L'invecchiamento comporta una serie di cambiamenti nella cognizione; tuttavia, studi recenti hanno dimostrato che, anche in età avanzata, il cervello è plastico e può beneficiare del potenziamento cognitivo. Negli ultimi anni, nella letteratura scientifica e nel linguaggio quotidiano si è sentito molto parlare di funzioni cognitive o abilità mentali, anche se, molto spesso, non si comprende appieno l'importanza del perfetto funzionamento di tali funzioni. Sono funzioni importanti che permettono all'uomo di svolgere la maggior parte delle azioni quotidiane. In particolar modo nell'anziano, il loro perfetto funzionamento permette di continuare a essere autonomo nella vita quotidiana. Con l'invecchiamento, anche nell'anziano esente da patologie, si assiste a un decremento delle prestazioni cognitive. In assenza di patologia, le modificazioni cerebrali avvengono in modo lento e graduale. L'involuzione riguarda soprattutto le abilità cognitive soggette a disuso o ipostimolazione, mentre una buona efficienza si osserva per quelle esercitate di frequente.

I Cambiamenti Cognitivi Legati all'Età
L'invecchiamento naturale porta con sé una serie di modificazioni che interessano diverse aree della cognizione. Tra queste, si osserva un rallentamento nei tempi di reazione: i tempi di reazione degli anziani sono più lenti rispetto a quelli degli adulti. Vi possono essere deficit dell'attenzione nelle sue varie componenti, compromettendo la capacità di concentrazione e di focalizzazione. La memoria è sicuramente la funzione cognitiva che più frequentemente viene percepita come inadeguata con l'avanzare dell'età. Con l'invecchiamento si assiste a un decremento di alcune funzioni mnemoniche, come ad esempio la memoria prospettica (ricordare di fare qualcosa in futuro), e al relativo risparmio di altre, come la memoria semantica (conoscenza generale del mondo). Le funzioni cognitive appena descritte rappresentano abilità mentali sempre attive e controllate da strutture cerebrali che ci permettono di svolgere le nostre attività quotidiane. L'invecchiamento, quindi, comporta una serie di cambiamenti nei differenti aspetti della cognizione.
La Neuroplasticità: Una Speranza per l'Invecchiamento Attivo
Tuttavia, studi recenti hanno dimostrato che, anche in età avanzata, il cervello è plastico e può beneficiare del potenziamento cognitivo. Il concetto di plasticità cerebrale, introdotto nell'approccio dell'arco di vita (Life-span psychology) proposto da Baltes nel 1987, viene superata la visione dell'invecchiamento caratterizzata solo dal possibile declino e viene proposta l'idea che sia possibile imparare cose nuove anche in età avanzata. Le ricerche scientifiche hanno dimostrato come, contrariamente a quanto si riteneva in passato, anche dopo i sessantacinque anni il cervello è plastico e può incrementare il funzionamento cognitivo. È stato inoltre evidenziato che la prestazione cognitiva degli anziani è caratterizzata da una certa flessibilità, nel senso che le difficoltà in alcune funzioni cognitive vengono compensate attraverso il reclutamento delle abilità mantenute.

Obiettivi e Metodologie del Potenziamento Cognitivo
Il potenziamento cognitivo si pone come obiettivo lo sviluppo delle attività mentali disponibili nell'individuo, accrescendo le loro funzioni e migliorandone il loro utilizzo, incrementando le possibilità di invecchiamento di successo, ossia accrescendo qualcosa che è già disponibile. Nell'analisi della prospettiva d'invecchiamento di successo non va tralasciato il ruolo attivo che ogni individuo ha nella costruzione del proprio sviluppo e del proprio invecchiamento.
Nell'ambito del potenziamento cognitivo, i training cognitivi sono degli esercizi mirati, basati su teorie neuropsicologiche e cognitive per il funzionamento del cervello, per il potenziamento delle funzioni cognitive come la memoria, il ragionamento, la velocità di elaborazione delle informazioni e l'attenzione. Numerosi studi evidenziano come, durante il potenziamento cognitivo, ogni esercizio del training sia mirato ad ottenere benefici che possano essere generalizzati nei compiti della vita quotidiana (Cavanaugh & Blanchard_Fields 2010). Ogni esercizio deve inoltre contenere degli aspetti innovativi, poiché i compiti conosciuti e ripetitivi utilizzano sempre le stesse connessioni, mentre la presentazione di compiti nuovi e più complessi, al contrario, promuove lo sviluppo di nuove connessioni tra i neuroni.
