I disturbi del comportamento alimentare, tra cui l'anoressia nervosa e la bulimia nervosa, rappresentano sfide significative per la salute pubblica, con un aumento allarmante dei casi, specialmente tra gli adolescenti. Il Centro regionale per i disturbi del comportamento alimentare di Padova, ad esempio, registra annualmente trecento nuovi casi di anoressia e bulimia, con circa 6.000 visite in clinica psichiatrica e 1.000 in clinica medica, oltre a una quarantina di ricoveri. Queste patologie complesse affliggono sia la salute fisica che quella psicologica, incidendo profondamente sull'identità personale e sul funzionamento psicosociale degli individui.
Le Radici Multifattoriali di Anoressia e Bulimia
Le cause alla base dell'anoressia e della bulimia sono eterogenee e interconnesse, derivando da una complessa interazione di fattori biologici, genetici, psicologici e socioculturali.
Fattori Biologici e Genetici
Le recenti indagini scientifiche hanno messo in luce un peso rilevante del fattore genetico nello sviluppo di questi disturbi. Studi indicano che la predisposizione genetica può spiegare oltre il 50% del rischio di ammalarsi di anoressia. La collaborazione tra Università e Regione Veneto ha portato all'istituzione della Biobanca veneta per i disturbi alimentari (Bioveda), dedicata allo studio dei fattori genetici predisponenti. In particolare, è stato studiato l'effetto della variante del gene Comt (catecol-O-metiltransferasi), dimostrando un suo ruolo nel determinare atteggiamenti che ostacolano il trattamento nelle fasi acute della malattia.

Fattori Psicosociali e Ambientali
Accanto ai fattori biologici, le ragioni di ordine psicosociale rivestono un'importanza cruciale. Günther Rathner, responsabile del Centro per i disturbi del comportamento alimentare nell'adolescenza di Innsbruck, parla di "colonizzazione del corpo", sottolineando come il corpo, inserito in un contesto sociale, diventi uno strumento per controllare l'opinione altrui. Il controllo dell'immagine corporea diventa quindi fondamentale.
Le pressioni culturali, specialmente nei paesi occidentali, che enfatizzano sempre più la magrezza come ideale estetico, giocano un ruolo significativo. Le persone con una minore autostima e un'identità sociale fragile sono più vulnerabili a queste pressioni, reagendo in modo disfunzionale con alterazioni delle abitudini alimentari. Questo è particolarmente evidente in categorie professionali dove il mantenimento di un peso basso è cruciale, come danzatrici, atlete e modelle.
Recenti indagini evidenziano che il fattore genetico ha un peso rilevante e spiega oltre il 50% del rischio di ammalarsi di anoressia. La Biobanca veneta per i disturbi alimentari (Bioveda) è stata istituita per studiare questi fattori genetici. È stato dimostrato un ruolo della variante del gene Comt nel determinare atteggiamenti che ostacolano il trattamento nelle fasi acute della malattia.
Dinamiche Familiari e Relazionali
Le modalità relazionali di chi soffre di disturbi alimentari sono spesso complesse e riflettono un'oscillazione tra il desiderio di una relazione poco differenziata e l'angoscia di essere inglobati dall'altro. Questo porta a difese di evitamento e rifiuto, con una contemporanea intolleranza della solitudine e della vicinanza relazionale, entrambe percepite come minacce all'integrità dell'identità.
Nelle famiglie delle pazienti anoressiche, si osservano spesso caratteristiche ricorrenti: una superficie di armonia nella coppia genitoriale, un padre cordiale e permissivo, e una madre percepita come più fredda e poco accogliente, focalizzata sugli aspetti pratici piuttosto che sulle fragilità emotive. La dipendenza reciproca tra i membri della famiglia può aumentare con il progredire dei sintomi, basata su sensi di colpa legati all'incapacità di nutrire la figlia o ai tentativi falliti di farla mangiare. Le tensioni familiari sono frequenti, con i parenti che si trovano nel dilemma tra l'osservare passivamente o l'obbligare inutilmente l'anoressica a mangiare.
