La Danza: Un Ponte di Espressione per Superare il Mutismo Selettivo

Lo sport, in tutte le sue forme, è da sempre riconosciuto come un potente catalizzatore di crescita personale, un veicolo insostituibile per il benessere psicofisico. Esso non solo fortifica il corpo, ma plasma la mente, insegnando il valore della fatica, la gestione delle emozioni contrastanti legate alla vittoria e alla sconfitta, e l'importanza della partecipazione attiva. Attraverso la pratica sportiva, si impara a mettersi in gioco, a vivere esperienze insolite, a costruire relazioni significative, a condividere gioie e dolori con i compagni, e a gestire l'ansia che accompagna le sfide.

Nel percorso di crescita di un bambino, lo sport può rivelarsi un alleato inaspettato per affrontare difficoltà specifiche, come nel caso del mutismo selettivo (MS). Quest'ultimo è un disturbo d'ansia che impedisce a un bambino di parlare in determinate situazioni sociali, pur essendo in grado di farlo in contesti familiari o con persone di fiducia. La testimonianza di genitori e ragazzi offre uno spaccato prezioso su come alcune discipline sportive abbiano rappresentato un punto di svolta, un ponte verso una maggiore espressività e inclusione.

L'Hockey e la Lotta al Silenzio

La storia di un bambino che ha sofferto di mutismo selettivo per tre anni, dall'inizio della scuola dell'infanzia fino alla seconda elementare, mette in luce le sfide aggiuntive che lo sport può presentare, ma anche il suo potenziale trasformativo. L'hockey, lo sport praticato da questo bambino, pur non essendo stato un percorso privo di ostacoli, ha rappresentato un'opportunità di crescita. Le normali difficoltà inerenti alla pratica sportiva si amplificavano a causa del mutismo selettivo, ma proprio in questo contesto, il movimento e la dinamica di squadra hanno iniziato a fare breccia nel muro del silenzio.

bambini che giocano a hockey su ghiaccio

Nuoto e Danza: Esperienze Personali con il Mutismo Selettivo

Le esperienze personali di Maria offrono una prospettiva preziosa sulle difficoltà iniziali incontrate con il mutismo selettivo nello sport. Da bambina, la sua pigrizia era solo una parte del problema; il mutismo selettivo giocava un ruolo cruciale. L'abbandono del nuoto a causa di una critica da parte dell'istruttrice, percepita come mortificante, evidenzia la sensibilità estrema dei bambini con MS a situazioni che generano ansia sociale. Anche la danza moderna, pur offrendo l'opportunità di stare in gruppo, fu abbandonata a causa di un'insegnante troppo rigida, che generava angoscia.

Tuttavia, il desiderio di partecipare e di far parte di un gruppo era presente. Anni dopo, a 13 anni, Maria ha ripreso la danza, questa volta in un'associazione sportiva giovanile salesiana (Pgs). L'ambiente dell'oratorio, con il suo teatro, le insegnanti giovani e un gruppo accogliente, ha fatto la differenza. La sensazione di essere "subito accolta" è stata fondamentale. La partecipazione a gare, anche se inizialmente fonte di ansia per la separazione dalla famiglia, ha contribuito in modo significativo alla sua crescita, insegnandole autonomia e la gestione della paura di stare lontano da casa e dalle persone care. Questa esperienza positiva ha dimostrato come un ambiente supportivo e un'attività che permette l'espressione senza la pressione della parola possano essere estremamente benefiche.

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Le Sfide della Disciplina e la Ricerca di Autonomia

L'esperienza di Maria sottolinea un punto cruciale: spesso, l'attenzione si concentra sulla scuola, vista come l'ambiente più difficile per chi soffre di mutismo selettivo. Tuttavia, iniziare da contesti esterni, più rilassati e meno stressanti, come un'associazione sportiva, può rivelarsi una strategia vincente. La danza, in particolare, con la sua enfasi sul movimento e sull'espressione non verbale, offre uno spazio sicuro per sperimentare e crescere. La rigidità di un insegnante, come quella sperimentata da Maria in gioventù, può avere l'effetto opposto a quello desiderato, aumentando l'ansia e portando all'abbandono. Al contrario, un approccio più flessibile e comprensivo, come quello trovato in età adolescenziale, permette di superare le barriere e di fiorire.

