I seminari condotti dalla Dott.ssa Eugenia Omodei Zorini rappresentano una continuazione, su richiesta dei partecipanti, di un'iniziativa formativa che da anni coinvolge psicoanalisti e psichiatri già formati, aprendo le porte anche a neo-specializzati presso la Scuola di Psicoterapia Psicoanalitica (SPP). Questo percorso di approfondimento teorico e clinico si è progressivamente focalizzato su aspetti cruciali della pratica psicoanalitica, con un'enfasi crescente sulla dimensione corporea e sulla complessa interazione tra le figure genitoriali nello sviluppo psichico.

La Rilevanza della Comunicazione Non Verbale nel Setting Psicoanalitico
Il tema di fondo che ha guidato le discussioni e le esplorazioni di questi seminari è stata la profonda rilevanza della comunicazione non verbale all'interno del transfert e del controtransfert. Inizialmente, l'attenzione si è concentrata su tecniche specifiche di ascolto, volte a cogliere le sfumature e le espressioni corporee che spesso sfuggono alla verbalizzazione diretta. Successivamente, il gruppo di lavoro ha esplorato diverse posizioni teoriche per poter inquadrare adeguatamente i fenomeni corporei che emergono nel contesto terapeutico. È stato trattato il delicato passaggio dalla sensorialità alla sessualità, analizzando la transizione dal codice subsimbolico al codice simbolico non verbale, fino ad arrivare al codice verbale. Una particolare attenzione è stata dedicata alla relazione materna, intesa come matrice primaria di queste prime forme di comunicazione e di strutturazione psichica.
L'Emergere della Funzione Paterna nello Sviluppo Psichico
Negli ultimi due anni, l'orientamento della ricerca all'interno del gruppo di lavoro si è spostato significativamente verso l'indagine delle funzioni paterne nel primo periodo dello sviluppo infantile. Questo spostamento tematico ha dato vita a una serie di interrogativi fondamentali: Esiste un "padre diadico"? Quali sono le specifiche funzioni paterne che esercitano un'influenza sull'immagine corporea del bambino? L'ascolto del corpo in terapia è circoscritto alle tematiche dell'attaccamento, o anche nella relazione con la figura paterna il linguaggio corporeo possiede una sua specificità? Come si manifesta questa specificità? Qual è la sua funzione nella strutturazione psichica primaria?
Queste domande aprono scenari complessi che necessitano di un'analisi approfondita, integrando le conoscenze derivanti dalla psicoanalisi, dalla neuroscienza e dalla psicologia dello sviluppo. L'idea di un "padre diadico" suggerisce la possibilità che la funzione paterna non sia necessariamente legata alla presenza fisica di una figura maschile, ma possa essere esercitata anche da altre figure o configurazioni relazionali che offrono al bambino elementi di differenziazione, contenimento e strutturazione.

Approfondimenti Teorici e Bibliografici
Il lavoro svolto nei seminari è fortemente incentrato sulla discussione in gruppo dei casi clinici presentati, seguita da considerazioni teoriche del conduttore. Questo approccio esperienziale, supportato da un solido quadro teorico, permette ai partecipanti di integrare la teoria con la pratica clinica in modo dinamico e costruttivo. La bibliografia di riferimento consultata per affrontare questi temi è vasta e include contributi fondamentali per la comprensione del ruolo del padre e della madre nella psiche.
Tra i testi citati, troviamo "Il padre materno" di S. Argentieri, che esplora la complessità del ruolo paterno e la sua interrelazione con la figura materna. "Son and Father" di P. Bloss offre una prospettiva sulla relazione padre-figlio, mentre J. Chasseguet Smirgel, in "I due alberi del giardino. Saggi psicoanalitici sul ruolo del padre e della madre nel sistema psichico", analizza in profondità le dinamiche psichiche legate alle figure genitoriali.
