Alba Parietti e il peso del bipolarismo materno: un viaggio nella memoria e nella comprensione

La vita di Alba Parietti, figura iconica e spesso controversa del panorama mediatico italiano, è stata profondamente segnata dall'esperienza di avere una madre affetta da disturbo bipolare. Questa condizione, all'epoca spesso non diagnosticata e stigmatizzata, ha plasmato l'infanzia e l'adolescenza della conduttrice, lasciando un'eredità complessa di ricordi, dolore e, infine, di profonda comprensione. La scoperta, avvenuta in età adulta, di centinaia di diari scritti dalla madre ha rappresentato una svolta cruciale, permettendo ad Alba di ricostruire un puzzle familiare e di confrontarsi con un passato che ha richiesto anni per essere elaborato.

Alba Parietti giovane

Un'infanzia tra luci e ombre: la figura materna

Alba Parietti ha spesso descritto il rapporto con sua madre, Grazia Dipietromaria, come un legame intenso ma al contempo enigmatico e conflittuale. La madre, una donna colta e musicista, era affetta da una profonda instabilità emotiva, caratterizzata da fasi depressive e maniacali che Alba ha definito come la presenza di "due donne in una". Questo dualismo rendeva la figura materna imprevedibile: poteva essere una "fata adorabile" o trasformarsi improvvisamente in un "mostro" che spaventava e feriva, pur senza intenzionalità.

"Mia madre era malata di depressione bipolare, soffriva di una profonda instabilità emotiva," ha raccontato Alba, sottolineando come in famiglia vigesse un "non detto" che imponeva di "tenere tutto in famiglia". Suo padre, un partigiano che combatté al fianco di Fenoglio, scelse di proteggere la moglie, temendo che una diagnosi e un eventuale ricovero in manicomio potessero significare la fine per lei. Di conseguenza, la malattia veniva celata, e la madre stessa "fingeva di stare bene. Si truccava, si vestiva in modo impeccabile. Era il suo modo per restare a galla." Questa apparenza di normalità, tuttavia, nascondeva un profondo disagio, rendendo la vita familiare un campo minato di emozioni inespresse e silenzi forzati.

Diari scritti a mano

La scoperta dei diari: una rivelazione tardiva

La svolta nella comprensione del vissuto materno avvenne anni dopo la morte di Grazia Dipietromaria, avvenuta circa cinque anni prima della puntata de "L'Arena" in cui Alba ne parlò per la prima volta pubblicamente, e circa dieci anni prima di altre interviste più recenti. Durante la riorganizzazione della casa materna a Milano, Alba ritrovò una cassettiera contenente centinaia di diari, scritti in segreto dalla madre, a partire dai suoi sette anni fino alla morte. Questa scoperta fu per lei una vera e propria rivelazione.

"Mia madre è stata un mistero per me quasi tutta la vita," ha ammesso Alba, spiegando come solo attraverso quei quaderni abbia potuto accedere al mondo interiore della madre. In essi, Grazia raccontava la guerra, il rapporto con il marito, ma soprattutto "della sua malattia mentale". Si definiva: "questa è la storia di Graziella, una povera schizofrenica e di come ho fatto amicizia con lei". Questa auto-descrizione rivelò ad Alba una donna "molto divertente, raffinata, geniale", cresciuta tra la corte dei Savoia e la Resistenza, la cui malattia non era frutto di cattiveria, ma di un "male che nascondeva a tutti".

L'ombra dello zio Aldo e la comprensione del disagio mentale

La scoperta dei diari portò alla luce anche un altro doloroso segreto familiare: l'esistenza dello zio Aldo, fratello della madre, anch'egli affetto da schizofrenia e rinchiuso per un lungo periodo nel manicomio di Collegno. Il fatto che la madre avesse nascosto per dieci anni l'esistenza del proprio fratello ad Alba evidenziava ulteriormente il peso dello stigma sociale e la paura del giudizio che gravavano sulla famiglia.

Questi due grandi dolori, quello della madre e dello zio, hanno insegnato ad Alba una lezione fondamentale: "dietro la malattia mentale spesso si celano sensibilità uniche, menti geniali e straordinarie, con una forza straordinaria". Ha compreso che i comportamenti della madre non derivavano da sadismo, ma da una sofferenza profonda e da un male che non poteva esprimere liberamente. Questa consapevolezza le ha permesso di fare pace con il passato e di elaborare il dolore, trasformandolo in comprensione e accettazione.

