Lo stress e l'ansia sono diventati compagni quasi costanti nella vita moderna, influenzando profondamente il benessere fisico e mentale degli individui. In un'epoca segnata da ritmi frenetici, incertezze economiche e sfide globali come la pandemia di COVID-19, è fondamentale comprendere le cause di questi disturbi e individuare strategie efficaci per gestirli. Il Professor Piero Barbanti, docente di Neurologia presso l'Università IRCCS San Raffaele di Roma, offre preziose indicazioni su come affrontare queste problematiche, con un'attenzione particolare ai disturbi del sonno e alle differenze di manifestazione tra uomini e donne.

Le Molteplici Facce dello Stress nell'Uomo Moderno
Lo stress non è un'entità univoca, ma una reazione complessa dell'organismo a cambiamenti esterni o a imprevisti. Come spiega il Professor Barbanti, questa reazione parte dal cervello: un evento inatteso attiva un meccanismo a catena che coinvolge ipotalamo, ipofisi e surrene, portando al rilascio di cortisolo, l'ormone che fornisce l'energia necessaria per affrontare la situazione. Esistono due tipi di stress: quello "buono", che ci permette di superare ostacoli e ha favorito la conservazione della specie, e quello "cattivo", che si verifica quando il processo si prolunga nel tempo, causando danni infiammatori e ossidativi.
Le fonti di stress sono molteplici e intrecciate. Per sei italiani su dieci, il lavoro è la causa principale di tensioni, assorbendo la maggior parte delle energie. Seguono la famiglia e i figli (52%) e la coppia (46%). Sorprendentemente, tempo libero ed esercizio fisico rimangono in fondo alla classifica delle preoccupazioni. La famiglia, in particolare, si rivela una fonte di stress sia per i giovani tra i 18 e i 24 anni, che faticano a sostenere il peso dei genitori, sia per gli over 55, preoccupati per i figli che crescono.
Differenze di Genere nella Risposta allo Stress
Le manifestazioni dello stress differiscono significativamente tra uomini e donne. Il Professor Barbanti sottolinea come l'uomo tenda a essere più resiliente, grazie a una maggiore stabilità nella risposta nervosa. Nella donna, invece, questa risposta può essere influenzata dal ciclo ormonale. Di conseguenza, lo stress tende a provocare nella donna cefalee e somatizzazioni di tipo gastrointestinale, mentre negli uomini si manifesta più frequentemente con insonnia, seguita da problemi cardiologici, digestivi e, in parte, cefalee.