Molte sono le evidenze scientifiche sul funzionamento del potenziamento cognitivo. Una ricerca ha dimostrato come questi training non influiscano solamente sul comportamento ma anche sulle connessioni tra i neuroni (McNab et al. 1999). Lo studio di McNab e collaboratori, svolto al Karolinska Instituted di Stoccolma, ha dimostrato che un training cognitivo sulla memoria di lavoro sia in grado di produrre un aumento dei recettori cerebrali per la dopamina.
Il Cervello Flessibile la Neuroplasticità Spiegata
Ricerche e Studi sul Potenziamento Cognitivo
Lo studio “My Mind: gli effetti del training cognitivo per gli anziani” è stato finanziato nel 2012 dal Ministero della Salute e cofinanziato dalla Regione Marche ed è stato coordinato dall’Unità operativa di geriatria dell’Irccs Inraca _ Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico per anziani di Fermo. Per un periodo di tre anni, trecento persone over sessantacinque sono state coinvolte in questo progetto di ricerca che si proponeva di verificare scientificamente l’effetto di un programma di training cognitivo e il mantenimento e il recupero delle abilità intellettive e di memoria. All’interno di ogni gruppo, cinquanta persone hanno eseguito il training cognitivo, mentre le altre cinquanta hanno costituito il gruppo di controllo che riceveva periodicamente alcuni semplici consigli per migliorare la memoria. Il programma di potenziamento cognitivo attraverso il training comprendeva l’apprendimento di tecniche mnemoniche, esercizi di concentrazione, di orientamento e di categorizzazione. Sono stati introdotti nel programma anche dei passatempi come ad esempio le parole crociate, le carte e il sudoku. La rilevazione dei risultati è stata eseguita in tre tempi. I risultati dello studio sono stati molto soddisfacenti. Al termine, per circa il 70% dei pazienti con Alzheimer, è stato possibile identificare un significativo miglioramento documentabile attraverso i risultati nella batteria Adas- Alzheimer’s disease assessment scale, che valuta la gravità della malattia. Per quanto riguarda i soggetti con Mild Cognitive Impairment (MCI) si è osservato un miglioramento, in circa il 50% dei casi, relativamente alla fiducia nella propria memoria.
Differenze Individuali e Stile di Vita
La maggior parte delle ricerche concorda sull’evidenza che, a proposito dell’invecchiamento cognitivo, esistano ampie differenze individuali. Tali differenze sono imputabili principalmente allo stile di vita delle persone. Molto possiamo fare a livello personale per un invecchiamento attivo. Importante, per mantenere una mente attiva, è controllare l’alimentazione oltre a svolgere regolarmente un’attività fisica.
Potenziamento Cognitivo nei Bambini e Adolescenti
Il potenziamento cognitivo si pone anche come intervento educativo individualizzato rivolto a bambini con Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) o Bisogni Educativi Speciali (BES). Il potenziamento è un processo continuo e personalizzato che deve essere adattato alle esigenze specifiche di ogni bambino e bambina. Essere genitori di un bambino o bambina con Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) può essere un’esperienza impegnativa, ricca di domande e dubbi. La certificazione DSA è un documento importante che attesta la presenza di un Disturbo Specifico dell’Apprendimento (DSA) in un bambino o bambina.
In età scolare, il successo del potenziamento cognitivo dipende in gran parte dal supporto continuo della famiglia e degli insegnanti. Coloro i quali hanno difficoltà di apprendimento, durante il percorso scolastico possono trarre grande beneficio da metodi di studio mirati al potenziamento cognitivo di bambini e ragazzi. Gli approcci tradizionali al potenziamento cognitivo spesso si concentrano su tecniche di studio consolidate, come la ripetizione, l'uso di schemi e mappe concettuali e la suddivisione del lavoro in blocchi di tempo gestibili. Queste tecniche possono risultare molto efficaci nel migliorare la memoria e l'organizzazione.

Approcci Moderni e Tecnologie per l'Apprendimento
Negli ultimi anni, sono stati sviluppati numerosi approcci moderni che sfruttano le tecnologie digitali e i nuovi metodi educativi per supportare gli studenti con difficoltà di apprendimento. Questi includono l'uso di software di sintesi vocale, che trasforma il testo scritto in parlato, per aiutare gli studenti con dislessia, e applicazioni di gestione del tempo che aiutano gli studenti con ADHD a rimanere concentrati e produttivi. Mentre gli approcci tradizionali offrono una solida base e sono facilmente implementabili senza la necessità di tecnologie avanzate, quelli moderni offrono una personalizzazione e un'interattività che possono essere particolarmente benefici per gli studenti con difficoltà di apprendimento. Un approccio moderno particolarmente efficace nell’ambito del potenziamento cognitivo è l’uso di strumenti compensativi, che aiutano a mitigare le difficoltà specifiche degli studenti.
