L'abbandono, nella sua accezione più comune, evoca l'immagine di una sparizione improvvisa, di un addio manifesto che lascia la vittima in un mare di domande senza risposta. Tuttavia, nel complesso e spesso oscuro mondo delle relazioni con personalità narcisistiche, la realtà dell'abbandono può presentarsi in forme ben più subdole e distruttive. Non si tratta sempre di un allontanamento netto e improvviso, ma può manifestarsi come una lenta e metodica erosione del benessere della vittima, orchestrata in modo tale da indurla a prendere lei stessa la decisione di troncare, lasciando il narcisista apparentemente incolume e non colpevole. Questo fenomeno, definito "scarto indotto", è una tattica manipolatoria di rara astuzia, un vero e proprio capolavoro di ingegneria psicologica finalizzato a preservare l'immagine del narcisista e a scaricare ogni responsabilità.

La Strategia Sofisticata dello Scarto Indotto
Lo scarto indotto è una forma di abbandono mascherato, dove la vittima crede fermamente di essere colei che ha deciso di porre fine alla relazione. In realtà, la scelta di troncare parte sempre, senza eccezioni, dal narcisista. Come è possibile riconoscerlo? Se, in rari casi, la decisione sembra provenire dalla vittima, e il narcisista non l'aveva premeditato, egli si trasforma in uno stalker ossessivo e perseguitore, diventando estremamente pericoloso. Se, al contrario, il narcisista rimane sereno e non manifesta tali comportamenti, è perché il suo piano è già in atto. Egli ha preventivamente assicurato altre fonti di approvvigionamento narcisistico: nuove relazioni primarie, fonti alternative secondarie o terziarie in grande quantità come ex, frequentazioni occasionali, o amicizie pronte a credere alle sue menzogne. Parallelamente, ha già predisposto progetti lavorativi o altre attività che gli permettano di soddisfare il suo bisogno di ammirazione altrove. Successivamente, inizia la fase distruttiva della relazione attuale, attuata attraverso ogni forma di manipolazione e svalutazione, con l'obiettivo di indurre la partner a lasciarlo spontaneamente, svincolandosi così da ogni colpa.
Lo scarto indotto è, a tutti gli effetti, uno scarto completo, ma la sua natura è occultata dall'azione inversa messa in atto dal narcisista, spesso covert ed estremamente subdolo. Egli agisce con pazienza, tempo e una sequenza di azioni mirate, creando l'illusione che sia la vittima ad aver deciso di interrompere il rapporto. Questa è una delle manipolazioni più sottili e dolorose che un essere umano possa subire. Dietro ogni mentalità narcisistica, sia essa overt, covert, maligna o psicopatica, si cela una premeditazione meticolosa di ogni azione. Lo scopo è sempre quello di gestire e controllare le situazioni circostanti, proteggendosi da crolli e abbandoni reali, che il narcisista non potrebbe mai sopportare. Di conseguenza, o abbandona per primo, o erige castelli di bugie e svalutazioni per convincere gli altri, e soprattutto se stesso, di non essere degno della vittima, che lei non lo merita, e che quindi può essere lui ad abbandonarla.
Le Tattiche del Narcisista per Indurre l'Abbandono
Il processo dello scarto indotto non è un evento istantaneo, ma un percorso lento e graduale che coinvolge una serie di tattiche distruttive. Il narcisista non si limita ad un singolo comportamento, ma intreccia diverse strategie per raggiungere il suo obiettivo finale: essere lasciato, ma con la facciata dell'innocenza.
