I disturbi del comportamento alimentare (DCA) rappresentano una sfida crescente per la salute pubblica in Italia, richiedendo un'attenzione legislativa e un potenziamento dei servizi assistenziali sempre più mirati. Sebbene la Legge di Bilancio 2024 non abbia rifinanziato il Fondo creato nel 2021 dal governo Draghi, che aveva attribuito ai DCA un'autonomia all'interno dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), il dibattito legislativo e le iniziative a livello nazionale e regionale testimoniano una crescente consapevolezza dell'urgenza di affrontare questa problematica.
L'Impatto Crescente dei Disturbi Alimentari sulla Popolazione
La portata dei disturbi del comportamento alimentare è vasta e in preoccupante aumento. A livello globale, si stima che oltre 55 milioni di individui ne siano affetti, con l'Italia che registra circa 3 milioni di casi, pari a circa il 5% della popolazione. L'emergenza pandemica ha esacerbato questa tendenza, causando un incremento del 30% nell'incidenza dei DCA, con un impatto particolarmente devastante sui giovanissimi, colpiti fino a quattro volte di più rispetto al periodo pre-Covid. I dati evidenziano una netta prevalenza femminile, con il 90% dei casi che riguarda il sesso femminile, mentre il restante 10% coinvolge individui di sesso maschile.
Il numero di nuovi casi registrati è in costante crescita: nel 2019 si sono contati 680.569 nuovi casi, cifra salita a 879.560 nel 2020, per poi raggiungere 1.230.468 nel 2021 e 1.450.567 nel 2022. Questi numeri, già di per sé allarmanti, si riferiscono unicamente ai nuovi casi diagnosticati, suggerendo che la reale entità del problema sia ancora maggiore.

Le statistiche sui decessi correlati ai disturbi della nutrizione e dell'alimentazione (DNA) sono altrettanto preoccupanti. Nel 2022, si sono registrati complessivamente 3.158 decessi con diagnosi associate a queste patologie. La variabilità di questi dati tra le regioni italiane riflette la disomogenea distribuzione delle strutture di cura, con un'età media dei decessi di soli 35 anni, indicando una percentuale significativa di giovani sotto i 25 anni.
Fattori Contribuenti e Complessità dell'Insorgenza
L'insorgenza dei disturbi alimentari è un fenomeno multifattoriale, raramente riconducibile a una singola causa. Sebbene un evento "traumatico" possa fungere da catalizzatore iniziale, diversi elementi devono convergere affinché si manifesti la patologia. Tra questi, spiccano un disturbo di personalità caratterizzato da perfezionismo estremo, frequente in questi pazienti, e una vulnerabilità genetica, oggetto di studi approfonditi a livello nazionale. La complessità di questi disturbi richiede un approccio olistico che tenga conto degli aspetti psicologici, biologici e ambientali.
La Carenza di Servizi e la Necessità di un Potenziamento della Rete Assistenziale
Nonostante la crescente domanda di aiuto, si registra un'evidente carenza di servizi specializzati rispetto al numero di persone affette da DCA, con una particolare criticità per i giovani. Secondo i dati dell'Istituto Superiore di Sanità (ISS), in Italia operano 126 centri specializzati, di cui 112 a gestione pubblica e 14 privati accreditati. Tuttavia, la loro distribuzione sul territorio è fortemente squilibrata, con una concentrazione maggiore nelle regioni settentrionali (63 centri), in particolare in Emilia-Romagna (20) e Lombardia (15). La metà delle regioni italiane non dispone ancora di una rete assistenziale completa per i DCA.
Una rete ideale dovrebbe comprendere quattro livelli di assistenza:
- Ambulatori specializzati: Primo punto di contatto, in grado di gestire circa il 60% della domanda.
- Servizi semiresidenziali: Come i centri diurni, che offrono un ambiente controllato per i pasti.
- Servizi residenziali extraospedalieri: Operativi 24 ore su 24, per un supporto continuo da 3 a 5 mesi.
- Assistenza ospedaliera: Per i casi più gravi che richiedono ricovero.
Attualmente, l'offerta di prestazioni completamente a carico della sanità pubblica copre solo nove esami, con la necessità per i pazienti di sostenere costi aggiuntivi (ticket) per gli altri. Il Ministero della Salute sta lavorando per ampliare il numero di esami gratuiti, con la commissione nazionale per l'aggiornamento dei LEA che ha rilevato l'importanza di introdurre ulteriori 16 prestazioni di assistenza ambulatoriale in esenzione, necessarie per il monitoraggio e la prevenzione delle complicanze.
"La psicoterapia di gruppo nei disturbi alimentari"
Interventi Legislativi e Nuovi Orizzonti Normativi
Il Governo italiano sta ponendo una crescente attenzione alla problematica dei DCA attraverso diverse iniziative legislative. Il Ministro della Salute ha annunciato l'intenzione di introdurre un emendamento nel corso dell'esame del milleproroghe per affrontare la situazione finanziaria, e la commissione Sanità del Senato sta lavorando su un disegno di legge di maggioranza volto alla prevenzione e cura dei disturbi del comportamento alimentare, con un focus particolare sul rischio adolescenziale.