Pattinaggio sul Ghiaccio: Libertà e Consapevolezza di Sé

La storia di Mari, a 12 anni, descrive un percorso di scoperta attraverso il pattinaggio sul ghiaccio. Inizialmente goffa e con timore delle attività fisiche, ha trovato in Benjamin, un appassionato e campione di pattinaggio artistico, un mentore. L'approccio al pattinaggio artistico in un grande palazzetto di Milano ha rappresentato una svolta. La sensazione di libertà, velocità e felicità provata pattinando, unita alla consapevolezza di essere "brava in qualcosa" che non tutti sanno fare, ha rafforzato la sua autostima. Le richieste di attenzione, prontezza e l'abilità di superare gli altri senza cadere, tipiche dello short track (pattaggio di velocità su ghiaccio), hanno contribuito a sviluppare le sue capacità cognitive e motorie. Inoltre, la creazione di legami con amici provenienti da diverse città, incontrati durante le gare, dimostra come lo sport possa facilitare la socializzazione anche in presenza di difficoltà comunicative, sebbene a volte la presenza di allenatori uomini potesse generare un leggero disagio.

Lo Sport in Silenzio: Esecuzione e Potenziale Inespresso

Non tutte le esperienze sportive si traducono in un successo immediato nel superamento del mutismo selettivo. La figlia di un altro genitore ha praticato nuoto, pallacanestro e pallavolo, mostrando ottime capacità esecutive e un buon rapporto con allenatori e compagni. Tuttavia, nonostante l'entusiasmo iniziale, la testa rimaneva bassa, l'interazione minima, e il "dare il cinque" o il parlare nello spogliatoio erano assenti. L'episodio della vittoria nella campestre, dove la bambina inizialmente negava di aver vinto "contro tutte" le altre bambine, attribuendo il successo solo alle sue compagne di squadra, evidenzia la difficoltà a interiorizzare e gioire delle proprie conquiste, un tratto comune in chi lotta con l'ansia sociale e l'autostima. Ci sono volute settimane perché accettasse e gioisse pienamente della sua vittoria, dimostrando la profondità delle barriere psicologiche da superare.

Oltre la Parola: Il Linguaggio del Corpo nella Danza

Roberta, a 15 anni, ha esplorato nuoto, ginnastica artistica e tennis, mentre Daniele, dai 5 ai 10 anni, ha trovato nel karate uno strumento per acquisire consapevolezza del proprio corpo e del movimento. L'approccio alla pallavolo, a 8 anni, è stato diverso per Daniele, poiché si era già parzialmente sbloccato, integrandosi bene con i compagni. Ora la pallavolo è la sua passione, e la felicità che ne deriva è ciò che conta. La partecipazione a sport camp, dove si sperimenta una varietà di discipline, è stata positiva, anche se gli sport da contatto non sono i suoi preferiti. In questi contesti, Daniele ha sempre comunicato con facilità con bambini e adulti.

Marica, invece, ha trovato nella danza (classico, moderna, tip tap) un canale espressivo fondamentale. Nonostante la necessità di richiedere esenzioni per il saluto e la risposta all'appello durante gli esami, le insegnanti hanno saputo valorizzare la sua espressione facciale. Il miglioramento della sua capacità di parlare a scuola ha avuto un riflesso positivo anche nella danza. L'intervento di un'insegnante di scuola durante una lezione di danza, che ha incoraggiato una compagna a coinvolgere Marica nel gruppo, dimostra come la collaborazione tra i diversi contesti educativi possa facilitare l'inclusione.

Il Calcio e la Scoperta della Propria Voce

Mattia ha trovato nel calcio un terreno fertile per esprimersi e migliorare la sua autostima. Fin da subito, nel contesto calcistico, ha parlato liberamente, dimostrando una predisposizione naturale che ha facilitato la sua integrazione e il suo benessere.