Emozionante intervista ad Alba Parietti il legame speciale con la mamma

Il bullismo adolescenziale: un'altra ferita dell'infanzia

Oltre alle complessità familiari, Alba Parietti ha anche condiviso di essere stata vittima di bullismo durante l'adolescenza. Cresciuta in un gruppo di amici dell'oratorio, da ragazzina Alba era descritta come "molto carina e avevo degli atteggiamenti sfrontati". L'arrivo di nuove ragazze nel gruppo, con l'intento di approcciare i suoi amici, portò a un cambiamento nel trattamento nei suoi confronti. "Hanno iniziato a trattarmi male e un giorno con cattiveria mi hanno detto che non mi volevano più nel gruppo perché ero diversa da loro."

Alba ha interpretato questo episodio come un attacco dettato dall'invidia, spiegando che "a volte le persone ti prendono di mira perché sei più intelligente, più sensibile, più bella o perché hai qualcosa in più di loro". Nonostante il dolore subito, Alba ha dimostrato una notevole forza d'animo, affermando: "Però oggi io sono Alba Parietti, queste signore che mi prendevano in giro neanche mi ricordo come si chiamano". Questa resilienza è diventata un tratto distintivo della sua personalità, forgiata anche attraverso le difficoltà affrontate.

La carriera, gli uomini e il rifiuto a Berlusconi

La carriera di Alba Parietti è stata costellata di successi, ma anche di momenti di grande pressione. Il suo successo negli anni '90 è stato descritto come "una specie di voragine che mi ha travolto", un periodo in cui riceveva attenzioni da figure di spicco come Agnelli, Berlusconi e persino Fellini. In questo contesto, la famiglia le è stata di grande aiuto, fornendole un punto fermo.

La sua vita sentimentale è stata altrettanto intensa, legata a uomini come l'attore Christopher Lambert, con cui confessa di essersi divertita di più e di cui conserva un grande affetto, e Gianluca Vialli, di cui mantiene un ricordo di grande signorilità. Ha avuto anche una storia con Franco Oppini, padre di suo figlio Francesco Oppini.

Un episodio particolarmente significativo della sua carriera è il celebre "no" a Silvio Berlusconi, che le offrì un contratto in esclusiva per 9 miliardi di lire. Alba, pur riconoscendo il rispetto per Berlusconi, ha sempre mantenuto salde le sue idee di sinistra. Rifiutò l'offerta perché non voleva che qualcuno "cercasse di cambiare le mie idee", vedendo nel magnate "il demonio che voleva comprarmi col denaro". Nonostante il rifiuto, non prova pentimento, anche se ammette che "forse quel rifiuto è stato inutile".

Alba Parietti con il figlio Francesco Oppini

La forza della "pazza" e la libertà dalla vergogna

Negli anni più recenti, Alba Parietti ha dimostrato una notevole evoluzione nella sua percezione di sé e della sua storia. In riferimento alle critiche ricevute durante la sua partecipazione a "Ballando con le stelle", ha risposto con forza: "Chiamatemi pure 'Alba la pazza'". Questa affermazione non è una resa, ma una rivendicazione, poiché la follia, nella sua visione, è una forma di libertà e uno strumento per leggere la realtà attraverso la sensibilità, un modo per difendersi dall'orrore del reale.

Scrivere del bipolarismo materno è stato per lei una "forma di liberazione da una vergogna che ho provato da ragazzina". Ha compreso che essere cresciuta da "persone speciali", nonostante le difficoltà, l'ha resa più forte. La sua filosofia di vita attuale è chiara: "Se non perdoni e vai oltre, il passato diventa la tua prigione". E riguardo all'amore: "Ero una donna che amava molto, oggi amo il giusto e al primo posto metto me stessa".

La sua esperienza con la malattia mentale della madre le ha insegnato l'importanza dell'ascolto e dell'accoglienza. "Mia madre, come molto spesso succede, fingeva di star bene per non diventare uno scarto della società," ha osservato, sottolineando come lo stigma della malattia mentale rimanga ancora oggi immutato. Per questo, il suo messaggio è un appello universale: "Mettetevi all'ascolto. Aprite le vostre braccia per accogliere chi soffre e i doni che può offrire." Alba Parietti, attraverso il suo racconto, non solo ha elaborato il proprio passato, ma ha anche offerto uno spaccato profondo e commovente sulle sfide della salute mentale e sull'importanza della comprensione e dell'empatia familiare e sociale.

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