Le relazioni che instauriamo con gli altri sono il riflesso di un complesso intreccio di esperienze, memorie e rappresentazioni mentali che affondano le loro radici nelle prime interazioni della nostra vita. Comprendere la qualità di queste relazioni oggettuali è fondamentale per la diagnosi psicologica e la pianificazione di interventi terapeutici efficaci. In questo contesto, l'Object Relations Technique (ORT) emerge come uno strumento prezioso, capace di indagare le dinamiche relazionali profonde di un individuo. Questo articolo esplora il significato delle relazioni oggettuali, la nascita e lo sviluppo dell'ORT, e presenta una griglia di valutazione clinica con dati normativi basati su un campione italiano, evidenziando l'importanza di procedure diagnostiche chiare, consensuali e ripetibili.
Le Fondamenta Teoriche: Lo Sviluppo del Concetto di Relazione Oggettuale
La teoria delle relazioni oggettuali, un pilastro della psicoanalisi, si interroga su come le esperienze infantili, in particolare quelle con i caregiver primari, plasmino la nostra capacità di formarci rappresentazioni mentali di noi stessi e degli altri. Questo processo influenza profondamente il modo in cui ci relazioniamo con il mondo esterno per tutta la vita.
Le origini di questa teoria si trovano negli studi pionieristici di Melanie Klein. Osservando i giochi infantili, Klein notò come i bambini esprimessero, attraverso immagini inconsce, dinamiche interne legate alle pulsioni fondamentali, in particolare la pulsione di vita e la pulsione di morte. Queste rappresentazioni, intrinsecamente legate alla figura materna, sono cruciali per la formazione della nostra immagine interna e per il nostro sviluppo emotivo e interpersonale.

Successivamente, Donald Winnicott arricchì ulteriormente il campo con concetti come la "madre sufficientemente buona" e gli "oggetti transizionali". La madre sufficientemente buona, pur non essendo perfetta, è in grado di adattarsi alle necessità del bambino, offrendo un ambiente affettuoso e sicuro, essenziale per lo sviluppo sano del Sé. Gli oggetti transizionali, come una coperta o un peluche, rappresentano un passaggio fondamentale nello sviluppo emotivo, permettendo al bambino di gestire l'assenza della madre e di sviluppare una maggiore autonomia.
Il ruolo del caregiving, ovvero la qualità delle cure ricevute durante i primi anni di vita, è quindi centrale. Le interazioni precoci con le figure di attaccamento incoraggiano lo sviluppo di immagini inconsce positive, supportando la pulsione di vita e contrastando quella di morte. Questo processo è essenziale per la formazione di una solida base emotiva e relazionale, modellando la capacità del bambino di formare relazioni sicure e affidabili in futuro. L'introiezione di esperienze positive con oggetti significativi consente al bambino di sviluppare una percezione stabile di identità e realtà, integrando aspetti positivi e negativi nel suo mondo interno e migliorando la sua capacità di gestire le frustrazioni.
L'Object Relations Technique (ORT): Uno Strumento per Esplorare le Dinamiche Relazionali
L'Object Relations Technique (ORT) nasce nel 1955 grazie agli studi di Herbert Phillipson, psicologo inglese che, lavorando presso la Tavistock Clinic di Londra, sviluppò questo test proiettivo tematico basandosi sulla teoria delle relazioni oggettuali e sulla prospettiva psicodinamica. L'ORT si propone di indagare le tematiche conflittuali, i bisogni, le problematiche e le tipologie di relazioni oggettuali che un soggetto è in grado di instaurare.
L'idea di Phillipson si è sviluppata grazie ai suoi studi osservativi durante le sedute di terapia di gruppo, con un'attenzione particolare alla proiezione interpersonale. L'ORT è concepito come un'evoluzione del Thematic Apperception Test (TAT), integrando alcune caratteristiche del test di Rorschach. Al soggetto viene richiesto di raccontare una storia partendo da immagini poco definite, stimoli che favoriscono la proiezione di contenuti inconsci.
MELANIE KLEIN SPIEGATA IN MODO SEMPLICE (PSICOLOGIA DINAMICA)
Il test è applicabile a partire dai 14 anni e comprende 13 tavole, suddivise in tre serie di 4 tavole ciascuna, più una tavola bianca presentata per ultima. Ogni serie presenta i quattro fondamentali tipi di relazioni oggettuali: a una persona, di coppia, a tre persone e di gruppo. Le tre serie si differenziano per l'intensità del chiaroscuro e per la definizione degli elementi ambientali, con la terza serie che include il colore.
Nell'analisi dei dati raccolti, si presta attenzione a quattro dimensioni principali dei processi implicati nella produzione di una storia: la percezione, l'appercezione, il contenuto delle relazioni oggettuali e la struttura della storia. L'ORT, come il Rorschach e il TAT, richiede al soggetto di effettuare un compito preciso (performance) all'interno del quale confluiscono meccanismi percettivi, cognitivi, motivazionali e proiettivi.
L'ORT nel Contesto Italiano: Verso una Valutazione più Empirica e Consensuale
Negli ultimi anni, l'ORT ha visto un'evoluzione verso un approccio maggiormente empirico, con la proposta di una griglia quantitativa per la codifica e l'interpretazione dello strumento. Questo sviluppo risponde alla necessità di una valutazione diagnostica sempre più sottratta alla soggettività del singolo clinico, e affidata a procedure chiare, consensuali e ripetibili.