1. Innescare Litigi Furiosi nella Vittima
Una delle prime e più efficaci strategie è quella di innescare litigi costanti. Questo serve a due scopi principali: creare alibi per giustificare il deterioramento della relazione e proiettare sull'esterno l'immagine di una vittima "pazza" o instabile. In questo vortice di rabbia e discussioni accese, dove la vittima si logora nel tentativo di spiegare le sue ragioni e discolparsi, il narcisista non offre alcun conforto. La vittima, esasperata fisicamente e psicologicamente, si ritrova senza alternative se non quella di reagire con un'esplosione di rabbia, spesso sfogando la sua frustrazione con parole taglienti. Questa reazione, pur sembrando un atto di liberazione, è rischiosa. Una volta placata la rabbia, emergono un'incredibile dipendenza affettiva, un senso di colpa devastante per essersi "lasciata andare", e una profonda mancanza del narcisista. Nel frattempo, quest'ultimo ha già colto l'occasione per allontanarsi, dirigendosi verso il "nuovo fiore" già presente nei paraggi. Innescare litigi è, in sostanza, un punto cardine che ingloba e anticipa tutte le altre tattiche, preparando il terreno per la decisione della vittima di recidere il legame.

2. Attuare Triangolazioni Spietate e Spudorate
Nella fase avanzata dello scarto indotto, coincidente con l'ultima fase di svalutazione, il narcisista non ha più nulla da perdere, avendo già assicurato nuove fonti di approvvigionamento. In questa fase, non esita a umiliare la vittima attraverso la triangolazione, ovvero coinvolgendo una terza persona nella dinamica relazionale. Potrebbe ammiccare apertamente a un'altra donna, ignorare completamente la propria partner durante un evento sociale per dedicare attenzioni esclusive a una nuova arrivata, o osservare seduttivamente altre donne in presenza della partner, assicurandosi che lei noti questo interesse insistente. Le triangolazioni possono avvenire anche con ex partner, amici, o persino con la "migliore amica" della vittima. Il narcisista potrebbe inventare impegni lavorativi per negarsi alla partner, ma farle sapere indirettamente (tramite social o amici) che in quei momenti è impegnato con l'amica. Potrebbe anche simulare un eccessivo attaccamento al lavoro per far sentire la vittima trascurata e gelosa, alimentando l'idea che il suo lavoro sia più importante di lei.
Questi sono solo alcuni esempi di come il narcisista possa triangolare palesemente. La triangolazione è una delle manipolazioni più dolorose, equiparabile al silenzio punitivo per il suo potenziale di lacerare l'anima. Le triangolazioni palesi sono particolarmente devastanti e lasciano la vittima senza alternative se non quella di "scoppiare". Di fronte all'ennesima svalutazione, dopo innumerevoli manipolazioni e abusi psicologici prolungati, la vittima è estenuata. Non può più permettersi di contenere le proprie emozioni. Esplode di gelosia, rabbia, stanchezza, disgusto, indignazione per la mancanza di rispetto e per il crollo della fiducia. Il bello (o meglio, il brutto) è che, quando la vittima esplode, il narcisista nega, la accusa di essere pazza, e la donna, in preda alla foga, quasi lo diventa davvero. Non può più tollerare quel comportamento e lo lascia, pronunciando frasi come "È palese quello che hai fatto". La risposta del narcisista sarà sempre la stessa: "Sei matta. Non ho fatto nulla. Vedi cose che non ci sono. Sei paranoica. Sei pazza." La vittima ribolle dentro, subisce e viene accusata, correndo contro un muro di gomma, finché non ha altra scelta che troncare.
Attenzione alla triangolazione narcisistica. Come reagire
3. Lasciare Indizi che Vuole che la Vittima Scopra
Durante lo scarto indotto, il narcisista allenta deliberatamente il suo controllo sulle "prove" dei suoi castelli di bugie, delle sue vite parallele e delle altre relazioni. Le ha tenute nascoste con perfetto equilibrio per tutta la durata della relazione, ma ora inizia a renderle visibili. Questo perché non ha più nulla da perdere e perché gli fa comodo per innescare litigi e disgusto nella vittima, sapendo che prima o poi lei si esaspererà. Potrebbe far intravedere la schermata del telefono con una notifica di un'app di incontri, o passare il cellulare nel momento esatto in cui è programmata la chiamata dell'amante, di cui la partner ha già sospetti. Potrebbe persino organizzare un incontro tra la partner e la donna con cui si sente.
