L'Importanza dei Bisogni Educativi Speciali (BES) e dei Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA) nel Contesto Scolastico

Il mondo dell'istruzione è in costante evoluzione, e con esso la comprensione e l'approccio verso gli studenti che presentano esigenze particolari. In questo scenario, i concetti di Bisogni Educativi Speciali (BES) e Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA) assumono un'importanza cruciale per garantire un percorso formativo equo, inclusivo e personalizzato per ogni studente. La pandemia di Covid-19, con le sue sfide nella didattica in presenza e l'incremento dell'organizzazione a distanza, ha ulteriormente evidenziato la necessità di una maggiore consapevolezza e di strategie mirate per supportare questi alunni.

Comprendere i Bisogni Educativi Speciali (BES)

Il termine Bisogni Educativi Speciali (BES) è stato definito in modo più chiaro dalla Direttiva Ministeriale del 27 Dicembre 2012, che ha cercato di fare chiarezza su quali alunni debbano essere considerati portatori di tali bisogni. In generale, si fa riferimento a studenti che manifestano una difficoltà di apprendimento, sia essa certificabile o meno, ma comunque presente e significativa. La distinzione tra BES e Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA) è fondamentale, poiché spesso i due concetti vengono erroneamente sovrapposti o confusi, portando a considerazioni e applicazioni errate. La precisione terminologica e concettuale è di primaria importanza per garantire un intervento educativo adeguato.

Alunni che lavorano insieme in classe

Il Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca (MIUR) ha ripetutamente sottolineato l'importanza di destinare una didattica personalizzata agli alunni con BES, riconoscendo il ruolo centrale degli insegnanti nella loro gestione e nel superamento delle criticità e delle barriere all'apprendimento. Un alunno con BES è definito come colui che, in modo continuativo o temporaneo, manifesta esigenze didattiche particolari, dettate da cause fisiche, psicologiche, sociali, fisiologiche o biologiche.

Le tre categorie principali in cui possono ricadere gli alunni BES, secondo la normativa italiana, sono:

  1. Alunni con disabilità certificata: Questi studenti sono riconosciuti dalla legislazione e hanno diritto a un insegnante di sostegno, le cui ore vengono determinate in base alle specifiche necessità.
  2. Alunni con disturbi evolutivi specifici, anche certificati: Questa categoria include i Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA), ma anche deficit del linguaggio, deficit non verbali, disturbi della coordinazione motoria, e disturbi dell'attenzione e iperattività (ADHD). Per questi alunni si prevede la redazione di un Piano Didattico Personalizzato (PDP).
  3. Alunni con svantaggio sociale, economico, culturale o linguistico: Questa è l'unica categoria per cui non è richiesta una certificazione o una diagnosi professionale specifica. Tuttavia, questi alunni presentano un Bisogno Educativo Speciale che necessita di essere affrontato. Spesso si tratta di situazioni transitorie, legate a crisi economiche, immigrazione, o difficoltà di apprendimento della lingua italiana.

Una differenza sostanziale tra le prime due categorie e la terza risiede nell'obbligo di predisporre un PDP e prevedere il sostegno. Nel caso dello svantaggio socio-economico, culturale o linguistico, la scuola valuterà collegialmente se sia necessario un PDP, basandosi su elementi oggettivi, valutazioni dei servizi sociali, o considerazioni didattiche e psicopedagogiche.

L'approccio biopsicosociale del modello ICF (International Classification of Functioning, Disability and Health) dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) fornisce una cornice utile per definire le diverse situazioni di studenti BES, considerando l'interazione tra fattori personali, familiari, sociali e ambientali che influenzano il funzionamento globale della persona nel suo rapporto con l'ambiente.

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I Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA)

I Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA) sono disturbi del neuro-sviluppo che influenzano la capacità di leggere, scrivere e calcolare in modo corretto e fluente. Non sono dovuti a un danno organico, ma a un diverso funzionamento delle reti neuronali coinvolte nei processi di apprendimento. Sebbene non impediscano il raggiungimento di specifiche abilità, richiedono tempi più lunghi e un maggiore sforzo attentivo.

I principali DSA riconosciuti dalla legge italiana (Legge 170/2010) sono:

  • Dislessia: Difficoltà nella lettura accurata e fluente, che incide su velocità e correttezza.
  • Disgrafia: Disturbo specifico della grafia, legato alla componente motoria della scrittura, che rende il processo difficoltoso e lento.
  • Disortografia: Difficoltà nella competenza ortografica e nella codifica fonografica, con complicazioni nell'applicazione delle regole ortografiche (uso dell'H, lettere doppie, accenti, apostrofi).
  • Discalculia: Difficoltà nel comprendere il senso dei numeri e nell'esecuzione di calcoli, che può manifestarsi con lentezza, difficoltà a ricordare i numeri e scarsa capacità di effettuare stime numeriche.

Per gli alunni con DSA, la scuola è tenuta a elaborare un Piano Didattico Personalizzato (PDP), che prevede l'adozione di misure compensative (strumenti alternativi per svolgere le attività) e dispensative (esonero da determinate prestazioni che potrebbero essere penalizzanti).

