La violenza morale, spesso preludio di quella fisica, è punita dalla legge e dà diritto a forme di tutela e di risarcimento. Tuttavia, vi è una difficoltà evidente ad identificarne i contorni, prima di tutto da parte della vittima e, conseguentemente, da parte della legge. La condotta di colui che denigra con frasi sprezzanti e sorriso ambiguo, i silenzi, le prevaricazioni intervallate da momenti di tenerezza artatamente concepiti, i tradimenti multipli, le fughe e i ritorni ciclici, la colpevolizzazione e il vittimismo teso a giustificare comportamenti che altrimenti non tollereremmo, costituiscono violenza morale e come tale rappresentano una lesione, oltre che alla nostra salute psichica e fisica, ai nostri diritti civili, che la legge e, prima di essa, la Costituzione, tutela.
Ciò che rende identificabile la violenza è il disegno preordinato dell'autore che si concretizza non in atti isolati e sporadici, bensì in una modalità rigida che via via aumenta il livello di estrinsecazione. Il singolo gesto, preso da solo, poco significherebbe ma acquista rilievo, sanzionabile nella sua recidività. L'ordinamento giuridico è posto al di fuori dell'intimità della coppia o della famiglia ed interviene solo in casi estremi o se viene adeguatamente sollecitato. Tuttavia, le vittime, confuse dall'andamento altalenante ed ambiguo dell'abusante psicopatico, tendono non solo a non reagire ma, anzitutto, a non riconoscere l'abuso medesimo per molto tempo.
La violenza morale è insidiosa e imprigiona, rendendo la persona incapace di reagire, nonostante, precedentemente all'esperienza con l'aggressore, fosse determinata ed equilibrata. Riconoscere nel partner un aggressore è assolutamente complicato. La psicopatia e il narcisismo perverso, che caratterizzano gran parte degli autori di violenza morale e fisica, sono un argomento quasi sconosciuto. I sentimenti nutriti per l'abusante, lo stato di prostrazione psichica in cui egli riduce le vittime e la mancata conoscenza del fenomeno sono tra le cause di incapacità di autotutela. Si pensi che sino al 1996 il reato di violenza sessuale era considerato dal diritto un reato contro la morale e non contro la persona: ciò aiuta a comprendere come vi sia un substrato culturale di tolleranza e minimizzazione della violenza familiare che solo in tempi recenti ha iniziato a mutare direzione.

Non esiste nel nostro Paese una norma specifica che riconosca e punisca tali abusi; tuttavia, va detto che la violenza morale viene punita e, nelle cause di separazione, essa è motivo di addebito; inoltre, nei casi più gravi può comportare la perdita della potestà genitoriale, se adeguatamente provata. Il comportamento dell'ex coniuge che non collabora ma anzi usa la prole per "punire" l'altro genitore, che ha un atteggiamento destabilizzante, può portare ad ottenere l'affidamento esclusivo dei minori, che oggi, di solito, è condiviso. Il problema rimane il quadro probatorio. Il problema rimane il ricatto e la minaccia che molte vittime subiscono nel caso in cui abbiano con il partner interessi economici, figli, eccetera: le vittime hanno paura. Quando comprendono chi sia il partner, hanno paura di ritorsioni e non sanno come difendersi. Per questo ritengo sia importante segnalare che, in qualsiasi relazione con uno psicopatico, non appena si comprende la situazione e si decida di interrompere il rapporto, è necessario costruire una fuga sicura. Lo psicopatico tornerà o tormenterà, userà i figli, non restituirà denaro, si approprierà delle società in comune e, molto spesso, diventerà uno stalker.
Le Dinamiche dello Stalker e dello Psicopatico
Come uscirne? Lo psicopatico ritiene di poter fare alla vittima ciò che crede, si ritiene al di sopra della legge e considera la vittima debole e manipolabile. Nelle cause di separazione ed anche a conclusione delle stesse, diverrà pernicioso nelle modalità di visita ai figli o indifferente, scomparendo e riapparendo a suo piacimento. Per tali ragioni, le vittime dovranno rapportarsi con l'ex partner sempre per iscritto, non dovranno cedere alle provocazioni, preferibilmente dovrebbero interagire tramite un intermediario e, meglio, un legale. I Tribunali, non essendo tipizzato il fenomeno, hanno, inoltre, necessità che il percorso di violenza morale venga ben delineato e provato. È necessario che l'informazione sia estesa e che le vittime possano, quando sono pronte ad allontanarsi dal carnefice, essere supportate psicologicamente e difese a livello legale da chi comprende il fenomeno, anche al fine di poter tutelare in modo appropriato gli eventuali figli.
