Eugenio Gaddini e la Psichiatria dello Sviluppo: Un Viaggio nella Nascita Psicologica del Soggetto

Eugenio Gaddini, figura di spicco nel panorama psicoanalitico italiano e internazionale, ha dedicato la sua carriera a esplorare le domande fondamentali riguardanti la nascita psicologica del soggetto e l'efficacia terapeutica della psicoanalisi. La sua ricerca si è concentrata su come l'attività mentale si organizza nei primissimi stadi della vita, sul complesso rapporto tra mente e corpo, sui processi evolutivi che plasmano l'individuo e sulla sua capacità di relazionarsi con la realtà e con gli altri. Attraverso un'analisi approfondita delle dinamiche primordiali, Gaddini ha offerto contributi significativi alla comprensione dello sviluppo umano, ponendo le basi per un approccio integrato tra la dimensione psichica e quella somatica.

Ritratto di Eugenio Gaddini

Nato a Cerignola, in provincia di Foggia, il 18 gennaio 1916, Gaddini proveniva da un contesto familiare segnato da conflitti e trasformazioni. Il padre, Guglielmo Gaddini, intellettuale antifascista, tentò senza successo un'attività imprenditoriale, mentre la madre, Palmira Strafile, di origini modeste ma abile negli affari, contribuì alla fortuna economica della famiglia. Le circostanze familiari, aggravate dalla malattia e prematura morte della sorella Rosaria, portarono a un precoce allontanamento di Eugenio dalla famiglia. Dopo un periodo a Napoli, si trasferì a Roma nel 1933, dove intraprese gli studi in Medicina, laureandosi nel 1942 con una tesi sulle leucemie.

Gli anni della Seconda Guerra Mondiale videro Gaddini prestare servizio come Ufficiale di Marina. Il 1945 segnò un punto di svolta con il matrimonio con Renata De Benedetti, compagna di vita e di studi, con la quale ebbe due figli, Silvia e Andrea. Fin dall'inizio della sua carriera medica, Gaddini mostrò un vivo interesse per gli aspetti psicologici delle malattie, in particolare per quelle di origine psicofisica. Questo interesse lo condusse, nel 1946, a intraprendere un'analisi personale con Emilio Servadio e successivamente la formazione psicoanalitica.

La sua integrazione nella Società Psicoanalitica Italiana (SPI) avvenne nel 1953, e negli anni successivi Gaddini svolse un ruolo cruciale nella riorganizzazione dell'ente, promuovendo un'apertura internazionale. Ricoprì la carica di Vice Presidente dal 1967 al 1969 e di Presidente dal 1978 al 1982, oltre a essere didatta dal 1970. La sua collaborazione con l'International Psychoanalytical Association (IPA) iniziò nel 1963, partecipando attivamente a numerosi comitati di programma e commissioni per lo sviluppo delle società psicoanalitiche estere.

Il pensiero di Gaddini si colloca in stretta vicinanza con la psicoanalisi anglofona, trovando due importanti punti di riferimento in Donald W. Winnicott e Melanie Klein. La sua opera è caratterizzata da un profondo interesse per le prime fasi dello sviluppo psichico e per la genesi della soggettività.

Il Continuum Mente-Corpo e i Processi Primari

Una delle intuizioni fondamentali di Gaddini riguarda la concezione della mente e del corpo non come entità separate, ma come parte di un continuum funzionale. L'elemento cruciale in questo modello è il processo di differenziazione del funzionamento mentale da quello fisiologico. Questo processo avviene attraverso un "apprendimento mentale del funzionamento fisiologico", mediato da manovre protettive che anticipano le difese e si fondano sulle percezioni imitative.

Gaddini delinea un primo modello fondamentale: l'"imitare per percepire". In questa fase iniziale, l'infante non percepisce lo stimolo nella sua realtà esterna, ma piuttosto la modificazione che esso induce nel proprio corpo. L'identità di percezione assume così un nuovo significato: percepire diventa una garanzia dell'esistenza del sé. Da qui si sviluppa il modello dell'"imitare per essere", finalizzato a ristabilire una condizione di fusione primordiale.

Questa concettualizzazione porta Gaddini a distinguere un'area psico-sensoriale, legata ai fenomeni primari di tipo imitativo, da un'area psico-orale, connessa all'investimento d'oggetto. L'ipotesi di fondo è che l'attività mentale si differenzi dal somatico attraverso un'elaborazione del funzionamento fisico.