Il Potenziamento Neurocognitivo: Un Ponte tra Neuroscienze ed Educazione
L’integrazione di metodi e modelli delle neuroscienze in contesti educativi può supportare validi progressi nell’ambito dell’empowerment dei processi di apprendimento, grazie in particolare ai recenti sviluppi nell’ambito delle cosiddette neuroscienze sociali e applicate. Si è andato così delineando un nuovo approccio al potenziamento delle abilità cognitive - definito potenziamento neurocognitivo - che integra percorsi di training cognitivo e formazione con modelli, metodi e strumenti delle neuroscienze applicate. Un percorso di potenziamento neurocognitivo può quindi essere descritto come un comportamento consapevole e intenzionale di incrementare o migliorare le proprie funzioni cognitive (o specifiche abilità, come la lettura) con l’aiuto di tecniche neuroscientifiche in grado di modulare l’attività delle strutture cerebrali e dei circuiti neurali che mediano tali funzioni e supportano le performance cognitive.
Le competenze cognitive comprendono l’insieme di tutti i processi di pensiero che permettono di apprendere e mettere in atto comportamenti utili a relazionarsi con il mondo che ci circonda. Queste includono ragionamento, linguaggio, capacità di pianificazione e problem solving. Sfruttare meglio le risorse già presenti è fondamentale per un sano sviluppo.
Il Metodo Feuerstein e la Modificabilità Cognitiva
Il Programma di Arricchimento Strumentale (PAS) è una strategia per lo sviluppo delle strutture cognitive dell’individuo durante il momento di apprendimento. Il Programma di Arricchimento Strumentale si focalizza sul processo di apprendimento in sé, non solo su quelle aree o abilità più carenti. Il Metodo Feuerstein è stato ideato e sviluppato dallo Psicologo Israeliano Reuven Feuerstein. Nato in Romania nel 1921, Feuerstein è diventato allievo e successivamente collaboratore di Piaget. Feuerstein sviluppa il Metodo PAS a partire dagli anni '50 del 1900, con l’obiettivo di accogliere tutti quei bambini che, in seguito alla Seconda Guerra Mondiale o sopravvissuti ai campi di concentramento, presentavano traumi psicologici, carenze cognitive e difficoltà di apprendimento riconducibili ai ritardi mentali.
Secondo il Metodo Feuerstein, il concetto di Intelligenza si discosta da quello classico riferito al Quoziente Intellettivo, secondo il quale quest’ultimo riflette il prodotto di una certa quantità di abilità, ma non riferisce nulla sui processi sottostanti alle prestazioni dell’individuo o sulla propensione dell’individuo al cambiamento. Secondo Feuerstein, l’Intelligenza è modificabile: questa può essere potenziata e allenata in quanto caratterizzata da un insieme di processi mentali. Secondo Feuerstein, tutti gli uomini possono “Imparare ad Imparare”. Tutti possono quindi modificarsi, modificare i propri processi cognitivi e apprendere in qualsiasi momento della loro vita. Il Potenziale d’apprendimento, termine già introdotto dagli studi di Vygotskij, è l’insieme di comportamenti latenti che richiedono un certo grado di impegno per manifestarsi. Attraverso l’operato dell’educatore (Mediatore definito da Feuerstein) possono essere costituite capacità che da sole non sarebbero emerse o esistite. L’obiettivo dell’apprendimento non sono le azioni concrete, ma le competenze conoscitive, cioè più propriamente le strategie di apprendimento.
Per Mediatore si intende quell’intervento, intenzionale e attivo, che l’educatore offre alle persone con cui interagisce, con l’obiettivo di sviluppare al meglio le loro potenzialità e di portarle gradualmente a raggiungere un livello di autonomia il più possibile pieno e completo. Il ruolo del Mediatore comporta un investimento non solo dal punto di vista cognitivo e di passaggio di informazioni e conoscenze, ma soprattutto dal punto di vista affettivo, emozionale ed intellettivo. Il Mediatore seleziona gli stimoli provenienti dall’ambiente circostante, li organizza e li struttura per il bambino.