L'ordinamento giuridico prevede misure cautelari ad hoc per gli abusi ed i maltrattamenti familiari (dal c.d. obbligo di allontanamento dalla casa familiare ex art. 282 bis c.p.c., all'ordine di protezione contro gli abusi familiari ex art. 342 bis e 342 ter c.c., con cui si proteggono le vittime anche sotto il profilo economico). Un legale competente del settore specifico aiuterà ad apprestare una difesa tipica di questo genere di situazioni, che oserei definire anomale, in modo da colmare un vuoto legislativo.
Lo psicopatico durante la relazione commette molti reati, dalla minaccia, alla violenza, all'ingiuria, e viola, fra gli altri, uno dei principi cardine del nostro ordinamento: il neminem laedere, da cui discende il diritto al risarcimento dei danni subiti. Le vittime, defraudate emotivamente, a volte economicamente, sviluppano patologie connesse all'abuso subito, quali ansia, depressione, coliti, amenorrea che, ove provato il nesso causale, comportano il diritto al risarcimento.
Lo psicopatico alla fine della relazione spesso continua a commettere reati. Difatti, se è vero che gli stalker non sono tutti psicopatici, è vero che un gran numero di psicopatici diviene uno stalker. Sebbene, inoltre, la violenza in seno alla famiglia non sia prerogativa esclusivamente maschile, va detto che circa il 75% delle vittime è di sesso femminile, percentuale che sale addirittura al 90% in relazione al reato di atti persecutori di cui all'art. 612 bis c.p., il cd Stalking. Introdotto con la Legge n. 38/2009 e successivamente modificato nel 2013, il reato di stalking è punito con la reclusione da sei mesi a 5 anni ed è perseguibile a querela della persona offesa.

Ma chi è lo stalker? Ne proveremo a tracciare l'identikit, anche attraverso i dati raccolti nelle Procure e nei Tribunali, nonché nei profili delineati dagli psichiatri. Come abbiamo evidenziato, il 12% dei casi di stalking si trasforma in omicidi e il 71% alla condotta tipica di pedinamenti, appostamenti, telefonate, aggiunge l'esplosione della violenza e delle minacce. Ciò significa che 7 vittime su 10 non subiranno soltanto l'atteggiamento invasivo del soggetto ma anche la violenza diretta che, nel 50% circa delle vittime, si tradurrà in lesioni personali. L'esame dei dati ci conduce ad una conseguenza: lo stalker colpirà fisicamente 6 vittime su 10.
Le Tattiche Manipolative del Narcisista Perverso
Il narcisista perverso (NP) è un individuo che adotta comportamenti disadattivi nelle proprie relazioni, sfruttando, sminuendo o ferendo il partner, i familiari e gli amici. La comunicazione con un NP è quasi sempre evasiva, confusa e confondente, con l'obiettivo di non esporsi e di ottenere informazioni per evitare di assumersi responsabilità, spingendo l'altro ad assumerla per poi incolparlo. Questa è una forma di "Gaslighting", una tattica di manipolazione che fa uso di formule come: "Non è successo", "L'hai immaginato" o "Sei pazzo".
Gaslighting: 10 esempi di manipolazione psicologica maligna
Un segno chiaro di meschinità è l'incapacità dell'altra persona di rendersi conto delle proprie mancanze e l'atteggiamento di usare ogni potere in loro possesso per evitare di esserne ritenuti responsabili. Questo comportamento è come una "Proiezione", un meccanismo di difesa utilizzato per deviare la responsabilità di un comportamento o un tratto negativo, attribuendolo a qualcun altro. Le proiezioni di un narcisista sono spesso psicologicamente offensive. Invece di ammettere i propri difetti, imperfezioni ed errori, i narcisisti malevoli ed i sociopatici preferiscono scaricare i propri tratti sulle vittime inconsapevoli in un modo che è doloroso ed eccessivamente crudele.
I narcisisti maligni e sociopatici spesso usano trucchi come il parlare a vanvera, il ragionamento circolare, le argomentazioni ad hominem, la proiezione e il gaslighting per disorientare e depistare in caso si venga a disaccordo con loro o li si sfidi in qualsivoglia modo. Lo fanno per screditare, confondere e frustrare, distraendo dal problema effettivo e facendo sentire in colpa per il fatto di essere un essere umano con pensieri ed emozioni che potrebbero essere diverse dalle loro.
Tecniche di Manipolazione e Diffamazione
Generalizzazione: I narcisisti maligni spesso sono intellettualmente pigri. Piuttosto che impiegare il proprio tempo a considerare accuratamente una diversa prospettiva, generalizzano tutto ciò che dici, rispondendo con dichiarazioni generali che non prendono in considerazione le sfumature della tua posizione né considerano le molteplici prospettive a cui hai accennato. Ad esempio, se fai notare a un narcisista che il loro comportamento è inaccettabile, spesso risponderanno con dichiarazioni generali riguardanti la tua eccessiva sensibilità con frasi come "non sei mai contento" o "sei sempre troppo sensibile", piuttosto che discutere dell'effettiva problematica.