Il narcisista, in questi casi, "gode come un riccio". Si sente desiderato da più donne, e gestisce attivamente lo scarto che desidera si realizzi. Se una scoperta non fosse voluta, il narcisista si trasformerebbe in uno stalker, implorando la partner di non lasciarlo, poiché il momento del suo scarto non è ancora giunto. Ogni evento, ogni interazione in una relazione con un narcisista, deve essere voluta dal narcisista stesso. Questo è il mantra da tenere a mente. La partner, vittima di ricatti morali continui e di dipendenza affettiva, finisce per seguire passivamente i passi di questa danza infernale.
4. Svalutare Verbalmente la Vittima in Modo Continuo
Nella fase dello scarto indotto, la svalutazione verbale diventa una costante. Non necessariamente attraverso urla e insulti palesi (soprattutto nei narcisisti covert), ma tramite insinuazioni perenni che erodono lentamente l'autostima della vittima. Al milionesimo svilimento, la vittima non ce la fa più. Anche se lotta contro la dipendenza e gli abusi psicologici, arriva un punto in cui dice "basta". I livelli di svalutazione diventano disumani, uniti a tutte le altre forme di abuso psicologico.
Gli esempi sono innumerevoli. Il narcisista potrebbe criticare continuamente il peso della partner, paragonandola ad altre donne, sussurrando commenti sminuenti ripetutamente, o usando l'ironia per evitare attacchi diretti. Potrebbe criticare il suo modo di fare con gli altri, il tono di voce, il modo di portare i capelli, di guardare le persone, persino il modo in cui gira la pasta. Potrebbe deridere il suo abbigliamento, il suo lavoro (o la sua mancanza di lavoro), il suo modo di muoversi nel letto, se indossa calzini che gli danno fastidio, o persino il modo in cui mastica o respira. Anche i respiri della vittima possono infastidire il narcisista e vengono svalutati con tono paternalistico o sdegno.
Il risultato sulla vittima è paralizzante. Inizia a fare attenzione persino al modo in cui respira. Poi, al limite dell'esasperazione, esplode. Urla, dice che non ce la fa più, che è così e se non gli sta bene, non può farci niente. Il narcisista rimane impassibile. A seconda del livello di abuso subito, si prospettano due scenari: se gli abusi sono stati prolungati ma non estremi, la vittima potrebbe scusarsi per ristabilire la normalità e non perdere il narcisista. Quest'ultimo, sdegnato dalla "reazione folle", usa la scusa per scartarla con una "buona causa motivata". Se invece gli abusi sono stati prolungatissimi, la vittima, in preda all'apice dell'esasperazione e di fronte alle reazioni glaciali del narcisista, decide di troncare definitivamente.

5. Applicare un Gaslighting Potenziato
Il gaslighting, già presente nella relazione, viene intensificato nella fase dello scarto indotto. L'obiettivo è depotenziare la lucidità della vittima, renderla debole e attaccarla ulteriormente, trasformandola in una "bambola di pezza". Il narcisista arriva a negare fatti accaduti, distorcere dati evidenti, facendo apparire la vittima come pazza. La vittima perde completamente la lucidità. Un livello così elevato di abuso indica uno stadio di gravità tale che l'unica alternativa è interrompere la relazione, possibilmente con l'aiuto di professionisti.
Il narcisista vive in un "guscio" che esclude una vera intimità. Più persone sono nella sua vita, più riesce a controllare e manipolare, sentendosi rinvigorito nel proprio valore. Paradossalmente, anche il narcisista è dipendente dall'altro per stare in piedi, gratificarsi e auto-giustificarsi.