È interessante notare come le donne siano le clienti più assidue delle farmacie per affrontare disturbi legati allo stress, ma non si debbano trascurare gli uomini. Il 90% di loro soffre di disturbi da stress, e soltanto il 12% dichiara di delegare a mogli, fidanzate o madri la scelta dei prodotti con cui curarsi. Per chiedere consiglio, gli uomini si rivolgono principalmente a professionisti della salute: il medico di famiglia (31,3%) e il farmacista (17,6%). Solo una minoranza si affida al web (12,2%) o alla donna di casa (12%), sfatando così lo stereotipo dell'uomo poco attento alla propria salute.
Il Cambio di Stagione e l'Impatto sul Sonno
Con l'arrivo della primavera, e in particolare ad aprile, il passaggio all'ora legale e il cambio di stagione possono accentuare i piccoli disturbi del sonno. A questi fattori si aggiunge, negli ultimi due anni, la convivenza con il virus SARS-CoV-2 e gli effetti prolungati della pandemia di COVID-19. Per chi ha contratto il virus e deve fare i conti con stanchezza o "nebbia mentale" a causa del cosiddetto Long Covid, questi disturbi possono avere ripercussioni ancora più marcate sul benessere quotidiano.
Il cambio di stagione impone all'organismo un adattamento a nuovi stimoli esterni, temperature diverse e ritmi modificati. Le giornate si allungano, le temperature si alzano e cresce il desiderio di trascorrere più tempo all'aria aperta, ma spesso si avverte una carenza di energie. Il Professor Barbanti descrive questo periodo come un momento di "vulnerabilità neurologica", in cui il sistema nervoso deve adattarsi a mutate condizioni ambientali e a nuovi stili di vita. È un risveglio dal torpore invernale che deve fare i conti con una sensazione di stanchezza, acuita anche dal COVID-19.
L'aumento delle ore di luce è il principale responsabile del cambio di ritmo sonno-veglia. Questo può tradursi in difficoltà ad addormentarsi, risvegli notturni e difficoltà a riprendere sonno, con conseguenze durante il giorno: sonnolenza, mal di testa, stanchezza, malessere generale, irritabilità, alterazioni dell'appetito e difficoltà di concentrazione.
Tre Tipi di Stanchezza nell'Era Post-Pandemica
Oltre al cambio dell'ora e alle naturali variazioni stagionali, la primavera attuale vede ancora il SARS-CoV-2 come co-protagonista, portando con sé tre nuovi tipi di stanchezza, secondo il Professor Barbanti:
- Stanchezza "invernale": Derivante da mesi prolungati senza un adeguato periodo di riposo.
- Stanchezza della situazione pandemica: Uno stress psicologico generalizzato causato dalle rinunce, dalle incertezze e dall'impatto emotivo della pandemia.
- Stanchezza da Long Covid neurologico: Manifestazione persistente di affaticamento fisico e mentale in coloro che hanno contratto il virus.
La pandemia, con le sue restrizioni e incertezze, ha generato un diffuso e forte senso di stanchezza e stress, provocando ansia, affaticamento mentale e fisico, apatia e demotivazione. Questi stati sono spesso accompagnati da alterazioni psicofisiologiche, tra cui disturbi del sonno notturno e diminuzione della concentrazione diurna.
Impatto degli Ormoni dello Stress sulla salute: perchè lo stress cronico impatta così tanto
Rimedi Quotidiani per un Sonno Tranquillo e una Mente Serena
Per contrastare i piccoli disturbi del sonno, riposare meglio e affrontare la giornata con concentrazione ed energia, il Professor Barbanti raccomanda anzitutto la "gradualità", evitando che il burnout psicologico si associ a un surmenage fisico da iperattività.
Tra i rimedi quotidiani più comuni, un cucchiaino di miele con un infuso di camomilla può favorire un sonno tranquillo. Anche un bagno caldo, una o due ore prima di coricarsi, può promuovere il rilassamento. Andare a dormire e svegliarsi sempre alla stessa ora, anche nel fine settimana, è cruciale per ristabilire i ritmi sonno-veglia, soprattutto dopo il cambio dell'ora.
L'alimentazione gioca un ruolo fondamentale. Una dieta curata, eventualmente integrata con supplementi poliminerale e polivitaminici, può favorire la normale attività del sistema nervoso e disinnescare i circoli viziosi di stress e ansia. È importante, inoltre, evitare caffeina, nicotina e alcolici nelle ore serali, così come l'esposizione a schermi luminosi (PC, smartphone) prima di dormire.
I farmaci di automedicazione, riconoscibili dal bollino rosso sulla confezione, possono essere un valido aiuto. Tra questi, i medicinali a base di sostanze vegetali con azione leggermente sedativa, come melissa, valeriana o passiflora, e la melatonina, che regola il ciclo sonno-veglia, sono particolarmente indicati.
Qualora i disturbi del sonno persistano, è fondamentale rivolgersi al proprio medico di base per valutare approcci psicoterapici o farmacologici personalizzati.
Il Mal di Testa: Un Disturbo Sottovalutato
Il mal di testa è uno dei disturbi più comuni tra la popolazione italiana, ma la sua reale incidenza viene spesso sottovalutata. Un'indagine condotta da Assosalute in collaborazione con Human Highway rivela che il 90% degli intervistati conosce il problema, ma tende a minimizzarne gli effetti se non ne fa esperienza diretta.
In Italia, la cefalea tensiva colpisce circa il 45% della popolazione, mentre l'emicrania, più debilitante, interessa il 25%. Un terzo dei pazienti emicranici presenta almeno un episodio settimanale, con oltre cinque milioni di persone che affrontano quattro o più crisi al mese. Le donne sono particolarmente esposte, con una prevalenza tripla rispetto agli uomini, che aumenta nelle forme croniche. L'11% degli italiani soffre di mal di testa con cadenza settimanale, mentre il 70% lo considera un disturbo occasionale.
Tra le cause principali emergono lo stress (49,9%), l'uso prolungato di dispositivi digitali (29,6%) e i cambiamenti stagionali o ormonali (20,7%). I giovani associano il disturbo all'ansia da prestazione e all'eccessivo utilizzo di schermi.
Gestire lo Stress e l'Ansia: Strategie Pratiche
Il Professor Barbanti raccomanda uno stile di vita regolare, che includa sonno adeguato, alimentazione equilibrata e attività fisica. L'uso consapevole dei farmaci da banco è consigliato, limitandone l'assunzione a non più di quattro volte al mese. È importante ricordare che il consiglio del farmacista non sostituisce il consulto medico.

La pandemia da COVID-19 ha trasformato abitudini e stili di vita, portando a un aumento dei livelli di stress e ansia. Affrontare la solitudine, che la pandemia ha reso più presente, può rappresentare un vantaggio se gestita correttamente, ma può anche far emergere problematiche precedentemente nascoste dalla frenesia quotidiana. Per alcuni soggetti ansiosi, il COVID-19 non ha determinato un peggioramento, poiché sono già predisposti a riconoscere e organizzarsi di fronte al pericolo. Il virus, in quanto nemico comune, ha rappresentato un'opportunità di unione e "sincronizzazione emotiva", anche se questa non è stata sempre adeguatamente sfruttata.
Attività motoria, dove e come possibile, è fondamentale, poiché l'attività cerebrale è subordinata a quella fisica. La lettura, specialmente su carta stampata, aiuta il cervello a "sognare" e rallentare, producendo immagini diverse da quelle degli schermi.
Per prevenire situazioni di stress, alcol e caffè vanno limitati. L'alcol è uno psicofarmaco antico, mentre il caffè è un potente psicostimolante. Lo stress è correlato all'infiammazione, pertanto una dieta anti-stress dovrebbe limitare i cibi contenenti grassi saturi.
I farmaci di automedicazione utili per la gestione dei sintomi da stress includono quelli che facilitano il sonno, permettendo al cervello di "autoricaricarsi". Per i sintomi legati all'iperacidità gastrica, si possono usare gastroprotettori o anti-acidi. Per la tensione nervosa, farmaci a base di acido valerianico possono essere utili, mentre per il mal di testa si consigliano farmaci antinfiammatori e analgesici. L'automedicazione, oltre ad alleviare i sintomi, può servire a distogliere l'attenzione dalle problematiche sottostanti derivanti dallo stress.