Narcisismo: Un Doppio Orientamento tra Sé e il Tutto

Il narcisismo, un concetto che da Ovidio in poi ha popolato l'immaginario occidentale, continua a stimolare riflessioni profonde e sfaccettate. Lungi dall'essere una mera pedanteria accademica, la sua interpretazione si rivela cruciale per comprendere le dinamiche psichiche individuali e collettive, soprattutto nell'era contemporanea, caratterizzata da un'eccessiva esposizione all'immagine e da una pervasiva cultura dell'io.

L'Interpretazione di Lou Andreas Salomé: Oltre la Patologia

Lou Andreas Salomé, figura intellettuale di rara complessità e originalità, ha proposto una lettura del narcisismo che si discosta significativamente da quella freudiana, tradizionalmente incline a vederlo come una fase di sviluppo o, più spesso, come uno stato patologico. Nel suo saggio "Il narcisismo come doppio orientamento" (1921), Salomé suggerisce una duplice inclinazione del narcisismo: una rivolta verso il Sé e l'altra verso l'universo, il Tutto.

Lou Andreas Salomé

Questa prospettiva consente di superare la visione riduttiva del narcisismo come mera auto-ammirazione fine a se stessa. Per Salomé, il narcisismo può rappresentare un motore di crescita, un impulso verso l'espansione del sé e l'integrazione con il mondo circostante. L'identità, per sua natura fluida e in costante divenire, non è un'entità statica ma un processo dinamico. La celebre scrittrice e psicoanalista sottolinea come la pienezza dell'essere si possa trovare non solo nella gratificazione del proprio io, ma anche nella capacità di connettersi con qualcosa di più grande di sé, un'esperienza che può condurre a un senso di liberazione e soddisfazione profonda.

Dalla Psiche Maschile a quella Femminile: Una Nuova Prospettiva

Nel suo dialogo con le grandi menti del suo tempo, come Friedrich Nietzsche e Sigmund Freud, Lou Salomé ha saputo rovesciare prospettive consolidate, in particolare riguardo al femminile. Mentre Nietzsche tendeva a identificare la psiche maschile con la dedizione altruistica e quella femminile con la perseveranza in sé, Salomé ha invece intravisto nella donna una forza intrinseca, un'autonomia e una capacità generativa che trascendono gli stereotipi.

La sua analisi del narcisismo, quindi, non si limita a descrivere una tendenza individuale, ma si estende a una riflessione sulla differenza sessuale e sul ruolo del femminile nella cultura. In un'epoca in cui l'emancipazionismo femminile veniva talvolta visto con sospetto, Salomé ha invece celebrato la diversità femminile non come inferiorità, ma come una forma di supremazia, una potenza affermativa e dionisiaca capace di contribuire alla trasvalutazione dei valori.

Il Contributo di Michael Balint: Amore Passivo e Crescita

La teorizzazione del narcisismo come doppio orientamento trova fertile terreno di confronto con le idee di Michael Balint, in particolare con il suo concetto di "amore primario passivo". Balint, nei suoi saggi raccolti in "Primary Love and Psychoanalytic Technique" (1952), contesta l'idea freudiana di un bambino polimorfo perverso, autoerotico e narcisistico.

Michael Balint

Per Balint, il narcisismo è sempre di natura secondaria. Esso nasce quando il bambino, non percependo un'adeguata gratificazione d'amore dal mondo esterno, è costretto a "amare e gratificare se stesso". La fonte primaria dell'amore, invece, è un "amore primario passivo", un'estatica attesa di amore e soddisfazione rivolta dal bambino alla madre. In questa fase, il bambino gode di una sconfinata e onnipotente possibilità di ricevere, mentre la madre possiede un'infinita capacità di dare. La tenerezza, in questa ottica, non è una libido inibita nella meta, come per Freud, ma una pulsione autonoma.

La Relazione Oggettuale Primaria e l'Esame di Realtà

Il destino dell'uomo, secondo Balint, è intrinsecamente legato alla relazione oggettuale primaria. Solo la gratificazione puntuale e tenera del bisogno d'amore passivo consente al bambino una progressiva crescita nell'esame di realtà, preparandolo ad affrontare l'avventura della "genialità" da adulto. Le relazioni oggettuali primitive, caratterizzate da dipendenza disperata, rifiuto di questa dipendenza attraverso l'onnipotenza e il dare l'oggetto per scontato, sono intrinsecamente instabili e fondate su una verifica di realtà difettosa. L'odio, in questo contesto, emerge come l'ultimo residuo, un rifiuto e una difesa contro l'amore oggettuale primitivo.

L'Ombra del Narcisismo: Anoressia e Bulimia

Le dinamiche narcisistiche, quando si configurano in forme patologiche, possono manifestarsi in disturbi alimentari come l'anoressia e la bulimia. Questi disturbi, sebbene distinti, condividono un nucleo comune di difficoltà nel rapporto con sé stessi, con il proprio corpo e con il mondo esterno.

L'anoressia nervosa si caratterizza per un rifiuto più o meno grave di alimentarsi, con l'obiettivo di mantenere uno stretto controllo sul peso e sulla forma corporea. Questa esigenza di controllo totale si estende alle funzioni corporee e spesso si accompagna a una distorsione dell'immagine corporea e a una negazione di stimoli come la fame o la stanchezza.

Ragazza con disturbo alimentare

La bulimia, d'altra parte, è definita da abbuffate compulsive seguite da comportamenti compensatori come il vomito autoindotto o l'uso di lassativi e diuretici, nel tentativo di controllare il peso. Questi disturbi, che colpiscono prevalentemente giovani donne ma che vedono un aumento anche tra gli adolescenti maschi, sono stati definiti da alcuni autori come "sindrome psicosociale" o "disturbo etnico", evidenziando la loro complessa interazione con fattori culturali e sociali.