La Sottile Danza della Dipendenza e della Manipolazione
La relazione con un narcisista manipolatore è un'esperienza che segna profondamente chi la vive, prosciugando quotidianamente la voglia di vivere e le energie, sgretolando una realtà che si immaginava perfetta. Il narcisista seduce, avvolge, crea l'illusione dell'amore romantico. Ma con il tempo, quelle che sembravano solo sensazioni poco chiare assumono toni definiti, fino a quando non ci si rende conto di avere di fronte una persona incapace di amare.
Si diventa apprensivi, incerti sulle sue reazioni, si dubita di tutto, anche di se stessi. L'opera del narcisista è martellante, finalizzata a minare l'autostima della partner, insinuando un senso di permanente inadeguatezza. Si è sommersi dal dubbio di non aver fatto abbastanza, ci si sforza sempre di più, ma non è mai sufficiente. Quando si prova un forte senso di colpa e ci si addossa la causa dei comportamenti violenti del partner, è molto probabile che il narcisista manipolatore abbia già messo in atto la sua macchina infernale per distruggere.
Il primo passo per liberarsi è ammettere che i suoi comportamenti danno fastidio, fanno soffrire, e rendersi conto che è cambiato nel corso della relazione. La relazione con un narcisista manipolatore si caratterizza per essere un rapporto di dipendenza e manipolazione, che ricalca la dinamica schiavo-padrone o vittima-carnefice. Il padrone/carnefice considera la sua preda come un oggetto, un mezzo per confermare la sua superiorità, mentre lo schiavo/vittima viene gradualmente impoverito di ogni risorsa per compiacere sempre di più il carnefice.
Paradossalmente, in questo schema, la vittima/schiavo ha un vantaggio: la possibilità di liberarsi dalle catene di un amore manipolatorio. L'unica via d'uscita è cambiare, e non aspettarsi che il narcisista cambi o comprenda. Lui considera la vittima solo uno strumento per soddisfare i propri bisogni e, soprattutto, non soffre per le conseguenze delle sue azioni. La vittima di un narcisista manipolatore non è stata in grado di proteggersi e individuare il pericolo. Perciò, il primo passo è rinunciare al desiderio di salvare il proprio carnefice e di volerlo modificare per farlo assomigliare al proprio ideale.
Fronteggiare un manipolatore non è semplice. È un esperto: vi farà sentire in colpa, farà leva sui vostri sentimenti, o vi aggredirà umiliandovi, instillando il dubbio che abbiate sbagliato qualcosa, per farvi tornare sui vostri passi e riavvicinarvi a lui.
Strategie di Difesa e Recupero
- Diffidare di tutto ciò che obbliga a fare o richiede: Il narcisista è abile nel creare l'idea che stare in coppia implichi compiacerlo e assecondare ogni sua richiesta.
- Accettare l'idea di non poter essere un partner perfetto: Ognuno ha le sue debolezze, ma questo non significa non essere amabili o non saper amare.
- Comunicazione semplice, chiara e non aggressiva: A una domanda segue una risposta precisa. Evitare critiche dirette, che sono un'esca a cui lui abboccherà, creando discussioni infinite.
- Evitare l'iperadattamento: La vittima non ha mai tempo per sé, ma si dedica esclusivamente al narcisista.
- Ricostruire una rete di amicizie e contatti: Il narcisista perverso allontana le proprie vittime da amici e familiari. Le relazioni sane sono un valido appoggio nei momenti in cui il carnefice attacca la vittima e la svuota di ogni capacità e consapevolezza di sé.
Una relazione sana deve garantire l'autonomia dei membri che la compongono, ognuno rimanendo se stesso pur avvicinandosi all'altro. La coppia padrone/carnefice e vittima/schiavo, invece, si caratterizza per un incastro distruttivo, in cui il primo utilizza la propria partner come risorsa da cui attingere energia per completarsi, non concedendole mai di avvicinarsi troppo. Il paradosso narcisistico consiste nel ricercare l'altro, assorbire la sua energia e negarne l'esistenza allo stesso tempo.
