Percorso Psicomotorio Soft: Un Viaggio nel Movimento e nello Sviluppo Infantile

La psicomotricità, un termine sempre più diffuso nei contesti educativi, rappresenta una disciplina fondamentale per l'educazione globale del bambino. Lungi dall'essere una semplice attività motoria, la psicomotricità si configura come un approccio integrato che considera il bambino nella sua interezza, valorizzando il corpo, il movimento e il gioco come strumenti primari di apprendimento, espressione e sviluppo. Il "percorso psicomotorio soft", in particolare, si inserisce in questo quadro come un'opportunità preziosa per promuovere le potenzialità individuali, armonizzare lo sviluppo e intercettare precocemente eventuali disagi, offrendo un ambiente sicuro e stimolante in cui i bambini possono esplorare, sperimentare e crescere.

La Psicomotricità: Un Approccio Globale allo Sviluppo

Per comprendere appieno cos'è la psicomotricità, è essenziale chiarire che il concetto di "movimento" in questo contesto va ben oltre le semplici abilità motorie. Esso include attività come il gioco, l'espressività corporea e tutte quelle azioni che permettono al bambino di interagire con il mondo circostante. Durante l'infanzia, lo sviluppo è un processo intrecciato: lo sviluppo di una competenza può facilitare o ostacolare la maturazione delle altre. Pertanto, l'acquisizione e il consolidamento delle competenze motorie contribuiscono in modo significativo allo sviluppo armonico del bambino, favorendo la nascita di nuove abilità.

La psicomotricità per bambini nasce proprio da questi presupposti, configurandosi come una disciplina che abbraccia il piacere del gioco, dell'azione, del movimento e della relazione. Il termine "psicomotricità" viene utilizzato per fare riferimento sia alla psicomotricità educativa, volta a promuovere il benessere e lo sviluppo globale del bambino, sia alla terapia neuropsicomotoria, che interviene in presenza di specifiche difficoltà o disturbi. Entrambe le modalità condividono principi fondamentali che le contraddistinguono:

  • Unicità di ciascun bambino e rispetto della sua individualità: Ogni bambino è un individuo unico, con le proprie peculiarità, ritmi e potenzialità.
  • Approccio rivolto alla globalità del bambino: La psicomotricità considera il bambino nella sua interezza, valorizzando le sue risorse in ogni ambito dello sviluppo.
  • Centralità del corpo, del movimento e del gioco: Questi elementi sono visti come canali privilegiati per l'espressione, l'apprendimento e la relazione.
  • Scelta del materiale utilizzato: I materiali sono selezionati con cura per stimolare la creatività, l'esplorazione e l'interazione.
  • Setting definito da specifiche caratteristiche: L'ambiente psicomotorio è uno spazio strutturato, sicuro e accogliente.
  • Centralità della relazione: La relazione tra bambino e adulto, e tra bambini stessi, è un elemento chiave per il processo di crescita.

Bambini che giocano insieme in un ambiente psicomotorio

La Psicomotricità Educativa: Promuovere il Benessere e le Potenzialità

La psicomotricità educativa costituisce un'opportunità preziosa per i bambini, offrendo uno spazio in cui consolidare le proprie abilità, sperimentare sé stessi e sviluppare nuove competenze. In assenza di fragilità specifiche, è l'ambiente a fare la differenza in una crescita armonica e globale. Troppo spesso, durante l'infanzia, i bisogni legati al corpo e all'azione vengono trascurati, limitando le esperienze necessarie per uno sviluppo sano.

L'ambiente psicomotorio si configura come uno spazio protetto in cui, grazie anche alla presenza dello psicomotricista, il bambino può scoprire e superare i propri limiti. Durante un incontro, ad esempio, un bambino che inizialmente si rifiuta di saltare da un piano rialzato può gradualmente avvicinarsi a questa esperienza, sperimentando con i propri tempi la sensazione di lasciarsi andare, di essere sospeso e di ritrovare la stabilità atterrando al suolo. In questo modo, il piccolo non solo acquisisce una nuova abilità motoria, ma aumenta anche la fiducia in sé stesso.

Per i bambini che mostrano temperamenti o comportamenti particolarmente "impulsivi" o agitati, l'ambiente psicomotorio offre la possibilità di riconoscere e sperimentare l'esistenza dell'altro, trovando forme di comunicazione e relazione più adeguate. L'orario di funzionamento della Scuola dell'Infanzia, spesso strutturato in 40 ore settimanali con possibilità di estensione, permette di integrare queste attività in un percorso educativo che mira all'educazione e allo sviluppo affettivo, psicomotorio, cognitivo, morale, religioso e sociale dei bambini, promuovendone le potenzialità di relazione, autonomia, creatività e apprendimento.