La Danza Moderna: Disinibizione sul Palco

Ilenia ha scoperto la danza moderna a settembre e ha mostrato una notevole disinibizione e agio sul palco durante il suo secondo saggio. La richiesta del presentatore di presentarsi al microfono, pur potendo rappresentare una sfida, è stata affrontata con successo, evidenziando come la pratica della danza possa costruire sicurezza e ridurre l'ansia da prestazione.

Danza Contemporanea e Superamento della Paura

Miriam, di 9 anni, soffre di MS da 5 anni e pratica danza contemporanea. Inizialmente, aveva un terrore della musica alta. Tuttavia, il trasferimento e l'iscrizione alla danza con le sue amiche l'hanno spinta a superare questa paura, dimostrando come il contesto sociale e il desiderio di appartenenza possano essere potenti motori di cambiamento.

Il Basket: Dal Blocco alla Dignità della Sconfitta

Luca, 9 anni, pratica basket da quando ne aveva 4. I primi tempi sono stati difficili, poiché si bloccava nel parlare con gli istruttori, pur partecipando alle attività. Gradualmente, è diventato più disinibito, ha iniziato a parlare con i compagni e i loro genitori, migliorando le sue prestazioni e provando soddisfazione per i suoi progressi. La sua passione per il basket è rimasta costante, e adora partecipare ai tornei, dimostrando quello che sa fare e imparando a perdere con dignità, un'abilità cruciale per la gestione delle emozioni.

L'Equitazione: Fiducia e Superamento della Paura

Lucia, 5 anni e mezzo, ha iniziato da poco l'equitazione e ha mostrato un impatto molto positivo. Ha risposto prontamente alle domande dell'istruttrice, tanto che quest'ultima non avrebbe notato nulla di insolito se non le fosse stato comunicato il mutismo selettivo della bambina. Lucia, solitamente paurosa, ha acquisito maggiore sicurezza, compiendo azioni con i cavalli che i genitori non avrebbero mai immaginato. Il contatto con gli animali e lo stare all'aria aperta sono stati riconosciuti come fattori estremamente positivi.

Pattinaggio a Rotelle e Ginnastica Artistica: Autostima e Progresso

Un'altra bambina pratica pattinaggio a rotelle, mentre un'altra ancora ha sperimentato danza, pattinaggio, pallavolo e ginnastica artistica. La sua propensione allo sport ha aumentato considerevolmente l'autostima e ha portato a progressi significativi nella comunicazione verbale e nelle relazioni con i compagni.

La Danzaterapia: Un Approccio Olistico al Mutismo Selettivo

Il caso di Emanuela, 8 anni, diagnosticata con Mutismo Selettivo, illustra l'efficacia di un approccio terapeutico integrato che include la danzaterapia. Proveniente da una famiglia culturalmente elevata, Emanuela era estremamente timida con gli estranei. Le esperienze negative a scuola avevano contribuito ad acuire il suo silenzio. Il cambio di scuola e l'incontro con insegnanti più empatici e comprensivi, che non la forzavano a parlare, hanno rappresentato un passo importante.

Il lavoro con la famiglia e l'utilizzo di strumenti come il disegno e il "Gioco della Sabbia" (ideato da Dora Kalff, allieva di Jung) hanno facilitato la comunicazione non verbale. Il "Gioco della Sabbia", in particolare, attira bambini e adulti grazie al suo valore archetipico, permettendo di esprimere vissuti interiori attraverso la creazione di scenari su un tappeto di sabbia. Questo processo terapeutico, che coinvolge il terapista e le figure che generano ansia nel bambino, si basa sull'interazione attraverso le mani, gli sguardi e le espressioni del viso.

Le attività iniziali di movimento corporeo, disegno e rilassamento si sono svolte in silenzio, seguite da domande a cui rispondere senza parlare, rafforzando il legame tra Emanuela e il terapista. Il percorso ha portato Emanuela a riacquistare la sua voce, sentendosi libera di esprimere il suo pensiero.

bambina che gioca con la sabbia in una scatola

Il Potere del Movimento e dell'Espressione Corporea

La danza, come linguaggio universale, offre una via di espressione accessibile a tutti, indipendentemente dalle abilità tecniche. La danzaterapia, in particolare, non richiede particolari doti artistiche, rendendola adatta a ogni fascia d'età e a persone con disturbi psicofisici. Essa si articola in diversi ambiti: clinico, socio-educativo, preventivo, riabilitativo e terapeutico. Può essere praticata individualmente o in gruppo, spesso integrata con altre forme di arteterapia, come pittura, scultura e disegno.

