Il Godimento Lacaniano: Oltre il Piacere, nell'Abisso del Desiderio

Il concetto di jouissance, traducibile in italiano come "godimento", rappresenta una delle nozioni più sfuggenti e al contempo centrali nel pensiero di Jacques Lacan. Lungi dall'essere una semplice estensione del piacere, il godimento lacaniano si configura come una soddisfazione paradossale, spesso legata al sintomo stesso e alle dinamiche più profonde e inafferrabili dell'essere parlante. Questa esplorazione si propone di dipanare la complessità di questo termine, attingendo alle intuizioni freudiane e alle elaborazioni lacaniane, per illuminarne le molteplici sfaccettature metapsicologiche e neuroscientifiche, nonché le sue implicazioni nel rapporto tra soggetto, corpo e linguaggio.

Dalla "Esperienza di Soddisfazione" al Godimento: Le Radici Freudiane

Alla base del concetto lacaniano di godimento si trova, in nuce, l'"esperienza di soddisfazione" freudiana. Freud, indagando i meccanismi della pulsione, aveva identificato un processo attraverso cui una tensione motrice, originariamente adeguata a portare sollievo a una spinta, poteva generare un beneficio. Questa intuizione, legata alla fisiologia dei sistemi dopaminergici centrali, suggerisce un'architettura biologica sottostante al concetto freudiano di pulsione, un'architettura che Lacan riprenderà e svilupperà.

Freud stesso, pur non teorizzando esplicitamente una distinzione netta tra "genuss" e "befriedigung" (termini tedeschi che si avvicinano al concetto di godimento e soddisfazione), utilizzava "genuss" in contesti legati alla perversione, in particolare nel feticismo, dove uno stesso oggetto viene insistentemente rimesso in scena. La "befriedigung", invece, era vista come l'obiettivo della pulsione, mirata a soddisfare la spinta e riportare il corpo a uno stato di equilibrio e non-tensione, rispondendo quindi all'economia del principio di piacere.

Lacan, nel tradurre e reinterpretare Freud, introduce il termine "jouissance", che in italiano viene reso con "godimento". Questo termine non si limita a indicare una mera soddisfazione, ma abbraccia una dimensione più complessa, legata a un "campo energetico" psichico. Lacan stesso, nel suo insegnamento, riconosceva la difficoltà nel fornire una formula esatta per misurare il godimento, indicando la sua natura elusiva e sfuggente.

L'etimologia del termine "godimento" rivela ulteriori strati di significato. Derivando dal latino "gaudium", che indica una gioia interiore, si distingue da "laetitia", che si riferisce a una manifestazione esteriore. La traduzione letteraria di "jouissance" come "godimento" porta con sé anche un'accezione giuridica, quella dell'usufrutto, ovvero la possibilità di godere di un bene senza possederlo. Questa sovrapposizione tra soddisfazione soggettiva e diritto di uso anticipa la natura complessa del godimento lacaniano, che non sempre coincide con la proprietà o il controllo.

La Dualità del Godimento: Corpo e Storia del Soggetto

Lacan distingue due assi costitutivi del godimento: uno legato al corpo del soggetto e l'altro alla sua storia. Questi assi si intersecano e si influenzano reciprocamente, dando forma all'esperienza singolare del godimento.

Il corpo, in questa prospettiva, non è un mero contenitore biologico, ma una "sostanza che gode". Questa affermazione, apparentemente semplice, apre a un universo di implicazioni. Il corpo, con i suoi orifizi e le sue zone erogene, è il luogo in cui le pulsioni trovano espressione e in cui il bisogno si trasforma in desiderio. Quando questa trasformazione avviene in modo armonioso, si parla di un godimento "felice". Tuttavia, il corpo può anche esprimere godimenti "infelici" e distorti, manifestazioni patologiche che indicano un malfunzionamento o un'alterazione di questo equilibrio.

La storia del soggetto, intessuta di esperienze, traumi e relazioni, gioca un ruolo cruciale nel plasmare il godimento. La ripetizione, ad esempio, non è un semplice ripetersi di un evento, ma una "commemorazione di un'irruzione di godimento". Questo godimento, spesso di natura traumatica e legata a esperienze primordiali, come la scena primaria o il rapporto con la madre, tende a ripetersi, celebrando una perdita, un lutto, una rottura dell'equilibrio.

L'Oggetto a e lo Sguardo: Il Fantasma come Scena del Desiderio

Un aspetto fondamentale per comprendere il godimento lacaniano risiede nella nozione di oggetto a, un concetto che Lacan sviluppa a partire dalla formula del fantasma: $◊ a$. Questo oggetto, privo di sostanza propria, rappresenta ciò che manca al soggetto, il motore del suo desiderio e, al contempo, la fonte del suo godimento.

Lacan teorizza quattro forme dell'oggetto a, legate alla domanda e al desiderio: l'oggetto seno, l'oggetto feci, l'oggetto sguardo e l'oggetto voce. In questa sede, particolare attenzione viene dedicata all'oggetto sguardo. Lacan, citando Merleau-Ponty, sottolinea la "schisi tra l'occhio e lo sguardo", affermando che lo sguardo non è l'occhio. Lo sguardo, infatti, non è legato alla percezione visiva in sé, ma al desiderio di sapere, alla curiosità che spinge il soggetto a scrutare, a voler conoscere ciò che è celato.