Diagramma del continuum mente-corpo

Le Sindromi Psicofisiche "Datate"

È in questo quadro teorico che Gaddini sviluppa le sue concezioni sulle sindromi psicofisiche, termine da lui preferito a "psicosomatiche". Particolarmente rilevanti sono le sindromi "datate" (1980c), riferite ai primi diciotto mesi di vita. La loro caratteristica distintiva è la comparsa non immediata dopo la nascita, ma a partire da un determinato momento. Tra queste, Gaddini identifica:

  • Il mericismo (o ruminazione): compare a partire dal terzo mese.
  • La dermatite atopica: compare a partire dal sesto mese.
  • L'asma: compare non prima della fine del primo anno.

L'aspetto cruciale di questa concezione è che non si tratta di un ritorno al somatico per incapacità del mentale di elaborare, bensì di una trasformazione del funzionamento somatico da parte del mentale. La patologia psicofisica, in quest'ottica, è vista come il risultato di un'attività creativa della psiche, dove la fantasia non è assente ma si esprime attraverso il corpo.

L'Organizzazione Mentale di Base (OMB) e lo Sviluppo del Sé

Seguendo la linea di pensiero di Winnicott, Gaddini teorizza che il soggetto si costituisca attraverso un processo di costruzione di un senso di continuità del sé. Partendo da uno stato iniziale di non distinzione tra sé e non-sé, un graduale processo di differenziazione, basato sui processi imitativi dell'area psico-sensoriale, conduce all'emergere dell'Organizzazione Mentale di Base (OMB) (1980c).

L'OMB rappresenta la prima forma di organizzazione psichica, caratterizzata da un funzionamento autarchico e magico, volto a ristabilire onnipotentemente la fusione del Sé con l'oggetto. Questa organizzazione si distingue dalla struttura psichica freudiana. L'esperienza graduale della separatezza, al contrario, promuove lo sviluppo di meccanismi introiettivi, che si instaurano quando si definisce una differenza tra "dentro" e "fuori". Il modello psicofisico sotteso all'introiezione è quello dell'incorporazione, il "mettere dentro".

Con i processi di identificazione, invece, si entra nell'area di una soggettività capace di rapportarsi all'oggetto percepito come esterno. Il modello gaddiniano si focalizza quindi sul protomentale e sulla sua evoluzione verso la struttura psichica freudiana, che mira allo sviluppo dell'autonomia attraverso il riconoscimento della realtà e la relazione con un oggetto distinto da sé.

L'imitazione come chiave per un sano sviluppo del bambino nel primo settennio

Angoscia di Integrazione e Emergenza delle Pulsioni

L'OMB, quale prima organizzazione psichica emergente dall'esperienza della separatezza, mette in atto manovre difensive di tipo imitativo per negare l'alterità dell'oggetto. La prima esperienza di un Sé separato è intrinsecamente legata all'angoscia, definita da Gaddini come angoscia di integrazione o angoscia di perdita di sé.

Un evento straordinario che segna il Sé sopravvissuto alla separazione è l'emergenza delle pulsioni istintuali (1984c). Sebbene presenti fin dalla nascita secondo la teoria freudiana, le pulsioni rimangono inattive fino a quando non si forma un sé separato capace di entrare in relazione con un oggetto percepito come altro. Gaddini, pur distinguendo tra pulsioni e istinti, utilizza spesso i due termini in modo intercambiabile.

Nel modello gaddiniano, sembra prevalere l'idea che non sia possibile parlare di primato della pulsione. Il primato appartiene alla costituzione dell'unità del sé, del soggetto, e la pulsione ne rappresenta una funzione orientata verso l'oggetto. In questo processo, Gaddini sottolinea il ruolo centrale dell'aggressività: inizialmente, le cariche aggressive sono dirette verso l'esterno, mentre quelle libidiche verso l'interno.

La Scena Primaria e la Formazione del Padre

Un altro elemento fondamentale che abilita la relazione oggettuale è il processo della scena primaria e la formazione del padre (1974a). All'interno della relazione fusionale con la madre, da cui l'infante si differenzia gradualmente, si sviluppa un ulteriore processo di trasformazione della madre in una figura inizialmente percepita come estranea e aliena, per poi essere riconosciuta come esterna.

