Le demenze rappresentano una sfida crescente per la società moderna, con un impatto significativo non solo sulla vita dei pazienti ma anche su quella dei loro familiari. Particolare attenzione meritano le demenze ad esordio precoce, che colpiscono individui in età lavorativa e ancora nel pieno delle loro capacità. In Romagna, un nuovo progetto, "Collega-Menti", promosso dall'associazione "Rete Magica" e supportato dalla Neurologia degli ospedali di Forlì e Cesena, mira ad offrire un sostegno concreto a queste persone e ai loro cari, contrastando l'isolamento e promuovendo il benessere.

La Realtà delle Demenze ad Esordio Precoce in Italia e Romagna
Le statistiche evidenziano la gravità del fenomeno delle demenze. In Italia, nel 2020, su 65.437 persone affette da demenza senile e Alzheimer, ben 1.425 avevano meno di 65 anni. Questo dato sottolinea come la demenza non sia una malattia esclusiva della terza età, ma possa manifestarsi in persone ancora nel pieno della loro vita adulta e professionale.
Nella regione Romagna, la situazione è altrettanto rilevante, con circa 80 soggetti che ogni anno ricevono una diagnosi di demenze ad esordio precoce. Questi dati, sebbene preoccupanti, sono fondamentali per orientare le strategie di intervento e di supporto. La demenza ad esordio precoce colpisce persone tra i 45 e i 64 anni, un periodo della vita caratterizzato da impegni lavorativi, familiari e sociali significativi. Le cause di queste demenze sono diverse e, nella maggior parte dei casi, non sono ereditarie.

"Collega-Menti": Un Progetto per Uscire dall'Isolamento
Di fronte a questa realtà, l'associazione "Rete Magica", con sedi a Forlì e Meldola, ha lanciato il progetto "Collega-Menti". Questa iniziativa, presieduta da Maris Senzani Pezzi, si propone di offrire un supporto multidisciplinare alle persone con diagnosi di demenza lieve o moderata e ai loro familiari.
Il progetto si avvale della collaborazione di tre psicologhe - Giada Foschi, Sonia Sassi e Valentina Servidio - che si prenderanno cura dei soggetti colpiti dalla malattia. L'obiettivo primario è quello di contrastare l'isolamento sociale che spesso accompagna la diagnosi, promuovendo la socializzazione e il mantenimento delle risorse cognitive.
"Il progetto - spiega la psicologa Sassi - è rivolto a persone con diagnosi lieve o moderata, spesso molto attive, anche con incarichi importanti, che affrontano una diagnosi inaspettata e impattante sulle loro vite e su quella dei loro familiari. Ma è rivolto anche alle persone che gli sono vicine e si trovano a gestire un equilibrio di vita completamente cambiato: hanno bisogno di informazioni chiare sulla malattia e necessitano di un supporto emotivo e di strategie pratiche per la vita di tutti i giorni".
Il Supporto della Neurologia: Diagnosi e Percorsi
La dottoressa Susanna Malagù, dirigente del reparto di Neurologia degli ospedali di Forlì e Cesena, plaude e supporta con entusiasmo l'iniziativa "Collega-Menti". La sua esperienza clinica è preziosa nel delineare i contorni della malattia e nell'indicare i percorsi da seguire.
"La demenza ad esordio precoce colpisce persone fra i 45 e i 64 anni," afferma la dottoressa Malagù. "Si manifesta con disturbi del comportamento e della personalità, difficoltà di orientamento topografico ed è molto impattante sulle famiglie perché si tratta di persone con figli, figlie, mogli, mariti e spesso anche genitori."
La tempestività nella diagnosi è un fattore cruciale. La dottoressa Malagù sottolinea l'importanza di rivolgersi immediatamente al medico di base non appena si notano i primi segnali di cambiamento. Il medico di base può indirizzare il paziente presso l'ambulatorio della neurologia del Morgagni-Pierantoni, dove team specializzati possono effettuare le valutazioni necessarie. "Può esserci il rischio, che poi sarebbe una fortuna, di visitare persone che poi non rientrano in questa casistica, ma è meglio così perché preferiamo vedere pazienti in eccesso piuttosto che avere limiti," aggiunge la dottoressa Malagù, evidenziando l'impegno del reparto nel garantire un'assistenza completa.