Questo disegno di legge mira a contrastare la diffusione dei DCA, riconoscendoli come "malattie sociali" e promuovendo interventi in linea con le disposizioni costituzionali. Una novità significativa è l'introduzione di un nuovo reato di istigazione a pratiche alimentari suscettibili di causare un disturbo alimentare. Questo reato, punito con la reclusione fino a 2 anni e una sanzione amministrativa da 20.000 a 60.000 euro, consentirà alle Forze dell'Ordine di intervenire in modo più rapido contro chi promuove condotte dannose.
Inoltre, il disegno di legge prevede l'attuazione di un piano di interventi gestito dallo Stato attraverso il Servizio Sanitario Nazionale, le regioni e le province autonome, volto alla prevenzione e cura dei DCA. Particolare attenzione sarà dedicata al monitoraggio dei siti e dei canali social che diffondono messaggi pericolosi, specialmente tra i minori. Il Ministro dell'Interno, di concerto con i Ministri della Salute e del Lavoro, avrà la responsabilità di stabilire criteri per impedire l'accesso a tali contenuti, reindirizzando gli utenti al portale digitale www.disturbialimentarionline.it.
L'Evoluzione della Legislazione Regionale: Il Caso Piemonte
La legge regionale piemontese "Disposizioni per la prevenzione e la cura dei disturbi della nutrizione e dell'alimentazione e per il sostegno ai pazienti e alle loro famiglie", approvata all'unanimità il 20 luglio 2022, rappresenta un esempio concreto di impegno territoriale. Questa legge ha portato all'istituzione della "Rete dei servizi regionali per la prevenzione e la cura dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione", che comprende cure ambulatoriali, ospedaliere e riabilitative.
La regione ha inoltre pubblicato un avviso per l'attivazione di nuove strutture residenziali dedicate al trattamento dei DCA e, a partire da maggio, ha previsto la contrattualizzazione di personale dedicato alla cura dei DNA in tutte le ASL piemontesi, grazie a fondi ministeriali stanziati per il biennio 2023-2024. La legge regionale ha stanziato quasi 2 milioni di euro per il biennio 2022-2023, destinati al sostegno dei nuclei familiari, delle associazioni e degli enti del Terzo settore, oltre al potenziamento della rete dei servizi. Prima dell'introduzione di questa legge, i servizi erano "a macchia di leopardo", generando una forte sofferenza sul territorio.
Tipologie di Disturbi Alimentari
È fondamentale comprendere la varietà dei disturbi alimentari, che vanno oltre le forme più note come anoressia, bulimia e binge eating. Tra queste rientrano:
- Pica: Caratterizzata dall'ingestione persistente di sostanze non commestibili.
- Disturbo da evitamento/restrizione dell’assunzione di cibo: Incapacità di soddisfare le necessità nutrizionali ed energetiche, con consumo limitato di cibi "preferiti".
- Disturbo da Binge-Eating (Disturbo da Alimentazione Incontrollata): Episodi di ingestione di cibo in quantità significativamente abbondante, senza condotte compensatorie inappropriate.
- DNA con altra specificazione e DNA senza altra specificazione: Categorie diagnostiche utilizzate quando i sintomi predominano ma non soddisfano pienamente i criteri per disturbi specifici.

La Strategia Nazionale per la Prevenzione e la Cura
Il disegno di legge nazionale mira a definire interventi chiari per la prevenzione, diagnosi precoce e cura dei disturbi della nutrizione e dell'alimentazione. Attraverso programmi di ricerca, in collaborazione con università ed enti pubblici e privati, si intende promuovere la pubblicazione biennale di studi sull'incidenza epidemiologica e la prevalenza dei DCA, al fine di individuare le fasce di popolazione a rischio e migliorare le conoscenze cliniche sui fattori predisponenti e scatenanti.
L'articolo 4 del disegno di legge prevede campagne informative, realizzate senza nuovi oneri a carico della finanza pubblica, in occasione della "Giornata nazionale del Fiocchetto Lilla". L'obiettivo è sensibilizzare l'opinione pubblica, i genitori e gli adolescenti sui rischi e sulle modalità di accesso ai servizi di cura.
Il Ruolo delle Associazioni e del Terzo Settore
Le associazioni di settore e gli enti del Terzo settore giocano un ruolo cruciale nel supportare pazienti e famiglie, fungendo da cerniera con il Sistema Sanitario Nazionale. Il loro coinvolgimento è previsto anche nelle attività di monitoraggio degli interventi e nella promozione di iniziative sul territorio.
Le Sfide Future e l'Importanza del Finanziamento Strutturale
La mancata rifinanziamento del Fondo DCA nella Legge di Bilancio 2024 ha rappresentato un campanello d'allarme, sebbene il rifinanziamento attraverso un emendamento al decreto Milleproroghe abbia garantito continuità. L'obiettivo è rendere questi fondi strutturali, assicurando risorse stabili per il contrasto ai DCA. L'aggiornamento dei LEA, che prevede l'aggiunta di 16 nuove prestazioni gratuite, rappresenta un passo avanti significativo, ampliando l'offerta assistenziale e includendo servizi come visite di controllo, valutazioni psichiatriche, prelievi ematici e psicoterapia.
È fondamentale che le risorse stanziate vengano spese in modo efficace, garantendo l'uniformità dei trattamenti su tutto il territorio nazionale e rafforzando la rete dei servizi, sia a livello ambulatoriale che residenziale e semiresidenziale. La collaborazione tra Stato, Regioni e Province Autonome è indispensabile per superare le attuali disomogeneità e garantire un accesso equo alle cure per tutti i cittadini affetti da disturbi del comportamento alimentare.
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