In questo scenario, il padre viene percepito dall'infante come la madre "estranea" che minaccia la fusione imitativa. Il processo della scena primaria e l'emergere del padre dalla madre rappresentano quindi l'uscita fondamentale del bambino dall'illusione magica dell'identità imitativa fusionale. Questa concezione offre una lettura alternativa al concetto di fantasma originario di scena primaria di derivazione filogenetica.

La Creatività della Psiche e il Transfert Imitativo

Il modello teorico di Gaddini si basa sullo studio dei processi che portano alla costruzione di un senso di continuità del sé fin dalle primissime esperienze di vita. Sebbene il concetto di apprendimento mentale del funzionamento fisiologico nel continuum corpo-mente possa suggerire una visione lineare dello sviluppo, un'analisi più approfondita rivela l'impegno di Gaddini nel dimostrare la creatività dell'attività psichica fin dai modelli di funzionamento mentale primordiali.

Egli enfatizza la drammaticità del processo di costruzione di sé, che richiede la capacità di sostenere un'angoscia profonda (l'angoscia di perdita di sé o integrazione) e che consente l'invenzione dello spazio e del tempo (1978), inizialmente assenti. Il processo di costruzione del soggetto è, in definitiva, un processo attraverso cui l'attività psichica, inizialmente intrecciata al corpo, si emancipa dai funzionamenti fisiologici, acquisendo un senso proprio.

Nel continuo rimando tra teoria e clinica, il contributo di Gaddini risiede nella sua attenzione a distinguere, in analisi, i funzionamenti appartenenti all'area psico-sensoriale da quelli dell'area psico-orale. Questa distinzione, pur avendo un valore esplicativo, deve essere applicata con flessibilità nella clinica.

L'attenzione ai processi imitativi si condensa nel concetto di transfert imitativo. Questo fenomeno rappresenta una difesa contro il riconoscimento dell'alterità dell'analista e della propria separatezza. Può manifestarsi a un livello diverso dal transfert oggettuale, come una spinta a "fare uno" con l'analista, al fine di difendersi dall'angoscia. A differenza del transfert, in cui qualcosa dell'analizzando viene trasferito sull'analista in quanto altro, nel transfert imitativo si verifica una vera e propria imitazione, una negazione dell'alterità.

Gaddini ha sottolineato l'importanza di distinguere, in analisi, quei funzionamenti che appartengono all'area psico-sensoriale da quelli che appartengono all'area psico-orale. Questa distinzione è fondamentale per comprendere le dinamiche profonde del paziente, specialmente in quei casi in cui la rappresentazione e la simbolizzazione sono carenti. L'analista, confrontandosi con tali difficoltà, è chiamato a un lavoro su di sé per ampliare i propri confini interni e accogliere gli aspetti problematici del paziente.

L'Originalità del Concetto di Fantasia in Gaddini

Il pensiero di Eugenio Gaddini si distingue per la valorizzazione del ruolo dello sviluppo della fantasia a un livello primitivo, concepita come un precursore corporeo del mondo immaginativo. L'oggetto, prima di essere mentalmente percepito come fantasia immaginativa, viene sentito soggettivamente dal neonato attraverso vissuti sensoriali di modificazione corporea: le "fantasie nel corpo". Solo in uno stadio successivo emergono le "fantasie sul corpo", le prime rappresentazioni mentali del sé corporeo. Questa distinzione tra fantasie nel corpo e fantasie sul corpo segna un transito cruciale tra un funzionamento mentale a dominanza sensoriale e l'avvio di potenzialità rappresentative attivate dall'immagine.

Illustrazione della distinzione tra fantasie nel corpo e fantasie sul corpo

Il lavoro di Gaddini sulla psicopatologia dello sviluppo, con la sua enfasi sui processi imitativi, sul continuum mente-corpo e sulle sindromi psicofisiche datate, continua a offrire spunti preziosi per la comprensione della formazione del soggetto e per la pratica clinica, invitando a considerare la profonda interconnessione tra le esperienze corporee e la vita psichica fin dai primissimi momenti dell'esistenza.

tags: #imitazione #eugenio #gaddini #psicopatologia #dello #sviluppo