Rovesciamento delle Parole: I narcisisti sono pronti a rigirare quel che stai dicendo in modo da far sembrare le tue opinioni assurde o offensive. Diciamo che fai notare al tuo amico con il quale hai una relazione tossica che non ti piace il tono con cui ti sta parlando. In risposta, lui o lei potrebbe attribuirti cose che non hai mai detto, dicendo "Oh, quindi tu invece saresti perfetto?" o "Quindi sono una brutta persona, eh?" anche se non hai fatto altro che esprimere una tua sensazione.
Presunta Lettura della Mente: Le persone tossiche spesso presumono di sapere cosa stai pensando e provando. Saltano frequentemente alle conclusioni basandosi su ciò che da loro fastidio piuttosto che fermarsi a riflettere seriamente sulla situazione. Reagiscono in base alle proprie illusioni ed ai propri errori logici e non chiedono scusa per il dolore che, di conseguenza, causano. Noti per l'attribuire ad altri parole che non hanno detto, ti dipingono come la persona con l'intenzione o il punto di vista bizzarro, benché questo non ti appartenga.
Critica Distruttiva e Standard Impossibili: La differenza tra critica costruttiva e critica distruttiva sta nella presenza di attacchi personali o di standard impossibili. Questi cosiddetti "critici" spesso non vogliono che tu migliori, ma vogliono soltanto cercare il pelo nell'uovo, umiliarti e fare di te il capro espiatorio il più spesso possibile.
Sminuire le Conquiste: Narcisisti offensivi e sociopatici cercano di ridimensionare le tue conquiste per sentirsi giustificati nell'essere costantemente insoddisfatti di te. Hai una carriera di successo? Il narcisista allora si domanderà come mai non sei ancora milionario. Alzando le proprie aspettative sempre più in alto di volta in volta o cambiandole completamente, le persone manipolative e tossiche sono capaci d'instillare in te un senso generalizzato d'incapacità e di inadeguatezza.
Tatica del "Che Dire di Me?": Questa tattica potrebbe essere riassunta con la frase "Che dire di me?". L'intenzione è quella di distrarti dall'effettivo discorso in modo da spostare l'attenzione verso una questione completamente diversa. I narcisisti non vogliono che tu riesca a richiamarli alle loro responsabilità, dunque rigirano i discorsi in modo che il loro punto di vista sia al centro dell'attenzione. Ti stai lamentando di come trascurano i figli? Tireranno fuori un errore che hai commesso sette anni fa.
Ingigantire le Minacce e Insulti: I narcisisti patologici si sentono attaccati quando la loro percezione di avere diritto a tutto, il senso di superiorità e la loro autostima vengono messi in discussione in qualche modo. Preferiscono negarti il diritto di avere un punto di vista, tentando di instillarti paura rispetto alle conseguenze dell'essere in disaccordo con loro. Nei casi peggiori, scelgono di esprimere la propria rabbia narcisistica attraverso gli insulti.
Condizionamento e Associazione Negativa: Le persone tossiche ti condizionano ad associare i tuoi punti di forza, i talenti e i ricordi felici ad abusi, frustrazioni ed offese. Lo fanno sminuendo le qualità o i tratti che una volta idealizzavano e, allo stesso tempo, sabotando i tuoi obiettivi, rovinando festività e vacanze.
Campagna Diffamatoria: Quando le personalità tossiche non riescono a controllare il modo in cui ti vedi, cominciano a controllare il modo in cui gli altri ti vedono; si comportano da vittime, lasciando che sia tu a essere etichettato come l'individuo tossico. Una campagna diffamatoria è il primo passo per sabotare la tua reputazione e infangare il tuo nome in modo che tu non abbia persone amiche su cui appoggiarti in caso tu decida di distaccarti e tagliare i ponti con loro.
Idealizzazione Seguita da Svalutazione: Le persone tossiche ti fanno attraversare una fase di idealizzazione fino a quando non sei sufficientemente immerso ed assorto da cominciare un'amicizia o una relazione con loro. Solo allora cominciano a svalutarti, insultando proprio quelle cose che prima tanto ammiravano.
Esaltazione Esagerata della Gentilezza: Le persone tossiche ed abusive esagerano nell'esaltare la propria capacità di essere gentili e compassionevoli. Spesso ti dicono che dovresti fidarti di loro a prescindere, senza prima costruire una solida base di effettiva fiducia.