Le proposte di psicomotricità educativa vengono pensate dallo specialista sulla base dell'età, del profilo di sviluppo, delle caratteristiche personali e delle eventuali difficoltà del bambino o del gruppo. La "semplicità" dei materiali e dei giochi utilizzati consente ai bambini di approcciarsi alle attività con interesse, di fare esperienze in continuità con quelle vissute quotidianamente e di acquisire nuove competenze.

LORELLA MORATTO, Il gioco libero e spontaneo del bambino / EDUCHIAMOCI

La Terapia Neuropsicomotoria: Supporto e Riabilitazione

La terapia neuropsicomotoria (o psicomotricità terapeutica) si svolge in strutture ospedaliere, centri sanitari o studi privati. L'intervento riabilitativo ha lo scopo di accompagnare e supportare il bambino nella sua evoluzione, attivando le sue risorse e abilità specifiche e favorendo l'emergere di nuove competenze. La seduta di terapia psicomotoria si svolge individualmente o in piccoli gruppi, all'interno di un percorso caratterizzato solitamente da incontri a cadenza prefissata, fino al raggiungimento degli obiettivi prefissati.

Lo specialista in psicomotricità, attraverso un'attenta e competente osservazione, è in grado di cogliere le competenze e le abilità del bambino per poi sostenerne la maturazione attraverso adeguate proposte. Questo approccio è particolarmente utile per bambini che presentano ritardi nello sviluppo psicomotorio, disturbi del linguaggio, difficoltà nell'interazione sociale o nell'apprendimento.

Il ritardo mentale (RM), ad esempio, determina una disabilità permanente che pervade tutte le sfere evolutive. Alla base del RM vi è sempre un malfunzionamento del Sistema Nervoso Centrale, che comporta un intelletto significativamente inferiore alla media e difficoltà di adattamento in svariati ambiti. Le competenze che vengono colpite, seppur in diversa misura, includono la coordinazione motoria e occhio-mano, la manipolazione, l'autonomia, il linguaggio, la memoria, l'attenzione, la capacità di generalizzazione e di problem solving.

Nel complesso, nei bambini con RM, si possono riscontrare ritardi psicomotori nei primi due anni di vita, ritardi di linguaggio nel terzo anno, e difficoltà nell'interazione sociale e negli apprendimenti scolastici a partire dal quarto anno. Il disturbo cognitivo è spesso caratterizzato da una caoticità nell'organizzazione cognitiva e da una fragilità delle acquisizioni, che si perdono facilmente se non vengono costantemente richiamate e rinforzate.

Per questi bambini, esistono svariati interventi terapeutici articolati in un Progetto Terapeutico Integrato (PTI), che è personalizzato, dinamico e multidisciplinare. Il PTI può includere interventi di fisiokinesiterapia, neuropsicomotricità, logopedia, ma anche terapie alternative come l'ippoterapia, la musicoterapia, la pet therapy, o la riabilitazione espressiva.

Materiali e Strumenti nel Percorso Psicomotorio

L'ambiente psicomotorio è caratterizzato da una scelta attenta dei materiali, pensati per stimolare l'esplorazione e l'interazione. Si utilizzano spesso materiali morbidi, forme geometriche, tessuti, corde, moduli in gomma piuma, scatoloni, palle di diverse dimensioni e colori. Questi elementi permettono ai bambini di sperimentare diverse sensazioni tattili, di esplorare le proprie capacità motorie e di dare forma alla propria creatività.

Set di blocchi morbidi colorati per percorso psicomotorio

Un esempio concreto di applicazione della psicomotricità si ritrova nelle "aree soft play" e "aree baby", pensate per il divertimento e l'intrattenimento dei più piccoli. Queste aree possono includere piscine di palline, tappeti anti-trauma e percorsi psicomotori modulari. Il "percorso psicomotorio" è infatti una serie di giochi, attrazioni e attività organizzate per i più piccoli, con l'obiettivo di sviluppare le loro capacità di memoria, attenzione, problem solving, mobilità e coordinazione.