I contributi di ricercatori italiani come Del Corno e Lang, e Lis con i suoi collaboratori, sono stati fondamentali in questa direzione. Essi hanno proposto una griglia di valutazione aggiornata, empiricamente validata, per adolescenti e adulti non clinici. Questa griglia enfatizza l'utilità dell'ORT in ambito clinico/diagnostico e peritale, fornendo al clinico uno strumento duttile per la valutazione di aspetti cruciali del funzionamento del soggetto, come la qualità della sua vita relazionale, un aspetto di importanza decisiva in ogni intervento clinico.
La griglia permette di ricavare informazioni relative al funzionamento del soggetto in ambito narrativo, percettivo, psicodinamico e relazionale. La presenza di un manuale di riferimento con dati normativi per adolescenti e adulti, tarati sulla popolazione italiana, consente al clinico di utilizzare lo strumento con una certa confidenza, anche in ambito peritale. La relativa limitata conoscenza e diffusione degli stimoli dell'ORT, rispetto ad altri test proiettivi, lo rende uno strumento particolarmente prezioso in contesti forensi, dove la familiarità dell'esaminato con il test o la possibilità di reperire informazioni su di esso in anticipo possono essere limitate.
La Griglia di Valutazione Clinica: Struttura e Applicazione
La proposta di una griglia di lettura del materiale narrativo elicitato dal test e la definizione accurata dei concetti che ne costituiscono l'impianto rispondono alla necessità di una valutazione diagnostica più oggettiva. Questa griglia, sviluppata e validata su campioni italiani, permette di analizzare in modo sistematico il materiale prodotto dal soggetto.
Una prima esplorazione delle proprietà psicometriche della griglia, con la proposta dei dati normativi per alcune sezioni, è stata effettuata su due campioni di soggetti clinici e non clinici. Questo lavoro preliminare è un passo importante verso la garanzia dell'affidabilità dell'ORT nell'assessment diagnostico.
L'ORT, attraverso la sua metodologia, permette di indagare in maniera approfondita diversi aspetti del funzionamento del paziente:
- Esame di realtà: La capacità del soggetto di distinguere tra la realtà interna e quella esterna, e di mantenere un contatto adeguato con il mondo esterno.
- Immagine di sé e dell'altro: La rappresentazione che il soggetto ha di sé stesso e delle figure significative nella sua vita, inclusi i loro aspetti positivi e negativi.
- Complessità e ricchezza psicologica: La profondità e la sfumatura del mondo interiore del paziente, la sua capacità di elaborare emozioni e pensieri complessi.
- Capacità di espressione emotiva-affettiva: La modalità con cui il soggetto esprime e gestisce le proprie emozioni e i propri affetti nelle relazioni.

L'assessment delle relazioni oggettuali, come indicato anche nell'ultima versione del PDM (Psychodynamic Diagnostic Manual), è un elemento di rilievo per comprendere il livello dell'organizzazione di personalità dell'individuo. L'ORT, con la sua capacità di esplorare queste dimensioni, si configura quindi come uno strumento essenziale per una comprensione completa del funzionamento psichico.
L'Importanza della Qualità Relazionale nel Funzionamento Individuale
La qualità delle relazioni oggettuali è un indicatore predittivo del benessere psicologico e della salute mentale. Un individuo con relazioni oggettuali sane è generalmente in grado di instaurare legami affettivi stabili e soddisfacenti, di gestire i conflitti in modo costruttivo e di mantenere un senso di sé coerente e integrato. Al contrario, difficoltà nelle relazioni oggettuali possono manifestarsi in una vasta gamma di problematiche, dal disagio relazionale alla psicopatologia più complessa.
Ad esempio, nella schizofrenia o nel disturbo borderline di personalità, la vicinanza con l'altro può essere avvertita come una potenziale fonte di distruzione del Sé. In questi casi, le figure umane nelle narrazioni dei pazienti possono presentare una configurazione deteriorata e poco dettagliata, riflettendo una difficoltà nell'instaurare legami stabili e sicuri.
Al contrario, la presenza di buone relazioni oggettuali, e dunque di un introietto materno positivo e funzionale, permette al soggetto di sviluppare un investimento affettivo e una più marcata fiducia nei rapporti sociali. Le relazioni descritte sottenderanno la presenza di un introietto genitoriale stabile e consolidato, con atteggiamenti empatici volti al riconoscimento e alla validazione del Sé reciproco.
La tecnica delle relazioni oggettuali, e in particolare l'ORT, offre quindi una finestra privilegiata sulle modalità con cui un individuo costruisce le relazioni oggettuali, e dunque i legami socio-affettivi. L'analisi di queste dinamiche relazionali è cruciale per comprendere le origini di eventuali disagi e per pianificare un percorso terapeutico mirato a promuovere un funzionamento relazionale più sano e integrato. L'auspicio è che il diffuso interesse per l'ORT si accompagni a una sempre più chiara garanzia della sua affidabilità nell'assessment diagnostico, per la valutazione di un aspetto del funzionamento del soggetto di importanza decisiva in ogni intervento clinico.
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