Comprendere Anoressia e Bulimia: Sintomi e Manifestazioni
Sebbene anoressia e bulimia siano disturbi distinti, condividono significative sovrapposizioni sintomatologiche e possono oscillare l'uno nell'altro, portando molti a chiedersi se un individuo possa soffrirne contemporaneamente.
Anoressia Nervosa
L'anoressia nervosa è un disturbo alimentare caratterizzato da una restrizione volontaria dell'assunzione di cibo, che porta a un peso corporeo significativamente basso rispetto all'età, al sesso e alla salute fisica. Le persone affette da anoressia hanno una paura intensa di aumentare di peso e una percezione distorta del proprio corpo.
- Tipo restrittivo: Caratterizzato da una dieta estremamente limitata, con drastica riduzione delle calorie e spesso associato a esercizio fisico eccessivo. L'obiettivo è raggiungere e mantenere un peso corporeo inferiore alla norma attraverso un rigido controllo alimentare e, talvolta, un'attività fisica strenua.
- Con abbuffate e/o condotte di eliminazione: Caratterizzato dall'alternanza di episodi di iperalimentazione compulsiva (abbuffate) e strategie compensative per eliminare le calorie ingerite (vomito autoindotto, uso di lassativi e diuretici).
Le conseguenze mediche dell'anoressia sono legate alla grave denutrizione e includono anomalie dell'ematopoiesi, osteoporosi con fragilità ossea, e problemi cardiovascolari come aritmie.

Bulimia Nervosa
La bulimia nervosa si distingue per episodi ricorrenti di abbuffate, durante i quali la persona consuma grandi quantità di cibo in un breve periodo, con una sensazione di perdita di controllo. Queste abbuffate sono spesso seguite da condotte compensatorie per prevenire l'aumento di peso, come vomito autoindotto, uso di lassativi, diuretici, o esercizio fisico eccessivo.
Durante le crisi bulimiche, gli individui sperimentano una perdita di controllo e una sensazione di estraniamento, seguite da senso di colpa e autosvalutazione. Come l'anoressia, la bulimia è più prevalente nel sesso femminile, con un esordio tipicamente nella tarda adolescenza o prima età adulta.
La Sovrapposizione Sintomatologica: "Due Facce della Stessa Medaglia"
La realtà clinica dimostra una notevole sovrapposizione tra anoressia e bulimia. Molte persone che combattono contro un disturbo alimentare mostrano una serie di comportamenti disordinati caratterizzati da cicli di restrizione, abbuffate e purghe. Questa natura sovrapposta dei sintomi può portare a diagnosi multiple o a una transizione da un disturbo all'altro.
Studi recenti rivelano che circa il 33% dei pazienti con anoressia passa alla bulimia e circa il 14% dei pazienti con bulimia passa all'anoressia. Il tasso di oscillazione dall'anoressia alla bulimia è più elevato di quello dalla bulimia all'anoressia. Questa fluidità diagnostica suggerisce che questi disturbi potrebbero essere interpretati come variazioni di un unico disturbo sottostante, dove la preoccupazione eccessiva per il peso e la forma corporea è un elemento centrale.
Un individuo può mostrare sia abitudini alimentari restrittive che abbuffate con conseguenti comportamenti di eliminazione. In questi casi, la diagnosi può essere complessa, poiché i sintomi si accavallano e possono qualificarsi per più diagnosi di disturbo alimentare. Il "ciclo" del disturbo alimentare, caratterizzato da restrizione, abbuffata e purgazione, può essere difficile da spezzare.
Immagine Corporea Distorta e Impatto Cerebrale
Le ricerche condotte a Padova attraverso risonanza magnetica cerebrale sui pazienti hanno permesso di rilevare i danni che anoressia e bulimia arrecano al cervello e alle sue funzioni, e come le reti cerebrali vengano modificate. È emerso che esiste nelle pazienti una alterazione a livello cerebrale che coinvolge le capacità visive e porta a una percezione del corpo distorta.

