aree: gestione delle emozioni, disturbi dell'apprendimento, ADHD, autismo, disabilità psico-fisiche, disturbi cognitivi e sindrome di Sanfilippo. I bambini che partecipano a questa metodologia sperimentano un approccio differente al movimento e al proprio corpo, imparando ad ascoltarsi. Il ritmo, attraverso giochi strutturati, insegna il rispetto delle regole, mentre l'uso della danza favorisce relazioni diverse con gli altri. La dimensione non giudicante crea uno spazio di accettazione, mentre il processo creativo stimola l'espressione di sé, facendo interagire linguaggi e abilità differenti.
Struttura di un Incontro di Danza Movimento Terapia
La Danza Movimento Terapia si svolge prevalentemente in una dimensione non verbale, sebbene non escluda momenti di scambio verbale per osservare e condividere lo stato emotivo e le sensazioni dei partecipanti. Fondamentale è il mantenimento di un clima di non giudizio, sia durante il processo corporeo sia nella condivisione verbale.
Gli incontri, della durata variabile (circa 1 ora o 1 ora e 30 minuti, a seconda delle caratteristiche dei partecipanti e del gruppo), sono strutturati in diverse fasi. Il professionista valuta il tempo necessario per ciascuna.
La fase iniziale prevede una preparazione del corpo: il conduttore guida i partecipanti a prendere coscienza del proprio corpo nel “qui e ora”, accogliendo ciò che emerge a livello corporeo. La parte centrale dell'incontro si sviluppa in base al percorso stabilito per la persona o il gruppo, tenendo conto degli obiettivi prefissati. In questa fase, si mantiene un'ottica di apertura e presenza per osservare ciò che accade e, se necessario, modificare la proposta.
La chiusura dell'incontro dedica sempre uno spazio al ritorno alla calma, per allontanarsi gradualmente dallo spazio creativo. Spesso segue un momento di rielaborazione dell'esperienza, adattato alle diverse età e situazioni.

Progettazione Pedagogica e Inclusione
Il progetto psicomotorio integrato alla danza mira a sviluppare l'inclusione delle diverse abilità, aumentando la consapevolezza corporea e le capacità relazionali. Permette inoltre di sperimentare l'espressione delle emozioni e della creatività, configurandosi come un percorso completo di crescita e benessere. Valorizza la conoscenza di sé, delle diversità e delle uguaglianze, la comunicazione e la relazione con gli altri, nonché l'acquisizione delle regole e del senso di legalità.
La progettazione pedagogica dell'associazione Filieradarte pone al centro il processo di crescita dei bambini all'interno di un percorso formativo unitario e continuo. L'équipe progettuale definisce le direzioni di sviluppo, consapevole che le competenze si acquisiscono in un continuum evolutivo, dove ogni conquista genera nuove opportunità di apprendimento.
Si incoraggia la partecipazione attiva dei genitori nella costruzione del ruolo genitoriale, promuovendo un atteggiamento accogliente e incoraggiante. L'adulto è chiamato a instaurare una relazione sicura con il bambino, partecipando alle sue esplorazioni e conquiste, ma osservando come un “regista amorevole”, a favore della libera e autonoma acquisizione delle tappe dello sviluppo psicomotorio fin dalla nascita. Questo approccio condivide il pensiero che “Il movimento nasce dal desiderio”.

Prevenzione e Benessere Psicomotorio
Il progetto considera la prevenzione in diversi ambiti, inclusa la salute. Particolare attenzione è dedicata alla prevenzione di problemi posturali, al coordinamento degli schemi motori, alla prevenzione dell'obesità e alla promozione di una relazione ad alto contatto e di qualità con le figure parentali. Uno sviluppo armonico sul piano psicomotorio e psico-affettivo affonda le radici fin dai primi giorni di vita.
I genitori imparano a osservare i propri figli con atteggiamento positivo, riducendo ansia e aspettative, nel rispetto dell'unicità del bambino e dei suoi tempi. L'equilibrio del tono muscolare, la produzione di ossitocina ed endorfine favoriscono la regolazione del ritmo sonno-veglia, elementi cruciali per il benessere.
Nella fase iniziale di un incontro (ad esempio nel progetto "Nati per muoverci"), il genitore è a stretto contatto con il neonato, instaurando una relazione attraverso il tatto. La fase successiva prevede la messa in movimento dei bambini, stimolati sensorialmente, percettivamente o attraverso l'uso di materiali, incoraggiandoli a esplorare lo spazio. L'insegnante può intervenire attraverso il tocco per favorire il riequilibrio del tono muscolare e portare consapevolezza a specifiche parti del corpo, sostenendo il processo di scoperta del bambino senza anticipare o forzare.
Favorire il movimento in modi diversi amplia il repertorio di azioni del bambino, rendendolo più sicuro e abile nel problem-solving motorio. In questa fase, il genitore impara a osservare i micro-movimenti del figlio, acquisendo strategie per incoraggiare e sostenere il suo processo di sviluppo nel rispetto della sua autonomia. Ogni incontro si conclude con danze nello spazio genitore-bambino, ad alto contatto, per ritrovarsi e salutare il gruppo.
Dai 18 mesi, la metodologia di "Nati per muoverci" integra elementi di danza educativa. A partire dal 2023, il progetto ha sviluppato una partnership con CCW - Cultural Welfare Center, inserendosi nel progetto Mille culle.
Considerazioni Tecniche e Legali
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