Triangolazione: Con "triangolazione" si intende l'atto di inserire nella dinamica interattiva un'opinione, prospettiva o la minaccia possibile di una terza persona. I narcisisti maligni adorano triangolare il proprio partner con sconosciuti, colleghi di lavoro, ex, amici o persino familiari per evocare in te gelosia e insicurezza.

Battutine Maliziose e Sottile Denigrazione: I narcisisti "in borghese" si divertono a fare battutine maliziose. Solitamente le spacciano per "battute" in modo da potersi permettere di dire cose terribili mantenendo un'aria innocente e tranquilla. Sminuire e denigrare qualcuno è il punto forte di una persona tossica, e il loro tono di voce è soltanto uno degli strumenti in loro possesso.
Frasi come "Dovresti Vergognarti": "Dovresti vergognarti" è una delle frasi preferite di una persona tossica. Può essere usata anche da qualcuno di non tossico, certamente, ma nel mondo dei narcisisti e dei sociopatici è un metodo efficace che ha come obiettivo ogni comportamento o convinzione che potrebbe mettere in pericolo il loro potere.
Aspetti Giuridici della Diffamazione
La diffamazione, ai sensi dell'art. 595 del Codice Penale, si configura quando qualcuno, comunicando con più persone, offende la reputazione altrui. La giurisprudenza della Cassazione ha delineato i confini di questo reato, sottolineando come la scriminante del diritto di critica richieda il rispetto dei limiti della veridicità, pertinenza e continenza.
Gaslighting: 10 esempi di manipolazione psicologica maligna
In tema di diffamazione commessa attraverso trasmissioni radiotelevisive o tramite la rete "internet", la competenza territoriale viene stabilita applicando specifici criteri. La divulgazione consapevole di un messaggio lesivo della reputazione altrui costituisce una forma di comunicazione rilevante ai sensi dell'art. 595 c.p.
È necessario provare che il contenuto diffamatorio sia stato effettivamente divulgato a terzi e che tale divulgazione fosse prevedibile e accettata come rischio dal mittente. La mera possibilità di accesso non integra di per sé il requisito della pluralità dei destinatari. L'aggravante prevista dall'art. 595, comma 3, c.p., relativa all'uso di mezzi di pubblicità, richiede una motivazione specifica che dimostri la potenziale divulgazione a una pluralità indeterminata di soggetti.
Il diritto di critica consente l'utilizzo di termini che, sebbene oggettivamente offensivi, hanno anche il significato di mero giudizio critico negativo. Occorre considerare il significato che le espressioni assumono nel contesto comune, laddove sono accettate dalla maggioranza dei cittadini espressioni più aggressive e disinvolte di quelle ammesse nel passato, per effetto del mutamento della sensibilità e della coscienza sociale. Ciò è tanto più vero quando si discuta di commenti pubblicati sui social networks, dove è frequente l'uso di espressioni forti in chiave di immediato e poco meditato commento critico.
Per configurare il reato di diffamazione, qualora la comunicazione sia indirizzata ad un singolo destinatario tramite strumenti informatici (come la PEC), è necessario provare che il contenuto sia stato effettivamente divulgato a terzi. L'elemento distintivo tra ingiuria e diffamazione è costituito dal fatto che nell'ingiuria la comunicazione è diretta all'offeso, mentre nella diffamazione l'offeso resta estraneo alla comunicazione offensiva intercorsa con più persone.
La parola "mafioso" assume carattere offensivo e infamante e, laddove comunicata a più persone per definire il comportamento di taluno, in assenza di qualsiasi elemento che ne suffraghi la veridicità, integra il delitto di diffamazione.
La Vittima e il Percorso di Guarigione
È importante sottolineare che il termine "vittima" può suggerire una passività che non sempre riflette la realtà. Le persone che subiscono violenza morale e psicologica sono spesso capaci di grande resilienza. Riconoscere il fenomeno, cercare supporto psicologico e legale, e costruire strategie di fuga sicure sono passi fondamentali per recuperare la propria autonomia e il proprio benessere.
La consapevolezza delle dinamiche manipolative e delle tattiche utilizzate dai narcisisti perversi è il primo passo per difendersi. Documentare ogni forma di molestia, cyberbullismo o stalking e comunicare con l'abusante tramite un avvocato, quando possibile, può essere cruciale. Trovare un avvocato che sia ben informato riguardo il Disturbo Narcisistico di Personalità è fondamentale in questi casi.
Il percorso di guarigione da relazioni tossiche è complesso e richiede tempo, ma è possibile ricostruire la propria vita, rafforzare la propria autostima e imparare a fidarsi nuovamente di sé e degli altri, stabilendo confini sani e relazioni basate sul rispetto reciproco.
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