Il Corpo come Campo di Battaglia: Conflitti Identitari e Materni

In molti casi, l'anoressia e la bulimia sembrano riallacciarsi a disturbi evolutivi adolescenziali, ma in forme più gravi possono strutturarsi come una sorta di conversione isterica, una "forma moderna di isteria". La paziente anoressica si trova spesso in conflitto con il modello femminile e materno, in uno sforzo di acquisire una separatezza dalla madre che non è stata conquistata in precedenza. Il corpo, attaccato nelle sue forme femminili e nelle sue funzioni procreative, diventa il terreno di questo conflitto.

Questa tendenza all'attacco al corpo testimonia la difficoltà alla mentalizzazione e la preferenza per l'agire piuttosto che per il pensare, una caratteristica tipica dell'adolescenza. Il corpo infantile, in questo contesto, diviene un testimone del conflitto tra il desiderio di separazione dalla madre e quello di unione con lei, in una sorta di "infanzia senza fine". Il rischio è la strutturazione di un modello di funzionamento autarchico, in cui ogni relazione di scambio è annullata e ci si rifugia in una rigida corazza narcisistica.

L'Era Digitale e l'Epidemia dell'Immaginario

Nell'epoca contemporanea, la pervasività delle tecnologie digitali ha dato origine a quella che Slavoj Žižek definisce "l'epidemia dell'immaginario". L'accessibilità a un'infinità di stimoli visivi, frammentati e virtuali, alimenta stati intensi di attivazione della fantasia, caricando l'immagine di una forza ideologica sempre maggiore.

Schermo di smartphone con molte app

L'immagine, svincolata dal soggetto e dotata di un piano di esistenza proprio, viene vissuta in modo paradossalmente solipsistico e personalistico. Gli algoritmi, che conoscono le nostre abitudini e preferenze, rinforzano le nostre scelte individuali, lasciando poco spazio all'alternativa e costringendoci a essere popolati dal nostro stesso immaginario in maniera abissale. Questo alimenta il "puer aeternus", il fanciullo divino che abita in ognuno di noi, nutrendosi di fantasia e rifuggendo le limitazioni della realtà.

La Sospensione del Tempo e la Perdita del Reale

Panorami esotici, pornografia, food blog e videogiochi offrono surrogati estetizzati che invertono bisogni con desideri immaginari. L'accessibilità a un bacino quasi infinito di immagini rende onnipotenti, ma inflaziona la coscienza rispetto al concreto padroneggiamento degli oggetti di piacere e conoscenza, dando l'illusione della presenza e rendendo inutile la memoria. In questa atmosfera rarefatta, la percezione del tempo si sospende, trasformandosi in un eterno presente, in uno stordimento tipico degli stati di narcosi che si diffondono da Narciso.

Questa "stoltezza giovanile" nella possessione dell'immagine tende a ripetersi prepotentemente, imbambolando il fruitore con la parvenza di novità quando l'esperienza non è realmente nuova. La realtà, o una sua porzione, viene oscurata in una "macula caeca", e ci si ribella contro di essa appena la si intravede. Il puer aeternus, che solitamente svolazza con leggiadria nelle vette spirituali dell'immaginazione, incontra difficoltà nel processo di discesa e incarnazione nella realtà.

Il Mito di Narciso: Il Potere della Consapevolezza

La Necessità di un Approccio Multidisciplinare e Relazionale

Affrontare le complessità del narcisismo, sia nella sua accezione più ampia che nelle sue manifestazioni patologiche, richiede un approccio integrato. Nel caso dei disturbi alimentari, ad esempio, c'è un crescente accordo sulla necessità di un intervento multidisciplinare che coinvolga anche il contesto relazionale familiare.

La scuola sistemica, che lavora a livello del gruppo famiglia fin dagli anni '60, ha elaborato molta esperienza in questo senso. Spesso si ricorre a interventi integrati di affiancamento a terapie familiari con terapie individuali. Tuttavia, stringere un'alleanza terapeutica con un paziente anoressico o bulimico non è cosa facile, poiché spesso non vedono il loro disturbo come un problema, opponendo un netto rifiuto a ogni intervento di cura.

La Difficoltà dell'Alleanza Terapeutica e l'Importanza del Contesto

Nelle situazioni più gravi, la persecutorietà del paziente fa sì che ogni intervento venga vissuto come un'introduzione di elementi pericolosi da cui difendersi. Tuttavia, per gli adolescenti, può esserci una maggiore apertura ad essere aiutati nell'indagare le difficoltà legate ai compiti evolutivi, di cui il sintomo anoressico e i disturbi alimentari in genere possono essere testimonianza.

È fondamentale individuare un setting stabile ma flessibile, che tenga conto dell'ambivalenza e dell'oscillazione tra il desiderio e la paura di dipendere. La difficoltà principale sembra risiedere nell'accedere a una dimensione triadica, in cui spesso il terzo escluso è il padre. Questo può portare alla formazione di alleanze simbiotiche madre-figlia che riproducono schemi relazionali precedenti, contribuendo alla costituzione di un'immagine interna di madre fagocitante da cui è necessario difendersi.

In conclusione, il narcisismo, interpretato attraverso le lenti di pensatori come Lou Salomé e Michael Balint, si rivela un fenomeno complesso che abbraccia sia le potenzialità di crescita e connessione con il tutto, sia le insidie della patologia. Nell'era digitale, la sua declinazione si carica di nuove sfumature, rendendo ancora più urgente un'analisi profonda e un approccio terapeutico che tenga conto della complessità dell'individuo e del suo contesto relazionale.

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