Questi percorsi possono essere composti da elementi morbidi come basi a C, semicilindri, parallelepipedi, cubi, coni e altre forme geometriche. La modularità e la versatilità di questi kit permettono di creare percorsi con differenti gradi di impegno e di adattarli alle varie esigenze di spazio. Realizzati in poliuretano espanso e rivestiti in ecopelle ignifuga, sono progettati per garantire la massima sicurezza e qualità.

L'Importanza della Relazione e del Gioco

La psicomotricità, sia educativa che terapeutica, pone una forte enfasi sulla relazione. Il ruolo dell'adulto (psicomotricista o educatore) è quello di creare un ambiente sicuro e accogliente, offrendo contenimento, empatia, regolazione delle emozioni e accompagnamento verso l'autonomia e la padronanza di sé.

Durante una seduta di psicomotricità, dopo un momento iniziale di saluto e condivisione delle regole (come non farsi male, non distruggere il gioco altrui e rispettare lo stop della seduta), si avvia la fase di gioco. Questa è una forma particolare di gioco libero, in cui i bambini utilizzano il materiale destrutturato per dare espressione ai loro bisogni di movimento e di gioco. Il gioco può assumere la forma del gioco simbolico (in cui un oggetto ne rappresenta un altro) o del gioco senso-motorio, caratterizzato da un intenso coinvolgimento corporeo.

Infine, verso la fine della seduta, si propone un momento di rielaborazione attraverso un cerchio finale. Questo può includere attività come il disegno, la manipolazione di materiali, la lettura di un libro o la costruzione di una narrazione. Si tratta di un momento di scambio verbale in cui i bambini possono condividere ciò che hanno fatto e ciò che è piaciuto, aiutando a distanziare emotivamente dal gioco corporeo e a rielaborare l'esperienza vissuta.

Tecnologie a Supporto dello Sviluppo Psicomotorio

Nel contesto del supporto allo sviluppo dei bambini, in particolare quelli con ritardo mentale, le tecnologie assistive giocano un ruolo sempre più rilevante. La definizione ISO 9999/2006 definisce ausilio tecnologico qualsiasi prodotto utilizzato da o per persone con disabilità per prevenire, compensare, alleviare o eliminare una menomazione o handicap.

Nel caso specifico dei bambini con RM, gli ausili tecnologici si dividono in due categorie: quelli per la compensazione dei deficit e quelli per il potenziamento delle abilità.

  • Compensazione dei deficit: Rientrano in questa categoria le periferiche speciali (tastiere facilitate, joystick, touch screen), i microswitch e gli strumenti per la Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA). Le periferiche speciali sono progettate per superare le difficoltà motorie dei bambini nell'utilizzo di strumenti informatici standard. I microswitch permettono di attivare stimoli piacevoli con piccoli movimenti del corpo, aumentando la motivazione e riducendo il senso di impotenza. La CAA, supportata da software e dispositivi VOCA (Voice Output Communication Aid), aiuta a compensare le difficoltà di linguaggio verbale attraverso comunicazioni non verbali.

Bambino che utilizza un tablet con software educativo

  • Potenziamento delle abilità: Questa categoria include software per l'apprendimento e la robotica interattiva. I software sono pensati per allenare le abilità emergenti e stimolare quelle latenti, mascherando l'esercizio con attività ludiche. Le caratteristiche multimediali di questi software aumentano l'attenzione, migliorano la coordinazione occhio-mano e stimolano l'interesse. La robotica interattiva, con robot giocattolo progettati per simulare espressioni facciali umane e interagire in modo verosimile, rappresenta uno stimolo ancora più forte per il bambino, supportando la riabilitazione e l'educazione.

È importante sottolineare che, sebbene queste tecnologie possano sembrare indirizzate a bambini con un certo livello di sviluppo cognitivo, gli esperti hanno voluto che le tecnologie assistive supportino il soggetto in ogni fase dello sviluppo. Pertanto, è sempre possibile tracciare un percorso terapeutico che integri questi strumenti anche per i bambini più piccoli o affetti da RM profondo, arricchendo la loro riabilitazione e la loro vita.

La psicomotricità, in tutte le sue forme, rappresenta un pilastro fondamentale per lo sviluppo armonico del bambino. Attraverso il movimento, il gioco e la relazione, i bambini hanno l'opportunità di esplorare il mondo, esprimere sé stessi, costruire la propria identità e acquisire le competenze necessarie per affrontare le sfide della vita. Il "percorso psicomotorio soft" incarna questo spirito, offrendo un'esperienza ricca e stimolante, pensata per valorizzare ogni bambino e promuovere il suo pieno potenziale.

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