Metodo Validation: Un Approccio Empatico per la Cura delle Demenze

Il Metodo Validation®, ideato dalla gerontologa Naomi Feil, rappresenta un approccio rivoluzionario nella comunicazione e nel sostegno agli anziani affetti da demenza e altre forme di decadimento cognitivo. Nato negli Stati Uniti tra gli anni '60 e '70 e giunto in Italia nel 1996, questo metodo si discosta dalle tradizionali strategie che mirano a correggere o riportare il paziente alla realtà oggettiva. Al contrario, il Validation® si concentra sull'accettazione della realtà soggettiva vissuta dalla persona, con l'obiettivo primario di aumentarne il senso di dignità e autostima, ridurne l'ansia e migliorarne il benessere psicofisico.

Anziani che comunicano con un caregiver

Le Origini e i Principi Fondamentali del Metodo Validation

Naomi Feil, cresciuta in un ambiente dedicato alla cura degli anziani, sviluppò il Metodo Validation® derivandolo dal verbo inglese "to validate", che significa legittimare, riconoscere. La sua intuizione fondamentale risiede nella convinzione che negare i sentimenti di una persona equivalga a negare la sua stessa legittimità come individuo. Per questo motivo, il metodo pone al centro il concetto di rispetto, accogliendo la persona e dando valore alle sue emozioni.

Il Metodo Validation® si basa su una profonda empatia e fiducia, strumenti essenziali per entrare in sintonia con la realtà interiore degli anziani disorientati. La fiducia genera sicurezza, la sicurezza infonde forza e la forza costruisce autostima, legittimando così la persona e ripristinando la sua dignità. Questo approccio non si focalizza sull'aspetto clinico o sui contenuti cognitivi, ma sulla relazione, utilizzando la comunicazione verbale e non verbale per sostenere e comprendere i problemi relazionali che emergono.

Il metodo trova le sue basi teoriche nella teoria dello sviluppo psicosociale di Erik Erikson, interpretando il percorso di vita come un continuum e considerando le crisi evolutive in chiave positiva, come opportunità di scelta e risoluzione. Feil ha dettagliato il suo metodo fornendo indicazioni precise per ogni possibile situazione, articolandolo in diverse fasi e tecniche specifiche.

A Bari il metodo “Validation” a supporto delle persone affette da Alzheimer

Le Fasi del Metodo Validation®

Il Metodo Validation® si articola in un percorso strutturato che guida l'operatore nella comprensione e nell'interazione con l'anziano disorientato.

1. Raccogliere Informazioni sull'Anziano

La prima fase è cruciale per costruire una relazione di aiuto efficace. È indispensabile conoscere a fondo la persona, raccogliendo informazioni sul suo stadio di disorientamento, sui compiti e le emozioni che lo caratterizzano, sulle relazioni umane e affettive del passato, sulla sua professione, sui suoi passatempi, sul suo rapporto con la religione, sul modo in cui ha affrontato difficoltà e perdite, e sulla sua storia clinica. Queste informazioni, che Naomi Feil ha meticolosamente delineato attraverso domande specifiche, vengono raccolte ponendo quesiti all'anziano in momenti diversi della giornata, idealmente per un periodo di almeno due settimane. L'obiettivo è ottenere un quadro completo che possa orientare l'operatore.

2. Valutare lo Stadio di Disorientamento

Il Metodo Validation® individua quattro stadi di disorientamento, ognuno con caratteristiche specifiche che ne facilitano il riconoscimento:

  • Primo stadio: Disturbi dell'orientamento. In questa fase, possono essere presenti caratteristiche fisiche particolari come una postura rigida, braccia spesso incrociate e labbra serrate. Le funzioni intellettuali sono generalmente abbastanza integre, così come le capacità visive e uditive, sebbene possano presentare lievi riduzioni. Psicologicamente, l'anziano può manifestare la necessità di esprimere le proprie emozioni, una consapevolezza di un leggero stato confusionale e una resistenza ai cambiamenti.
  • Secondo stadio: Confusione temporale. L'anziano può mostrare una maggiore difficoltà nel collocarsi nel tempo, confondendo giorni, mesi o stagioni.
  • Terzo stadio: Movimenti ripetitivi. Caratterizzato da azioni o gesti che si ripetono in modo quasi automatico, spesso senza un apparente scopo.
  • Quarto stadio: Vita vegetativa. Lo stadio più avanzato, in cui l'anziano manifesta un ridotto stato di coscienza e interazione con l'ambiente circostante.

Per ciascuno di questi stadi, Feil dettaglia specifiche tecniche di approccio che evolvono da metodi prevalentemente cognitivi a tecniche sempre più sensoriali, adattandosi al progressivo deterioramento delle capacità cognitive.

3. Incontrare Regolarmente la Persona e Usare le Tecniche Validation

La terza fase prevede incontri regolari con la persona, durante i quali vengono applicate le tecniche Validation®. La durata di ogni incontro varia in base allo stadio di disorientamento: da un minimo di uno a un massimo di quindici minuti, con tempi più brevi dedicati a chi presenta problematiche maggiori. La qualità dell'interazione è considerata più importante della quantità di tempo impiegato. La frequenza degli incontri è altrettanto flessibile, potendo variare da più volte al giorno a incontri settimanali o meno frequenti, a seconda delle esigenze individuali. È fondamentale saper cogliere i segnali di disagio dell'anziano, che indicano il termine naturale dell'incontro, e anche in questo caso, Feil fornisce indicazioni precise.