Una volta ricevuta la diagnosi, i pazienti possono essere indirizzati alla "Rete Magica" per accedere al progetto "Collega-Menti", integrando così il percorso medico con il supporto psicologico e sociale.
La risposta dell'Esperto - Neurologia: demenze e morbo di Alzheimer
Obiettivi e Struttura del Progetto "Collega-Menti"
Il progetto "Collega-Menti" è strutturato per offrire un supporto completo e personalizzato, affrontando diverse aree di intervento. Gli obiettivi principali includono:
- Stimolazione Cognitiva: Mantenere e rafforzare le risorse cognitive esistenti attraverso attività mirate. Questo viene realizzato tramite l'uso di film, libri, musica e discussioni guidate, stimolando la memoria, il ragionamento e le capacità di problem-solving.
- Socializzazione: Incoraggiare le persone a uscire dall'isolamento, promuovendo la partecipazione ad attività sociali e culturali. L'obiettivo è far riscoprire esperienze piacevoli al di fuori del contesto domestico, migliorando la qualità della vita.
- Benessere Emotivo: Creare uno spazio sicuro dove i pazienti possano esprimere paure, ansie e timori, sentendosi ascoltati e compresi. Questo aspetto è fondamentale per gestire l'impatto emotivo della diagnosi.
- Informazione e Supporto alle Famiglie: Fornire informazioni chiare sulla malattia e offrire strategie pratiche per affrontare le sfide quotidiane. I familiari e i caregiver ricevono supporto emotivo e strumenti per migliorare la comunicazione e la gestione della relazione con il proprio caro.
Il percorso si articola in otto settimane e prevede attività specifiche, tra cui esperienze culturali condivise con i familiari, come visite a musei o uscite al cinema. L'intento è quello di promuovere momenti di gioia e condivisione, rafforzando i legami familiari.
"Vogliamo che chi ha ricevuto questa diagnosi - continua la dottoressa Foschi - sia accolto senza giudizi, possa rinforzare le proprie risorse cognitive, non si senta solo. Ma il nostro obiettivo si rivolge anche ai familiari e ai ‘caregiver’, coloro che li assistono. Vorremmo ridurre il peso del loro carico, farli comunicare meglio con il proprio caro, metterli in grado di condividere esperienze piacevoli e farli sentire meno soli."
Il Ruolo dell'Ospedale Bufalini e il Convegno sulle Demenze
L'Unità Operativa di Neurologia dell'Ospedale Bufalini di Cesena gioca un ruolo fondamentale nella gestione delle demenze. In occasione della Ventiduesima Giornata Mondiale dell’Alzheimer, è stato organizzato un convegno intitolato "Le demenze: una sfida continua…", con il patrocinio del Comune di Cesena.
Questo evento ha rappresentato un'importante occasione di confronto per affrontare gli aspetti organizzativi, clinici e socio-assistenziali legati alle demenze. Si è discusso delle esperienze maturate dai Centri per le Demenze romagnoli, con un'attenzione particolare alle forme di demenza "rapidamente evolutive", che richiedono un'intercettazione precoce e una gestione specialistica.
La dottoressa Malagù ha sottolineato la complessità della malattia, evidenziando anche gli aspetti legati alla vita sociale, come la concessione della patente di guida e l'espressione del consenso informato, in condizioni di progressiva compromissione della consapevolezza. L'obiettivo del convegno è stato quello di favorire un arricchimento culturale, senza mai perdere di vista l'aspetto umano di una malattia devastante.

Donazioni e Ricerca per il Potenziamento dei Percorsi Diagnostici e Terapeutici
Il sostegno alla ricerca e al potenziamento dei percorsi diagnostici e terapeutici per i pazienti con demenza è cruciale. In questo senso, una donazione significativa da parte del Lions Club Cesena all'Azienda Usl di Cesena ha permesso di implementare progetti volti a migliorare l'assistenza.