La Normativa di Riferimento: Evoluzione e Strumenti

La normativa italiana ha compiuto passi significativi verso l'inclusione degli studenti con BES e DSA. La Direttiva Ministeriale del 27 dicembre 2012 rappresenta una tappa fondamentale, ampliando la cultura dell'inclusione oltre l'area del deficit per includere anche lo svantaggio scolastico. La successiva Circolare Ministeriale 8 del 6 marzo 2013 ha fornito indicazioni operative, ribadendo la necessità del PDP e sottolineando il ruolo dei docenti nell'individuazione e nel supporto degli alunni con BES.

Schema che illustra le differenze tra BES e DSA

La Nota MIUR del 27 giugno 2013, n. 1551, ha introdotto il concetto di Piano Annuale per l'Inclusività (PAI), oggi Piano per l'Inclusione, come strumento di riflessione e pianificazione all'interno del Piano Triennale dell'Offerta Formativa (PTOF). La Nota MIUR del 22 novembre 2013, n. 2563, ha ulteriormente chiarito che non è compito della scuola certificare gli alunni con BES, ma individuarli e adottare strategie didattiche mirate. Ha anche distinto tra "certificazione" (documento con valore legale per l'accesso a misure specifiche, come quelle previste dalla Legge 104/1992 o dalla Legge 170/2010) e "diagnosi" (giudizio clinico).

È importante notare che, nonostante le direttive ministeriali, non è mai intervenuto un atto legislativo di rango primario (legge o decreto legislativo) che disciplinasse in modo organico il tema degli studenti con BES, lasciando un vuoto normativo in alcuni ambiti, come la valutazione degli apprendimenti.

Strumenti per l'Inclusione: PDP e PEI

Per garantire un supporto efficace agli alunni con bisogni specifici, la scuola utilizza principalmente due strumenti documentali: il Piano Didattico Personalizzato (PDP) e il Piano Educativo Individualizzato (PEI).

  • Piano Didattico Personalizzato (PDP): Viene redatto per gli alunni con DSA, per coloro che presentano svantaggio sociale, culturale o linguistico, e per altri BES che non rientrano nelle categorie di disabilità certificata. È uno strumento flessibile, definito dal consiglio di classe (o dal team docente nella scuola primaria), che individua le strategie didattiche, le misure compensative e dispensative necessarie per favorire l'apprendimento.

  • Piano Educativo Individualizzato (PEI): Viene stilato per gli alunni con disabilità certificata ai sensi della Legge 104/1992. Il PEI è un documento più complesso, che dettaglia gli interventi educativi e didattici, gli obiettivi formativi, i criteri di valutazione e le modalità di sostegno, coinvolgendo una rete di figure professionali (insegnanti di sostegno, genitori, specialisti sanitari). Viene talvolta definito "Piano di Vita" per la sua importanza strategica.

Alunni con Alto Potenziale Intellettivo e ADHD

La normativa e le circolari ministeriali hanno iniziato a includere nella più ampia categoria dei BES anche altre tipologie di studenti. La Nota MIUR del 3 aprile 2019, n. 562, ha esaminato il caso degli studenti ad "alto potenziale intellettivo", definiti internazionalmente come "Gifted children". Questi alunni, pur presentando un'intelligenza superiore alla media (spesso con un QI superiore a 130), possono manifestare bisogni educativi speciali legati alla noia, alla difficoltà di socializzazione o a un disallineamento tra il loro potenziale e le proposte didattiche. La scuola ha il compito di riconoscere queste potenzialità e di valorizzarle, integrandole nel percorso educativo, magari attraverso funzioni di supporto tra pari (peer tutoring).

Parallelamente, la Direttiva del 27 dicembre 2012 dedica un paragrafo agli alunni con problemi di controllo attentivo e/o dell'attività, comunemente noti come ADHD (Attention Deficit Hyperactivity Disorder). L'ADHD, di origine neurobiologica, può comportare difficoltà nella pianificazione, nell'apprendimento e nella socializzazione. La scuola, in collaborazione con le famiglie e gli specialisti, deve adottare strategie didattiche che tengano conto di queste specificità per favorire l'inclusione e il successo formativo di questi studenti.

La Centralità dell'Insegnante e della Formazione

Il successo di un approccio inclusivo verso gli alunni con BES e DSA dipende in larga misura dalla preparazione e dalla competenza degli insegnanti. È fondamentale che i docenti ricevano una formazione specifica e continua sulle metodologie didattiche più efficaci, sugli strumenti compensativi e dispensativi, e sulle normative vigenti. La capacità di osservare, individuare e rispondere ai bisogni educativi speciali, lavorando in sinergia con le famiglie e gli specialisti, è un elemento chiave per garantire un percorso scolastico sereno e proficuo per tutti gli studenti.

La crescente consapevolezza sull'importanza dell'inclusione scolastica e la continua evoluzione della normativa sottolineano la necessità di un impegno costante da parte di tutta la comunità educante. Comprendere le differenze tra BES e DSA, conoscere gli strumenti a disposizione e adottare un approccio didattico personalizzato sono passi fondamentali per costruire una scuola realmente "per tutti e per ciascuno".

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