L'Atteggiamento Convalidante: Un Ponte per Superare la Solitudine

Il Metodo Validation® non è solo un insieme di tecniche, ma soprattutto un atteggiamento convalidante che si fonda sull'ascolto autentico e sul riconoscimento dell'altro. Questo approccio crea un ponte che supera la solitudine e restituisce dignità alla persona.

Mani che si stringono in segno di conforto

Essere "validanti" significa non avere come scopo quello di modificare i comportamenti degli anziani affetti da demenza, ma piuttosto comprenderli come reazioni naturali e forme di adattamento ai problemi cognitivi. Spesso, l'anziano confuso ritorna a vivere il suo passato, una realtà in cui si sentiva utile e vivo. In questa realtà interiore, si chiuderà sempre di più se non troverà qualcuno capace di accettare la sua visuale. Feil sostiene che tutti gli esseri umani sono intrinsecamente connessi, al di là di religione, colore della pelle, cultura o competenza cognitiva.

La proposta di Naomi Feil nasce da una critica costruttiva nei confronti di modalità relazionali comuni, spesso spinte da buone intenzioni, ma che, dal punto di vista dell'altro, possono negare la persona e non riconoscerne il valore. Esempi di queste modalità includono l'infantilizzazione, il proporre ragionamenti logici quando le capacità logiche sono compromesse, la creazione di diversivi per interrompere comportamenti disturbanti, o l'inganno nella speranza che sia "terapeutico". Anche l'atteggiamento paternalistico, sebbene spontaneo nella cura dell'anziano fragile, non è Validation®, poiché non permette all'individuo di esprimersi liberamente.

L'intuizione di Feil la portò a osservare le persone disorientate, mettendo da parte i propri sentimenti per evitare la confusione con l'altro, allineandosi emozionalmente e offrendo ascolto e rispetto. Scoprì che chiedere sforzi che non potevano più compiere era inutile, mentre percorrere la strada della legittimazione riservava grandi sorprese. Quando accolti, riconosciuti e accettati, gli anziani confusi e disorientati diminuiscono l'intensità dei loro comportamenti inadeguati, poiché si riduce la loro necessità di "legittima difesa".

L'atteggiamento convalidante genera fiducia e autostima, aprendo una nuova via di comunicazione, spesso l'unica possibile, in cui non è più necessario soffermarsi sul contenuto dei discorsi. Utilizzando tecniche verbali e non verbali, rispondendo con rispetto e accogliendo la realtà vissuta dagli anziani, si allontana il temuto isolamento.

La Popolazione a Cui si Rivolge il Metodo Validation®

Una delle peculiarità del Metodo Validation® è la sua "plasticità". Sebbene inizialmente concepito per un target molto specifico - i grandi anziani con perdite fisiche, psichiche e sociali, spesso diagnosticati con "decadimento cognitivo" o "demenza senile" (oggi "Alzheimer a insorgenza tardiva") - negli anni il metodo ha dimostrato la sua efficacia e adattabilità a molte altre popolazioni.

L'atteggiamento e le tecniche Validation® si sono rivelati di grande efficacia non solo con gli anziani con decadimento cognitivo, ma anche per migliorare la comunicazione in generale nei confronti della fragilità. Inoltre, il metodo ha un impatto significativo su target indiretti, ma non meno importanti: familiari, operatori della cura residenziale, semiresidenziale o domiciliare. Queste figure scoprono un modo nuovo di vivere la relazione, ricavandone maggiore soddisfazione professionale e personale. L'approfondimento del metodo permette al caregiver di non soffocare i sentimenti dell'altro e, al contempo, di "ritornare" a sé senza portare con sé il bagaglio emotivo condiviso.

Percorsi Validation® a Partire da Noi Stessi

Nei corsi e nei percorsi Validation®, viene spesso invitata una riflessione che parte dall'individuo. Ciascuno cerca persone che, con parole e gesti, lo facciano sentire compreso e accolto, poiché questo è un bisogno umano fondamentale che non diminuisce con l'età, anzi, aumenta con le fragilità e le richieste di comprensione tipiche della vecchiaia. Se poi si sviluppa una forma di disorientamento o difficoltà cognitiva, questo bisogno viene amplificato. È importante riflettere su quante volte, nella giornata, un anziano confuso si sente dire, anche con amorevolezza, che ha sbagliato, che le cose non stanno così, o che deve o non deve fare determinate azioni.

Nella formazione, è fondamentale partire da sé, imparando concretamente cosa significa "mettersi nei panni dell'altro". La comprensione emozionale è sempre possibile. Imparare a non negare le emozioni, proprie e altrui, anzi a dar loro valore, allenare l'ascolto dei bisogni, riconoscere all'altro la sua visione e lasciargli spazio, sono azioni che generano sensazioni positive e portano a un cambiamento importante nella comunicazione. Questo approccio può "contaminare" l'atteggiamento comune, diventando un cammino che mira a un cambiamento culturale.

Il Metodo Validation® si presenta quindi non solo come uno strumento terapeutico, ma come una filosofia di vita, un modo per riscoprire la dignità e il valore intrinseco di ogni essere umano, indipendentemente dalla sua condizione. È un approccio che, attraverso l'empatia e il rispetto, costruisce ponti di comunicazione là dove sembravano essersi infranti, offrendo conforto, sicurezza e un senso di appartenenza a chi si sente smarrito nel proprio mondo interiore.

tags: #metodo #validation #per #la #cura #delle