"La demenza - spiega la dottoressa Maria Grazia Passarin, direttore dell’unità operativa di Neurologia - è una malattia del cervello che comporta una compromissione delle funzioni cognitive, quali la memoria, il ragionamento, il linguaggio, la capacità di orientarsi, di svolgere compiti molto complessi, tale da pregiudicare la possibilità di una vita autonoma."
La ricerca neurologica, come suggerito da studi internazionali, sta facendo progressi nella comprensione dei meccanismi predittivi dell'Alzheimer, individuando correlazioni tra test sulla memoria episodica e sulla funzione esecutiva.
Oltre le Demenze: Il Contesto Neurologico Romagnolo
È importante notare che il panorama neurologico in Romagna non si limita alla gestione delle demenze. L'Azienda Usl Romagna è attivamente impegnata nella lotta contro altre patologie neurologiche, come la sclerosi multipla.
Attualmente, oltre 2500 malati di sclerosi multipla sono in carico all'Ausl Romagna. La neurologa Maria Grazia Piscaglia, responsabile del Centro sclerosi multipla di Ravenna, evidenzia come esistano numerosi farmaci in grado di migliorare la qualità della vita dei pazienti, sebbene la malattia non sia ancora guaribile. La ricerca continua per comprendere appieno i meccanismi della sclerosi multipla, una malattia che colpisce prevalentemente le donne in giovane età.
Inoltre, l'Unità Operativa di Neurologia dell’ospedale “Morgagni Pierantoni” di Forlì ha ricevuto il prestigioso premio "Eso Angels Award di livello Platinum" per l'efficienza nel trattamento dell'ictus, un riconoscimento che testimonia l'impegno nel ridurre i tempi di accesso alle terapie salva-vita.
La Retribuzione dei Dirigenti Medici: Trasparenza e Struttura
Le informazioni sulla retribuzione dei dirigenti medici, sebbene non direttamente connesse alla gestione delle demenze, rientrano nel quadro della trasparenza amministrativa delle strutture sanitarie. I dati pubblicati, aggiornati al 2017 e anni successivi per i responsabili di dipartimento e struttura, seguono le indicazioni normative in materia di trasparenza e obblighi di pubblicazione.
Le retribuzioni lorde sono composte da diverse voci:
- Stipendio Tabellare: Parte fissa prevista dai CCNL, che include l'indennità di vacanza contrattuale, la retribuzione individuale di anzianità e le tredicesime.
- Retribuzione di Posizione: Corrisposta in base alla graduazione degli incarichi aziendali, comprendente la retribuzione di posizione minima unificata, differenze sui minimi, retribuzione di posizione aziendale e tredicesime.
- Retribuzione di Risultato: Trattamento accessorio legato al raggiungimento degli obiettivi assegnati annualmente dall'azienda.
- Altre indennità fisse e ricorrenti: Tra cui l'indennità di esclusività, l'indennità di specificità medica, l'indennità di struttura complessa, l'assegno personale, lo specifico trattamento economico, l'indennità di sostituzione e le relative tredicesime.
- Compensi accessori connessi alle condizioni di lavoro: Indennità legate a particolari condizioni lavorative (notturne, festive, pronta disponibilità, rischio radiologico, ecc.) e compensi aggiuntivi per attività didattica.
Il Totale Annuo Lordo rappresenta la somma di tutte queste voci per singolo dirigente. Sono inoltre indicati i Redditi assimilati lavoro dipendente (libera professione intramuraria e consulenze) percepiti nell'anno per prestazioni professionali svolte in regime intra-murario.
Queste informazioni, pur riguardando la sfera amministrativa, contribuiscono a fornire un quadro completo dell'organizzazione e delle risorse umane impiegate nel sistema sanitario, a supporto di tutte le attività, comprese quelle dedicate alla lotta contro le demenze.
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