L'unico modo per non rimanere invischiati in una relazione del genere è quello di restare se stessi, porre dei limiti e chiedere rispetto. La sofferenza altrui è la conferma del suo valore e dell'adorazione che gli altri gli rivolgono. Dopo il momento dello scarto, la vittima proverà un dolore estremo, anche peggiore della depressione; sarà come se la sua anima fosse morta.

Il narcisista sceglie attentamente il modo più insensibile, indifferente e devastante per lo scarto, poiché non ama la compagna e non si preoccupa di essere diplomatico o delicato. Anzi, più fa soffrire la vittima, più il suo ego si ingigantisce. La sofferenza altrui è la conferma del suo valore e dell'adorazione che gli altri gli rivolgono. Gelosie e ossessioni, che solo la vittima sa essere basate su motivazioni reali e fatti verificabili, sono determinate dal comportamento di colui che, davanti a tutti, si atteggia a vera e unica vittima.
Il narcisista è un imbroglione, scambia facilmente la finzione con la realtà. Ciò che inizia come un elaborato sogno ad occhi aperti finisce nella sua mente come scenario perfettamente plausibile. Se i suoi sospetti di tradimento sono veri, non c'è modo di perdonare la partner; l'altra persona deve essere migliore e più speciale di lui. Questa percezione della negazione della sua unicità rende impossibile per il narcisista sopravvivere in una relazione contaminata dalla gelosia.
Molti narcisisti raggiungono un equilibrio malsano. Essendo emotivamente (e fisicamente o sessualmente) assenti, costringono la partner a trovare gratificazione al di fuori del legame. Un narcisista, tuttavia, potrebbe essere in grado di accettare la partner e persino di perdonarla, sostenendo che l'infedeltà della donna è stata causata dalle sue mancanze. Nel provocarla ad adottare un comportamento socialmente aberrante, vede la prova della sua maestria. Quanto più grave è la relazione extraconiugale, tanto più fornisce al narcisista i mezzi per controllare la partner infondendole sensi di colpa. La sua capacità di manipolarla aumenta il suo essere indulgente e magnanimo.
Se si verifica un'infedeltà emotiva o sessuale, di solito è un grido di aiuto da parte della compagna del narcisista. Di solito, la partner è di tipo dipendente o evitante ed è ugualmente incapace di cambiare qualcosa nella sua vita. Queste coppie non hanno una narrativa o un programma comune e solo le loro psicopatologie sono compatibili. La partner dipendente può determinare per il narcisista ciò che è giusto e virtuoso, oltre a migliorare e mantenere il suo sentimento di unicità (volendolo). Lei, quindi, possiede il potere di manipolarlo.
Il narcisista, perennemente "razionale" e impaurito di entrare in contatto con le sue emozioni, divide i suoi rapporti in "non contrattuali" e "contrattuali", moltiplicando i primi a scapito degli ultimi. Ama credere di essere l'unico artefice della decisione sul tipo di rapporto che instaura e con chi. A volte le persone credono di avere una relazione "contrattuale" con lui, ignare che la sua visione è completamente opposta. Il narcisista ritiene che l'adempimento dei suoi contratti, specialmente con la sua compagna, sia asimmetrico. È fermamente convinto di dare e contribuire alle sue relazioni più di quanto ne riceva.
Sebbene altamente amorale (e talvolta immorale), il narcisista si tiene, moralmente, in grande considerazione. Non è costante e prevedibile nei suoi giudizi. Una violazione del contratto da parte del partner romantico può essere ritenuta banale o la fine del mondo. Il narcisista agisce in modo asimmetrico finché si sente legato dal contratto. Tende a giudicare se stesso più severamente di quanto giudichi le altre parti. L'annullamento o la risoluzione di un contratto rappresentano il rifiuto e l'abbandono, le cose che un narcisista teme di più. Ecco perché preferirebbe far finta che il contratto sia ancora valido che ammettere la fine di una relazione. Non rompe mai i contratti perché ha paura delle rappresaglie e delle conseguenze emotive.