La danza coinvolge corpo, movimento, musica ed emozioni in un'esperienza multisensoriale. Oltre a migliorare la tonicità e la consapevolezza corporea, la danza fa emergere il mondo interiore, spesso con maggiore facilità rispetto alla comunicazione verbale. La produzione di endorfine durante la danza contribuisce al benessere e all'euforia, mentre l'allenamento mentale costante aiuta a gestire emozioni ed eventi difficili. La danzaterapia è particolarmente efficace per i disturbi dell'umore, stimolando diverse aree cerebrali legate alla coordinazione motoria, alle sensazioni, alle emozioni e alla memoria.

Nel caso dell'ADHD, la danza, con i suoi ritmi e movimenti, può diventare uno strumento prezioso per migliorare la concentrazione, la coordinazione, la memoria e il problem solving. La ripetizione delle coreografie introduce routine e disciplina, mentre l'espressione corporea aiuta nella regolazione emotiva e nel controllo dell'impulsività.

La Danzaterapia come Strumento Terapeutico

La DanzaMovimento Terapia (DMT) è un approccio terapeutico che utilizza il movimento e la danza per promuovere il benessere psicofisico. Non è necessario essere ballerini esperti; l'enfasi è sull'espressione spontanea e personale. La scelta dello stile di danza più adatto dipende dalle preferenze individuali, dalle capacità fisiche e dagli obiettivi terapeutici.

Le sedute di danzaterapia sono strutturate per accompagnare la persona in un percorso graduale: dalla fase di accoglienza e valutazione, alla definizione degli obiettivi terapeutici, allo svolgimento delle sedute con momenti di riscaldamento, movimento guidato, improvvisazione e condivisione verbale. Il monitoraggio e la verifica periodica dei progressi, seguiti dalla chiusura e restituzione, completano il percorso.

La DMT è consigliata a persone di tutte le età, inclusi bambini, adolescenti, adulti e anziani, e può essere utile per chi desidera crescita personale, ma anche per chi soffre di disturbi psicologici o psichiatrici come ansia, depressione, disturbi alimentari, disturbi dello spettro autistico o psicosi. L'integrazione tra mente e corpo è un aspetto fondamentale, che si riflette in un miglioramento dell'equilibrio, della mobilità e della forza.

persone che danzano in gruppo con espressioni gioiose

La Danza come Linguaggio Universale e Inclusivo

La danza trascende le barriere sociali, culturali ed educative, parlando un linguaggio universale di emozioni e movimento. Come affermato, "La danza non è un campo esclusivo per nessuno. Dà gioia e euforia a tutti coloro che vi partecipano come danzatori o spettatori. Il linguaggio della danza non conosce confini. Va oltre la classe sociale, l’istruzione, il paese, il credo. Il suo vocabolario è infinito, poiché l’emozione umana risuona attraverso il movimento. La Danza arricchisce l’anima e solleva lo spirito. la Danza vive all’interno di tutto ciò che vive."

Questo approccio, che valorizza l'espressione corporea come forma di comunicazione primaria, può essere particolarmente efficace per chi, come i bambini con mutismo selettivo, fatica a esprimersi verbalmente. La danza offre un canale alternativo, permettendo di comunicare pensieri, emozioni e vissuti in modo sicuro e non giudicante. L'integrazione della danza nei percorsi terapeutici, come dimostrano i progetti clinici e le collaborazioni accademiche, sta guadagnando sempre più riconoscimento scientifico per la sua capacità di promuovere il benessere psicofisico e facilitare l'integrazione sociale. La danza, in definitiva, diventa un ponte, un legame tra l'interiorità e l'esteriorità, tra il sé e il mondo, offrendo una via preziosa per superare le sfide e ritrovare la propria voce.

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