Deficit Empatico nelle Pazienti con Anoressia in Fase Acuta
Angela Favaro ha presentato i primi risultati di una ricerca su 161 pazienti che evidenziano un deficit di empatia nelle pazienti con anoressia in fase acuta, una carenza nella capacità di riconoscere le emozioni altrui. Questo dato potrebbe aprire la strada a un approccio terapeutico basato sulla riabilitazione cognitiva, sebbene la sperimentazione in questo senso non offra ancora evidenze definitive.
Approcci Terapeutici e Sfide
La cura dei disturbi alimentari richiede un approccio multidisciplinare che coinvolga medici, psicologi esperti in DCA e nutrizionisti.
Terapia Cognitivo-Comportamentale
Le prove scientifiche indicano che la terapia cognitivo-comportamentale (TCC) è uno strumento prezioso per affrontare i disturbi alimentari. La combinazione di TCC con tecniche di alimentazione consapevole può rivelarsi particolarmente utile per superare le abbuffate e gli episodi bulimici.
Attualmente, nella cura della bulimia si ottengono buoni risultati affiancando il trattamento farmacologico all'intervento cognitivo-comportamentale.
Riabilitazione Cognitiva e Supporto Psicologico
La potenziale scoperta di un deficit di empatia nell'anoressia potrebbe guidare verso approcci terapeutici focalizzati sulla riabilitazione cognitiva. La terapia psicologica rappresenta la componente più importante del trattamento dei disturbi alimentari.
I disturbi alimentari: la terapia più efficace ed efficiente
Il Ruolo della Biobanca e della Ricerca
L'istituzione di Biobanca veneta per i disturbi alimentari (Bioveda) sottolinea l'importanza della ricerca continua per comprendere a fondo le basi genetiche e biologiche di questi disturbi, al fine di sviluppare trattamenti più mirati ed efficaci.
Considerazioni sui Rischi e la Diagnosi
È difficile rispondere in modo netto alla domanda su quali siano i rischi maggiori tra anoressia e bulimia, poiché entrambe le patologie presentano gravi conseguenze per la salute. Esistono numerose manifestazioni di disturbi alimentari, ciascuna con le proprie complessità. Ad esempio, un individuo può soffrire di anoressia pur non essendo sottopeso o magro.
La diagnosi di anoressia nervosa, secondo i criteri del DSM-5, richiede un peso corporeo significativamente basso rispetto all'età e al sesso, un'intensa paura di aumentare di peso e una percezione corporea distorta. Per la bulimia nervosa, i criteri includono episodi ricorrenti di abbuffate e comportamenti compensatori inappropriati.
Tuttavia, molti disturbi alimentari non rientrano nelle definizioni ristrette di anoressia o bulimia. Il passaggio da una diagnosi all'altra o da un sottotipo all'altro, noto come "crossover diagnostico", è particolarmente comune nei soggetti affetti da anoressia nervosa.
Un Percorso di Guarigione e Consapevolezza
Il recupero dai disturbi alimentari è un percorso complesso che richiede tempo, dedizione e un supporto adeguato. I disturbi alimentari incidono profondamente sull'identità personale, e chi ne soffre può arrivare ad attribuire la propria identità alla malattia. Pertanto, un approccio terapeutico che riconosca la persona nella sua interezza, al di là della semplice diagnosi, è fondamentale. Centri specializzati come Lilac Centro DCA offrono percorsi terapeutici personalizzati, sia in presenza che online, basati sull'assunto che l'esperienza del paziente è più di un insieme di sintomi del DSM.
È importante ricordare che i disturbi alimentari richiedono una corretta identificazione, un intervento tempestivo e un trattamento appropriato. Se si sospetta di soffrire di un disturbo alimentare, è cruciale cercare aiuto professionale.