Un altro contributo importante è quello di R. Debray, Ch. Dejours e P. Fédida in "Psicopatologia dell’esperienza del corpo", che si lega direttamente al focus sulla corporeità. La relazione d’attaccamento padre-bambino viene esaminata in "La relazione d’attaccamento padre-bambino: una rassegna della letteratura" di S. Di Folco e C. Zavattini. E. Gaddini, in "Formazione del padre e scena primaria", tratta aspetti cruciali della strutturazione psichica precoce.
I contributi di H.W. Loewald, come "L’Io e la realtà" e "Il tramonto del complesso edipico", offrono spunti per comprendere l'evoluzione delle strutture psichiche e la gestione dei conflitti edipici. F. Morgenthaler, in "L’omosessualità", affronta tematiche legate alla sessualità e alla sua rappresentazione. T.H. Ogden, con "Il conflitto edipico di transizione. Da Il limite primigenio dell’esperienza", esplora le complessità del passaggio edipico.
R.J. Perelberg, con lavori come "Murdered father, dead father: revisiting the Oedipus complex", riprende e aggiorna il concetto di complesso edipico, mentre U. Rupprecht-Shampera, in "Il concetto di “triangolazione precoce” come chiave per un modello unificato dell’isteria", propone un modello che integra diverse dinamiche relazionali nella comprensione di disturbi specifici.
La teoria dello sviluppo sociocognitivo di Vygotskij
Dalla Sensorialità alla Strutturazione Psichica: Un Percorso Integrato
Il percorso teorico e clinico delineato nei seminari della Dott.ssa Omodei Zorini si muove da una comprensione profonda della comunicazione non verbale e della sua origine nella relazione primaria, per poi estendersi all'analisi delle funzioni paterne e alla loro influenza sulla strutturazione psichica. Questo approccio integrato riconosce che la salute mentale e lo sviluppo armonioso dell'individuo dipendono dall'interazione complessa e dinamica tra le diverse figure di accudimento e le esperienze corporee ed emotive che si sedimentano fin dai primi momenti di vita.
La Dott.ssa Eugenia Omodei Zorini, psicologo psicoterapeuta a Milano, specialista in psicoterapia psicoanalitica e docente di Teoria della Tecnica presso la SPP, porta la sua vasta esperienza clinica e accademica in questi seminari. La sua attività si concentra sul trattamento di sintomi psichici, psicosomatici e difficoltà relazionali, offrendo un quadro di riferimento teorico solido e un approccio sensibile alle sfumature della sofferenza umana.
L'Approccio Olistico e la Ricerca Continua
È interessante notare come la Dott.ssa Omodei Zorini, pur operando in ambito psicoterapeutico, abbia sviluppato competenze anche in settori apparentemente distanti, come la nutrizione e l'alimentazione animale, collaborando con strutture veterinarie. Questa diversificazione di interessi, che include anche la ricerca accademica con un dottorato in Nutrizione e alimentazione animale e corsi specialistici in gastroenterologia veterinaria, riflette un approccio olistico alla comprensione della salute e del benessere, sia umano che animale. La sua capacità di integrare competenze scientifiche, cliniche e di ricerca, unita a una solida organizzazione e a ottime capacità di ricerca bibliografica, la rende una figura di riferimento per l'approfondimento di tematiche complesse come quelle affrontate nei suoi seminari.
Maurizio Omodei Zorini, che insegna tecniche di lavoro sul corpo in Italia e all’estero, con una laurea in lingua e letteratura hindi e un focus su yoga, medicina indiana e arti marziali dell’India meridionale, aggiunge un'ulteriore dimensione di competenza alle esplorazioni psicoanalitiche, sottolineando l'importanza del corpo e delle sue pratiche nel benessere psichico.
Le prove di verifica per i partecipanti ai seminari, di natura orale e svolte al termine del nono seminario, confermano l'orientamento pratico e clinico di questa iniziativa formativa, volta a consolidare l'apprendimento attraverso il confronto diretto e l'applicazione delle conoscenze acquisite.
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