Rappresentazione schematica del fantasma lacaniano con l'oggetto a

Il fantasma, letto come il modo in cui il soggetto "barrato" (diviso) entra in rapporto con lo sguardo inteso come "desiderio all'Altro" o "dare-da-vedere all'Altro", assume la funzione di un "quadro". Il soggetto mette in scena una rappresentazione per l'Altro, un tentativo di ingraziarsi il suo amore rispondendo a ciò che presume essere il suo desiderio. In questo contesto, l'oggetto sguardo emerge quando il soggetto si scopre "macchia nel quadro", colto di sorpresa nel suo tentativo di voyeurismo, provando vergogna. La vergogna, infatti, è un sentimento centrale legato allo sguardo, segnalando la dimensione scopica del fantasma.

La pulsione scopica, fondata sul desiderio di sapere, si intreccia con l'esperienza tattile. Come suggerisce Deleuze con la "funzione aptica", la vista può assumere una qualità tattile, una forma di visione distinta da quella puramente ottica. Questo intreccio tra sguardo e tatto trova eco nelle osservazioni di Freud sul legame tra scopofilia-esibizionismo e sadismo-masochismo, e nelle zone erogene dell'occhio e della pelle.

Il Linguaggio e la Castrazione: Limiti e Possibilità del Godimento

Il godimento lacaniano è intrinsecamente legato al linguaggio e alla castrazione. Il desiderio, infatti, è alienato dal linguaggio, e questo condiziona la forma di soddisfazione che il soggetto può raggiungere. Senza desiderio, il soggetto è ridotto a una "sostanza che gode", priva di soggettività. La dialettica tra desiderio e godimento è spesso un'alternanza: là dove c'è desiderio, non c'è godimento, e viceversa. L'unica eccezione a questa coniugazione impossibile è la sessualità, dove il desiderio può accondiscendere al godimento.

Diagramma che illustra la relazione tra desiderio, godimento e linguaggio in Lacan

La castrazione, intesa non solo in senso biologico ma anche simbolico, segna un limite al godimento. La proibizione del godimento incestuoso, sancita dal padre simbolico, impone al soggetto di rinunciare a una soddisfazione immediata e illimitata. Tuttavia, questa rinuncia non lascia il soggetto "a secco", ma apre la strada al desiderio e a un godimento "permesso", mediato dal linguaggio.

Il fallo, nella teoria lacaniana, assume un ruolo centrale come significante del desiderio e del godimento. Tuttavia, la sua funzione di facilitatore nel rapporto sessuale tra uomo e donna si rivela problematica. Lacan afferma che, nel godimento sessuale, "ognuno, se gode, gode solo dalla sua parte", suggerendo una sorta di autoerotismo del corpo che non necessita dell'Altro. Le risorse per un godimento "altro", non fallico, si troverebbero sul versante femminile, un godimento legato alla parola e all'accesso a un "godimento supplementare".

Oltre il Principio di Piacere: La Tentazione del Dispiacere

Il godimento lacaniano si colloca in un territorio che va oltre il principio di piacere freudiano. Mentre il principio di piacere mira a mantenere la soglia della tensione al più basso possibile, evitando il dispiacere, il godimento può condurre a uno "slittamento dal piacere nel dispiacere". Questa tendenza, definita da Lacan come una "tentazione", rivela la complessità dell'apparato psichico, che può essere attratto dal male più che dal bene.

MASSIMO RECALCATI - Lacan e la psicologia del linguaggio

Questa propensione al dispiacere è legata al meccanismo della ripetizione, osservato da Freud nelle nevrosi di guerra. Lacan enfatizza questa scoperta, introducendo il concetto di "ripetizione di un tratto che commemora un'irruzione di godimento". Questa irruzione, spesso traumatica e legata alla sessualità, celebra una perdita e una rottura dell'equilibrio. Il sogno di un paziente, "Ero sul letto, mia madre mi faceva il solletico, io ero passivo ma godevo benché non lo volessi", illustra efficacemente questa dinamica: un godimento che irrompe, indesiderato ma potente, segnando la vita del soggetto.

Conclusioni Parziali: Un Concetto in Continua Evoluzione

Il godimento lacaniano rimane un concetto inafferrabile, una "nozione" più che un "concetto" definito. La sua complessità deriva dall'intreccio tra corpo, storia, linguaggio, desiderio e castrazione. Dalla soddisfazione paradossale che il soggetto trae dal suo sintomo, all'accumulo di tensione corporea che alimenta l'azione, fino all'equilibrio precario tra ricompensa e ansia, il godimento segna la fisiologia del corpo con la storia della sua commemorazione.

Esso deriva dall'iscrizione di questa storia come una spinta costante ad agire e ripetere, un moto perpetuo che definisce l'esistenza del soggetto parlante. La sua comprensione richiede un'immersione profonda nelle dinamiche dell'inconscio, nel gioco dei significanti e nell'inevitabile mancanza che struttura l'essere umano. Il godimento, in ultima analisi, ci ricorda che la ricerca del piacere non è l'unica, né forse la più significativa, dimensione dell'esistenza umana, ma che esiste un'altra economia psichica, più oscura e potente, che governa le profondità del nostro essere.

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