Attenzione alla triangolazione narcisistica. Come reagire
Tuttavia, non tutti i contratti sono concepiti allo stesso modo nell'orizzonte narcisistico. È sempre lui a conservare il potere di decidere quali contratti devono essere scrupolosamente osservati e quali ignorati superficialmente. Si aspetta che la società, i suoi partner, i suoi colleghi, il suo coniuge, i suoi figli, i suoi genitori, i suoi studenti, i suoi insegnanti - in breve: assolutamente tutti - rispettino la SUA legge. I criminali narcisisti del colletto bianco, per esempio, non vedono nulla di sbagliato nella loro cattiva condotta. Si considerano rispettosi della legge, timorosi di Dio, membri della comunità.
Il narcisista è talvolta percepito come capriccioso, traditore, una posa dalla doppia morale. La verità è che è abbastanza prevedibile e coerente. Egli ha interiorizzato un oggetto cattivo. Si sente corrotto, meritevole di fallire, di cadere nel disonore e di essere punito. Si dimostra molto sorpreso e gratificato quando accadono cose buone nella sua vita. Probabilmente sarà grato alla sua partner - e la rimprovererà! - per averlo scelto come suo compagno. In fondo pensa che nessun altra sarebbe stata (o sarà) così sciocca, cieca o ignorante da aver fatto questa scelta. La presunta stupidità e cecità della sua compagna o del coniuge è motivata dal fatto stesso che lei è la sua compagna o il suo coniuge. Questa sensazione di "avere culo" è la vera fonte dell'asimmetria nelle relazioni che intraprende. Il partner, avendo fatto l'incredibile scelta di vivere accanto a lui (di portare questa croce) è degno di speciale considerazione per compensare le sue mancanze.
Il partner eternamente disponibile del narcisista - si tratta di una rarità - garantisce un trattamento speciale e uno speciale (doppio) standard. Il narcisista accumula le sue lamentele ogni volta che il partner si avvantaggia dell'asimmetria del rapporto (o viene percepito così dal narcisista). Parte della rabbia è espressa in modo passivo-aggressivo. La frequenza delle relazioni sessuali è ridotta. Meno sesso, meno parole, meno carezze. A volte l'aggressione repressa esplode in modo eclatante sotto forma di attacchi di rabbia. A seguito di tali attacchi rabbiosi egli regredisce alla passività, alla tenerezza appiccicosa, ai gesti appaganti o al comportamento infantile, sdolcinato e tenero, senza aspettarsi o accettare lo stesso comportamento dalla partner.
Il narcisista considera l'abbandono o il rifiuto da parte dei suoi partner emotivo-sessuali un verdetto finale riguardante la sua stessa capacità di avere tali relazioni in futuro. Egli "ricorda" il modo in cui la partner si è sacrificata sull'altare della relazione. Perché se una partner piena di qualità come lei e desiderosa di lui come lei non è riuscita a sostenere la relazione, sicuramente nessun altra donna avrà alcuna probabilità di successo. Egli crede di essere condannato a un'esistenza di solitudine e miseria senza questa specifica donna. Il narcisista farebbe qualsiasi cosa per evitare questa conclusione. Ecco perché implora la partner di tornare e ristabilire la relazione a prescindere da cosa sia accaduto.
Questa coppia composta da un "ispettore di qualità" e un "prodotto scelto" è solo una delle coppie con ruoli ben definiti adottate dal narcisista e dalla sua partner. Altre includono: "il malato" e "il sano", "il dottore/psicologo" e "il paziente", "la ragazza povera, disagiata" e "il cavaliere bianco in armatura scintillante". Entrambi i ruoli - il narcisista e l'altro volontariamente (o controvoglia) adottati dal partner - sono aspetti della personalità narcisista. Così, favorendo tali dialoghi, le sue relazioni hanno per certi versi un valore altamente terapeutico per lui. D'altra parte soffrono di tutti i problemi di un regime di psicoterapia: transfert, controtransfert e simili.