Allenare le Abilità Cognitive nei Bambini
Alleniamo le abilità cognitive e rendiamo maggiormente efficienti i processi cognitivi nei bambini e ragazzi nei quali tali abilità sono carenti, affinché supportino il più adeguatamente possibile il loro apprendimento, le attività della vita quotidiana e il benessere psicologico. Prendiamo un bambino che deve leggere un brano e capirne il significato. Egli dovrà servirsi di una serie di abilità cognitive come memoria a breve termine (visiva e uditiva), memoria di lavoro (verbale e probabilmente visuo-spaziale), attenzione (sicuramente visiva e probabilmente uditiva), e tutte quelle abilità che vengono chiamate funzioni esecutive, ovvero quelle abilità che ci consentono di integrare le varie informazioni e supervisionare le azioni che facciamo per conseguire i nostri scopi. Inoltre, in molti casi sarà necessario anche un buon controllo emotivo per poter svolgere il compito “serenamente” e per evitare che emozioni come la rabbia o la gioia influenzino negativamente la prestazione. A volte però può succedere che tali abilità cognitive siano più o meno carenti per svariate ragioni e allora può accadere che stare insieme agli altri, divertirsi e imparare diventi più difficile. Questo è ciò che può succedere a bambini e ragazzi con Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA), Funzionamento Intellettivo Limite (FIL) o Disturbo dello Sviluppo Intellettivo (o Disabilità Intellettiva) e anche con Spettro dell’Autismo.
Intervenire sui Difficoltà Scolastiche
Mio figlio ha difficoltà a livello scolastico cosa posso fare? Spesso capita di trovarsi di fronte a bambini e/o ragazzi che vengono scambiati per pigri, svogliati, distratti o con la testa fra le nuvole. Questi sono segnali a cui è necessario porre attenzione in quanto potremmo trovarci di fronte ad un disturbo specifico dell’apprendimento. In questi casi, quando le difficoltà persistono, è importante effettuare un’attenta valutazione neuropsicologica del profilo di funzionamento cognitivo del bambino e/o ragazzo e degli apprendimenti, attraverso test specifici all’interno di un’equipe multidisciplinare. Alcuni ragazzi possiedono un alto potenziale intellettivo ma hanno difficoltà ad ottenere buoni risultati a scuola in quanto ostacolati da fattori come la facile distraibilità, impulsività, difficoltà di pianificazione. Molti ritengono che “prima si interviene, più alte sono le possibilità di successo”. Il potenziamento cognitivo e, in particolar modo, la Teoria della Modificabilità Cognitiva di Feuerstein che ne è alla base, mette in discussione questo concetto. Si parte quindi dall’assunto di base che la modificabilità cognitiva sia sempre possibile e questo indipendentemente dalle diverse condizioni come: l’età, il tipo di difficoltà e il livello di gravità. Ogni persona, attingendo alle proprie risorse, può modificare il suo repertorio cognitivo migliorando l’efficacia e la funzionalità delle proprie abilità.
In Cosa Consiste il Potenziamento Cognitivo?
Il potenziamento cognitivo è finalizzato a rafforzare, quindi a potenziare, sia le funzioni cognitive come la memoria, l’attenzione, le funzioni esecutive, il ragionamento; sia gli aspetti strettamente legati alle abilità scolastiche come la lettura, la scrittura ed il calcolo. Quando iniziare un percorso di potenziamento cognitivo? Il potenziamento cognitivo si basa sul presupposto scientifico della neuroplasticità cerebrale, ovvero la capacità del cervello di modificarsi funzionalmente e strutturalmente in risposta all’esperienza che il soggetto fa nell’ambiente e nella relazione.

Tecnologie e Pratiche per il Miglioramento Cognitivo
Esistono diverse tecnologie mirate, tra cui app e videogiochi cognitivi, che possono supportare il potenziamento delle funzioni cognitive. La meditazione e la mindfulness, secondo studi come quello di Tang et al., possono essere integrate nella quotidianità per migliorare l'attenzione e la regolazione emotiva. Esercizi specifici, come quelli studiati da Jaeggi et al. sul ragionamento e la velocità di elaborazione, o trial clinici controllati randomizzati come quelli condotti da Ball et al. e Rebok et al., hanno dimostrato l'efficacia del training cognitivo nel migliorare le performance e il funzionamento nella vita quotidiana. Studi sulla plasticità della memoria di lavoro, come quello di Klingberg (2010), e ricerche sull'efficacia del training cognitivo negli adulti anziani (Anguera et al., 2013) confermano ulteriormente il potenziale del potenziamento cognitivo.
L'obiettivo del potenziamento cognitivo è quello di "imparare meglio", ma soprattutto di capire come si impara. Essere in grado di riconoscere e usare le proprie risorse cognitive rende l'individuo più consapevole, motivato e resiliente.
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